FERENTILLO (Antonella Giroldini)

In una gola boscosa di suggestiva bellezza , allo sbocco Salto del Cieco nel Nera sorge il paese, articolato in due nuclei castellani di Matterella e Precetto, di origine medioevale e strettamente legati all’abbazia di S. Pietro in Valle. L’abitato , d’antico aspetto, si sviluppo nel fondovalle, ma sono ancor ben riconoscibili i due distinti aggregati originari che inerpicavano le operazioni di difesa sulla montagna. Presso il nucleo di Mattarella si trova la duecentesca pieve di S. Maria. La chiesa di S. Stefano domina dall’alto il nucleo di Precetto, sviluppandosi su due piani: quello inferiore databile al XIII – XIV secolo, quello superiore realizzato nel ‘500 e ampliato nel ‘700. La cripta, lunga quanto l’edificio , dopo la costruzione del piano superiore fu realizzato come cimitero , e oggi proprio con quelle mummie che hanno dato notorietà al paese è stato allestito un Museo – cimitero. Il suolo su cui erano state deposte le salme era infatti formato da una sabbia asciutta e porosa , ricca di nitrati, cloruri e sali calcarei che, assieme alla ventilazione continua delle finestrelle sempre aperte e rivolte verso sud – ovest, ha consentito il processo di mummificazione.

Il colle che sovrasta Mattarella è dominato dalla grandiosa Rocca con torri quadrate e cilindriche e alto maschio; a questa , fungono da contraltare i ruderi di un’altra rocca, eretta sullo sperone che domina Precetto.

MUGGIA (Antonella Giroldini)

Una località dalle fattezze istro-venete.

Nell’ultimo lembo d’Italia la costa pare ripiegarsi su se stessa: qui si apre la Baia di Muggia, caratteristica località dalle fattezze istro-venete. Approdando nella pittoresca darsena, pare quasi di entrare dentro le calli e le piazzette. L’atmosfera di stampo veneziano non si respira solo grazie alle architetture: anche il dialetto, i costumi e le tradizioni gastronomiche lasciano trapelare un intenso passato condiviso con la Serenissima.

Guardando Muggia dal mare, le bianche pietre d’Istria e le case colorate creano un armonico tutt’uno con il verdeggiante ambiente carsico. A incorniciarla, sette chilometri di costa e una corona di colli che dominano panoramicamente una vasta zona, sia italiana che istriana.
Storia
Prima dell’anno Mille, Muggia sviluppò a valle, nel porticciolo, un piccolo centro che fu chiamato Borgolauro: in questo nuovo borgo, nel Duecento, nacque il Comune di Muggia. Di quest’epoca sono il duomo e il palazzo comunale, ricostruito nel Novecento.

Ma lassù, in alto, sul promontorio che sovrasta il porto, si parla una storia ancora più antica: ne sono prova i resti dei castellieri protostorici di Santa Barbara e di Muggia Vecchia, dove si erge la romanica Basilica di Muggia Vecchia (IX secolo), unica testimonianza, insieme ai resti delle mura, di un passato romano e medievale. Da qui, si gode di un magnifico panorama sul Golfo di Trieste.

Il Castello di Muggia, invece, risale al Trecento, pur essendo stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli. Un tempo coronava la munita cerchia muraria intorno alla città. La curiosità è che gli abitanti di Muggia hanno via via usato i suoi originari blocchi di pietra arenaria per costruire le proprie abitazioni.

Ancora oggi in questa cittadina si respira un’aria particolare, passeggiando nelle caratteristiche calli e nella splendida piazza Marconi, cuore pulsante della cittadina, oppure sostando nel Mandracchio ad osservare i pescatori intenti nel loro lavoro.
E poi ci sono confortevoli e ombreggiati stabilimenti balneari, a Muggia e dintorni. Molto suggestivo è il porticciolo sito nella località di San Bartolomeo.

Da non perdere il Carnevale di Muggia o “Carneval de Muja”, con origini classiche della tradizione veneziana e con influssi della penisola istriana: un grande spettacolo che ogni anno propone carri allegorici e maschere coloratissime. La sfilata si svolge la domenica con la premiazione della compagnia più bella ed originale.

 

MONTENERO SABINO (Antonella Giroldini)

Montenero Sabino è un piccolo borgo dalla forma allungata, una striscia di case tra i monti del Reatino che si stende dalla massiccia Chiesa di San Cataldo Vescovo al fiero Castello Orsini. Un borgo cristallizzato nel tempo, nel cuore di una natura straordinaria, nonché la patria dei gustosissimi maccheroni a fezze.

Tra i boschi di lecci e querce delle montagne sabine si adagia, a metà tra due torrenti, Montenero Sabino, un piccolo borgo di 300 abitanti dalla curiosa struttura a lisca di pesce.

Sviluppatosi su uno sperone di roccia in un territorio dalla natura particolarmente suggestiva, si estende lungo un’unica strada principale, la quale è affiancata da due strette file di abitazioni e va dal Castello Orsini alla Chiesa di San Cataldo Vescovo.

Il nome di “Montenero” sembra essergli stato attribuito per via della presenza di pietre focaie. Nella zona, infatti, si trovavano due cave: in una veniva estratta pietra focaia di tipo nero, nell’altra pregiata pietra focaia per fucili. Questo materiale era già utilizzato nella Preistoria, e il paese è stato rinomato per tale attività estrattiva fino agli inizi del Novecento.

Il nucleo originario del paese risale all’XI secolo, quando furono costruiti il castello e le mura, ma nei secoli successivi entrambi furono ampliati e il Castello fu trasformato in Palazzo Baronale, con i due bei torrioni merlati visibili ancora oggi. Molte famiglie si avvicendarono per il suo possesso; tuttavia, oggi è ricordato come “Castello Orsini”, dal nome della famiglia a cui appartenne nel Quattrocento.

Per immergersi nell’atmosfera del tempo, immancabile è una visita al paese durante la Giornata Medievale di Montenero Sabino, nel mese di agosto. Oltre ad assistere ad esibizioni di falconeria, tiro con l’arco e lancio di coltelli ed asce, si ammira la sfilata di un corteo storico e si possono visitare, nella magnifica cornice del castello, le botteghe delle antiche arti e mestieri.

Dal lato opposto rispetto al castello, l’altro edificio che cattura l’attenzione del visitatore è la chiesa dedicata a San Cataldo Vescovo, patrono di Montenero Sabino. La chiesa conserva resti dell’antico edificio medievale ed è stata restaurata nel Settecento. All’interno è decorata con splendidi stucchi e affreschi barocchi, e ospita la statua lignea della Madonna della Maternità.

Il sottosuolo del paese, inoltre, nasconde un vecchio acquedotto ancora impiegato ad uso agricolo.

PORTOFERRAIO (Antonella Giroldini)

Capoluogo e principale porto dell’isola, conta poco meno di 12.000 abitanti. Città dalle origini antichissime, conosciuta come Porto Argo nelle narrazioni mitologiche, sin dall’epoca etrusco-romana viene chiamata Fabricia in riferimento alle antiche lavorazioni siderurgiche presenti nella zona.
A distanza di quattro secoli dalla sua fondazione Portoferraio conserva ancora l’antico fascino rinascimentale. Le possenti mura fatte edificare nel ‘500 da Cosimo I° de’ Medici, Granduca di Toscana, che ribattezzò la nuova città fortezza “Cosmopoli”, rappresentano un’opera di alta ingegneria e straordinaria bellezza architettonica.
Chi arriva con il traghetto difficilmente rimane impassibile alla particolare bellezza offerta dalla darsena con le fortezze che la sovrastano.
All’imbocco del porto considerato il più sicuro al mondo persino dall’ammiraglio Nelson, si trova la Torre del Martello appartenente alla fortezza della Linguella, denominata anche Torre di Passannante, dopo che, nel periodo in cui il nucleo fortificato fu adibito a bagno penale, vi fu rinchiuso l’attentatore che ferì il Re Umberto I, dal quale appunto prese il nome.
All’interno del complesso della Linguella si può visitare anche un interessante museo archeologico, dove sono esposte anfore e reperti risalenti all’epoca etrusca.
Sopra il centro storico si trova il Forte Stella, così chiamato per la caratteristica forma stellare delle sue mura, realizzato nel 1548 su progetto di Camerini, ospita uno dei più antichi fari d’Europa, innalzato dal granduca Leopoldo di Lorena nel 1788.
Qui, oltre a godere di un’ottima posizione panoramica della darsena di Portoferraio, si può ammirare dall’alto la Villa dei Mulini, residenza invernale dell’imperatore francese Napoleone Bonaparte.

 

Il Forte Falcone, situato nel punto più alto della città, con i suoi bastioni, rappresenta senza dubbio la fortificazione medicea più possente esistente sull’isola. A dimostrazione della sua capacità difensiva, seppe resistere agli innumerevoli attacchi dei saraceni, al contrario delle fortezze di Capoliveri, Rio e Marciana più volte devastate dalle sanguinose incursioni dei pirati.
Visitando il centro storico di Portoferraio, cuore dell’antica Cosmopoli, si possono scoprire, oltre che ad alcuni interessanti monumenti storici e luoghi sacri, strette e tortuose stradine a scalinata che si aprono a piazzette panoramiche, vecchie case con balconi fioriti e suggestivi angoli dove si possono incontrare personaggi locali pronti a raccontare aneddoti e curiosità sulla vita dell’isola.
Di fronte alla darsena di Portoferraio sul promontorio delle Grotte, gli scavi hanno riportato alla luce i ruderi di una grande villa romana. Qui si possono ammirare parti di decorazioni e mosaici di età adrianea. Rimasero coperti dai rovi fino al 1960 quando un lavoro di scavi portò alla luce il grande complesso con muri in opus reticulatum, grandi terrazze che si affacciano sul mare e una piscina fornita di un sistema di riscaldamento e di depurazione dell’acqua.
Poco distante in località Magazzini si trova la chiesetta di Santo Stefano alle Trane, originale per le sue particolari forme architettoniche è sicuramente una delle più affascinanti chiese di epoca romanico pisana esistenti sull’isola.

PORTO AZZURRO (Antonella Giroldini)

La Piazza di Porto Azzurro

La piazza Matteotti, la piazza più bella dell’Isola d’Elba e tra le più belle d’Italia, famosa come punto d’incontro per romantiche passeggiate e shopping. Nella piazza durante l’estate e non solo, si svolgono numerose manifestazioni, storiche, gastronomiche, culturali e di intrattenimento.
La piazza e il lungomare negli ultimi anni sono stati completamente riammodernati, le due grandi fontane con giochi d’acqua e le lussuose pensiline adornate da piante rampicanti fanno da cornice ai tanti negozietti e ristoranti che impreziosiscono tutto il paese.
La sera le luci della piazza che si rispecchiano sul mare la rendono un posto unico per le vostre passeggiate con tutta la famiglia.
Nel periodo estivo tutta la zona del lungomare, la piazza e il centro storico dalle ore 20:00 viene chiusa al traffico per permettere ai tanti ospiti di passeggiare in completa sicurezza e tranquillità, mangiando un ottimo gelato o facendo shopping.

La Passeggiata Carmignani

La passeggiata Carmignani è un sentiero panoramico direttamente sulla costa di Porto Azzurro, collega il lungomare di Porto Azzurro alla spiaggia di Barbarossa costeggiando le mura del forte S.Giacomo, l’antica fortezza spagnola da cui prende origine tutto il paese, ora adibita a carcere e per questo non visitabile.
La passeggiata Carmignani è lunga circa 1 km ed è un percorso attrezzato con panchine e aree di sosta panoramiche, illuminato tutta la notte, grazie al tratto prevalentemente in piana è adatto anche ai bambini o alle persone anziane, si percorre in circa 20 minuti avvolti dal profumo della macchia meditteranea con una vista panoramica sul frontemare di Porto Azzurro.
Per raggiungere la Passeggiata Carmignani è possibile parcheggiare l’auto al parcheggio di Barbarossa e dopo pochi metri prendere direttamente il sentiero, oppure parcheggiare prima dell’ingresso del Forte e ritrovarsi direttamente a metà della passeggiata dove poter decidere se proseguire verso la spiaggia di Barbarossa oppure deviare verso il lungomare di Porto Azzurro, invece per iniziare la camminata dalla fine del lungomare non esistono parcheggi nelle vicinanze ed è necessario lasciare l’auto nei parcheggi principali del paese.

 

Henry David Thoreau Walden

..se ci muoviamo con fiducia in direzione dei nostri sogni e ci sforziamo di vivere la vita che abbiamo immaginato, incontreremo un successo inaspettato nelle ore comuni. Ci lasceremo certe cose alle spalle, supereremo un confine invisibile: intorno a noi e dentro di noi cominceranno a sorgere leggi nuove, universali e più liberali

SUTRI VILLAGGIO DI BABBO NATALE (Antonella Giroldini)

Dal 23 novembre 2019 al 9 gennaio 2020 a Sutri andrà in scena il Caffeina Christmas Village
Caffeina Christmas Village: ecco il Natale di Sutri
Ma che cos’è il Caffeina Christmas Village e perché mai è così imperdibile?
Innanzitutto perché rappresenta una proposta di divertimento e di intrattenimento unica, capace di coniugare tutti i più classici elementi natalizi insieme a meravigliosi esempi di innovazione.
Non mancherà ad esempio la Casa di Babbo Natale con tanto di ufficio postale per raccogliere ed inviare le letterine dei bambini. All’offerta si unirà anche un Mondo Magico, formato dal mistero delle Grotte degli Elfi e dall’arcana Caverna del Drago.
Sin dall’apertura del villaggio sarà anche visitabile la Casa della Befana, accanto alla quale è cresciuto anche un Albero dei Desideri sotto al quale è possibile riposare nelle visite tra un’attrazione e l’altra.
La città vivrà inoltre l’onirica magia dei mercatini tipici di Natale in stile tirolese, nonché quella dell’Antica Giostra, che con i suoi cavalli bianchi farà vivere un romantico giro ai grandi e ai piccini.
A concludere l’offerta, la suggestiva chiesa di San Francesco ospiterà un presepio a grandezza naturale, al quale si affiancherà anche il tradizionale Presepe Vivente che ogni anno rivive per le strade della città di Sutri.