MONTICCHIELLO (Antonella Giroldini)

Una strada alternativa, di grande interesse paesistico, per Montepulciano è quella, in parte “bianca”, che passa per Monticchiello, borgo medieval, cinto da mura, con torri e un cassero del XII secolo, coevo della parrocchiale che custodisce vari affreschi trecenteschi. La località è nota per l’annuale rassegna del ” Teatro povero”.

FABRO (Antonella Giroldini)

Fabro è la meta ideale per quel turista che predilige le bellezze paesagistiche ed i soggiorni rilassanti. E’infatti possibile organizzare nel verde che circonda il paese, delle lunghe e salutari passeggiate e aver così la possibilità di attraversare quelle terre la cui fertilità dona spontaneamente il pregiato tartufo umbro. All’interno del paese sono degne di nota la Chiesa parrocchiale di San Martino, eretta nel XIX secolo, e l’ottocentesco Palazzo Comunale, il cui progetto viene attribuito all’architetto perugino Guglielmo Calderini.

Il castello di Fabro, parte del territorio comunale di Fabro, è posizionato su un panoramico colle ( m. 364) a est del torrente Chiani. Di matrice fortificata, con caratteristica forma a mandorla, fu fondato intorno al Mille e restaurato nel Quattrocento e ancora nel Cinquecento. L’intervento progettuale cinquecentesco è opera di Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze 1484- Terni 1564).
Il complesso, oggi di proprietà privata, mostra una struttura ancora in gran parte integra con possente e compatta cinta muraria e grande torrione cilindrico.
Il castello fu feudo dei Filippeschi dalla fondazione fino al 1313; passò poi ai Monaldeschi e nel 1488 a Cesario Bandini di Città della Pieve, i cui eredi a causa delle lotte di potere con la città di Orvieto, furono costretti ad andarsene nel 1494.
In seguito divenne roccaforte di grande importanza per lo stato pontificio.
Nel XVII secolo la località divenne comune con i propri Statuti mentre nel 1817 apparteneva ai marchesi Antinori.
A causa della distruzione dell’ archivio comunale, conservato nel Palazzo Comunale della cittadina, sono andate perduta la maggior parte delle memorie storiche del castello.

 

 

 

Trequenda (Antonella Giroldini)

Borgo medioevale articolato su strette viuzze spezzate da archi e piccoli corti con panoramiche porte . Bandiera arancione del TCI. Oltre il massiccio torrione del Castello Cacciaconti si raggiunge da la duecentesca parrocchiale di Ss Pietro e Andrea , dall’elegante facciata a scacchi di pietra bianchi e neri.

EGGI DI SPOLETO (Antonella Giroldini)

Eggi è un borgo tra gli ulivi a due chilometri dalla Flaminia, a 5 da Spoleto in direzione Foligno, quasi a cavallo tra la Valle del Nera e quella Spoletana.

Il borgo, di origine romana, ha delle fasi edilizie ben definite che ti lasciano comprendere la sua storia. Ad un primo periodo corrisponde la costruzione del castello (XIV sec.) che ha impianto triangolare. Nel corso del XV secolo il paese cominciò a debordare dalle mura, ed appena fuori di esse sorsero delle abitazioni. Tra la metà del XVI e la fine del XVIII sec. conobbe un periodo di splendore grazie anche alla presenza di illustri cittadini che, dotati di cospicui mezzi economici, chiamarono numerosi artisti del tempo per abbellire le chiese del territorio.
Non devi perdere la visita della chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificio votivo della fine del XV secolo, ornato da affreschi nei quali predomina la ricerca di protezione contro il morbo della peste, della chiesa di San Giovanni Battista con abside decorata tra il 1527 ed il 1532 da Giovanni di Pietro detto Lo Spagna e dell’Oratorio del Sacramento e complesso dell’Ospedale, con un cancello per delimitare l’isolamento, un ambiente vasto ad uso di corsia, una cucina ed altre stanze di servizio; al piano terra il magazzino del Monte Frumentario. Nella chiesa San Michele Arcangelo trovi interessanti affreschi del  Maestro di Eggi, anonimo pittore del XV secolo, identificato da Federico Zeri proprio con gli affreschi di questa chiesa e operoso a lungo nello Spoletino e nella Valnerina.
Il borgo di Eggi è famoso in Umbria per la Festa degli asparagi di bosco, appuntamento tra fine aprile e i primi di  maggio, ormai ventennale, che non puoi perdere e ove potrai assaggiare un vero piatto della tradizione spoletana: gli strangozzi fatti in casa con sugo di asparagi.

SOVANA (Antonella Giroldini)

E’ l’immagine di “città di Geremia” quella associata ormai da tempo a questo altopiano tufaceo, dove, tra il VII e il VI secolo a. C., fiorì un importante centro etrusco e poi romano, nel medioevo sede vescovile e capitale della contea aldobrandesca. La decadenza, iniziata nel XV secolo, divenne irreversibile dopo il saccheggio senese del 1410. La Rocca duecentesca, di cui oggi si possono vedere i resti della torre del cassero e le mura perimetrali, era il cardine del sistema difensivo costruito  dalla cinta muraria medievale. Piazza del Pretorio , cuore del centro medievale, è definita a destra del duecentesco Palazzo pretorio, e della loggetta del Capitano; di fronte il profilo atipico del palazzo dell’Archivio, con campanile a vela e orologio; sulla sinistra la chiesa di S. Maria Maggiore, cui si accede dal fianco destro poiché l’ingresso principale è stato inglobato nel seicentesco palazzo Bourbon del Monte.

 

Isola Maggiore …Lago Trasimeno (Antonella Giroldini)

La pace degli olivi, dei lecci e dei cipressi attirò nel ‘200 una comunità di Frati minori che qualche anno più tardi, accolsero lo stesso san Francesco per un intera quaresima. Oggi l’isola, seconda del lago per grandezza, è meta ambita di chi non vuole rinunciare al fascino di un giro in battello ed è anche l’unica a essere ancora abitata. Il villaggio , sulla riva occidentale , si compone di una sola strada lastricata , chiusa tra case tre – quattrocentesche e della parrocchiale seicentesca.

Al termine del paese è la romantica chiesa di S. Salvatore, con all’interno un polittico frammentario di Sano di Pietro, proveniente dalla chiesa del vicino convento francescano. La punta meridionale dell’isola è occupata dal neogotico castello Guglielmi o villa Isabella(in abbandono) , che il marchese Giacinto Gglielmi fece costruire sui resti del convento francescano, del quale rimangono tracce nel chiostro e nella chiesa, ristrutturata. Fu la marchesa Elena Guglielmi a renderlo famoso grazie al laboratorio di merletti da lei fondato nel 1904, insegnando alle donne del luogo, già esperte nella tessitura delle reti il “punto Irlanda” , a tutt’oggi produzione tipica dell’isola.

 

Paesaggi di calcare (Antonella Giroldini)

In corrispondenza di un crepaccio tettonico scaturiscono innumerevoli sorgenti termali sorgenti termali (35°) nelle cui acque sono presenti (in soluzione) grandi quantità di sale di calcio. Queste acque hanno lasciato sui fianchi della collina depositi calcarei che, trasformatisi in ossido di calcio, hanno dato luogo nel tempo a rupi frastagliate e dentellate, bianche scogliere e cascate di acqua pietrificata, cristallizzata in lucenti stalattiti di travertino. Ne risulta un suggestivo scenario, caratterizzato da un susseguirsi di terrazze sovrapposte, costituite da enormi vasche tra loro comunicanti che a seconda delle diverse ore del giorno e della luce riflessa assumono differenti e spettacolari colorazioni.