OLINDA (Antonella Giroldini)

A Nord di Recife (nello Stato del Pernambuco), sulla costa Costa Atlantica del Brasile c’è Olinda, una delle città coloniali meglio conservate del Brasile.

Il centro storico di Olinda, conosciuto come Città Alta, è Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1982, inserito nella lista per le sue belle chiese barocche e per la straordinaria conservazione degli edifici e dell’atmosfera coloniale.

COSA VEDERE AD OLINDA – La Sé da Olinda è la cattedrale di Olinda e Recife. La chiesa era stata costruita sul finire del 1500 e ricostruita nel 1631 in seguito ad un incendio. Sulla porta in legno della cattedrale ci sono delle interessanti iscrizioni in portoghese.
Il Monastero di San Benedetto e il Convento di San Francesco sono altri luoghi iconici da visitare ad Olinda.

Dopo le visite di rito la cosa migliore da fare in questa bella città coloniale è passeggiare davanti agli edifici colorati, godersi, tra le vie acciottolate del centro storico, gli scorci sull’Atlantico incorniciati tra le palme.

 

Castello di Poggio di Guardea – Guardea (TR) (Antonella Giroldini)

La storia di Guardea, che in origine aveva nome Guardege, ricalca quella di più importanti centri dell’amerino, come Alviano e Lugnano in Teverina. Fu soprattutto al tempo delle signorie che Guardea conobbe una certa espansione, sotto la giurisdizione dei De Guardeja residenti nel bel castello cittadino, detto Castello del Poggio. Nel seguito i Monteparte, i Monaldeschi, e gli Alviano si alternarono nel dominare il paese.

Sulla bella Piazza Panfili si affaccia la Chiesa di San Pietro e San Cesareo (XVIII sec.), formata da un’unica navata con tre cappelle per lato. Nella chiesa sono conservate numerose e pregevoli tele dei secoli XVI-XIX, tra cui un’Incoronazione della Vergine del 1500, un’Ultima Cena attribuita alla scuola di Gian Francesco Perini (XVI sec.), un Sant’Atanasio del XIX sec. Accanto alla sagrestia un mini museo espone i reperti archeologici provenienti dal Convento di Santa Illuminata i cui resti si trovano poco distante dalla statale 205 amerina. Sorto nel 1007, il convento nel XIII sec. passò ai Francescani e lo stesso San Francesco dormì varie volte nella grotta adiacente, tuttora oggetto di una sentita venerazione. A fianco del Municipio si trova la Chiesa di Sant’Egidio (XIII sec.). Ingrandita nel 1500 fu ulteriormente ampliata nel 1690. Dietro l’altare è stato di recente portato alla luce un bell’affresco del sec. XVI, raffigurante una Madonna in trono e Santi. Mirabile anche un’ara pagana, proveniente dalla distrutta Chiesa di Santo Stefano del Marruto.
è stata invece edificata sul luogo dove sorgeva un’antica edicola la Chiesa di Santa Lucia (XIX sec.), che merita di essere visitata per l’affresco (1890) del famoso Domenico Bruschi che impreziosisce l’abside.

Nei comuni di Guardea ed Alviano si estende per 900 ettari un’Oasi Naturalistica, affidata alla tutela del WWF.

Lisbona …Belem (Antonella Giroldini)

La maestosa Belem , 6 km  a ovest del Rossio , possiede un immensa rilevanza storica e grandi ricchezze architettoniche ed è un ottima meta per una gita di una giornata.  Questa zona è famosa soprattutto perché è da qui che partì , l’8 luglio 1497 , l’intrepido esploratore Vasco da Gama per il viaggio di due anni durante il quale scoprì la rotta per le Indie.  Il  modo migliore per  arrivare  Belem è prendere il moderno tram 15da Praga da Figueira o da Praga do Comercio.

La scoperta della rotta per le Indie da parte di Vasco da Gama ispirò la costruzione dello stupendo Mosteiro dos Jeronimos, un sito dichiarato dall’ UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Altro sito Patrimonio dell’Umanità è la Torre di Belem, che è diventata uno simboli dell’epoca delle grandi scoperte. La torre color grigio perla , che ricorda un pezzo degli scacchi , fu progettata dai  geniali fratelli Arruda.

Il gigantesco Padrao dos Descobrimentos , un monumento inaugurato nel 1950 nel cinquecentesimo anniversario della morte di Henrique il Navigatore, ha la forma di una caravella stilizzata carica di illustri protagonisti della storia portoghese.

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Sal Rei ( Antonella Giroldini)

Sal Rei è il capoluogo, situato nella parte a nord – est dell’isola. Il centro costituisce un insieme architettonico caratterizzato da case in stile portoghese, basse con facciate dipinte a vari colori.

Sul lungomare si affacciano alcune case padronali del secolo scorso, a due piani con balconcini in legno e verande. Caratteristica è l’architettura della vecchia dogana davanti al molo. Sull’ampia piazza alberata , che è il punto di ritrovo della comunità, sorge la chiesa di Santa Isabel del 1857.

 

I colossi di Memnone (Antonella Giroldini)

Situati circa 1300 metri a est di Madinat Habu, sulla sinistra del rettifilo che conduce al traghetto per Luxor , i colossi di Memnone sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti ad oriente e alti oltre 16.50 m rappresentano entrambi il re Amenofi III, seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili. Nel 27 a. C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone , arrivava fino alla cintura. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua all’alba, quando la pietra cominciava ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

SALVADOR (Antonella Giroldini)

E’ nota come l’anima africana del Brasile. Qui i discendenti degli schiavi africani hanno conservato le proprie radici molto più che in qualsiasi altra zona del nuovo mondo.

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Salvador è famosa per combinare per combinare elementi sacri e profani nei suoi festival ampiamente noti . Ma anche nei giorni normali, è possibile imbattersi dietro l’angolo nella capoeira on in un gruppo di percussionisti che suona samba e reggae o guardare una seguace del cordomblè mentre è posseduta da una divinità africana

VENTOTENE (Antonella Giroldini)

Seconda isola dell’arcipelago per estensione, è lunga 1750 m ed ha una larghezza massima di 800 m, culminando a m 139 presso punta dell’Arco, Sua estremità sud – occidentale. La presenza di vegetazione d’alto fusto è rara, essendo l’isola battuta da venti dai quali, pare, derivi il nome. In epoca romana fu probabilmente sede di un’unica grande villa imperiale.

In mancanza di cale naturali, il bacino del porto venne scavato completamente nella roccia. Sulla banchina si affaccia un portico anch’esso scavato nella roccia di cui rimangono oggi solo archi occupati da rimesse e negozi. Qualche modifica è stata apportata ai moli e alle botteghe della panchina e la sistemazione moderna del porto e dell’intero paese venne progettata intorno al 1770 dal maggiore del Genio borbonico Winspeare, che negli stessi anni aveva studiato il nuovo volto di Ponza.