SANTO DOMINGO (Antonella Giroldini)

Costruita sull’argine occidentale del Rio Ozama, prima città europea fondata nell’Emisfero occidentale, Santo Domingo è oggi una moderna metropoli, cosmopolita e caotica, abitata da 2,2 milioni di persona. Irradiatasi verso l’interno, come un vecchio ventaglio spagnolo, questa città affollata, dalla porta storica monumentale, combina il fascino del Vecchio Mondo con la raffinatezza moderna e il carisma latino.

Fondata nel 1498 da Bartolomeo Colombo, fratello di Cristoforo, la neonata città divenne la piattaforma di lancio delle spedizioni di colonizzazione delle Americhe. La città fu inizialmente chiamata Nueva Isabela e dislocata sulla sponda orientale del Rio Ozama. Nel 1502 un uragano rase al suolo l’insediamento ligneo, e il governatore Nicolas de Ovando la ricostruì in pietra sull’altra riva del fiume, ribattezzandola col nome di Santo Domingo de Guzman. Progettata secondo un preciso reticolato, la città si stende all’interno di una cinta muraria, ancora esistente, con sei porte d’ingresso e 20 bastioni.

Oggi Santo Domingo è una città moderna e movimentata, alla moda, superba sul fronte culinario e animata da una frizzante vita notturna che esprime il misterioso fascino latino. Il contrasto tra il moderno yang e il coloniale yin si trova lungo il Malecon, un boulevard sul lungomare fiancheggiato da casinò e hotel, e nel moderno Naco- Winston Churchill  – Piantini, un conglomerato di uffici, attività commerciali e ristoranti, luogo ideale per nottate di salsacaliente. Anche l’arte si sta imponendo come attrattiva, concentrata nel superbo Museo de Arte Moderno.

I siti più interessanti sono raccolti attorno  alle tre piazze principali della Zona  Colonial. La vecchia città merita almeno tre giorni di vita, mentre la Ciudad Nueva, Gazcue  e i distretti periferici un giorno ciascuno.

La Zona Colonial è stata dichiarata parte del patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1990  ed è il più antico insediamenti europei ancora esistenti nel Nuovo Mondo, è un tesoro di attrazioni storiche i cui fascino incanta per giorni. La Zona Colonial abbraccia, all’interno della città vecchia, un centinaio di isolati urbani, le cui antiche strade e piazze acciottolate sono ornate da un complesso architettonico di prim’ordine: castelli, palazzi,  case signorili, molti dei quali sono adatti a ristoranti, boutique, hotel, gallerie e musei.

 

 

 

BORGO MEDIEVALE DI GRECCIO (Antonella Giroldini)

Il borgo medievale di Greccio, nella Provincia di Rieti, è arroccato a 705 metri d’altitudine, su un bastione roccioso, alle pendici del Monte Lacerone, affacciato in splendida posizione panoramica sulla valle Santa Reatina.

Fondato probabilmente da una colonia Greca, in tempi antichissimi, si hanno notizie delle battaglie sostenute con le comunità vicine fin dal secolo XI, data della nascita del Castrum.

Nel primo periodo della sua genesi, più precisamente negli anni a cavallo del 1100, il castrum Greciae conobbe una fase di grande sviluppo demografico ed urbanistico in seguito all’immigrazione degli abitanti di Rocca Alatri, un centro situato nei pressi della vicina abbazia cistercense di San Pastore, che cominciò a spopolarsi in quel periodo.

Nel 1242 fu distrutto ad opera delle truppe di Federico II di Svevia che, in guerra contro la Santa Sede e non riuscendo ad espugnare Rieti dopo dieci mesi di assedio, incaricò nel mese di maggio il suo capitano generale Andrea di Cicala di mettere al ferro e fuoco l’intero circondario.

Fu la più drammatica devastazione che il paese subì, insieme al saccheggio delle truppe napoleoniche che si consumò nel 1799.

L’antico borgo conserva intatta la sua struttura, tipica di un “castrum” fortificato, nella quale spiccano i resti del castello, risalente al secolo XI.

I SEGRETI DI NEW YORK – CORRADO AUGIAS (Antonella Giroldini)

…ma poiché il nuovo processo è appena agli inizi, se si vuole davvero vedere e non solo” guardare” New York bisogna dare e cercare là dove non sono ancora distrutti o cancellati i segni della fatica e dell’usura, occorre ritrovare i luoghi dove il tempo trascorso ha depositato le sue tracce e continua a battere, come a Chinatown o a East Harlem. O luoghi ancora più lontani  come Red Hook, all’estremità meiridionale di Brooklyn, o certi angoli del Bronx o le isole della baia ancora non investite dallaa speculazione, luoghi dove la tangibile evidenza del passato rappresenta in un certo modo anche una garanzia per il futuro e dove la città con maggior generosità una parte della sua storia. E’ lì che New York continua a far sentire il sapore di come è stata un tempo mentre , per esempio, le torri di cristallo tra la Quarantesima e la Cinquantesima Strada sulla terza Avenue, tutte ugualmente nere , gelidamente uniformi, non hanno alcun tempo e rappresentano l’oggi: trent’anni fa non erano lì, tra altri trent’anni saranno certamente scomparse