Duomo di Civita Castellana (Antonella Giroldini)

La facciata e il campanile tradiscono l’origine romanica del Duomo, intitolato a Santa Maria, che fu infatti eretto nel secolo XIII e rimaneggiato nel ‘700 . Il portico duecentesco su colonne presenta un arco mediano decorato a mosaici opera in parte di Jacopo di Lorenzo di Cosma; il portale è opera di Lorenzo di Cosma ed è incorniciato da un mosaico che arricchisce anche il semirosone sovrastante. Di originario, nell’interno di aspetto settecentesco, sono il pavimento cosmatesco e , in sagrestia, due plutei pure comateschi; ma anche tracce  di affreschi.

Civita Castellana (Antonella Giroldini)

Di alto interessa storico la cittadina , il cui cento è situato su un’altura tufacea tra le gole di due affluenti del fiume Treja, fu la ” Falerii  Veteres” capitale dei falisci, il cui sito, abbandonato nel III secolo a.C a seguito della fondazione della vicina ” Falerii Novi”, venne ripopolato nell’VIII d. Cristo. Contesa tra papato e impero è oggi un centro di produzione artigianale e industriale di ceramiche grazie alla vicinanza di cave di caolino e di argilla refrattarie.

Viterbo: PALAZZO DEI PAPI (Antonella Giroldini)

Il Palazzo dei Papi è il più importante monumento della città di Viterbo e ne è diventato il simbolo. Venne costruito in occasione del trasferimento della sede della Curia pontificia nel 1257 voluta da Papa Alessandro IV.

Tale monumento nacque dall’ampliamento della sede della Curia vescovile disposto e curato da Raniero Gatti, il quale fece anche costruire una grande sala per le udienze, oggi nota come “Aula del Conclave” per il fatto di aver ospitato il primo e più lungo conclave della storia.

Altra parte caratteristica del Palazzo dei Papi è la Loggia delle benedizioni (più nota come Loggia dei Papi) eretta nel 1267: da essa si affacciava il Papa uscendo dalla Sala del Conclave. Dal 27 dicembre 2014 per la prima volta è riaperta la bellissima sala Gualterio.

La stanza, interamente affrescata e caratterizzata in particolare dalla presenza dello stemma di papa Clemente VIII (1592-1605), è frutto dei lavori decisi dal Vescovo Sebastiano Gualterio di Orvieto (1551-1566) che volle ampliare la sua Curia riadattando le due antiche stanze a fianco dell’aula del Conclave, dotando il salone dei servi di un soffitto a cassettoni nel mezzo del quale fece porre il suo stemma e facendo scolpire il suo nome sugli architravi delle quattro porte. Agli inizi del XVII sec., inoltre, risalgono ulteriori modifiche fatte eseguire dal Card. Tiberio Muti, vescovo della città di Viterbo negli anni 1612-1636; a lui si devono ulteriori ampliamenti del Palazzo, con l’apertura di due nuove porte nella sala e con l’inserimento del suo stemma sugli architravi di tali porte e negli affreschi.

Viterbo…la cattedrale (Antonella Giroldini)

L’edificio religioso più importante di Viterbo è il Duomo o Cattedrale, consacrato a San Lorenzo. Realizzato nel XII secolo in stile romanico, il Duomo si presenta oggi agli occhi del visitatore in stile rinascimentale, a causa di rimaneggiamenti del Cinquecento. L’unico elemento rimasto fedele all’originale, visibile dall’esterno, è il campanile. Il monumento è sito sul luogo sul quale si trovava un tempio pagano dedicato ad Ercole, e, successivamente, una chiesetta dedicata a San Lorenzo. La cattedrale di Viterbo, in posizione elevata rispetto al resto della cittadina, domina il territorio circostante. L’interno dell’edificio è suddiviso in tre navate. Le dieci cappelle laterali sono state aggiunte nel XVI secolo. I lavori di costruzione delle cappelle hanno portato alla distruzione degli affreschi alle pareti. Da vedere, all’interno del Duomo, è l’affresco della Madonna con il Bambino, il busto di Letizia Cristina Bonaparte, il Fonte Battesimale realizzato nel XV secolo da Francesco di Ancona. Vari sono i dipinti di interesse artistico, custoditi all’interno dell’edificio.

Viterbo: Il palazzo dei Priori (Antonella Giroldini)

Il palazzo dei Priori chiude il lato nord-occidentale di piazza del Plebiscito, già piazza del Comune, aperta nel XIII secolo e divenuta da allora il vero centro sociale ed istituzionale della città.


Dopo che Viterbo divenne la sede del Papato e vi furono istituiti i primi conclavi, si sentì l’esigenza di dotare anche il Comune di una sede consona alle istituzioni civiche. Furono acquistati vari stabili e si procedette alla demolizione dei portici del grande cimitero antistante alla chiesa di S. Angelo in Spatha, nonché di alcuni stabili di pertinenza dei canonici, per allargare la piazza che prese forma a partire dal 1264. In questa data, secondo alcune studiosi, venne iniziata la costruzione del Palazzo dei Priori, ritenuta coeva al Palazzo del Podestà ( oggi sede di alcuni uffici comunali)  ed a quella del Capitano del Popolo (attuale Prefettura). Tesi più recenti sostengono, invece, che l’edificio venne edificato soltanto nel 1460, al tempo del pontificato di Pio II.

Il palazzo era destinato in origine ad essere la residenza del governatore pontificio, ma, nel 1510, non essendo ancora stata condotta a termine la fase architettonica sistina, il governatore del Patrimonio sfrattò i priori dal loro palazzo (che al tempo risiedevano nell’attuale stabile della Prefettura) e vi si insediò d’autorità, riuscendo così ad accelerare i lavori.

Alla fine dello stesso secolo fu dato l’avvio alla decorazione pittorica degli ambienti della grande fabbrica.

I ragguardevoli risultati raggiunti nel palazzo viterbese dei Priori rispecchiano il momento particolarmente felice per la città ed il clima di grande evoluzione socio-culturale, dovuti in gran parte all’iniziativa del potente cardinale Alessandro Farnese, poi salito al soglio pontificio con il nome di Paolo III (1534-1549).

Nel Seicento fu altresì realizzato lo splendido cortile interno del palazzo, su cui si affaccia l’elegante loggiato del primo piano e qualificato dalla fontana in peperino, a coppe sovrapposte, culminante con un gruppo bronzeo rappresentante una palma affiancata da due leoni, e, soprattutto, fu portato a conclusione l’apparato decorativo dell’interno.

Le forme dell’esterno sono quelle conferite al palazzo dai lavori quattrocenteschi. La facciata, marcatamente orizzontale, è alleggerita dal porticato del piano terra. Lo stemma di Papa Sisto IV (1471-1484), appartenente alla famiglia Della Rovere, campeggia nella facciata ed è riportato anche sulla sommità della cornice bugnata dell’ingresso principale.

Alla fine del Cinquecento, quando il palazzo aveva ormai assunto forme grandiose, si diede l’avvio all’articolata decorazione pittorica, a partire dalla Sala Regia. Qui, oltre a personaggi legati alla storia della città e alla mitologia, inquadrati da ridondanti cornici dipinte, meritano di essere segnalati gli emblematici affreschi del soffitto, dove campeggiano i trentatré castelli che furono sotto il dominio di Viterbo, dislocati in sedici pittoreschi riquadri.

Devono infine essere ricordati il ciclo pittorico della cosiddetta Sala della Madonna, animata da una serie di episodi che rimandano alla storia del vicino santuario della Madonna della Quercia, quello della cappella del Comune e quello della sala del Consiglio.

VISITARE IL CASTELLO DI SANTA SEVERA (Antonella Giroldini)

Ha riaperto il  25 aprile (2017) per rimanere aperto tutto l’anno! Questa è la più grande novità in merito alla riapertura del magnifico Castello di Santa Severa: 2.000 anni di storia e ancora bellissimo.

Ma le sorprese non finiscono qui:
5 musei, una sala 3D, una ludoteca, 5 sale convegni, un cocktail bar, una libreria, un book shop e 3 percorsi guidati.

COSA VEDERE AL CASTELLO DI SANTA SEVERA
Sono 5 i musei visitabili: l’Antiquarium di Pyrgi, il Museo del Mare e della Navigazione Antica, il Museo del Territorio, la Manica Lunga (in occasione di eventi) e la Rocca e Museo del Castello.
A partire da giugno 2017 sarà possibili visitare anche una ludoteca dove ogni giorno saranno previsti dei laboratori di archeologia, artigianato e giochi per bambini. A partire da settembre 2017 invece all’interno della Sala Nostromo saranno organizzate visite in 3D: un racconto multimediale, in cui storia e tecnologia si incontrano per una visita immersiva e multisensoriale: personaggi storici, gesti, divinità e animali si animeranno in 3D per illustrare, insieme al colore, le origini dell’antica Pyrgi, degli Etruschi e del castello.
E ancora visite didattiche e laboratori, rassegne, spettacoli e matrimoni vista mare. Entro il 2018 il Castello di Santa Severa si doterà anche di un hotel e un ristorante.

Tre invece i percorsi di visita a pagamento previsti:
1. Il Percorso medievale che prevede Borgo, Cortile della Guardia e delle Barrozze, Chiesa dell’Assunta, Battistero, Piazza della Rocca, Casa della Legnaia Scavi Chiesa Paleocristiana, Casa del Nostromo, Museo della Rocca.
Quando: martedì – venerdì ore 11.00 e ore 16.00. Sabato, domenica e festivi ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30.
Tariffe: Euro 6,00 intero / Euro 4,00 ridotto
2. Il Percorso Torre Saracena: una visita accompagnata alla Torre Saracena.
Quando: martedì-domenica dalle 10.20 alle 18.30 (ultima partenza), ogni 10 minuti.
Tariffe: Euro 3,00
3. Il Percorso Archeologico: prevede la visita al Museo del Mare e della Navigazione Antica, Antiquarium e scavi di Pyrgi, mura poligonali, vista di Pyrgi dalla grande spianata del Castello.
Quando: martedì – domenica ore 17.15
Tariffe: Euro 6,00 intero / Euro 4,00 ridotto