Sirene tra luoghi e leggende (Antonella Giroldini)

Tra le sue pagine sembra quasi di sentire la voce di queste creature mitologiche che
mi narrano sia la loro storia sia la loro essenza ed infine le loro caratteristiche.

Leggendolo scopro che il protagonista è proprio il nostro paese e che il libro è una raccolta di antiche leggende dedicate alle sirene nostrane: “l’Italia è il Paese delle Sirene: da nord a sud ci sono racconti d’acqua dolce e salata. Molte sono le storie che narrano la vita delle sirene, come le leggende di biancofiore e Solabella note in tutto il sud Italia. Salendo a nord nel Mar Ligure a Sestri Levante ricorderai l’amore vissuto tra la sirena Segesta e Tigullio. Nel Gargano dove impera lo scoglio Pizzomunno…. “.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Sirene tra luoghi e leggende”, scritto da Sophie Lamour con Prefazione di Marco Pepè ed edito da De Ferrari Editore.

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche.

compiendo questo viaggio tra le acque e la tradizione italiana cosa potresti
scoprire di te?

“noi sirene siamo la memoria dell’acqua e la memoria della terra così in alto, così in basso. Vi sono luoghi che ancora celano il segreto della nostra presenza, nei quali siamo cresciute…Connubio di bellezza suggestiva, natura rigogliosa e storia leggendaria: uno di essi è la costiera amalfitana, è qui che Ulisse incontra le sirene di Omero: Licosa, Ligea e Partenope dalle cui spoglie fu fondata la città di Napoli. La casa delle sirene era lo scoglio di marina piccola dell’isola di Capri che si affaccia di fronte ai faraglioni, e l’arcipelago delle sireneuse conosciute come “Li Galli”. Anche Ichnusa era uno dei luoghi in cui si potevano incontrare le sirene: Orfeo, vicino alle coste sarde, mise in salvo il suo equipaggio di argonauti, con il suono divino della sua lira …. L’isola Ichnusa, attuale Sardegna, è terra delle Domus De Janas, casa delle streghe in cui venivano celebrati i riti legati all’acqua e all’aldilà” …

E come in un atlante geografico da Nord a Sud viene tracciata la mappa della presenza delle sirene in Italia e ogni gruppo ha proprie caratteristiche. Così mentre “Le Sirene del Nord Italia derivano dalla tradizione orale nata dai fiumi e sulle rive
dei laghi e si mescolano con le leggende francesi, … in cui è l’amore la forza che spinge all’azione queste meravigliose creature metà pesce metà donna. Il loro è l’amore più bello che un uomo possa desiderare, ma anch’esso nasconde un lato oscuro e delle insidie…” (Il merletto di Burano); le sirene del centro Italia sono intimamente legate alla “cultura etrusca ancora per molti versi misteriosa, che ha donato all’umanità un simbolo straordinario che è quello della sirena a due code. Un simbolo di eternità legata al femminile, in cui tutti possono credere per trovare la propria strada nel viaggio alla scoperta del proprio “io” e del senso della vita”.
(Egeria); le sirene del sud Italia, infine, sono sirene ancestrali che rappresentano le paure dell’ignoto e nel contempo una sfida per navigatori e lupi di mare (Il dono di Partenope).





Sacro e profano si mescolano in questi racconti da nord a sud della bella Italia, storie
intervallate da simboli e aspetti curiosi. “Sirene tra luoghi e leggende”, vi farà
riscoprire il mostro marino femminile nei racconti della tradizione italiana,
sguazzando in tiepide acque salate mediterranee, fino alle dolci acque cristalline
delle cascate di montagna.

Per concludere vi lascio alcune domande …

Come le sirene del Nord Italia anche tu sei guidato da una passione?
Sei riuscito a scoprire quale è la forza motrice che ti guida?                                                                                                      Oppure leggendo le storie delle Sirene del Sud Italia hai identificato la paura o le paure che ti tengono bloccato?                  Affrontandole quali doni potresti ricevere?

Vi lascio con una riflessione: una delle forze delle Sirene è esattamente lo spirito di gruppo, per ricordarci che insieme si può crescere molto e che la forza che da l’esperienza vissuta insieme e condivisa è un potente motore di coscienza e conoscenza di sé e dell’altro… Ed allora il mio invito è a leggere queste storie con la curiosità di individuare delle mete da scoprire con dei buoni compagni di viaggio ed in puro stile Travel Coachig.

Miti e leggende nascoste d’Italia: la sirena Partenope e il suo dono (Antonella Giroldini)

Partenope è la sirena, il cui ventre ha generato la città del Vesuvio

città di una bellezza sacra e profana; forse frutto di un amore impossibile, non corrisposto da parte di Ulisse: A quel rifiuto la sirena reagì gettandosi nelle dolci acque del golfo, senza sapere che sarebbe rinata come dea immortale per l’eternità. La sirena si adagiò su uno scoglio e da quel momento le sue spoglie si mutarono in terra e vegetazione… una geografia sacra unica al mondo che spiega perché gli abitanti di Napoli vivono la città in maniera viscerale. Lo si evince anche dal significato del nome Partenope, vergine e fecondante, da cui deriva la parola parto. Sullo scoglio di Megaride, la sirena, concepì quella che sarebbe diventata Nea Polis…. Dalle sue code bicaudali, tentacolari iniziò la sua trasformazione. Il suo volto formò Caponapoli, il suo corpo corrisponderebbe all’attuale Largo Corpo di Napoli, e le sue estremità avrebbero generato Piedigrotta. Il su sangue cadde in mare generando Corallium rubrum, potente talismano per proteggere dal malocchio. Un ulteriore dono ai napoletani che ne fecero una fiorente attività per tutto il mediterraneo, un albero in mare costituito da terra acqua fuoco aria e…sangue magico…

Storia tratta dal libro: “Sirene, tra luoghi e leggende – Edizioni De Ferrari”

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di #Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di #Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche. parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

NEL NARRARVI IL MITO DI PARTENOPE VOGLIO PORRE L’ACCENTO SUL RIFIUTO E SU QUELLO CHE DA QUEL RIFIUTO È NATO.

 Partenope fu rifiutata da Ulisse e questo fece sì che non solo fosse trasformata in una Dea ma dal Suo dolore nascesse la città di Napoli. Da questo fatto volgio condividere con voi alcune domande che mi sono sorte spontaneamente:

  • se il fallimento fosse una benedizione?
  • Se ci permettesse di attivare nuove risorse e ci portasse sulla nostra vera strada?

La Sirena Partenope aveva, comunque, in serbo un altro dono per la città di Napoli:
la #pastiera napoletana, una torta straordinaria che rinchiude in sé come un prezioso scrigno il profumo intenso della primavera. Si narra che la sirena Partenope decise di decretare come sua dimora il golfo di Napoli. In primavera si avvicinava alla costa, attratta dall’allegria della gente, omaggiandoli del suo suadente canto per ringraziarla della loro gioia. Il cuore dei Napoletani è generoso, e quindi decisero di ringraziare a loro volta la sirena donandole cose semplici ma preziose più dell’oro.
Vennero scelte sette fanciulle ognuna provenienti da un diverso villaggio del golfo, per portare i doni a Partenope. 7 ragazze per 7 doni: la farina, simbolo di forza e ricchezza della terra; la ricotta, simbolo di abbondanza e generosità; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero bollito nel latte, omaggio dei due regni della natura, vegetale e animale; l’acqua di fiori d’arancio, che è il profumo della terra campana; le spezie in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo; infine lo zucchero, come metafora del canto della sirena unico in cielo, in terra e in tutto l’Universo. Felice, Partenope si inabissò con tutti i doni che a sua volta consegnò agli dei, i quali presi dal dolce canto della Sirena iniziarono a unire e miscelare tutti gli ingredienti facendone un dolce irresistibile. Così nacque la
pastiera e in memoria di quel giorno, vennero posate sull’impasto 7 strisce incrociate a losanghe.

Nel narrare questa leggenda voglio porre l’accento sul potere della gioia, del sorriso e dei doni che possiamo ricevere quando andiamo in viaggio con apertura mentale e di cuore.

Come scrive Ilaria Vigo nel Suo: “Travel Coaching Dis – orientarsi e Scoprire la Magia della Vita “, Talent Edizioni : “ SORRIDI: “Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo, ma qualcosa di buono succederà, perché sorridiamo “Proverbio
Giapponese.

“Non possiamo mai sapere cosa creerà il nostro sorriso nella persona che incontriamo, ma è sicuro che creerà un movimento.”

Quale avventura potrai vivere grazie al prossimo sorriso? Un viaggiatore Dis -Orientato fa del suo sorriso uno strumento: ha la consapevolezza che un sorriso autentico, che fa parte del cuore, dalla voglia di essere presenti a quegli occhi, a quel tramonto a quella situazione, potrà portare buona fortuna al suo viaggio e al suo incontro”.

Ti saluto con il desiderio di lasciarti il mio mantra preferito di viaggio:  Viaggia, sorridi, apri il cuore e stanne certo qualcosa di cui essere grato accadrà!

COME MAI IL TRAVEL COACHING USA MITI & LEGGENDE?

La narrazione mitologica ha il potere di inviare svariati messaggi e di attivare il paragone tra il noto e qualcosa che non conosciamo ancora. Il potere evocativo del mito sta nell’usare il racconto come grimaldello per far si che il luogo trasmetta al viaggiatore nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di sé. Il luogo diventa, quindi, un Setting Trasformativo in grado di offrire a chi viaggia, anche grazie alla narrazione mitologica, un’amplificazione di significati, e la scoperta di soluzioni sorprendenti a volte anche un po’ magiche. Questa dimensione dominata dall’emotività, dalle sensazioni, dalle risonanze apre la porta al potenziale di ognuno di noi.

LA NINFA EGERIA (Antonella Giroldini)

Roma con le sue Fontane, i suoi acquedotti, le sue cisterne d’acqua sotterranee, il suo Tevere e i suoi laghi di origine vulcanica è intimamente legata all’acqua.

Non a caso, qui l’acqua viene venerata attraverso la figura misterica di una Ninfa dai poteri oscuri e incantatori: Egeria. Una fonte chiamata col suo nome, fa parte del Sentiero delle acque che attraversa il Bosco Sacro e del Ninfeo per raggiungere le sorgenti Marrane e il laghetto del Pioppeto. Oggi, in quel luogo, si trova proprio lo
stabilimento dell’acqua naturale a lei dedicata. Egeria veniva venerata insieme alle quattro Camene, anch’esse protettrici delle acque. La fonte dell’acqua si sarebbe formata dopo il pianto struggente della Ninfa per l’amor perduto.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Sirene tra luoghi e leggende”, scritto da Sophie Lamour con Prefazione di Marco Pepè ed edito da De Ferrari Editore.

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche.

compiendo questo viaggio tra le acque e la tradizione italiana cosa potresti scoprire di te?

La storia che ha reso famosa la ninfa Egeria inizia dal suo incontro con Numa Pompilio, di origini sabine, eletto Re di Roma alla scomparsa di Romolo. Il nuovo sovrano era noto per la sua conoscenza della legge divina e per la sua indole tutt’altro che bellicosa. Accettò di regnare soltanto dopo aver consultato gli aruspici divini ed aver ricevuto i giusti presagi. Rimasto vedovo, Numa prese l’abitudine di passeggiare da solo per i boschi che circondavano la capitale e lì incontrò Egeria.
Egeria si innamorò del Re, che la sposò, lasciandola tuttavia libera di vivere nella sua dimora boschiva. Spinta dal suo amore e dall’animo pacifico e giusto di lui, arrivò persino a condividere con Numa i misteri degli Dei e del mondo degli spiriti. Numa, ci racconta la leggenda, trascrisse gli insegnamenti della sua sposa, ma le tavole che custodivano tali segreti non furono mai ritrovate.  Alla morte del sovrano, che si spense alla veneranda età di ottanta anni, la Ninfa si disperò e vagò nei boschi in cui aveva passeggiato assieme al suo amato.  Gli dei ebbero pietà di lei e decisero di trasformarla in una fonte che divenne sacra. Alla fonte Egeria identificata con la sorgente presso Porta Capena venivano offerti sacrifici delle donne in dolce attesa per propiziare il parto…. Ancora oggi molte persone si riuniscono per venerare l’acqua come elemento divino e di divinazione.

I Luoghi della leggenda Nel cuore della capitale, al Parco della Caffarella, è possibile ripercorrere parte di questa bellissima storia. Il bosco sacro è situato vicino l’ingresso Appia Pignatelli. Notevolmente più piccolo di come appariva agli occhi di Numa, ha sicuramente conservato lo stesso fascino di un tempo. I sentieri da percorrere nel parco sono tantissimi, dalle rive dell’Almone passando per il Ninfeo di Egeria fino ad arrivare alla fonte vera e propria. La ninfa Egeria era adorata anche nei pressi del lago di Nemi, insieme a Diana. Un’altra versione del mito, infatti, racconta che fu proprio la Dea a trasformare la ninfa nella fonte, commossa dalla tristezza di Egeria.

Come possiamo entrare in contatto con la nostra parte divina? Con la nostra unicità?

Nel narrare questa leggenda voglio mettere l’accento sulla natura di Egeria che rappresenta un contatto tra gli uomini e gli Dei. Un giorno a contatto con la natura, immerso negli elementi naturali: acqua, aria, terra e fuoco può riportarci a contatto all’essenziale e alla nostra vera essenza. Per chi è a Roma un’esperienza potente potrebbe essere quella di andare a visitare i luoghi della leggenda.

ESPERIENZA DI TRAVEL COACH (Antonella Giroldini)

Ilaria Vigo

 

DALLA CONFUSIONE AD UNA NUOVA MISSIONE
Testimonianza di Antonella Travel Coach Juniore anno 2022

Cara Ilaria, la mia motivazione al momento dell’iscrizione era piuttosto confusa ma sostanzialmente aveva a che fare con la voglia di sentirmi viva con la voglia di trovare qualcosa che mettesse a frutto le mie passioni.

Oggi penso di avere più chiaro quello che davvero mi piace e mi fa sentire in pace e realizzata : valorizzare l’Italia ; ho ritrovare la gioia di scoprire e di viaggiare. Ho imparato a sentire i luoghi ed a connettermi con loro. Alla fine di questo secondo anno spero di riuscire a trovare una seconda fonte di reddito da esercitare con la mia passione più grande: il viaggio.

Foto scattata durante la settimana di RoleGame in Irlanda. Pozzo di San Patrizio, Gortmore, Co. Tipperary, Irlanda 

Mostra meno

— presso St Patricks.

DALLA CONFUSIONE AD UNA NUOVA MISSIONE
Testimonianza di Antonella Travel Coach Juniore anno 2022



Cara Ilaria, la mia motivazione al momento dell’iscrizione era piuttosto confusa ma sostanzialmente aveva a che fare con la voglia di sentirmi viva con la voglia di trovare qualcosa che mettesse a frutto le mie passioni.

Oggi penso di avere più chiaro quello che davvero mi piace e mi fa sentire in pace e realizzata : valorizzare l’Italia ; ho ritrovare la gioia di scoprire e di viaggiare. Ho imparato a sentire i luoghi ed a connettermi con loro. Alla fine di questo secondo anno spero di riuscire a trovare una seconda fonte di reddito da esercitare con la mia passione più grande: il viaggio.

Foto scattata durante la settimana di RoleGame in Irlanda. Pozzo di San Patrizio, Gortmore, Co. Tipperary, Irlanda 

— presso St Patricks.

Miti e leggende nascoste d’Italia: il merletto di Burano (Antonella Giroldini)

Si narra che un tempo lontano a Burano abitasse un pescatore bellissimo di nome Nicolò…

Burano è famosa per la bellezza delle case, per le prelibatezze da veri intenditori e soprattutto per una creazione artistica artigianale eccezionale, ovvero il merletto. Le merlettaie sono dotate di un talento innato unito a un sapere tramandato di generazione in generazione. Il merletto ha un’origine davvero sorprendente: una leggenda antichissima narra di un amore da fiaba.

Storia tratta dal libro: “Sirene, tra luoghi e leggende – Edizioni De Ferrari”

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di #Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di #Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche. parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

Questa leggenda narra di un amore magico e di un dono venuto dal mare

Si narra che un tempo lontano a Burano abitasse un pescatore bellissimo di nome
Nicolò, lo scapolo più ambito. Alto, biondo, occhi verdi, e il suo fisico era tonico e muscoloso. Tutte le ragazze lo volevano, ma lui era innamorato di Maria. Maria era una fanciulla taciturna dai capelli lunghissimi, castani, le sue labbra rosa, incantavano i paesani che la sognavano… Tutti sembravano felici di quell’unione, ma si sa che dietro al sorriso di facciata molti erano invidiosi dell’idillio. Pochi giorni prima delle nozze Nicolò andò in mare a pescare quando cominciò a sentire una melodia dolce da lontano. Da lontano vide avvicinarsi tre pesci – almeno così sembravano – con le code di diverso colore. Circondarono la barca e dall’acqua si svelarono: sirene dai visi bellissimi, una dai capelli rosso corallo, un’altra con gli occhi azzurri come l’acqua più pura e l’ultima cantava come un usignolo. Le Sirene lo invitarono in acqua, ma Nicolò non si fece incantare e nella sua mente comparve subito l’immagine di Maria la sua futura sposa…. Come se lo stesse proteggendo.

Le Sirene deluse, rimasero colpite dal vero amore che legava Nicolò e Maria in uno stretto nodo…come quello saldo delle ancore. Allora le sirene donarono un magnifico ricamo, creato con la schiuma del mare, in segno di rispetto per quel sentimento così forte come una magia. L’uomo donò l’oggetto magico alla sposa il giorno del matrimonio e Maria, felice del suo splendido merletto, si mise all’opera per ricrearlo…. Nacque così il merletto di Burano e la sua tradizione di donneartigiane.
La leggenda narra di un antico legame con il mare: il primo merletto fu infatti un dono della regina delle sirene a un pescatore di Burano, quale
ricompensa per la fedeltà dimostrata dal giovane nei confronti della futura sposa. La bellezza del dono, nato dalla spuma del mare, fu tale che le
donne del luogo decisero ben presto di imitarne la trama E diedero vita alla fiorente produzione locale.

E questo mi fa pensare a quello che accade in un viaggio in Travel Coaching quando ci permettiamo di vivere a l’esperienza l’incontro con il luogo,
possiamo attivare nuove risorse e magari scoprire i nostri talenti nascosti. 

Da questa leggenda mi sono nate spontanee queste due domande che voglio condividere con voi

Cosa accade nel mio quotidiano, quando mi permetto di attivare e riconoscere  i miei talenti nascosti?
Cosa sono in grado di nuovo in grado di nella mi vita?

COME MAI IL TRAVEL COACHING USA MITI & LEGGENDE?

La narrazione mitologica ha il potere di inviare svariati messaggi e di attivare il paragone tra il noto e qualcosa che non conosciamo ancora. Il potere evocativo del mito sta nell’usare il racconto come grimaldello per far si che il luogo trasmetta al viaggiatore nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di sé. Il luogo diventa, quindi, un Setting Trasformativo in grado di offrire a chi viaggia, anche grazie alla narrazione mitologica, un’amplificazione di significati, e la scoperta di soluzioni sorprendenti a volte anche un po’ magiche. Questa dimensione dominata dall’emotività, dalle sensazioni, dalle risonanze apre la porta al potenziale di ognuno di noi.

Come Viaggia lo SCORPIONE (Antonella Giroldini)

Scorpione (23 /10 – 22/11)

Viaggiare per sfuggire alla quotidianità e squarciare i veli

Citazione: “Be ready. Be ready to get confused (…)

There’s definitely. Definitely. Definitely no logic to human behaviour but yet so. Yet so irresistible.  (Sii pronto a restare confuso. Non c’è assolutamente alcuna logica nel comportamento umano. Ma è comunque così irresistibile)”.   – Human behaviour. Bjork 

Lo Scorpione: “è un segno d’acqua, ma in lui si trova in esaltazione Mercurio, pianeta dell’aria, e ha gli stessi governatori del focoso Ariete. Perciò nella sua natura si mescolano sensibilità, intelligenza e passione. Un essere marino che si è adattato alla vita sulla terraferma, trasformando la propria natura”.

È affascinante proprio perché complesso “Io seduco” dice lo Scorpione e la trasformazione è una delle caratteristiche più ammalianti del suo fascino….

La comprensione del mondo per lo Scorpione passa da sensazioni ed intuizioni e non da ragionamenti logici e razionali. Dove c’è qualcosa da scoprire, là c’è lui!

Scoperta, analisi e resistenza sono i suoi tratti distintivi.

Il Suo elemento è l’acqua. Ma non immaginatevi ruscelli e mare, no, sono più vicini all’acqua di un lago o di una palude: all’apparenza ferma, ma ricca di mulinelli e tranelli per i più audaci.

Ed a voi, cari scorpioncini, che parlate per battute, vi piacciono gli indovinelli e gli enigmi da risolvere e che trovate che la quotidianità è noia, vi immagino in un posto “magico” nel cuore di una valle vicino Siena, un’imponente Abbazia Circense abbandonata.

Qui troverà pace quel bisogno di scoperta che rende il vostro animo inquieto. Tra le valli senesi un reperto del XII secolo, una delle reliquie più interessanti del nostro paese: la spada nella roccia di San Galgano. Avete pane per i vostri denti: immergetevi con la fantasia nel ciclo bretone di Re Artù. Qui avete pane per i vostri denti: immergetevi con la fantasia nel ciclo bretone di Re Artù.

Come Viaggia la Bilancia (Antonella Giroldini)

Bilancia  (23 /09 – 22/10)

Per degustare con gli occhi e con il palato

Citazione: “All we are saying. Is give peace a change (Tutto quello che chiediamo è di dare una possibilità alla pace!)”.   – Give peace a change – Plastic ono band

Con la Bilancia siamo pronti ad uscire dall’individualità, per confrontarci con gli altri.

Per vivere a pieno la bellezza della vita bisogna vivere in armonia.  Per lei trovare un equilibrio tra tutte le diversità è importante. Non vuole combattere gli opposti, ma vorrebbe che si integrassero. 

Dire che la Bilancia sia calma ed equilibrata è errato, affermare che sia sempre alla ricerca di pace ed equilibrio è sacrosanta verità.

Voi Bilancini avete bisogno di equilibrio anche in viaggio, motivo per cui, per non farvi imbronciare, bisogna darvi movimento e quiete, storia e divertimento. Idealisti e perfezionisti, attratti dal bello, amanti della poesia, delle arti grafiche e fautoti delle simmetrie: d’altronde l’equilibrio è il tuo mantra! Frequentatori impavidi di cocktail party, prime teatrali, opere e balletti, amate circondarvi di persone affascinanti.

Vi divertite a creare un mondo meraviglioso e se non ci riuscite rischiate di diventare apatici e pigri, ma sempre col sorriso, ovvio! Per questo vi portiamo nella capitale, a scoprire in prima persona la grande bellezza di Roma!

Grosseto, Terra d’Acqua (Antonella Giroldini)

Mi piace la vibrazione di queste due parole vicine: terra ed acqua!

Questa estate ho voglia di mare, ma non solo: mi stuzzica l’idea di partecipare ad un percorso di crescita personale, di fare un’esperienza di gruppo. Esigenze diverse e difficili da conciliare: voglia di relax e necessità di mettermi in gioco.
Ascolto il mio dialogo interno per vedere cosa ne uscirà. L’unico posto che mi consente di conciliare entrambe le esigenze è il Glamping Terre di Sacra, a Chiarone/Capalbio (Sud della Toscana), 120 chilometri da Roma che si percorrono in meno di 2 ore. Imbocco l’Aurelia ed in meno di due ore sono lì!
L’idea non mi fa impazzire. È un luogo troppo vicino a casa, troppo conosciuto, troppo “banale”. Per sceglierlo dovrei abbandonare il copione che seguo da anni: per me “viaggiare veramente“ vuol dire andare lontano, in un paese estero, e non tornare mai due volte nello stesso posto. Questa volta scelgo di abbandonare il mio copione ed ascolto i miei bisogni.

Ed ecco il mio stimolo, la guida che fa per me: “GROSSETO, terra d’acqua – Edizioni Effigi.

Mi piace il titolo, mi piace la copertina, mi piace la fotografia … Lo scelgo di pancia, con i sensi. Mi piace la vibrazione di queste due parole vicine: terra ed acqua! Bene, ancora una volta mi ascolto, nessuna aspettativa, nessuna performance, solo quello che evocano in me queste due parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

Sono scettica, molto scettica! Sarà davvero possibile seguire l’incoraggiamento dello scrittore francese Marcel Proust: “ Le vrai voyage ce n’est pas de chercher des nouveaux paysages mais un nouveau regard “ ( Viaggiare è guardare al mondo con occhi sempre nuovi)?

Quando scegli un viaggio da cosa ti fai guidare? Quale delle tue parti sceglie la meta, quale compra il biglietto e fa la valigia?

Conoscendo bene la parte di me che giudica l’ovvio, i luoghi di prossimità, le scelte “facili”, quasi che viaggiare valesse la pena esclusivamente macinando km e km, mi domando, ripensando al libro di Ilaria Vigo “Travel Coaching – Dis – orientarsi e scoprire la Magia della Vita”, come posso risvegliare in me la Meraviglia e DARMI NUOVI OCCHI per incontrare con spirito nuovo questo luogo conosciuto?
Mentre mi preparo prenotare mi continuo a chiedere se sarà possibile, chissà se ne sarò capace? e soprattutto chissà che tipo di vacanza mi aspetterà se questa estate deciderò di restare a due passi da Roma?

Con queste domande mi accingo a partire per la mia ultima settimana di vacanza.
La Travel Book Coach che è in me prende subito il timone e si mette alla ricerca di un “libro di ispirazione”. Chissà che qualche viaggiatore prima di me, non abbia saputo cogliere l’essenza di questo luogo e non mi sappia regalare nuove suggestioni e spunti per trasformare quella che nella mia mente è stata catalogata e bollata come vacanza scontata e banale, in un viaggio dai colori e dai sapori “vividi”.

L’Oasi si è fatta portavoce di un messaggio universale che incita tutti a non essere più sfruttatori dell’ambiente dove si vive o si opera, ma suoi custodi responsabili. Non più padroni della natura ma suoi protettori.

Inizio a sfogliare il libro con calma, senza fretta e sento forte il richiamo all’acqua: “colpisce in Maremma, l’immensità dello spazio, gli incontaminati tesori naturali e l’intensità dei colori, un’isola in terra ferma …
… Lido costiero e terra di conquista, di sfruttamento delle risorse e di città fantasma, ha sviluppato una cultura legata ad umili mestieri, ma radicati nel carattere forte ed ombroso della gente, che ha sopperito con l’orgoglio, l’abilità manuale e la creatività, alle difficoltà ambientali. Una cultura povera, in cui i gesti quotidiani del vivere diventano un’arte strettamente ancorata alle origini contadine, ai mestieri, emblemi dell’essere tutt’uno con la terra, di cui seduce l’essenzialità e la genuinità in ogni espressione.
Ogni viaggio in Maremma è sinonimo di natura, cultura, escursioni, relax e buona cucina. Un palcoscenico unico dove il tempo si è fermato. La Maremma terra d’acque: mare, golfo, laguna, stagni, fiumi, paludi, canali ed infine coltivi e da
qui, si immagina l’intera architettura paesaggistica, cui alludono le parole di Roberto Ferretti: “questa è la storia di un grande lago salato, dove ora pascolano i buoi, un tempo navigavano barche e luccicavano città”. Proprio intorno all’antico Lago di Prile, si può ricomporre l’identità culturale della Maremma… museo a “cielo aperto” dove l’acqua ha determinato sia il prosperare di città e borghi, sia il degrado ambientale dovuto all’incuria, nonché l’oggetto di colossali bonifiche di colmata che ne cancellarono l’identità del lago. Fino a quando la natura si è presa la propria rivincita cominciando di nuovo a pulsare forte e viva…”

All’arrivo ho voglia di incontrare questo territorio come si fa con un nuovo “amico” entrato nella mia vita. Non ho fretta di sapere tutto, rallento e mi concedo il lusso di fare attenzione ai particolari e di dedicargli spazio e tempo, valorizzando quello che mi colpisce. Metto da parte la mia guida e lascio che il luogo si sveli a suo modo.

Ogni giorno un’emozione e sensazione nuova mi guidano nel vivere il luogo!

Siamo immersi completamente nella natura ma allo stesso tempo abbiamo tutte le comodità. Siamo in un campeggio di lusso con tende in stile safari africano di una bellezza raffinata ed a due
passi dal mare; ma il Glamping non offre solo questo ma è una vera e propria porta aperta sull’habitat degli dell’Oasi WWF. Siamo, infatti, nel mezzo dell’oasi tra il lago salmastro e la duna sabbiosa, una cornice unica per questa vacanza. Si respira un profondo amore e rispetto da parte degli ospiti e dello staff per questo posto. Sembra quasi che il messaggio e lo spirito con cui è stato creato sia entrato profondamente nel DNA di questa terra.

L’Oasi si è fatta portavoce di un messaggio universale che incita tutti a non essere più sfruttatori dell’ambiente dove si vive o si opera, ma suoi custodi responsabili. Non più padroni della natura ma suoi protettori.

Ancora oggi al centro dell’Oasi WWF, lo staff si prende cura di tartarughe e cicogne ed altri migratori che hanno bisogno di aiuto. Questa zona è un luogo affascinante ed un’opportunità unica per vivere a pieno il rapporto con il mare. Ci sono Chilometri di spiaggia bellissima con le dune in riva al mare. dal profondo guizzano delfini, pesci, mostri marini, balzando di gioia per festeggiare il loro padrone”. 

S.A.C.R.A. (Società Anonima Capalbio Redenta Agricola), infatti, è nata con la missione di rilevare
la proprietà che si estendeva dal castello di Capalbio al mare e fondare redimere il
comprensorio attorno al lago di Burano. Del resto già le antiche leggende del luogo ci
narrano di questo spirito indomito del popolo grossetano da sempre impegnato a “fare
della Maremma un giardino” – La storia fantastica di Ximenes

La spiaggia è un’immensa distesa di sabbia con le dune in riva al mare, lunghissima con km di spiaggia libera, ampia e ben tenuta. Il mare è bello, non hai i colori della Sardegna, ma solo perché la sabbia in quella zona è scura. Ogni giorno, peraltro, il mare regala sfumature di blue diverse a seconda dell’energia con cui si “sveglia”. Un azzurro intenso nelle limpide giornate di sole ed un blu profondo e cupo quando la giornata è ombrosa ed il sole si cela dietro le nuvole. Ogni giorno si può godere il mare in modo diverso a seconda della energia e delle emozioni che vogliamo goderci. Mi regalo un giorno di pieno relax nella spiaggia attrezzata con lettini comodi ed un pranzo in pieno stile biologico ed un aperitivo godendosi un meraviglioso tramonto sul mare.

Mi regalo, poi, un’alba su una spiaggia libera e incontaminata a nord dello stabilimento balneare. Nel silenzio mi alzo e raggiungo la spiaggia libera per i nudisti. Mi godo la solitudine, il silenzio e alle prime luci dell’alba ed un bagno purificante che mi regala una sensazione di libertà e di contatto pieno con la natura. Questa terra dal fascino selvaggio sa di libertà.

Così come letto nella mia guida di viaggio “sembrava difficile scoprire lo spazio e la luce di un’altra Maremma. E invece, in queste pagine, nuovi colori, nuove angolature e nuovi punti di vista sono diventati segni di storia, tradizioni, costumi, paesaggi. Sono diventati luoghi mai scoperti prima, antichi e inesplorati nel medesimo istante, esistenti da sempre eppure riaffiorati come un sigillo di cui si era persa la memoria.

Visitando Grosseto e i suoi dintorni, il lettore si avvia pe strade d’acqua dimenticate, sentieri avvolti di
suggestione, di silenzio e di tranquillità; eppure, lidi vivaci e accoglienti e passa, di sorpresa in sorpresa, per
l’improvviso apparire di personaggi, storie, paesaggi, animali e tanti tipi di vegetazione. Aspetti inediti di
questa terra di confine”.

Questo legame forte con l’acqua traspare anche nelle leggende del luogo ci raccontano storie di
amori tra Ninfe, Fiumi e nascita di creature marine – La leggenda di Ombrone e di Narba e le
meduse di Albarese

Non era stato per nulla facile scegliere l’ovvio e guardare ciò che percepivo come scontato come se lo “vedessi” per la prima volta, ma alla fine sono riuscita a cambiare prospettiva.

  • E per te come sarebbe mollare i programmi e le aspettative?
  • Cosa potresti scoprire di te se “incontrassi” luogo in pieno “stile Travelcoaching”?
  • Ti è mai capitato di sentire forte lo spirito di un luogo che hai visitato?
  • Come è stato sentirne
    l’energia e farti guidare dalle sensazioni che ti ha trasmesso?

Con un sorriso scanzonato e la gratitudine nel cuore ripeto a fior di labbra questa frase del nostro Guru improbabile: “Ci sono posti da visitare che solo pochi fortunati riescono a vedere”.

Ed eccola qui la mia scoperta di questa fine estate: una vacanza, quella che sulla carta si presenta ai miei occhi come una “banale” vacanza al mare, a pochi km dalla mia Roma, nella tranquilla Capalbio si trasforma in un’occasione di scoperta di me stessa e di profondo incontro con il luogo e con gli “ospiti” del luogo. Nel mio caso, sfida raccolta!

Da accanita lettrice, da organizzatrice puntigliosa, da ossessiva e compulsiva scrittrice di programmi di viaggio, mi sono lasciata guidare dalle sensazioni ed ho scoperto che il luogo varia e si offre a noi a seconda di come lo vediamo e di come ci sentiamo. È bastato cambiare prospettiva.
Qualche giorno prima di arrivare al Glamping ho iniziato a sfogliare la mia guida su Grosseto, ma ho sentito che era il momento di accantonare la lettura per lasciarmi guidare dall’energia del luogo. Cambiare prospettiva, cambiare la modalità di approccio al viaggio, rallentare, osservare il luogo con gli occhi della meraviglia e aprirmi all’incontro con l’altro grazie al sorriso hanno reso questo luogo e questa vacanza un incredibile prisma di emozioni.

Con un sorriso scanzonato e la gratitudine nel cuore ripeto a fior di labbra questa frase del nostro Guru improbabile: “Ci sono posti da visitare che solo pochi fortunati riescono a vedere”.

Questa volta grazie alle nuove modalità sono tra i fortunati!

Ritroverò la voglia di scoprire le storie di questo luogo dopo qualche giorno che sono a Roma con la voglia di tornare a esplorare le vie dell’acqua e le sue leggende.

Al nostro prossimo incontro selvaggia e cangiante Maremma!

Narba e le meduse di Albarese (Antonella Giroldini)


Miti e leggende nascoste d’Italia: Narba e le meduse di Albarese

Scoprire l’Italia Segreta attraverso le sue leggende

una fanciulla di nome Narba, stava in riva al mare riparandosi dai raggi del Sole con fronde di ramoscelli. Un giorno il Sole offeso ed incuriosito dalla creatura che ripudiava i suoi raggi dorati, chiese aiuto a Maestrale per vederne il volto. Questi soffiò sempre più forte, ma ella sembrava non accorgersi di nulla. Arrivò in aiuto Libeccio, che portò via le fronde dalla testa di Narba facendola volare tra le onde impetuose ed un mulinello infuriato la trascinò sul fondo. Il Sole allora disse “Che rimanga sul fondo e non veda mai più la luce dei miei raggi”.

Storia tratta dal libro: “GROSSETO, terra d’acqua – Edizioni Effigi.”

Di questo libro mi piace il titolo, mi piace la copertina, mi piace la fotografia … Lo scelgo di pancia, con i sensi. Mi piace la vibrazione di queste due parole vicine: terra ed acqua! Bene, ancora una volta mi ascolto,nessuna aspettativa, nessuna performance, solo quello che evocano in me queste due parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

LA LEGGENDA CI RIPORTA ALLA VALORIZZAZIONE DI CIÒ CHE GLI ALTRI NON RIESCONO A VEDERE DI NOI, MA CHE CON I GIUSTI SRUMENTI POSSONO DIVENIRE I NOSTRI PUNTI DI FORZA.

La luna pallida e argentea, mentre aspettava la notte, ebbe pietà della fanciulla e dolcemente la fece affiorare dalle acque donandole un pò del suo chiarore. Nettuno, in onore della nuova creatura marina, le donò preziose sfumature iridate e Narba divenne una soave medusa danzante. Da Narba nacquero tutte le meduse che si vedono volteggiare nell’azzurro mare di Alberese o più al largo.

La leggenda di Narba ci introduce in un territorio, quello di Albarese, da dove si parte alla scoperta dei paradisi circostanti dove mandrie brade di cavalli e buoi maremmani pascolano libere nei prati, mentre nei boschi cinghiali, istrici, caprioli e daini si moltiplicano e nelle zone umide gli uccelli acquatici trovano il loro habitat naturale. Un lungo viale di pini, cisti e ginestre conduce al litorale, segnato dalle dune e dai profumi di macchia mediterranea che ricopre le scogliere nella ripida discesa verso il mare. In questo paradiso, ci sono itinerari da percorrere a piedi, a cavallo, in bicicletta e canoa. Spettacoli di natura incontaminata, punti panoramici di eccezionale. Alla Bocca d’Ombrone (il fiume che ha dato origine ad un’altra leggenda), il fiume trascina i tronchi sradicati dalle piene a consumarsi di sole e vento sulle spiagge tra il fremere delle onde e le grida dei gabbiani, mentre al largo, nel chiarore dell’orizzonte, si profilano le sagome delle isole
che un tempo furono “insediate “dai mori.

Le suggestioni di questa storia come potrebbero aiutarti a visitare questo luogo e scoprire nuovi punti di vista sulla tua unicità?Ciò che affiora dalle acque o si scorge attraverso la fitta vegetazione del luogo, quali tue parti e/o risorse, potresti far affiorare dallo “sfondo”?

COME MAI IL TRAVEL COACHING USA MITI & LEGGENDE?

La narrazione mitologica ha il potere di inviare svariati messaggi e di attivare il paragone tra il noto e qualcosa che non conosciamo ancora. Il potere evocativo del mito sta nell’usare il racconto come grimaldello per far si che il luogo trasmetta al viaggiatore nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di sé. Il luogo diventa, quindi, un Setting Trasformativo in grado di offrire a chi viaggia, anche grazie alla narrazione mitologica, un’amplificazione di significati, e la scoperta di soluzioni sorprendenti a volte anche un po’ magiche. Questa dimensione dominata dall’emotività, dalle sensazioni, dalle risonanze apre la porta al potenziale di ognuno di noi.

LA LEGGENDA DI OMBRONE (Antonella Giroldini)

Miti e leggende nascoste d’Italia: La leggenda di Ombrone

Scoprire l’Italia Segreta attraverso le sue leggende

La maremma è una terra intimamente legata all’acqua e Grosseto e la sua provincia sono terre uniche per
bellezza da sempre al fiume Ombrone. Come scriveva Claudio Rutilio Namaziano nel De reditu suo…

“Tocchiamo l’Ombrone: non è un trascurabile fiume che nella foce al sicuro accoglie le trepide navi: accessibile si offre il suo letto alle onde che scorrono piane ogni volta che sul mare una furiosa tempesta”.

Per proteggere il territorio furono costruiti argini che costeggiano il fiume, quasi fino al mare. Essi protessero
la campagna e la città dalle piene. Oggi questi argini sono amminamenti per piacevoli passeggiate. Una ricca vegetazione di salici, ontani, pioppi, leggeri, ariosi, fruscianti di vento e fitti canneti che nascondono fagiani e anatre selvatiche.

Storia tratta dal libro: “GROSSETO, terra d’acqua – Edizioni Effigi.”

Di questo libro mi piace il titolo, mi piace la copertina, mi piace la fotografia … Lo scelgo di pancia, con i sensi. Mi piace la vibrazione di queste due parole vicine: terra ed acqua! Bene, ancora una volta mi ascolto,nessuna aspettativa, nessuna performance, solo quello che evocano in me queste due parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

La leggenda che narra dell’amore di Ombrone e Ambra ci rimanda alla nascita degli isolotti e approdi lungo il fiume.

“Ombrone si innamorò follemente di Ambra, bellissima ninfa dagli occhi verdi. Ma la ninfa lo fuggì.
Per liberarsi di questo amore il fiume chiese aiuto a Diana Umbronensis, che mutò Ambra in un’isoletta, ma
Ombrone continuò ad amarla perdutamente. La circondò con la spuma più candida, vi sostò nelle notti di luna per abbracciarla fino a quando il pianto del fiume si innalzò in canto.

Ancora oggi sembra che esso la invochi e l’isoletta sarà ormai ridotta alle proporzioni di un grosso sasso in
mezzo all’acqua. Chissà che non sia una delle pietre affioranti che si vedono emergere nei mulinelli intorno
alla Steccaia?”

Per vivere in stile Travel Coaching questo luogo ti invito a passeggiare lentamente lungo gli argini di questa strada ponendo attenzione a ciò che ti accende lo sguardo. Dirigendoti verso le anse dell’Ombrone dove sorgono gli abitati di Istia e della Grancia oppure continuando a sud di Principina, dove a Bocca d’Ombrone si iniziano a scorgere le prime immagini del Parco Naturale della Maremma per finire proseguendo in direzione di Castiglione della Pescaia dove ci si immerge nel silenzioso paradiso della Riserva Naturale della Diaccia Botrona ( luogo di un’altra leggenda).
Potrai arrivare fino, alla Steccaia, luogo dove viene catturato il flusso dell’Ombrone per immetterlo nel canale. Diversivo della bonifica, attraverso l’imponente opera idraulica di Ponte Tura. Circondata da una rigogliosa vegetazione e una piramide d’acqua che sta a ricordare la inaugurazione del canale.

In sintonia con la storia che ti ho appena raccontato, come potrà questo luogo aiutarti nel comprendere il senso dell’amore? Il fiume, la natura selvaggia che allo stesso tempo è stata protetta dall’uomo, quale suggestione potrebbe accendere in te? 

In fondo la voce dell’ombrone è sempre lì, prona a condurti in un’altra dimensione dove nuove emozioni possono affiorare.

COME MAI IL TRAVEL COACHING USA MITI & LEGGENDE?

La narrazione mitologica ha il potere di inviare svariati messaggi e di attivare il paragone tra il noto e qualcosa che non conosciamo ancora. Il potere evocativo del mito sta nell’usare il racconto come grimaldello per far si che il luogo trasmetta al viaggiatore nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di sé. Il luogo diventa, quindi, un Setting Trasformativo in grado di offrire a chi viaggia, anche grazie alla narrazione mitologica, un’amplificazione di significati, e la scoperta di soluzioni sorprendenti a volte anche un po’ magiche. Questa dimensione dominata dall’emotività, dalle sensazioni, dalle risonanze apre la porta al potenziale di ognuno di noi.