Rocchette (Antonella Giroldini)

Rocchette si trova nel cuore della Sabina ed è quindi facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A1 e uscendo al casello di Magliano Sabina. Dal casello si raggiunge dapprima l’abitato di Magliano per proseguire in direzione di Calvi dell’Umbria e scendere verso Montebuono.

Poco prima di giungere a Montebuono, ad un incrocio si devia a sinistra in direzione di Rocchette (la stessa strada porta a Vacone e Cottanello). Raggiunto quindi Rocchette, si oltrepassa, si lascia sulla sinistra un fontanone e, poco dopo, proseguendo in direzione Vacone, si imbocca una strada sterrata. Percorsi circa 100 metri si attraversa il ponte sul Fiume Laia e si giunge in breve a toccare una radura dove si può parcheggiare. La torre circolare è davanti a noi e l’accesso al borgo è senza via obbligata.

Castel Gandolfo (Antonella Giroldini)

Il visitatore che entra per la prima volta nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo non immagina certo di trovarsi di fronte ai cospicui resti di una delle più famose ville dell’antichità, l’Albanum Domitiani, la grandiosa residenza di campagna dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.), la quale si sviluppava per circa 14 chilometri quadrati dalla Via Appia fino a comprendere il lago Albano. Le Ville Pontificie si estendono sui resti della parte centrale della residenza, la quale includeva, secondo l’ipotesi formulata da insigni studiosi, anche l’Arx Albana, posta all’estremità della collina di Castel Gandolfo, dove ora si trova il Palazzo Pontificio, e che un tempo ospitava il centro dell’antica Albalonga.

La Villa di Domiziano era ubicata sul versante occidentale della collina, in posizione dominante sul mare Tirreno. Il pendio era stato tagliato in tre grandi ripiani digradanti verso il mare. Il primo, più in alto, comprendeva le abitazioni dei servi imperiali, i vari servizi e le cisterne, alimentate dalle sorgenti di Palazzolo – poste sulla sponda opposta del lago – mediante tre acquedotti, ancora in parte esistenti, che riforniscono la Villa papale e l’abitato di Castel Gandolfo. Sul ripiano mediano, delimitato a monte da un grande muraglione di sostruzione, interrotto da quattro ninfei a pianta alternatamente rettangolare e semicircolare, sorgevano il palazzo imperiale ed il teatro. Il ripiano inferiore comprendeva il criptoportico, la grande passeggiata coperta dell’imperatore, lungo in origine circa trecento metri. Il ripiano si spezzava poi in più terrazze successive, per lo più destinate a giardini, una delle quali comprendeva l’ippodromo.

In questa residenza, attrezzata anche per la stagione invernale, ricca di bellezze naturali e di sontuosi edifici, monumenti ed opere d’arte, Domiziano, il “calvo Nerone” come lo chiamava Giovenale, stabilì quasi in permanenza la sua dimora.

Alla morte di Domiziano la villa passò ai suoi successori, che però preferirono stabilire altrove le loro dimore. Adriano (117-138) vi trascorse qualche breve periodo in attesa che fosse portata a compimento la villa presso Tivoli e Marco Aurelio (161-180) vi si rifugiò per alcuni giorni durante la ribellione dell’anno 175. Alcuni anni dopo,Settimio Severo (193-211) vi installò, nella parte più a sud, i castra dei suoi fedelissimi legionari partici, i quali vi accamparono stabilmente con le loro famiglie.

Iniziava così la decadenza della villa imperiale i cui monumenti, già privati delle loro opere d’arte e di ogni prezioso ornamento, furono sistematicamente demoliti per impiegare marmi e laterizi nelle nuove costruzioni che diedero origine al primo nucleo abitativo della cittadina di Albano. Un altro insediamento, prevalentemente di agricoltori, si costituì a nord della villa sul crinale del lago verso “Cucuruttus” (l’attuale Montecucco) dando origine assai più tardi all’odierna Castel Gandolfo.

L’imperatore Costantino (306-337), che aveva allontanato dal territorio i turbolenti legionari partici con le loro famiglie, tra i benefici conferiti alla basilica di San Giovanni Battista, l’attuale cattedrale di Albano, includeva anche la possessio Tiberii Caesaris, cioè l’area della villa domizianea.

Fatta eccezione per alcune memorie di atti censuari o patrimoniali che si riferiscono a queste terre, la storia tace fino al XII secolo. Non così le spoliazioni di marmi e di opere d’arte che continuarono a lungo. Nel XIV secolo il saccheggio divenne sistematico, alla ricerca di marmi per la costruzione del duomo di Orvieto.

Lago di Albano (Antonella Giroldini)

Il lago di Albano, chiamato anche lago di Castegandolfo, si trova nel Parco dei Castelli Romani, a sud di Roma, ed è di origine vulcanica come il lago di Nemi da cui dista solo pochi chilometri in linea d’aria.

Il lago è noto per la sua bellezza; facilmente raggiungibile da Roma è immerso nel verde con molte zone ricche di boschi. È vicinissimo a note località dei Castelli Romani come Castel Gandolfo, che lo sovrasta specchiandosi nelle sue acque, e poco più lontani Marino e Rocca di Papa (a nord) e Albano, Ariccia e Genzano di Roma (a sud, lungo il percorso dell’Appia Nuova).

La zona è una delle mete preferite per le famose “gite fuori porta” dei romani; è ben collegata con Roma grazie alla via Appia e a tutti gli altri paesi dei Castelli con la panoramica Via dei Laghi che, unendo Velletri a Ciampino, passa sul versante nord del lago.

Abbiamo già citato i paesi in prossimità del lago di Albano che meritano tutti di essere visitati perché ricchi di punti d’interesse turistici, eventi ricorrenti ed anche per le loro specialità culinarie che vengono servite in moltissimi tipici ristoranti, osterie, agriturismo e fraschette. Per chi vuole fare attività fisica tutta l’area è anche ricca di percorsi per piacevolissime passeggiate che permetteranno di ammirare panorami unici veramente spettacolari.

Sulla superficie del lago è possibile praticare la vela e la canoa (alcuni circoli nautici sono presenti sul lungolago in direzione di Castegandolfo); sulle sue rive sono presenti anche vari stabilimenti balneari sorti negli ultimi anni in prossimità delle spiagge che si sono formate a causa del progressivo abbassamento del livello delle acque (oltre 3 mt).