VISITARE IL CASTELLO DI SANTA SEVERA (Antonella Giroldini)

Ha riaperto il  25 aprile (2017) per rimanere aperto tutto l’anno! Questa è la più grande novità in merito alla riapertura del magnifico Castello di Santa Severa: 2.000 anni di storia e ancora bellissimo.

Ma le sorprese non finiscono qui:
5 musei, una sala 3D, una ludoteca, 5 sale convegni, un cocktail bar, una libreria, un book shop e 3 percorsi guidati.

COSA VEDERE AL CASTELLO DI SANTA SEVERA
Sono 5 i musei visitabili: l’Antiquarium di Pyrgi, il Museo del Mare e della Navigazione Antica, il Museo del Territorio, la Manica Lunga (in occasione di eventi) e la Rocca e Museo del Castello.
A partire da giugno 2017 sarà possibili visitare anche una ludoteca dove ogni giorno saranno previsti dei laboratori di archeologia, artigianato e giochi per bambini. A partire da settembre 2017 invece all’interno della Sala Nostromo saranno organizzate visite in 3D: un racconto multimediale, in cui storia e tecnologia si incontrano per una visita immersiva e multisensoriale: personaggi storici, gesti, divinità e animali si animeranno in 3D per illustrare, insieme al colore, le origini dell’antica Pyrgi, degli Etruschi e del castello.
E ancora visite didattiche e laboratori, rassegne, spettacoli e matrimoni vista mare. Entro il 2018 il Castello di Santa Severa si doterà anche di un hotel e un ristorante.

Tre invece i percorsi di visita a pagamento previsti:
1. Il Percorso medievale che prevede Borgo, Cortile della Guardia e delle Barrozze, Chiesa dell’Assunta, Battistero, Piazza della Rocca, Casa della Legnaia Scavi Chiesa Paleocristiana, Casa del Nostromo, Museo della Rocca.
Quando: martedì – venerdì ore 11.00 e ore 16.00. Sabato, domenica e festivi ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30.
Tariffe: Euro 6,00 intero / Euro 4,00 ridotto
2. Il Percorso Torre Saracena: una visita accompagnata alla Torre Saracena.
Quando: martedì-domenica dalle 10.20 alle 18.30 (ultima partenza), ogni 10 minuti.
Tariffe: Euro 3,00
3. Il Percorso Archeologico: prevede la visita al Museo del Mare e della Navigazione Antica, Antiquarium e scavi di Pyrgi, mura poligonali, vista di Pyrgi dalla grande spianata del Castello.
Quando: martedì – domenica ore 17.15
Tariffe: Euro 6,00 intero / Euro 4,00 ridotto

LABRO (Antonella Giroldini)

Nel corso del ‘200 Labro si unì al contado di Rieti e ne seguì le vicende. Questa storia affascinante si legge, ancora oggi, negli edifici conservati attraverso un restauro attento e rigoroso.

Nel borgo si entra attraverso la Porta Reatina, sormontata da un bell’arco a tutto sesto; lo scenario che si presenta, dopo averla attraversata rigorosamente a piedi, è quello di un inerpicarsi di stradine di pietra fiancheggiate da palazzi, dove ogni particolare architettonico ci parla del passato.  In via  Vittorio Emanuele risalta una bella finestra guelfa ed una porta con bugnato a rilievo che nell’architrave ha la scritta: “actionum gloria finis”.    Nel cuore del paese si trovano le tre porte incastonate in mura che formano una piccola aula, dalle quali si dipartono tre arterie che si snodano nel paese; una di esse conduce al palazzo Nobili Vitelleschi la cui visita riserva mirabili sorprese, da un arredo ben curato ad un archivio completo della famiglia stessa.  Proseguendo verso la parte alta del paese si arriva alla Chiesa Santa Maria  eretta in collegiata nel 1508.  Dopo la Chiesa si arriva nella parte più alta del paese dove è presente uno splendido teatrino, cornice di raffinate rappresentazioni, dal quale si può ammirare un emozionante panorama  che si perde all’orizzonte sul lago di Piediluco.

Fuori del paese, presso il cimitero ci sono la Chiesa di Santa Maria della Neve e un antico convento dei Francescani Osservanti che si insediarono alla fine del XVII secolo. Oggi il complesso, accuratamente restaurato, permette di ammirare l’antico e il moderno in perfetta simbiosi.

Altre perle di questo posto sono palazzo Crispolti con un bellissimo giardino interno e una antica fonte del XV secolo.

Labro gode di un ampio panorama: i monti innevati del gruppo del Terminillo ad Est, il lago di Piediluco ad Ovest, la strada statale che si inerpica per Leonessa, Cascia, Norcia; crescono il castagno, l’alloro “nobilis”; nelle valli, il vento fruga i prati e fa palpitare le spighe.

Le antiche case, i nobili palazzi sono stati ristrutturati negli ultimi anni dall’architetto Ivan Van Mossevelde; per merito di questo architetto l’inconfondibile silhouette si staglia nuovamente, nitida, nell’azzurro, con i suoi originali contorni. Sopravvissuta e restituita intatta dopo tante calamità, merita di essere conosciuta quale rara testimonianza dell’indole e del paesaggio degli italiani.

Rocchette (Antonella Giroldini)

Rocchette si trova nel cuore della Sabina ed è quindi facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A1 e uscendo al casello di Magliano Sabina. Dal casello si raggiunge dapprima l’abitato di Magliano per proseguire in direzione di Calvi dell’Umbria e scendere verso Montebuono.

Poco prima di giungere a Montebuono, ad un incrocio si devia a sinistra in direzione di Rocchette (la stessa strada porta a Vacone e Cottanello). Raggiunto quindi Rocchette, si oltrepassa, si lascia sulla sinistra un fontanone e, poco dopo, proseguendo in direzione Vacone, si imbocca una strada sterrata. Percorsi circa 100 metri si attraversa il ponte sul Fiume Laia e si giunge in breve a toccare una radura dove si può parcheggiare. La torre circolare è davanti a noi e l’accesso al borgo è senza via obbligata.