Henry Moore – Mostra a Roma (Antonella Giroldini)

Mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, in collaborazione con Tate e con Electa a cura di Chris Stephens e Davide Colombo.
La mostra  presenta una selezione di sculture, disegni, acquerelli e stampe di uno dei più grandi artisti inglesi: Henry Moore (1898–1986). La Tate conserva la collezione più ricca e rappresentativa dagli anni Venti ai Settanta, anche grazie alla donazione dell’artista stesso. Riconosciuto come uno dei più grandi scultori contemporanei, deve il suo successo all’abilità tecnica e inventiva al servizio del racconto della nostra epoca.
Molte le creazioni in mostra che denotano il suo peculiare rapporto tra pieni e vuoti, esaltato dalla monumentalità del luogo, le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano. Soprattutto ai vuoti è infatti affidato un senso di continuità tra dentro e fuori, cosi che le sculture non vivono solo nello spazio ma nello stesso tempo lo creano, come se spazio e materia scultorea fossero un tutt’uno. Straordinaria la serie delle figure femminili sdraiate, come espressione dell’eterna femminilità, della Madre Terra. Alle Terme di Diocleziano 75 le opere esposte.
La rassegna si suddivide in aree tematiche che esplorano l’età moderna, i temi della guerra e della pace, la più famosa tematica di Moore “madre e figlio” e le sculture destinate agli spazi pubblici.

Lago di Bracciano (Antonella Giroldini)

Alimentato da immissari sotterranei e con l’emissario naturale del fiume Arrone, l’invaso, della superficie di 57 km, occupa una conca craterica e le sue acque, che alimentano la rete idriche di Roma sono mantenute in condizioni di balneabilità grazie a scarichi civili controllati e restrizioni della navigazione. Ricca la fauna acquatica, che ha attirato i predatori acquatici, oltre naturalmente alle folaghe e ai gabbiani.

CAPRAROLA (Antonella Giroldini)

La storia della cittadina è in stretta relazione ai Farnese e al palazzo – fortezza che vi fecero costruire nel XVI secolo. Il feudo di Caprarola infatti venne scelto da Alessandro Farnese per la costruzione di una villa residenziale. E’ bandiera arancione del Touring.

Il Palazzo Farnese fu iniziato nel 1530, per incarico di Alessandro Farnese, da Antonio da San Gallo il Giovane, che gli diede la caratteristica forma pentagonale e l’aspetto di una dimora fortificata. Il compimento venne affidato al Vignola. Numerosi furono gli artisti chiamati a lavorare ai prestigiosi cicli iconoclastici che ornano gli interni tra i quali Federico e Taddeo Zuccari.

 

SAN MARTINO AL CIMINO (Antonella Giroldini)

Paese di antiche tradizioni turistiche situato in posizione panoramica alle falde dei monti Cimini, fu possesso dell’abbazia di Farfa e poi dei Cistercensi, diventando nel 1644 feudo della famiglia Pamphilj.

La Chiesa di S. Martino è una importante ed evoluta costruzione cistercense di forme gotiche, dalla monumentale facciata chiusa tra due torri seicentesche a cuspide piramidale e con abside poligonale a contrafforti.

CASTEL BESENO (Antonella Giroldini)

Il 10 agosto 1487 trentini e veneziani si scontravano tra Calliano e Besenello per il controllo della zona. La fortezza era già lì sulla sommità della collina che controlla l’innesto dell’altopiano di Folgaria nella Val Lagarina, da almeno due secoli. Allora la possedevano i Trapp, anche se la prima pietra del Castello più grande del Trentino venne posta – direttamente sulla roccia – nel XII secolo. Dal cammino di rotonda la vista panoramica è molto ampia.

Abbazia di Farfa (Antonella Giroldini)

Il complesso religioso, una  delle più potenti e ricche comunità monastiche dell’Italia centrale (i suoi possedimenti giunsero fino in Abruzzo e nelle Marche) , fu fondato nel VI secolo in un ubicazione più prossima alla moderna Fara in Sabina e ricostruito nel sito attuale nel 680 dalla comunità creata da S. Tommaso di Marianne. Farfa però raggiunse l’apice del potere politico – economico e dello splendore culturale dopo la cacciata dei saraceni che avevano perso l’abbazia nell’898 al termine di un assedio di 7 anni e ne avevano fatto base delle loro scorrerienell’Italia centrale.  Guidata da personalità insigni al tempo delle investiture parteggiò per il potere imperiale. Il declino iniziò nel XV secolo , quando fu trasformato in commenda . Divenuta esigua la comunità monastica scomparve con l’Unità d’Italia e l’abbazia divenne proprietà privata. Fu ricostruita nel 1919 con il trasferimento di monaci dalla basilica  di S. Paolo fuori le Mura a Roma.

Al complesso religioso si accede attraverso un portale quattrocentesco, che immette in un cortile. Qui prospetta la facciata della Chiesa di S. Maria di Farfa, ricostruita ne 1492 con orientamento perpendicolare rispetto alla precedente costruzione di età carolingia, alla quale si sovrappone in corrispondenza del transetto.