MOSTRA LEGO 2020 A PALAZZO BONAPARTE (Antonella Giroldini)

I LOVE LEGO arriva a Palazzo Bonaparte – Spazio Generali Valore Cultura: la mostra per bambini e appassionati di tutte le età.
In un gioco di colori e prospettive, tra spettacolari diorami e creazioni artistiche, la mostra presenta in scala ridotta dettagliatissime riproduzioni di fantastici mondi realizzati in decine di metri quadrati con i mattoncini più famosi del mondo: dalla frenesia della città contemporanea alle avventure leggendarie dei pirati; dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma in una riproduzione fedelissima del Foro di Augusto; dalla conquista dello spazio, alla suggestiva riproduzione di un paesaggio artico per arrivare al sorprendente scenario della Liberazione.

Dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, i bambini e i più grandi potranno immergersi nei diversi ambienti minuziosamente ricostruiti e progettati da RomaBrick, uno dei LUG (Lego® User Group) più antichi d’Europa.
A fare capolino tra le diverse installazioni anche le tele ispirate ai grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dall’artista Stefano Bolcato il quale, unendo la sua passione per i LEGO e la sua arte, crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.
L’esposizione vanta l’eccezionale partnership con “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i LEGO.
I LOVE LEGO è una mostra di Arthemisia, in collaborazione con RomaBrick.

 

Prato della Valle a Padova (Antonella Giroldini)

I padovani sono fieri della grandezza di Prato della Valle (88620 mq), una piazza che per estensione totale è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Per comprendere quanto effettivamente sia grande, basta pensare che è formata da un’isola centrale, completamente verde, chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori.

Intorno all’isola c’è una canale di circa 1,5 km di circonferenza, circondato da una doppia fila di statue numerate (78) di personaggi famosi del passato. Per raggiungere l’isola centrale ci sono 4 viali incrociati con relativi ponti sul canale. Prato della Valle sorge in un luogo da sempre fulcro della vita di Padova: qui c’era un grande teatro romano e un circo per le corse dei cavalli. Qui furono martirizzati due dei quattro patroni della città, Santa Giustina e San Daniele. Nel Medioevo si svolgevano fiere, giostre e feste pubbliche. Oggi in Prato della Valle turisti e padovani passeggiano, vanno in bici, prendono il sole d’estate o fanno tardi la sera. Dopo anni di abbandono, la Piazza ha finalmente ripreso la sua centralità nella vita di Padova.

 

 

Frida Kahlo….il caos dentro ( Antonella Giroldini)

al 12 Ottobre 2019 al 29 Marzo 2020
Roma
Luogo: SET – Spazio Eventi Tirso
Indirizzo: Via Tirso 16/18
Orari: Lun – Ven 9.30 – 20 | Sab – Dom 9.30 – 21 | Ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura
Curatori: Sergio Uribe, Alejandra Matiz, Ezio Pagano, Maria Rosso

Costo del biglietto: Intero 12 € | Ridotto (Personale docente e Over 65) 10 € | Ridotto / Gruppi / Convenzioni (Universitari, Disabili e accompagnatori, Under 14, Gruppi oltre 15 pax, Carta del Docente e 18 App) 8 € | Scuole 5 € | Gratuito Under 5
Telefono per informazioni: +39 388 8507930
E-Mail info: info@navigaresrl.com
Sito ufficiale: http://www.mostrafridakahlo.it

 

Comunicato Stampa:
Questa “mostra sensoriale”, curata dagli esperti nel settore, presenta una visione della vita e degli amori di Frida Kahlo attraverso le sue vibranti lettere, le sue candide fotografie e le sue opere viste attraverso la tecnologia in una prospettiva immersiva e coinvolgente. Si racconta la storia di un’artista unica, percorrendo i luoghi della sua vita: la sua casa a Città del Messico, la sua camera da letto, il suo studio, il giardino di Casa Azul. Nel percorso lo spettatore acquisisce una più profonda comprensione delle relazioni di Frida con il marito, l’artista Diego Rivera e attraverso gli scatti del fotografo Leo Matiz, si legge una storia intima e personale della donna icona dell’arte contemporanea.

All’interno dell’esposizione dal titolo Frida Kahlo. Il caos dentro è possibile seguire dei percorsi tematici per immergersi completamente nel mondo di Frida e accedere a focus dedicati alle singole opere. Si tratta di una modalità nuova per approfondire la conoscenza dell’artista messicana grazie a contenuti originali che spaziano dal rapporto di Frida con il corpo, alle sue relazioni con la politica, fino al valore di una pittura che va ben oltre la leggenda pop.

Oltre alle opere d’arte proposte in formato Modlight, la Collezione presenta anche centinaia di fotografie personali, ritratti d’autore, lettere, pagine di diario, abiti e gioielli ispirati all’artista, per un viaggio a 360 gradi nell’universo di Frida.
In questo viaggio sarà anche possibile apprezzare gli angoli più rappresentativi dell’interno della sua storica abitazione di città del Messico. A Casa Azul, Frida visse sin dall’infanzia, prima con la sua famiglia e successivamente con il marito Diego Rivera. Oggi è la sede del museo a lei dedicato.

 

ASCOLI: un sorso di caffè tra storia e Anisetta (Antonella Giroldini)

In un angolo di Piazza del Popolo, nonostante il trascorrere degli anni, è ancora possibile sedersi e assaporare un ottimo caffè preso Caffè Meletti, un salotto in stile Liberty che, dai primi anni del ‘900, offre la bevanda calda con l’aggiunta dell’Anisetta. Sedersi e bere caffè corretto con Anisetta Meletti e ‘mosca’ annessa (un inebriante chicco di caffè) fa un effetto strano se si pensa che, per anni, fu sede del “Senato”, sodalizio dei notabili della città. Re Vittorio Emanuele fece visita nel 1908 e 1910 per acquistare l’Anisetta e lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Perfino Hemingway si sedette per un caffè, oltre a Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni, Renato Guttuso, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Mario Soldati, e politici di levatura nazionale come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat.E l’elenco sarebbe ancora lungo: Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre e Trilussa che, goloso dell’Anisetta parlò di “quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”. Questo locale è ovviamente tra i 150 caffè storici d’Italia, con originali arredi lignei lavorati ed intagliati che, ieri come oggi, offrono occasioni per incontrarsi.

 

Dubai: Bahri Bar (Antonella Giroldini)

Raggiungete questo bar in stile coloniale arabo, almeno un’ora prima del tramonto per trovare posto e – indipendentemente dalla stagione – dirigetevi verso la grande veranda in legno . Lo straordinario panorama compensa i rivoli di sudore lungo la schiena e se c’è un po’ di brezza l’esperienza diventa semplicemente sublime.

Sprofondati in un comodo sofà in rattan , sorseggiare un bicchiere di vino bianco ghiacciato e ammirate il panorama mozzafiato – la spiaggia orlata di palme lo stupefacente Burj Al Arab e l’affascinante Medinat Jumeirah.

Dopo il tramonto, quando la gente va a cena, fermatevi al bar . Lo spettacolo di luci offerto dal Buri Al Arab è veramente straordinario . Quando il sole scompare all’orizzonte e il cielo diventa  nero inizia lo show “la vela”- bianchissima di giorno – viene inondata di colori e illuminata da oltre 100 riflettori programmati per creare un suggestivo spettacolo caleidoscopico.