IL MERCATO CENTRALE DI FIRENZE (Antonella Giroldini)

IL PRIMO PIANO
IN PRIMO PIANO

Il Mercato Centrale Firenze nasce da un’idea di Umberto Montano che con Claudio Cardini ha dato vita al progetto che restituisce a Firenze uno dei luoghi più significativi della città: il primo piano del mercato coperto di San Lorenzo. Il progetto diventa realtà nella primavera del 2014, a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni – autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

 

UN LUOGO
UNICO

Il Mercato Centrale Firenze non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto. Pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini: tutte le botteghe sono condotte da commercianti artigiani con in comune la passione per la loro professione.

UN POSTO
CHE INTRATTIENE

Oltreché per fare normalmente la spesa, al Mercato Centrale Firenze si può stare a sedere in uno dei 500 posti a disposizione per mangiare qualcosa, con la certezza di poter contare sulla genuinità: tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare di qualità e tutti i piatti preparati all’interno del Mercato vengono cucinati utilizzando solo le materie prime che sono in vendita all’interno del Mercato stesso.
Il tutto per rendere il Mercato Centrale Firenze il luogo ideale per ogni momento della giornata, dalle 10 di mattina fino a mezzanotte.
Firenze, da sempre scenario dell’eccellenza e dell’autenticità gastronomica, vede tornare gli artigiani e le loro botteghe protagonisti del buon mangiare.

LE BOTTEGHE
DELLE COSE BUONE

Aperto tutti i giorni ad un’esperienza del gusto, del tempo, e del divertimento, il Mercato Centrale Firenze è una grande piazza coperta dove autenticità, spontaneità e tradizione sono protagoniste. Ogni bottega è il luogo ideale per fare la spesa e ritrovare il cibo vero, sincero e al giusto prezzo che la Toscana e l’Italia sanno offrire.

“Cuoppo di Pesce” (Antonella Giroldini)

dsc_2497

Per gli appassionati del cibo di strada, Salerno e la costiera amalfitana offrono da qualche anno una deliziosa variante marinaresca: è il cosiddetto “cuoppo di mare”, piatto tradizionale tornato oggi prepotentemente di moda.
Un gustoso cartoccio di frittura di pesce fresco, da gustare “ipso facto” mentre ancora scotta, in napoletano si direbbe frienn magnann,  appena appena insaporito da un pizzico di sale e pepe.
Al suo interno anellini di calamari, alici, gamberi, paranza, ma anche polpi, frutti di mare, pizzette di alghe, avvolti, come vuole la tradizione risalente al dopoguerra, nella carta gialla, quella del pane fresco, per intenderci, perfetta per assorbire l’olio. Così confezionata, la frittura di pesce diventa un ottimo finger food da gustare con calma passeggiando tra le vie del centro storico di Salerno, in questo periodo rese ancora più suggestive grazie alle luminarie d’artista.
Anche quest’anno infatti, in occasione delle festività natalizie, la città si è rivestita di luce richiamando con le sue luminarie d’autore folle di turisti stupefatti.
Passeggiando tra draghi, folletti, fatine colorate,  tappeti volanti, slitte e costellazioni di pianeti, come resistere all’invitante tentazione delle bancarelle e delle numerose cuopperie del centro  antico che offrono a pochi euro (il prezzo si aggira tra i 3 e i 5 euro) un delizioso spuntino a base di croccante frittura di pesce magari accompagnato da un buon bicchiere di vino?

Come molti altri piatti del passato tornati attuali, il cuoppo è divenuto ormai l’assoluto protagonista della movida salernitana,  soppiantando panini e kebab,  anche grazie ad alcune manifestazioni che l’hanno promosso e fatto conoscere al grande pubblico.

Ristoaereo Fiumicino (Antonella Giroldini)

Se volete festeggiare un evento importante o particolare è assolutamente da provare.

Si tratta di un idea originale che consente di organizzare una cena romantica a bordo di un aereo presidenziale. Basta arrivare a Fiumicino in Via Via Trincea Delle Frasche 90.

Un aereo presidenziale, per l’esattezza: un Convair Metropolitan 440 del 1957.  Una cena a bordo di un aereo presidenziale accessibile a tutti… tutti quelli che hanno almeno 60 euro da spendere (anzichè 100, grazie agli sconti che regalano spesso sulla loro pagina facebook) per passare una serata diversa, all’insegna di location insolite e buona cucina.

Usufruirete così del Menu degustazione “Romantico” di mare o di terra comprendente per ciascuna persona: (acqua,pane, Rosè Mionetto inclusi) entrèe, antipasto, primo, secondo, dessert.

IMG_8565 IMG_8566

L’esperienza a bordo del Ristoaereo per noi è stata meravigliosa.  Il luogo è sicuramente insolito, non solo per l’aereo in sé, l’attrattiva maggiore, ma anche per il piano inferiore, allestito come una vera e propria giungla. Camerieri vestiti da piloti, il comandante che vi accoglie alla fine della cena chiedendovi come è andato il volo, piatti raffinati e squisiti. 

IMG_8549 IMG_8552 IMG_8558 IMG_8559

I menù si dividono in Light Class e First Class (25 euro a persona il primo, 35 euro a persona il secondo), o in alternativa, c’è il menù Romantico, che si divide in Top Class o Vip Class, al costo di 50 euro p.p. il primo e 75 euro p.p il secondo. Se invece avete voglia di una serata intima e speciale, a tu per tu con la vostra metà, al prezzo di 150 euro p.p. potete prendere il privè presidenziale a bordo dell’aereo.

Nei menù è compreso tutto, dagli antipasti al dolce, bevande incluse.  Sembrerà banale, ma mangiare a bordo di un aereo, fermi a terra, serviti e riveriti, è una bella emozione. Ci si sente un po’ come quei Presidenti che ci viaggiavano sopra, più di cinquant’anni fa… Certo, se partisse e ci portasse chissà dove, sarebbe ancor più bello, ma… intanto accontentiamoci della cena!

Alessandro al Campanile – Sant’Oreste (Antonella Giroldini)

Facendo un giro nei dintorni di Roma ci fermiamo a Sant’Oreste,  un bel paese che si trova ai piedi del monte Soratte a pochi Km da Roma . Pranziamo in un caratteristico locale che è stato realizzato ristrutturando un’antica abitazione del paese trasformandola in un simpaticissimo ristorante.

Ci fermiamo davanti ad un portoncino rosso e bussiamo. Salendo le scale  veniamo accolti da Alessandro  e dal Suo staff.

Quello che subito nota è la calda accoglienza che tutto il personale riserva ai propri ospiti: sembra proprio di essere invitati a casa di un amico!

La padrona di casa è un personaggio veramente simpatico che entra subito in empatia con le persone che ospita e si entra veramente in empatia subito con lei!

Le sale del locale sono arredate in modo molto colorato e ricche di particolari. Ci sono dei tavoli anche vicino alla terrazza da cui si gode di un panorama fantastico!

I piatti sono variegati e gustosi. Il locale adotta il menù fisso che varia di giorno in giorno. Sono previsti antipasti vari , due primi, un secondo con contorno, dolci fatti in casa, caffè e bevande (vino a volontà sia bianco che rosso locali) . L’abbondanza garantita e media qualità.

Gli antipasti sono il vero piatto forte: salumi (coppa romana, salame), formaggio primo sale con miele, fagioli all’uccelletto, insalata russa, polenta servita su pratici taglieri di legno con una salsa particolare: molto buoni tutti quanti!

Decisamente Buona la grigliata di carne ed il risotto!

La signora dei dolci è divertentissima, i dolci uno spettacolo da provare – anche quelli tanto sono inclusi!
Buono buono buono!

 

 

La cucina giordana (Antonella Giroldini)

La cucina Giordana è gustosa e speziata in un modo gradevole e con piacevole attenzione anche alla presentazione dei piatti.

129

Se le portate principali a lungo andare potrebbero risultare poco varie ( la carne è sempre di pollo o montone), la punta di diamante sono gli antipasti che comprendono hummus, crema di melanzane, polpette di carne d’agnello e semola di grano e yogurth liquido  e formaggio cremoso oltre che insalate.

il secondo è composto di pollo o montone. Lo shawarma a base di pollo o di agnello ( panini farciti con pezzi di carne tagliati da uno spiedo, simile al kebab) è molto diffuso e rappresenta uno dei tipici spuntini da acquistare per strada.

Il pane e chiaro e fatto di piccole forme rotonde ( aysh) e viene usato per accompagnare tutte le pietanze, oppure, aperto, viene riempito con un ripieno di carne o insalata o verdura. Così come gran parte della verdura, anche la frutta è di produzione locale.

I dolci sono spesso farciti con il miele e abbondano in cocco, sesamo, spezie, mandorle, noci, pinoli e naturalmente pistacchi.

In Giordania, come in altri Paesi Arabi, le bevande più diffuse sono il tè (shay), spesso aromatizzato con l’aggiunta di menta, salvia o cannella, e il caffè ( qahwah) . Si tratta di un caffè ” turco”, molto denso, dolce e aromatizzato con il cardamomo  ridotto in polvere: la bevanda non viene filtrata, bisogna attendere qualche istante prima di berlo per lasciare tempo ai fondi di depositari.

131

Torino ….con gusto ….. (Antonella Giroldini)

10497236_667248796697507_1435691196964470917_o

L’ultima visita a Torino, oltre ad averci regalato un tuffo nel gusto. Inaspettatamente  a Corso Matteotti, 17 M, 10121 ( Telefono:011 539506) scopriamo un ristorante messicano – El Centenario –  che ci accoglie con la sua vivace atmosfera facendo rivivere nei sapori della tradizione messicana lo spirito della festosa convivialità animata dai vini, dai drinks e dalla nostra speciale sangria.

La storia che ha dato vita al ristorante messicano El Centenario sfiora la leggenda. Aperto a Torino nel 1994 dal vero fondatore Pancho Lopez, qui giunto dal Messico per amore della giovanissima moglie italiana (lui 98 anni, lei 20), El Centenario riprende lo stesso nome del suo primo celebre ristorante aperto in terra natale nel 1911. Si narra che all’epoca il rivoluzionario Emiliano Zapata, dopo aver gustato la cucina di Pancho Lopez, dichiarò: “Questa cucina nasconde un’esperienza e una cura di almeno cent’anni”. Il ricchissimo menù messicano offre gusti, profumi e sapori che corteggiano il vostro palato: carni, pesce, tortillas, verdure, fritti, formaggi cucinati e conditi con salse e spezie irresistibili vi stuzzicheranno l’appetito con accenti più o meno piccanti.

CORNICE-piattixweb

In attesa dei piatti ordinati ci viene servito un antipasto a base di nachos di mais con una deliziosa salsa piccante …e fantastica la deliziosa sangria, come si legge sul loro sito ” Lasciatevi inebriare dalla nostra sangria, rossa come il sangue a cui deve originariamente il nome, dolce e freschissima. Vino rosso, frutta e zucchero nella ricetta spagnola che ne è all’origine… poi adottata dal gusto messicano e proposta in tante varianti speziate.

11084606_10205323166151514_184446677_n

Alla fine optiamo per una PARILLADA MIXTA , il grande piatto delle carni…petto di pollo, sotto filetto di manzo, salsiccia e salsicciotti, cotti alla griglia accompagnati da tortillas, tostada di mais con insalata, semplicemente fantastici !

IMG_3204

Siamo sazi perché le porzioni sono abbondanti, ma ci concediamo anche uno spazietto per il dolce…Siamo in tre e ci concediamo una crema catalana ed una meravigliosa cheesecake …e per chiudere in bellezza ci offrono una graditissima tequila.

IMG_3203

Posto delizioso, cibo, ottimo, servizio impeccabile …Tornare…vogliamo gustare qualcuna delle prelibatezze di questa parte del menù….

” El Centenario Famous Fajitas

Il più gustoso e magro dei piatti tramandato dai coloni e dai cowboys texani del secolo scorso. Striscioline di carne marinate nella birra, cotte alla griglia,

con peperoni e servite su piastra calda, accompagnate da tostada di mais con insalata, guacamole, terrina di purée di e con fagioli neri e tortillas

Para 2 personas”

BEEF. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scamone di manzo di Fassone del Piemonte

LAS VEGAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scamone di manzo di Fassone del Piemonte con la nostra gustosa salsiccia

CHICKEN. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo

RENO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo con la nostra gustosa salsiccia

REPLAY. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e scamone di manzo di Fassone del Piemonte

SPECIAL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e scamone di manzo di Fassone del Piemonte con la nostra gustosa salsiccia

HOLLYWOOD . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La più spettacolare…filetto di pollo e scamone di manzo con porchetta di maiale

CHARRO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e porchetta di maiale

CHICKEN CHEESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo ricoperto di formaggio fondente

In vista di questa meravigliosa cena, che ci avevano preannunciato luculliana avevamo deciso per pranzo di tenerci leggeri! ed abbiamo assaggiato la famosa farinata, per noi piatto torinese, ma scopriamo essere in realtà un tipico piatto ligure.

IMG_3199

La farinata è una torta salata molto bassa preparata con ingredienti molto semplici e poveri: farina di ceci, acqua, sale ed olio.
Per quanto riguarda le origini di questo surrogato del pane, dobbiamo andare molto indietro nel tempo, addirittura al periodo dei Greci e dei Romani, quando, i soldati usavano preparare un “intruglio” di farina di ceci ed acqua che facevano poi cuocere al sole o sul proprio scudo, per sfamarsi velocemente e con poca spesa.
Il risultato era talmente nutriente, che la ricetta sopravvisse alla caduta dell’impero Romano arrivando dritta dritta al Medioevo quando veniva mangiata accompagnata con un trito di cipolle bagnate d’aceto, o con del formaggio fresco.
Proprio legata a questo periodo è la leggenda secondo la quale si racconta che la farinata, come la conosciamo oggi, sia nata nel 1284, per una pura casualità, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia di Meloria.
Al ritorno dalla battaglia, le navi genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta ed alcuni barili d’olio e farina di ceci si rovesciarono bagnandosi d’acqua salata.
A causa della scarsità di provviste, fu recuperato tutto il possibile ed ai marinai fu servito quel miscuglio di ceci ed olio che, nel tentativo di rendere meno sgradevole, fu messo ad asciugare al sole ottenendo così una specie di frittella.
Giunti a terra, i Genovesi, decisero di migliorare la ricetta di questa frittella improvvisata, cuocendo la purea che si otteneva in forno.
Il risultato era così buono che per scherno agli sconfitti, venne chiamato l’oro di Pisa.
Nel quindicesimo secolo un decreto, emesso a Genova, ne disciplinava la produzione, allora chiamata “scripilita”.
Molto particolari erano i locali, chiamati “Sciamadde”, in cui si poteva gustare questa specialità insieme ad un pasto tipico ed un buon bicchiere di vino.
Clienti abituali delle Sciamadde erano in particolar modo gli artisti ed i letterati, tra cui ricordiamo Fabrizio de Andrè, il quale amava frequentare queste locande.

Noi lo gustiamo nella versione semplice…solo ceci…e farcita con prosciutto….torneremo a Torino per l’arte, i musei, il benessere ed il cibo!!!

IMG_3200

Comincio ad oscillare tra una struggente malinconia per quello che questa città ha rappresentato e rappresenta per me e una irresistibile voglia di tornarci….quando ne sono lontana …. ogni volta c’è un pezzettino che mi manca e mi incuriosisce….

 

CEDRO DEL LIBANO – RISTORANTE LIBANESE A ROMA (Antonella Giroldini)

Quando qualche anno fa un gruppo di amiche mi proposero il ristorante libanese, confesso si essere stata piuttosto scettica. Quello che mi convinse a provare un nuovo ristorante etnico fu la assicurazione che Najah, la proprietaria, aveva una straordinaria capacità di leggere i fondi di caffè!

images

La molla che muove una mente femminile e senza dubbio la curiosità, soprattutto quella sul futuro! e se a questo aggiungiamo gli eterni problemi di cuore che affliggono il sesso femminile il gioco è fatto e l’impresa vincente!

IMG_2938

Il ristorante è in Via Aurelio Cotta 36 a Roma Tuscolano ( Numero di telefono 06 7614578 ) – Sito web attività ilcedrodellibano.com.

Al nostro arrivo troviamo un ambiente riservato e accogliente dove il proprietario e la sua mamma vi cucineranno delle prelibatezze provenienti dalla loro terra d’origine: il Libano.

Il menù è fisso ed abbondante e comprende antipasti misti tra fritti, hummus, pita, samosas, ecc., a seconda della disponibilità; un primo e un secondo generalmente serviti insieme, che consistono in un piatto di carne accompagnato con riso profumatissimo; insalata fresca, di cui potete chiedere anche un bis, e per finire dolcetti e tipico tè libanese che aiuterà la digestione.

IMG_2935

Consigliato a chi ama i sapori non estremamente ricercati ma gustosi e genuini, anche a portar via.

ANTIPASTI Si comincia con una serie di piatti molto semplici ma gustosi, dalla crema di melanzane (baba ganus) a quella di ceci (hommus), passando per l’insalata di prezzemolo (fatouch) ed il fatayer, ovvero triangolini di pane ripieni, nel nostro caso, di carne. Il tutto accompagnato da abbondante pane arabo.

IMG_2939

IMG_2940

PRIMI PIATTI Non possono mancare cous cous e tabboouleh (grano spezzato integrale, menta e prezzemolo), tradizionali e pertanto molto gustosi, ma anche il risotto di pesce e zafferano (saiadè) si fa apprezzare.

IMG_2942

SECONDI PIATTI Anche in questa fase è la semplicità a dominare, con carni cucinate al forno o allo spiedo, senza troppi fronzoli. Shawerma (carne cotta allo spiedo e che per noi sarebbe il Kebab), pollo arrosto alla libanese, spiedini di pollo (shis tauk).

IMG_2943

DOLCI Baklava su tutti! Un dolcissimo pasticcino di fillo ripiena di miele e frutta secca.

VINI E BEVANDE E’ possibile accompagnare la cena con bevande tipiche libanesi, come la birra Almaza, o il vino Chateau Kefraya bianco o rosso, fate però attenzione ai prezzi. A fine pasto vi consiglio il tè in abbinamento al dolce, oppure, per i più arditi un liquore, chiaramente tipico.

SERVIZIO Ottimo il personale, estremamente gentile e cordiale. Il locale è a conduzione familiare e si vede.

PREZZO Il menù fisso che abbiamo scelto (in verità non è possibile fare altrimenti) con 3-4 antipasti, 1 primo, 1 secondo, contorno dolce e tè ammontava a € 27. In genere con la lettura dei fondi di caffè si sale a € 35. Forse un po’  caro per la quantità di cibo, la semplicità dello stesso ed il locale, ma la genuinità del cibo e l’affetto quasi materno di Najah valgono assolutamente quel prezzo….

Il venerdì ed il  sabato sera è possibile anche assistere ad uno spettacolo di danza del ventre.

Assolutamente da provare soprattutto quando c’è l’humus, il cous cous e le gustosissime polpettine.