CASTELLI ROMANI (Antonella Giroldini)

Non fatevi ingannare dal nome, non si tratta di antichi castelli scozzesi situati sulle cime delle nebbiose highlands, bensì dei più sinuosi Colli Albani su cui sorgono ben 13 cittadine note, per l’appunto, come Castelli Romani.
Luoghi di villeggiatura dei signori fin dai tempi dell’Impero, ancora oggi sono una delle mete preferite dai romani nelle torride giornate estive.
Da non perdere sicuramente Frascati, dominata dalla cinquecentesca Villa Aldobrandini, la cui splendida facciata svetta, con i suoi giardini all’italiana, sull’intera cittadina.
Se preferite invece uno stile più medievale, vi consigliamo di visitare, nella vicina Grottaferrata, l’Abbazia greca di San Nilo, fondata nel 1004 da monaci provenienti dalla Calabria bizantina.
Ma i Castelli Romani sono famosi anche per le cittadine che sorgono sui laghi di origine vulcanica, come Castel Gandolfo, residenza estiva del Papa, che affaccia sul Lago di Albano. Quando la stagione lo permette, vale la pena fare qui un bel bagno e magari rilassarsi in uno dei tanti caffè che costeggiano il lago.
Per un suggestivo panorama sul verde e sull’azzurro circostanti, ma anche per un assaggio di storia romana, non perdete la deliziosa Nemi. Questa cittadina domina dall’alto l’omonimo lago, sulle cui rive sorge il Museo delle Navi Romane, costruito da Mussolini per ospitare due antiche navi romane scoperte in fondo al lago quando fu parzialmente prosciugato tra il 1927 e il 1932.
Al di là di ville, antiche rovine e panorami mozzafiato, i Castelli Romani sono noti per la cucina e per il vino bianco che proprio in queste zone viene prodotto. La particolarità di questi posti sono le fraschette, caratteristici locali ricavati il più delle volte da vecchie cantine, dove è possibile gustare a buon prezzo vino, olive, formaggi, porchetta e piatti tipici romani. Famosa per le fraschette è sicuramente Ariccia, le cui vie e piazzette d’estate si popolano di tavoli all’aperto, ma anche le altre località non sono da meno: Monte Porzio Catone, Montecompatri, Rocca Priora, Colonna, Rocca di Papa, Marino, Albano Laziale e Genzano… c’è l’imbarazzo della scelta!

 

PALAZZO BONIFACIO VIII – ANAGNI (Antonella Giroldini)

Anagni, nota come la città dei Papi, ha dato i natali a quattro pontefici ed è stata a lungo residenza papale.
Nel centro storico, fatto di edifici eleganti ed austeri, di chiese romaniche, di campanili, di logge e di piazze dall’architettura sobria ed essenziale, sorge il Palazzo di Bonifacio VIII, sede di fatti memorabili del Medioevo europeo.
Lo schiaffo
Veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.
Veggiolo un’altra volta esser deriso;
veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,
e tra vivi ladroni esser anciso.
(Dante Alighieri – XX canto del Purgatorio)

 

L’epilogo di uno scontro tra due visioni del potere: Bonifacio VIII asseriva il potere universale ed eterno della chiesa; Filippo IV si trovava ad essere il re del primo stato nazionale d’Europa, con fortissime esigenze finanziarie.
All’inizio del 1296 Filippo IV tassò il clero francese, vietò l’esportazione di denaro, oro e argento fuori dal regno, rivendicò il diritto di giudicare i chierici francesi e contravvenne ripetutamente a tutti i richiami di Bonifacio VIII.
Filippo riteneva di dover rendere conto solo a Dio e giudicava Bonifacio VIII un papa indegno. Dopo aver rischiato più volte di incorrere nella scomunica, inviò Guglielmo di Nogaret in Italia perché organizzasse il partito avverso a Bonifacio VIII e conducesse il papa davanti al giudizio di un concilio generale. Bonifacio era ormai pronto a scomunicare il re, ma non fece in tempo: il 7 settembre del 1303 lo raggiunsero ad Anagni oltre mille uomini mercenari guidati da Giacomo Sciarra Colonna.
I nemici entrarono dalle porte già aperte dai traditori del papa, tra i quali i pronipoti dell’altro pontefice anagnino Gregorio IX. Gli aggressori gridavano: “Viva il re di Francia, muoia papa Bonifazio!”.
Iniziarono le trattative, Sciarra richiese la resa e le dimissioni dal soglio pontificio e il papa rifiutò. Bonifacio era disposto al martirio e rispose alla furia di Sciarra dicendo: “E le col e le cape! Nosco primogenitum Sathane” “Ecco il collo, ecco la testa! Riconosco il primogenito di Satana”. Ed è in questa occasione che si narra che Sciarra Colonna schiaffeggiò il papa Bonifacio VIII.

CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI ANAGNI (Antonella Giroldini)

La cripta di Anagni, collocata all’interno della Cattedrale del paese del basso Lazio noto come la città dei Papi, rappresenta un gioiello unico nella storia architettonica e pittorica medievale. Dedicata al patrono della città, San Magno, venne costruita contestualmente alla Chiesa superiore tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII. Quel che colpisce il visitatore è la bellezza e la magnificenza del ciclo pittorico attribuito a tre maestranze diverse che raffigura non solo un percorso di fede ma il ciclo esistenziale dell’uomo.

Sotto la cattedrale romanica di Anagni si nasconde un tesoro, uno scrigno pittorico di rara bellezza che parte dalla creazione dell’universo costituitosi, secondo la filosofia greca, dalla fusione dei quattro elementi, arrivando fino al giorno del giudizio. Posizionata sotto il presbiterio e divisa in tre navate da colonne poggianti su un meraviglioso pavimento cosmatesco, la cripta di Anagni è coperta da ventuno volte rivestite da affreschi pregevoli e in ottimo stato di conservazione.

Tra le scene dell’Antico Testamento e le immagini tratte dal Nuovo Testamento si trovano infatti affreschi di carattere scientifico-filosofico che raffigurano nella prima volta la ruota dei dodici segni dello zodiaco e, nella seconda, l’uomo nudo intorno a cui si collocano quattro sfere che simboleggiano le quattro età dell’uomo collegate, a loro volta, ai quattro elementi naturali e alle quattro stagioni.

La nascita dell’uomo, così come rappresentata dal punto di vista scientifico, entra per la prima volta all’interno di un edificio sacro e l’astronomia si lega in una mistione perfetta alla fede e alla religione.
Definita dal biblista Gianfranco Ravasi come una piccola cappella Sistina sotterranea, la cripta di Anagni racchiude questo unicum pittorico straordinario, realizzato da tre diverse botteghe di pittori in un arco temporale collocabile tra l’inizio del XII e la metà del XIII secolo.

PALESTRINA (Antonella Giroldini)

L’attuale nucleo urbano di Palestrina sorge sull’antica città di Praeneste, di origine latina, la cui fama, in età antica, era legata al Santuario della Fortuna Primigenia, luogo di culto dalla notevole importanza storica.

Il Palazzo Colonna Barberini venne costruito nell’XI nel luogo dove sorgeva il Santuario della Fortuna Primigenia, Tuttavia, quello che vediamo attualmente non è l’edificio originale. Infatti, nel XV secolo fu demolito e ricostruito. Al suo interno ospita il Museo Archeologico Prenestino.
Altro importante monumento è, come accennato, il Santuario della Fortuna Primigenia di cui attualmente ne sono rimasti alcuni settori. È una delle testimonianze più importanti dell’età tardo repubblicana. Attenti studi hanno confermato che le sue origini, infatti, si attestano al II secolo a.C. Insieme al museo, questo antichissimo monumento, fa parte del sistema museale del Lazio.
La Cattedrale di Sant’Agapito
Tra gli edifici religiosi che arricchiscono il patrimonio storico di Palestrina possiamo citare senza dubbio la Basilica-Cattedrale di Sant’Agapito martire costruita tra il VII e VIII secolo e consacrata nel 1117. La facciata conserva il timpano romanico nella sua parte superiore, mentre il portale di marmo è del 1503. Si possono notare tracce di una antica meridiana di epoca romana.

L’interno è composto da tre navate divise da pilastri con cappelle laterali. La chiesa ospita significative opere d’arte, tra le quali la raffigurazione della decapitazione di Sant’Agapito di Carlo Saraceni nella cappella terminale della navata di destra, la crocifissione con Maria e San Lorenzo di Girolamo Siciolante da Sermoneta all’interno della Cappella di San Lorenzo e, un piccolo trono ligneo raffigurante il Salvatore, conservato nel Battistero.
Il centro storico
Continuando la visita di Palestrina, possiamo ammirare la Chiesa di Santa Rosalia situata nei pressi del Palazzo Colonna Barberini. Questa, venne fatta erigere da Maffeo Barberini tra il 1656 e il 1660. Un altro importante luogo di culto è, senza dubbio, la Chiesa e il convento di San Francesco costruito nel XV secolo. L’edificazione della chiesa iniziò nel 1495 mentre la sua consacrazione risale al 1504. Nel ‘600, per volere di Urbano VIII Barberini iniziarono, invece, i lavori di ampliamento e restauro del complesso.
Durante la visita nel cuore antico di Palestrina, incontreremo anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate e il convento carmelitano del XVII secolo. Inoltre, possiamo imbatterci nell’austera e sobria Chiesa di Santa Croce e il Monastero delle clarisse risalente al 1565 e consacrata nel 1570. Infine, una visita merita la Chiesa di Santa Lucia, il cui aspetto esterno è semplice, ma nasconde al suo interno ricche e suggestive decorazioni.
Grazie alla sua vicinanza a Roma, Palestrina è una tra le mete turistico-culturali più apprezzate e frequentate. Inoltre, i pregevoli monumenti dislocati nelle vicinanze, accrescono notevolmente l’interesse per questa splendida cittadina laziale.

CORI (Antonella Giroldini)

A 10 Kilometri da Cisterna di Latina verso nord – est, alle propaggini dei monti Lepini , la cittadella di Cori, presenta interessanti caratteri storici e cospicue testimonianze artistiche. La ” Cora” dei volsci fu sottomessa da Roma già all’inizio del V a. C. e fu sottomessa da Roma già all’inizio del V secolo a. C. e fu feudo degli Annibaldi prima di entrare, durante il XV secolo, nel dominio della Chiesa . Racchiudono i due nuclei della cittadina ( Cori a Valle e Cori a Monte) tratti delle mura poligonali , che risalgono addirittura al V  secolo a. Cristo. Il ponte romano detto della Catena, di età repubblicana, è quasi all’entrata dell’abitato, dove notevoli sono la trecentesca chiesa dell’Annunziata e la Collegiata, costruzione settecentesca rimaneggiata in età neoclassica che custodisce all’interno uno splendido candelabro pasquale e una Pietà. Per la pittoresca via del Porticato, strada coperta fiancheggiata da case medievali, si sale verso la chiesa di Santa Oliva, fusione di due edifici di culto, uno medioevale e l’altro del tardo XV secolo: il complesso, che vanta anche un bel chiostro, fu ristrutturato tra ‘500 e ‘600, e custodisce una volta a botte affrescata in modi michelangioleschi, nonché affreschi trecenteschi.

Nei pressi della chiesa sono i resti del tempio di Castore e Polluce, risalenti alla ricostruzione di un antico monumento effettuata dopo l”89 a. Cristo. In via Matteotti della Città del Territorio ospita una sezione archeologica e una documentaria. Al vertice del colle svetta il pronao, con otto colonne doriche sorreggenti un’elegante. Al vertice del colle svetta il pronao, con otto colonne doriche sorreggenti un’elegante trabeazione e il frontone, del tempio di Ercole.

Notevole anche  l’Oratorio dell’Annunziata