Luci d’Artista 2016-2017, le luminarie di Salerno (Antonella Giroldini)

Per visitare la città in tutto il suo splendore decidiamo di partecipare ad una visita guidata .

1ª tappa: Gli Spazi Infiniti

Il nostro tour inizierà proprio qui. Infatti, ci dirigeremo verso Corso Vittorio Emanuele dove passeggiando nello strada dello shopping salernitano, tra meravigliosi negozi addobbati, ammireremo le meravigliose installazione denominate Gli Spazi Infiniti: un elegante composizione luminosa.

2ª tappa: Albero di Natale

Proseguendo lungo il corso principale, si arriverà a Piazza Portanova, ovvero la piazza che da inizio al centro storico di Salerno. I più fortunati avranno la possibilità di osservare il piccolo albero di Natale di Salerno… Scherzi a parte, dal 3 Dicembre fino a metà Gennaio, sarà possibile ammirare il maestoso, solenne e coinvolgente Albero di Natale di ben 27 metri d’altezza, divenuto ormai punto di richiamo per tutta la comunità salernitana.

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3ª tappa: Giardino Incantato

Adesso è il momento di avventurarci nel centro storico medievale di Salerno, dinanzi a noi, infatti, si aprono le porte di Via dei Mercanti: una delle strade più antiche dove ha inizio il Giardino Incantato che per l’occasione si presenta con coloratissimi fiori giganti.

4ª tappa: Presepe dipinto

Percorrendo le strette vie del centro storico cittadino, svoltando a destra e seguendo le indicazioni Duomo di Salerno, cattureranno la nostra attenzione: l’imponente Cattedrale, la principale attrazione turistica della città, il tempio di Pomona, risalente all’età Romana ed infine da non perdere il presepe dipinto di Carotenuto, patrimonio cittadino, costituito da sagome in legno raffiguranti un nuovo mondo, una sorta di piccolo borgo antico di un’Italia che oggi non esiste più: scene di affetti familiari che ispirano commozione.

CURIOSITÀ: Il Presepe è in costante ampliamento. Prestate bene attenzione, perchè oltre alle figure classiche del presepe, ritroverete anche quella dell’attuale presidente della Regione Campania: Vincenzo De Luca!

5ª tappa: Centro Storico e Largo Campo

Ritornando su Via Mercanti, percorrendo la storica via delle Botteghelle, poco distante dal Complesso di Santa Sofia, ci riportiamo tra gli antichi palazzi fino ad arrivare a Piazza Largo Campo: luogo della movida Salernitana. Qui è possibile ammirare una luminarie più belle: il Giardino di Inverno.

6ª tappa: Villa Incantata

Siete già stanchi?! Non potete esserlo! Perché il clou dell’evento Luci d’Artista è rappresentato dalla Villa Comunale, la quale per l’occasione si trasforma in una vera e propria Villa Incantata o meglio un Giardino Incantato, popolato dai personaggi delle fiabe più famose.
Quest’anno, avrete la possibilità di immergervi nel mondo di Cenerentola, Peter Pan, di imbattervi nei personaggi delle fiabe di Pinocchio e Alice nel Paese delle Meraviglie, e per finire nel mondo delle Mille e una Notte con Aladino!

7ª tappa: Mercatini Natalizi sul Lungomare Trieste

La penultima tappa della nostra magica escursione è rappresentata dai mercatini Natalizi che popoleranno il Lungomare Trieste di Salerno. Una vera immersione nei prodotti tipici Salernitani e Campani, oltre che di tutte le altre regioni Italiane; non mancheranno anche prodotti artigianali e oggettistica a tema. A questo punto non vi resterà che stupirvi, tra un bicchiere di vin brulè e dolcini natalizi, che i pinguini non vengono solo dall’Antartide ma popolano anche il mare di Salerno.

8ª tappa: Le Mille e una Notte

Ultima tappa, del nostro tour natalizio, è quella di piazza Flavio Gioa, anche nota come la rotonda. Qui troverete le Mille e una Notte!

ROCCA DI CAMBIO (Antonella Giroldini)

Questo comune, su un costone alle falde del monte cagno, è il più alto dell’Abbruzzo e fu scelto come villeggiatura dell’imperatore Ottone. Il terremoto ha danneggiato le case del nucleo vecchio, ma non la Chiesa dell’Annunziata, cn un fonte battesimale coevo e un tabernacolo di scuola dell’Annunziata, con la fonte battesimale coevo e un tabernacolo di scuola abruzzese del XIV secolo. Dall’altro lato della statale una stradina conduce all’abbazia di S. Lucia, fondata nel XIV secolo. E’ stata lesionata dagli effetti del terremoto sia nelle strutture, sia nei notevoli affreschi trecenteschi del presbiterio e della cripta.

 

ESSOOUIRA (Antonella Giroldini)

Circa 70.000 abitanti, distesa su una penisoletta bassa e stretta, è una delle più affascinanti città della costa atlantica. Vi si conserva l’antica divisione in differenti nuclei urbani cinti da bastioni e colpisce la griglia europee della medina, frutto della pianificazione di fine 700. Gli alisei, amici dei surfisti, la costante mitezza di clima e le belle spiagge di sabbia ne fanno un piacevolissimo luogo di vacanze marine.

La storia del sito è di antica, legata ai fenici  e alla porpora. Molti secoli dopo furono i portoghesi a stabilire un avamposto commerciale e militare. La fondazione della città moderna risale però al 1760, quando il sultano alaouita Sidi Mohammed ben Abdallah decise di creare un porto che contrastasse Agadir. Del progetto fu incaricato un ingegnere francese, cornut, circostanza da cui derivano l’attuale, inconfondibile impronta europea della medina e forse anche il nuovo nome, Essaouira, ” la città disegnata”. Il porto, non grande, garantiva però assoluta sicurezza alla flotta. Essaouira fini così col diventare un grande mercato frequentato dai commercianti europei e le carovane del Sahara.

Oggi, scoperta la vocazione turistica, le attività portuali sono ridotte esclusivamente alla pesca. Rimane vivo l’artigianato del legno e dell’argento.

Il porto è il luogo più amato della città, ingombro di imbarcazioni variopinte e affollate dai pescatori.

Casablanca (Antonella Giroldini)

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In arabo Dar el – Beida, è la prima città del Marocco per popolazione e una delle grandi metropoli africane insieme africane insieme al Cairo, a Lagos, a Kinshasa, ad Alessandria: un agglomerato in costante crescita demografica e urbana con oltre 3 milioni di abitanti distribuiti su una superficie di 1615 km2, una struttura amministrativa che fa ormai riferimento alla “Grande Casablanca” e un indiscusso primato nazionale in campo economico, commerciale, finanziario. Uno sviluppo invero straordinario, visto che agli inizi del ‘900 Casablanca era solo una grossa borgata di 20.000 abitanti. La chiave di volta fu la scelta francese dal 1912, di farne il maggior porto e il cuore del cosiddetto ” Maroc Utile”, incentivandone e in parte preordinandone lo sviluppo.

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Da allora i piani regolatori hanno cercato di disciplinare la città che tumultuosamente cresceva sotto la spinta dell’addensamento di funzioni e di un’incontrollata, ininterrotta migrazione interna. Non stupisce dunque che oggi la metropoli sia leggibile per contrasti. Contrasti urbanistici tra l’architettura tradizionale delle medine e un centro amministrativo pianificato secondo criteri d’avanguardia, con edifici che mescolano Arts Decò, linee moresche e influssi coloniali francesi ; e ancora – più aspramente  – tra architetture ultramoderne e miseri agglomerati periferici in quelle bindoville che né i vasti piani di edilizia popolare, ne la creazione a sud – ovest della città satellite di Hay Moulay Rachid sono riusciti a scongiurare. Contrasti sociali, insieme, tra i negozi ” occidentali del centro e le botteghe del suq, tra la borghesia di Fes che ha spostato a Casablanca il centro dei propri affari e i vecchi abitanti della medina , o i contadini inurbati alle prese con una nuova povertà.

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