IL GIARDINO DELLE PEONIE (Antonella Giroldini)

IL GIARDINO DELLE PEONIE DI VITORCHIANO si trova nelle vicinanze di Viterbo, a settanta chilometri da Roma, ai piedi dei Colli Cimini.

E’ conosciuto anche con il nome Centro Botanico Moutan, raccoglie oltre 250.00 piante, tra cui circa 600 differenti varietà di peonie, alle quali fanno da cornice lecci, cipressi, querce ed ulivi secolari.

Si estende su quindici ettari circondati dalla natura fascinosa della Tuscia, in un ambiente dal forte impatto storico-artistico.

Non c’è da andare lontano per scoprire giardini fantasiosi del XVI secolo, antichi borghi arroccati su speroni di roccia, palazzi e città medioevali.

Nello stesso giorno della tua visita al Centro Botanico Moutan riesci a visitare uno dei seguenti luoghi:

  • Vitorchiano
  • Villa Lante a Bagnaia
  • Parco dei Mostri Bomarzo
  • Villa Farnese di Caprarola
  • Viterbo
  • Civita di Bagnoregio

Il MOAI DI VITORICHIANO (Antonella Giroldini )

Anche in Italia si trova un Moai,  uno dei pochi esistenti al mondo fuori dall’Isola di Pasqua.  Si trova a Vitorchiano, un borgo di origine etrusca, a pochi chilometri da Viterbo. Questo il Moai non lo sa e fissa il paese dalla sua sistemazione del belvedere. Il Moai di Vitorchiano non è antico: è stato scolpito nel 1990 da undici indigeni Maori dell’Isola di Pasqua, invitati dalla trasmissione RAI “Alla ricerca dell’Arca“, a realizzare uno dei più fantastici programmi di “gemellaggio” culturale. Poiché gli originali Moai dell’isola di Pasqua si stanno deteriorando, la televisione di Stato si adoperò per scovare una pietra vulcanica simile a quella delle cave dell’Isola di Pasqua per poterne costruire uno nuovo. La trovò proprio qui: un enorme blocco di peperino del peso di trenta tonnellate. Fu scolpito, con asce manuali e pietre taglienti, da undici indigeni maori della famiglia Atanm, provenienti dall’isola di Rapa Nui (Cile). “Il Moai – spiegarono i costruttori dopo aver danzato intorno al blocco di peperino che a poco a poco prendeva forma – è una scultura sacra: porta prosperità al luogo che osserva, a patto che non venga mai spostato. Se viene mosso dal punto in cui viene scolpito, provoca grandi sciagure.”

CALCATA (Antonella Giroldini)

Calcata è un piccolo comune della provincia di Viterbo che, sebbene si trovi a soli 40 chilometri da Roma, è riuscito a conservare intatti i propri patrimoni storico e naturale. Il centro storico di Calcata, arroccato su una montagna di tufo, domina la verde Valle del fiume Treja. Al borgo si accede dall’unica porta che si apre sulle mura. Oltrepassando il portone d’ingresso si fa all’improvviso un salto indietro nel tempo.

Il paese vecchio di Calcata si erge su uno sperone tufaceo sulla valle del Treja: al borgo si accede dall’unica porta che si apre sulle mura.

La chiesa del Santissimo Nome di Gesù si trova nel paese vecchio. La sua struttura risale al XIV secolo, ma è stata ristrutturata nel 1793 per volere della famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da un’unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati un fonte battesimale, un’acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l’altare si trova una serie di pitture che rappresenta storie del Cristo.

Le Cascate di Monte Gelato (Antonella Giroldini)

Il complesso di Monte Gelato, con la torre medievale, l’antico mulino ad acqua, le cascate lungo il fiume Treja, è non solo uno dei luoghi più noti del Parco Valle del Treja, ma costituisce un importante polo di attrazione turistica per tutto il territorio circostante. Frequentato dall’uomo fin dall’età preistorica, il sito conserva tracce dei molteplici insediamenti succedutisi nel tempo: dai resti di una villa romana del I secolo a.C., all’insediamento agricolo del secolo VIII d.C., al mulino ad acqua realizzato nell’800 e rimasto attivo sino agli anni ’60 del secolo scorso. Particolarmente amato dagli sceneggiatori di cinema e pubblicità, costituisce per il Parco una naturale e privilegiata porta di accesso.

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL SORBO (Antonella Giroldini)

l Santuario è arroccato sulla sommità di una rupe ben difesa nelle valli del Sorbo, al confine tra i Comuni di Campagnano e Formello. Il luogo fu abitato sin dal medioevo, ma le prime notizie risalgono al 996 quando viene menzionato come ” castellum “, forse sorto a seguito delle invasioni saracene del X sec. Il castello nel corso dei secoli XI-XIV appartenne prima al Monastero di S. Paolo e poi alla famiglia Orsini. Nel 1427 erà però già in abbandono, e fu allora che Martino V permise ai Frati del Carmelo di erigere un monastero, presso la chiesa primitiva dedicata a Beatae Mariae Castri Sorbi , che divenne un Santuario di pellegrinaggio dedicato alla Madonna. Il culto mariano, fu probabilmente rinvigorito attraverso la leggenda che narra di un guardiano privo di una mano che usava pascolare i maiali nella Valle del Sorbo. Un giorno, cercando una delle scrofe che si era allontanata, la ritrovò presso un albero di sorbo, dove gli apparve la Madonna. La Vergine, facendo ricrescere la mano al giovane, gli disse: “vai e convinci i tuoi paesani a costruire un santuario su questo colle. Chi verrà qui in processione avrà la mia grazia. Se non ti credono mostra loro la tua mano”.

Il Santuario, è costituito dal monastero con rifacimenti sino al XVIII sec., e dalla chiesa risalente al XV sec. Al 1682 risalgono due altari su progetto di Carlo Fontana. Di pregio è la tavola della Madonna con il bambino (XI-XIII sec.), oggi conservata nel Museo Parrocchiale di Campagnano.

Il monumento è inserito in un’ambiente di particolare rilevanza dal punto di vista naturalistico: il Santuario della Madonna del Sorbo.

PARCO DI VEIO (Antonella Giroldini)

parco regionale di Veio è un’area naturale protetta che si trova nella provincia di Roma ed il suo territorio forma un triangolo delimitato dalla via Flaminia ad est, la via Cassia ad ovest e la provinciale Campagnanese a nord. Il territorio interessa il cosiddetto Agro Veientano, dominato dalla città etrusca di Veio e caratterizzato da interessanti elementi storici, naturalistici e paesaggistici.

FUMONE (Antonella Giroldini )

Fumone è tra i comuni più affascinanti della Ciociaria. Il borgo si erge tra i monti Ernici e quelli Lepini, arroccato su un isolato monte a 783 metri s.l.m. Proprio questa suggestiva vista fu di ispirazione a Curzio Malaparte, nella prima metà del Novecento, per la celebre espressione con cui definì il Comune “Olimpo di Ciociaria”.
Le origini di Fumone sono antiche e sfumano nella leggenda: si è creduto, erroneamente, che essa fosse l’antica antenna degli Ernici, favoloso rifugio di Tarquinio il Superbo in fuga da Roma mentre, più probabilmente, la posizione geograficamente favorevole fu di certo sfruttata dagli Ernici prima e dai Romani poi. Il nome stesso, Fumone, deriva da una pratica militare a scopo difensivo risalente al Medioevo, che prevedeva di far innalzare dall’alta torre di avvistamento una colonna di fumo, segnale dell’arrivo di un imminente pericolo.

Al paese si accede attraverso due ingressi: Porta Romana, la principale, e Porta Napoletana, che invece rappresentava un’uscita di sicurezza. L’edificio più rilevante del centro storico è il Castello Longhi – De Paolis, menzionato per la prima volta in un documento del X secolo, ma probabilmente risalente ad un periodo precedente. Presidio militare prima, prigione pontificia poi, il Castello venne infine acquistato dalla famiglia Longhi, ai cui discendenti tuttora appartiene. Annessi al Castello, troviamo il suggestivo Giardino Pensile, da cui si gode di una splendida vista, e Casa – Museo Ada e Giuseppe Marchetti Longhi, in cui sono conservate collezioni di interesse storico e antropologico. Percorrendo le vie del centro storico si scoprono case, mura, torri, bifore appartenenti al periodo medievale, come i resti di una cucina in via Cavone, un robusto portico in via Torricelle, le tracce di mura poligonali in piazza di Porta Romana e lungo via della Croce. Gli edifici religiosi di principale interesse sono certamente la Chiesa Collegiata della Santissima Maria Annunziata, che risale al XIV secolo e la Chiesa di San Gaugerico, della prima metà del XIV secolo. Da visitare è poi la Riserva Naturale Lago di Canterno, uno dei bacini carsici più estesi del Lazio.

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IL MARE DEGLI DEI (Antonella Giroldini)

“Andar per isole alla ricerca del proprio MITO”

Navigare tra le pagine di questo libro, tra miti e racconti può diventare un viaggio che ci aiuta a incontrare e sperimentare parti di noi, a riconoscere quale energia ci guida, quella piena di luce di Apollo, quella creatrice di Afrodite, o quella ordinatrice di Zeus.

L’estate si avvicina, la voglia di partire è tanta e cominciamo a ragionare sul COME, DOVE, QUANDO farlo.  Non ho le idee chiare, so che in questo momento ho voglia di un viaggio che sappia nuovamente di scoperta, di contatto con l’altro. Ho voglia di espatriare, visitare un’altra nazione, anche se non troppo lontana. Non sono ancora pronta dopo due anni di “fermo” a lanciarmi in un viaggio intercontinentale, ma ho voglia di esotico, di leggerezza, di sole, di sorrisi, di contatto umano. E la parola chi mi viene alla mente è Isola.

Ed allora eccolo il libro che fa per me! Lo scovo quasi per caso mentre navigo alla ricerca di ispirazione. “Il MARE DEGLI DÈI. Guida mitologica alle isole della Grecia”, firmato dai professori Guidorizzi e Romani – Edito da Raffaello Cortina è il libro giusto.

Parla di mare, di isole e di miti un mix irresistibile! Il mare per me rappresenta da sempre la voglia di osare, avventurarmi nelle infinite possibilità.

Ciascuna di queste isole è un invito al viaggio in Grecia, “nazione arcipelago” di isole, una più bella e misteriosa dell’altra ma al contempo spunto alla scoperta del territorio, del mondo e di sé stessi.

Permettersi di perdere ogni riferimento, abbandonarsi all’acqua e alle sue creature fantastiche, aprirsi ad incontri straordinari: mostri marini, sirene, popoli e creature inusitate, divinità arrabbiate. In più questo piccolo Atlante del Mar della Grecia ha in sé un altro elemento irresistibile, le isole!

Lembi di terra così diversi uno dall’altro, piccole perle incastonate nel mare che si inserisce tra loro a limitarle e separale, ma al tempo stesso a legarle. Questo libro fa un po’ lo stesso: è “una trama di racconti solca le acque, al pari delle navi antiche e connette un’isola all’altra, come le linee tracciate su una carta nautica”. Di pagina in pagina, di isola in isola, da un mito all’altro, tra dei, eroi e uomini (per lo più donne in fuga dalle voglie di un immortale con la fregola) questa trama di racconti avvolge e coinvolge il lettore, che abbia o meno reminiscenze di mitologia classica”.

Un articolo in cui oltre a farti assaporare ciò che questo libro dona, ti accompagnerà a riconoscere come si possono utilizzare le varie isole con i suoi racconti, miti, leggende e bellezze naturalistiche nel compiere un viaggio in puro stile Travel Coaching firmato LiLaLand©.

Pronti a partire?

Il nostro viaggio si apre in volo: “nel tempo del mito solo gli dèi potevano sorvolare il mare di Grecia, trapunto di isole e scogli, spazzando l’aria sui loro carri alati, come fa Poseidone, il re di tutte le acque, nell’Iliade, quando aggioga il suo cocchio e vola sul mare; l’asse di bronzo sfiora le onde, le ruote neppure si bagnano, mentre dal profondo guizzano delfini, pesci, mostri marini, balzando di gioia per festeggiare il loro padrone”. 

Oggi, invece, noi turisti e/o viaggiatori possiamo vivere quasi come moderni divinità, possiamo riscoprire “la nostra natura divina” goderci questa visione della Grecia dall’alto, “ora lo possiamo fare tutti, quando dal finestrino dell’aereo guardiamo quella ghirlanda di terre, disseminate sulla distesa viola, che Omero chiamava “il mare colore del vino”. ….”

La fase dell’arrivo, del volo in un viaggio in travel Coaching è il momento in cui ci si domanda cosa ci piacerebbe ricevere da questa esperienza. Ti invito quindi a porti la stessa domanda prima di cominciare a leggere/ viaggiare in questo scritto.

Questo volume, fresco di stampa attiva immediatamente e stuzzica una grande curiosità”. Infatti ogni isola è raccontata attraverso un mito o più miti che nell’antichità ne hanno raccontato la nascita e le caratteristiche, ma anche un resoconto di quello che possiamo vedere, incontrare e vivere sbarcandovi in un giorno qualsiasi di questo tempo così complesso ma anche ricco di opportunità.

E ciascuna di queste isole è un invito al viaggio in Grecia, “nazione arcipelago” di isole, una più bella e misteriosa dell’altra ma al contempo spunto alla scoperta del territorio, del mondo e di sé stessi.

Il viaggio inizia con la piccola isola di Delo (l’isola della luce di Apollo) “terra di scogli riarsi, da sempre impegnata in una battaglia immaginaria con i venti: il meltemi in particolare che, proprio quando attraversa l’isola, sembra caricarsi di furia e rinunciare a calare. Non si può dormire a Delo…tocca, perciò, attendere il giorno giusto e il momento propizio, preparandosi ad assecondare il capriccio degli dei e il dio dei venti, Eolo… “.

Il Senso del tempo in questo luogo acquista un valore cairologico, di opportunità. Un elemento che nel Travel Coaching diventa strumento di allenamento ad nuove modalità di percezione del viaggio e di se stessi.

E mentre gli autori ci raccontano il mito della nascita di Apollo e della sua gemella Artemide, ci portano a conoscere il lago sulle cui sponde è nato il dio, “si può camminare verso nord, nell’area del sito archeologico in cui si levano le rovine di un Letoon, un santuario dedicato proprio a Leto. Una lunga terrazza accompagna il riposo della madre dei gemelli divini e una fila immobile di leoni di pietra, seduti sulle zampe posteriori, tiene lo sguardo fisso sul lago. Sono rimasti in 5 a proteggere il riposo del dio dall’arco d’argento, della luce e della tenebra, dei topi, della musica e del silenzio, della guarigione e della pestilenza …. Non importa che il branco sia fatto da pochi esemplari sparuti: un silenzio impressionante riesce a calare sulle sentinelle a forma di leone. Con un po’ di fortuna si può ascoltare la voce dell’isola: i fili d’erba fiorire sotto i piedi del piccolo dio e richiami d’uccelli in aria per festeggiare la nascita del dio Sole e di sua sorella la Luna…Quando ancora si poteva aspettare la luna, nelle notti nere d’estate, sembra che davvero fosse possibile ritrovare quell’istante ancestrale in cui due divinità gemelle erano venute al mondo e con loro gli astri del giorno e della notte”.

Il silenzio, uno spazio vuoto che nel Travel Coaching è il preludio di qualcosa di nuovo. Un ascolto di parti di sé che solitamente nella fretta quotidiana e nella routine resta nascosto nello sfondo.

Che tipo di MITO stai incarnando nel tuo quotidiano?

  • Se dovessi paragonarti ad una divinità quale sceglieresti?
  • Domani ti regalano un biglietto per una delle isole a tua scelta, dove andresti?
  • Come immagini di visitare quel luogo?
  • Quanto sei disponibile a vivere una parte di te che va contro a ciò che sei sempre stato o stata?
  • Se fossi una divinità, quali poteri ti caratterizzarebbero?

Come sarebbe fermarsi, proprio accanto a quei leoni, guardando l’infinito in attesa che l’eco del nostro nuovo sé possa contaminare il nostro viaggio?

L’isolario rievoca miti, leggende e storie. Le imprese degli Argonauti, ma anche i vampiri vrukolákes di Santorini e cenni alle civiltà pregreche di Pelasgi, Sinti e Poliochni.

Nel Travel Coaching la narrazione accompagna il viaggiatore nel ricevere dal luogo che visita nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di se all’interno del luogo che viene chiamato Setting Trasformativo.

Storie capaci di guidarci ad allenare nuovi occhi.

Ci racconta di SANTORINI, LA POMPEI DELL’EGEO, isola di cui non conosciamo ancora il nome più antico, perché Santorini fu sede di una splendida civiltà pre-greca, di cui nei decenni recenti sono venute alla luce le tracce abbaglianti.

Mantenendo una modalità da Travel Coaching grazie a questa informazione si può cominciare a domandarsi quali parti di noi rimaste sconosciute potrebbero venire a galla camminando su questa isola?

Santorini poteva rimanere solo un prodigio della natura, tra il ribollire del vulcano e le fonti termali e l’abbagliante azzurrità del mare, e la luna che sembra dilatarsi nel cielo, quando nelle notti di plenilunio sbuca dalle rocce e illumina la rada.

“Il vulcano eruttò improvvisamente una quantità enorme di materiale incandescente, e poi di ceneri; si calcola che abbia espulso nell’atmosfera …ceneri, vapori ardenti, gas, lava ricaddero sull’isola; la caldera vulcanica si svuotò completamente in poche ore e l’isola collassò. Si pensa che quella del vulcano di Santorini sia stata l’eruzione più potente degli ultimi diecimila anni quantomeno in questa parte del mondo. Si generò certamente uno tsunami con onde altissime che arrivarono sino a Creta; portata dai venti, la cenere eruttiva si disperse su un’area vastissima, sino all’Asia Minore. Certamente si generò il cosiddetto “inverno vulcanico” per la grande quantità di anidride carbonica convogliata nella stratosfera; probabilmente la temperatura media del pianeta si abbassò di un paio di gradi per qualche anno…. Molte case erano affrescate e gli affreschi mostrano una società felice, raffinata, aperta al mondo, piena di gioia di vivere, in drammatico contrasto con la fine terribile che la aspettava. Se l’arte greca ha, nel complesso la ricerca di un equilibrio e una misura perfetti, protesa verso la figura umana, gli abitanti di Thera -che erano gli stessi di Creta, e perciò si suole definirli “minoici” – erano fanciullescamente attirati dalla bellezza della natura e del fascino dei colori ce si presentano all’occhio: i pittori che affrescano quelle pareti potremmo definirli precursori dell’impressionismo, con una gamma di colori che lascia sbigottiti. … “

Dopo la scoperta della catastrofe, si provò a identificare con Santorini la mitica Atlantide di cui parlava Platone nel Timeo e nel Crizia: una terra potente e ricca che, dice il filosofo, sorgeva dal centro dell’oceano e fu sommersa dalle acque. La memoria della catastrofe di Santorini potrebbe avere generato questo racconto; ma Atlantide per Platone era a terra dell’Utopia, non un luogo storicamente definito, e come tale fu assunta dalla letteratura utopistica europea sin dall’antichità, per arrivare poi al Rinascimento e anche alla letteratura fantasy contemporanea”.

Evocando l’immagine di Atlantide possiamo entrare in uno spazio fatto di immaginazione che nel Travel Coaching viene trasformato in possibilità. Potrebbe essere un ottima destinazione dove fermarsi per farsi domande capaci di aprire nuove possibilità, quasi impossibili, ma al solo fine di sbloccare il potenziale che è rimasto bloccato dalle credenze con cui siamo cresciuti.

Se fosse possibile entrare in contatto con l’energia di Atlantide, come cambierebbe la tua vita?

Il libro continua a condurci in un viaggio con destinazione MILO, L’ISOLA DELLA BELLEZZA: “probabilmente è la più bella di tutte le Cicladi, con le sue pietre screziate dal vento, spiagge segrete, scoscese e il meltemi che quando si leva forte la spazza e fa volteggiare ogni cosa: Milo esibisce quasi a ogni angolo il suo paesaggio, arcano, ammaliante. 

Scogli candidi di pomice a Sarakiniko, un prodigio della natura, acqua limpidissima a Paliochori in cui sgorgano bolle calde dal fondo, segno di un’antichissima attività vulcanica ancora non sopita. Quest’isola meravigliosa fu scolpita dal vento e dalle onde dell’Egeo in attesa che l’uomo arrivasse; e arrivò stabilmente almeno settemila anni fa, o probabilmente prima. …prima dai Minoici, poi dai Micenei: fu danneggiata da invasioni, e infine decadde. … 

Quando Milo risorse fu abitata da nuovi coloni, che venivano da Peloponneso e si vantavano di essere Spartani; la capitale fu spostata sull’Acropoli dove sorge il villaggio di Plaka, sopra l’incantevole porticciolo di Klima, nel quale una fila di case di pescatori esibisce la sua luminosa bellezza egea di porte e finestre azzurre. Sopra sorgono le rovine di un teatro del I -II d.C., che poteva contenere circa 7000 spettatori, vertiginosamente proteso sul mare, incassato tra due promontori che assicuravano un’acustica perfetta: e immaginarci la magia del momento in cui le rappresentazioni iniziavano, verso il calare del sole, nella luce tersa che si avviava al tramonto.

Luogo perfetto in un viaggio in Travel Coaching per quello che viene chiamato contatto pieno, ovvero la fase dove le cose accadono, senza sforzo, per vicinanza, proprio come ci mostra la natura e ciò che lei ha creato grazie agli elementi. Un contatto che persiste anche nell’esplorazione di Nasso.

NASSO, TERRA DI BOSCHI, DI VITI, DI LUPI E TIGRI.”. L’approdo a Nasso è un’esperienza prima di tutto olfattiva, perché l’isola è ricoperta di boschi di fichi ed è satura del profumo degli agrumi ma, anche, di quel sentore di resina selvaggia che è memoria di macchia. È da sempre, il regno di Dioniso e, se pure Apollo ha provato a prevalere con i suoi templi e le statue di culto, Nasso rimane possesso quasi esclusivo del dio di vigna….”.

“… una piccola Rodi verrà definita questo ricamo di palazzi e di vie eleganti. Lord Byron amava particolarmente Nasso proprio per questa commistione perfetta di dionisiaco ed eleganza urbana: si era immaginato di ritirarvisi un giorno, per fuggire al clima freddo della sua isola scettrata. Im verità sembra che dapprincipio avesse pensato di trasferirsi a Itaca, ma Nasso l’aveva definitivamente conquistato”.

L’incontro con la Venere di Milo ci accompagna a riflettere su quanta bellezza siamo stati in grado di vedere e svelare durante il viaggio che abbiamo eroicamente compiuto fino ad oggi. Il Travel Coaching ti invita quindi ad attivare uno sguardo valorizzante delle tue imprese per poter cominciare a creare una nuova narrazione di quella che è stata la tua vita passata..

La celeberrima Venere di Milo qualche pagina più avanti lascia posto all’altrettanto famosa Nike di Samotracia“…… Le ali si stanno dispiegando, frementi di movimento, il panneggio lieve come un velo fa vedere, più che coprire, la gamba sinistra che si posa leggera avanzando in punta di piedi: l’altra è scoperta, ed è la gamba tornita e bella di una giovane donna; il velo lascia vedere una torsione del busto che dà un’idea di forza, di energia…. La vollero collocare sul punto più alto del loro famoso santuario dei Cabiri per commemorare la vittoria della flotta di Rodi contro quella del re Antioco di Siria che era comandata nientemeno che da Annibale…”

SAMOTRACIA, L’ISOLA DEI GRANDI DEI:È un’isola misteriosa senza spiagge memorabili che attirano i bagnanti, senza grandi strutture alberghiere; chi va in questo posto fuori mano incontra una terra in cui s percepisce ancora la presenza del sacro, e di un sacro arcano, segret… il santuario di Samotracia, o meglio il santuario dei Grandi Dei di Samotracia, come era chiamato, conteneva un vasto complesso di edifici il cui fulcro era la Sala delle iniziazioni

In un viaggio in stile Travel Coaching c’è sempre un momento che può essere dedicato al compimento di un rituale. Un atto sacro in cui consapevolmente si comincia a scegliere cosa lasciar andare e cosa portare con sé nella vita quotidiana.

Isole famose e meno famose di cui potremmo raccontare tutto anche senza averci mai messo piede; isole più appartate che, però, sono state lo sfondo di miti affascinanti e strani, come Lemno, dominata da un piccolo matriarcato di giovani ragazze, che ebbero l’avventura, un giorno di veder sbarcare nel proprio porto gli Argonauti, guidati da Giasone.

Partire per questo viaggio significa, né più né meno, comportarsi come facevano gli dei e gli eroi, che si sceglievano un’isola in cui nascere, in cui far sorgere templi, in cui naufragare. 

Ed infine, si approda ad ITACA, L’ISOLA DELLE ISOLEL’isola del ritorno, l’isola del risveglio dal sogno, dove attende la vita vera, le aspettative, le responsabilità del regno. E una donna mortale, non divina: Penelope, la sposa. “Pensava alla sua Itaca. Per Ulisse, però, Itaca non sol la sua patria, ma il Luogo: quello in cui per motivi misteriosi che nemmeno ci si riesce a spiegare, prima o poi l’anima di ognuno sogna di tornare ,  qualunque costo, se può. Forse perché è la terra della giovinezza, la prima che ti ha accolto venuto si mondo, o quella che ti fa dimenticare il tempo che passa, la terra in cui vorresti stare per sempre, così anche se Itaca è povera e oscura, Ulisse la vuole”.

Del resto, le isole erano lì al momento della creazione: emergono dal mare insieme alle divinità per andare a costruire quella nazione arcipelago che è la Grecia, composta di tanti villaggi, città, come i nodi di una trama luminosa, come le isole sul mare.

Per concludere questo è un libro che si può leggere in navigazione o di notte, in rada, di fronte a un tempio in rovina. Con questo libro si può, anche, partire per un viaggio immaginario, pensando alla gioia e alla luce di quelle terre, che ti sprofondano in un’energia antica, quando vi mette piede. È un libro di mare, da marinai, dell’immaginazione o della realtà. … sanno di sale, di meltemi e di spugne bianche. 

Come sarebbe per te poter scegliere l’isola in cui nascere? Quale energia Ti ha guidato nella scelta? Quale elemento ti senti più vicino, il vento che rende difficile l’approdo a queste terre preservandone la natura selvaggia; o ti senti più vicina al fuoco, alla lava e alla forza distruttrice e al contempo creatrice di questo elemento?

Si può scegliere di partire per davvero, e sostituire i miti di queste pagine con avventure in terre conosciute eppure tutte da scoprire! Si può decidere di vivere con i 5 sensi attivi la luce abbagliante del sole, i colori intensi di queste isole e gli odori inebrianti dei pergolati che ci invitano a vivere a pieno la gioia e il caos o per dirla come gli antichi Greci, l’energia Dionisiaca. 

Arrivati all’ultima pagina del “Il mare degli dei” ti lascio con questo augurio : che il viaggio continui in Grecia, in libreria o dentro di te per incontrare i mille personaggi che narrano il tuo mito, la tua storia.

TRAVEL BOOK COACH …SACRO ROMANO GRA (Antonella Giroldini)

Il GRA non è una strada come le altre. “È la spina dorsale di un territorio in perenne fermento, un vulcano attivo che produce la sua lava, fatta d’identità perdute e riconquistate, territori strappati, luoghi in attesa, domande inevase e qualche mistero …”

SACRO ROMANO GRA” DI NICOLÒ BASSETTI, SAPO MATTEUCCI, EDITO DA QUODLIBET HUMBOLDT

Voglia di viaggiare tanta ma freno a mano ancora un po’ tirato ed allora che fare? Lanciarsi in quello che offre il territorio di prossimità e farne un’avventura!

Pensando alla massima di Marcel Proust : “ viaggiare non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, ho scelto questo libro di cui ti parlerò in chiave Travel Coaching.

Questo libro ci suggerisce un modo nuovo di procedere lungo le strade conosciute, un po’ come fanno i nostri protagonisti, percorrendo il GRA. Del resto loro stessi all’interno del testo ci spiegano in questo modo il titolo evocativo: “Il titolo Sacro romano GRA allude alla ricerca cavalleresca di un elemento numinoso e trascendente. Talismano di un altro mondo (sacro significa anche separato)”

Cosa puoi scoprire del tuo territorio cambiando modalità?

Mi piace l’idea alla base di questo libro di mettere in primo piano e prestare attenzione al GRA, il Grande Raccordo Anulare, 70 chilometri della più lunga autostrada urbana d’Italia, luogo mai riconosciuto come protagonista dello sviluppo della Capitale, ma che più di ogni altro ne riassume i caratteri e la complessità.

Prima alcune domande di attivazione

C’è qualche luogo nella tua città che “bazzichi” quotidianamente ma non vedi? Ovvero un posto, una strada o semplicemente il percorso che quotidianamente ti porta da casa a lavoro che percorri in velocità ma non ti dai il tempo di vedere, gustare e vivere?

E se gli dedicassi tempo?

Se come in una caccia al tesoro “scovassi” i particolari, cosa potrebbero svelarti di te portandoli in primo piano?

Questo libro è il racconto di un viaggio a piedi e con altri mezzi (autobus, metropolitana, treno) alla scoperta del territorio lungo il Grande Raccordo Anulare. Il viaggio compiuto dai protagonisti è di 300 kminterrotto e ripreso con tappe di diversa durata (un giorno, una settimana, talvolta un mese), condotto con un unico unico must essere “pronti a ogni deviazione, abbiamo puntato sulla tendenza e lo smarrimento metodico”.

Il libro è la narrazione dell’incontro di strade antiche e nuove e del dialogo con le persone che abitano questi luoghi “dove l’antico si è annodato al contemporaneo e l’abbandonato è stato riciclato… metamorfosi perenni che non permettono alcuna definizione certa. Tutto cambia velocemente nei territori del Raccordo”.

Il camminare è anche questo parte fondamentale della narrazione e dell’esperienza. Il rallentare consente di scoprire la natura selvaggia e incontaminata, ma anche di scoprire con occhio nuovo quelli che solo apparentemente sembrano non-luoghi, e che invece visti da vicino, al ritmo lento di 4 km all’ora sono oasi, isole, storie, e persone. Anche senza conoscere Roma e i luoghi raccontati, il libro fa riflettere e fa venir voglia di vederle queste borgate e queste periferie, camminandoci dentro.

Ed è così che nella lettura ci avventuriamo nelle cave romane di tufo rosso che hanno ospitato carnevali ottocenteschi; il mondo lunare di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa; la fattoria modello di Mussolini; i piccoli e grandi accampamenti; le tombe pop del Cimitero Laurentino; la guerra per le anguille sul Tevere; le vecchie borgate dei braccianti e le gigantesche architetture sociali; le transumanze dei pastori e le oasi equatoriali.

Quasi tutti i personaggi protagonisti dei racconti hanno rivelato una grande capacità di sperimentare e inventare, radicata nei luoghi in cui vivevano; per molti una scelta, per altri una necessità. Ma la differenza non è poi così netta.

Ed è così che ad esempio, lungo l’Appia Antica (prima tratto – Vis et Vitus) mentre si va verso il suburbio di oggi percorrendo la più bella via di ieri ci si imbatte in una freccia – “Gruppo Storico Romano” – Quando si arriva ci si trova nel castrum dei legionari, fra un nugolo di pertiche acuminate, elmi e loriche. Ci si trova nel quartier generale dell’archeologia sperimentale, come la chiamano i personaggi che l’hanno inventata, perché ricreano oggetti funzionanti e modi di vita dell’antica Roma, utilizzando direttamente le fonti dei classici, da Polibio a Tacito a Svetonio. E loro stessi ci svelano la loro attività: Facciamo anche escursioni mirate. L’ultima alla Cloaca Massima, forse la più bella fogna al mondo. Ricoperta di marmo accoglie egregiamente le copiose direzioni del centro storico”.

E proseguendo lungo il secondo tratto dell’Appia Antica, all’incrocio con il vicolo delle Sette Chiese, chiedendo informazioni a un benzinaio, i nostri “viaggiatori urbani” incappano in una specie di gabbiotto trasparente, una specie di stambugio dell’universale. Ci sono lucchetti per motorini, catene, cavi elettrici, grattugie, bicchieri. Tutto o quasi in copia unica, come un “abat – jour in stile alessandrino”, una stampa di “Roma desaparecida”. “Meno male c’ho sta passione dell’antiquariato del recente, che mi permette di arrotondare. Vendo anche in conto vendita e ho un magazzino all’aperto, qui dietro con le frasche, con la roba che non sente la pioggia: vasi, giocattoli di plastica, tubi di gomma. E ‘quasi tutto usato e garantito da me, ma qualcosa è nuovo: le biciclette inglesi che vengono dal catalogo con la raccolta punti della Q8 e qualche gioco ancora incartato, come lo Scarabeo o la dama portatile. Massimo mi racconta che a questa latitudine il lavoro è molto bello e interessante, perché l’incrocio è davvero importante… È bastardo con le sue precedenze per chi gira da sinistra. Di solito si rispetta l’Ardeatina, ma poi ti becca quello che viene diritto da via delle Sette Chiese, ch’è un po’ storta… ho testimoniato almeno in una quarantina d’incidenti, propendendo per il concorso di colpa. La sera dopo la chiusura, ci facciamo un campari soda o uno spritz, però con l’aperol. Gli amici portano qualcosa a turno e si ferma anche qualche automobilista. … Massimo, il benzinaio – trovarobe – testimone oculare seriale.

Nel viaggio in Travel coaching Rallentare, dis-orientarsi, fermarsi a parlare con gli sconosciuti, scoprire storie mai ascoltate è parte integrante del processo di metamorfosi del viaggiatore. 

Questo libro ci suggerisce un modo nuovo di procedere lungo le strade conosciute, un po’ come fanno i nostri protagonisti, percorrendo il GRA. Del resto loro stessi all’interno del testo ci spiegano in questo modo il titolo evocativo: “Il titolo Sacro romano GRA allude alla ricerca cavalleresca di un elemento numinoso e trascendente. Talismano di un altro mondo (sacro significa anche separato)”.

Quanto siamo disposti a sperimentare questa ricerca del “separato”? di quello che è ancor sullo sfondo, per portarlo in piano?

Quanto siamo disposti a rischiare? Uscendo dal binario, dal tracciato, dal seminato per raggiungere quel che sembra a portata di mano, ovvio, scontato? Perché a volte raggiungere ciò che è a portata di mano può rivelarsi un’impresa ancora più ardua che quella di prendere un volo per andare altrove.

Siamo disposti ad affidarci all’istinto e riprendere, ricominciare, tentare di nuovo a scoprire quello che possono offrirci le strade “conosciute”? 

E se anche noi procedessimo lentamente in macchina, contemplando quello che c’è fuori dal finestrino? E se in questa perlustrazione del “noto”, guardando e immaginando, ci permettessimo di fantasticare e di incuriosirci, fermandoci quando vediamo qualcosa che c’ispira, imboccando la prima uscita, cosa potremmo incontrare?

“appena fuori dal grande nastro d’asfalto, comincia un intreccio diabolico di capillari, sottopassi e strade che spesso finiscono contro un muro, oppure ti portano chilometri in fuori”.

E se la magia dell’altrove potessimo trovarla anche nel nostro quotidiano?

Seguendo fino in fondo il progetto di questo gruppo di lavoro ti suggerisco la visione del “documentario/film che è stato tratto dal libro stesso e che ha vinto a Venezia.

Magari già questa visione potrebbe evocare in te qualcosa e chissà che non risuoni in te la Metamorfosi , parola di antica memoria e che i nostri esploratori usano per sintetizzare la loro esperienza di viaggio metropolitano: “ Le terre del Raccordo, che abbiamo attraversato con la mappa della regione e la bussola del caso. Non sapremmo sintetizzarla se non tornando al vecchio Ovidio . L’Unica parola che ci viene in mente è metamorfosi, cambiamento: nulla muore nell’infinito mondo, credi a me, ma cambia faccia”. In questo viaggio, non nell’antichità, bensì nella contemporaneità, abbiamo sentito che queste categorie temporali si frantumavano e si ricostruivano, come le macerie del moderno e la prepotenza dell’antico. Siamo finiti dentro un pack di epoche ma anche di spazi contrastanti, in cui ogni lastrone cozza, si accosta, si sfalda o va alla deriva”.

Per concludere lascio a te due parole: meraviglia e tesoro.

Con l’augurio che gli occhi della meraviglia ti portino a trovare un tesoro anche nel tuo viaggio quotidiano.

Ti è piaciuto il libro?

Di tutte le informazioni che hai letto quali ti sono rimaste più impresse?

Quali hanno attivato in te il desiderio di scoprire terre conosciute?

Comincia da oggi ad esplorare il luogo che abiti e condividi con noi le tue scoperte sul gruppo facebook “Viaggiare in Travel Coaching”.

Travel Book Coach blog Viaggiare con l’Astrologia 3.0 (Antonella Giroldini)

Dimmi chi sono … e se ciò che è in alto ci aiutasse a scoprire chi siamo ed il nostro stile di viaggio?

In questo mese di nuovi inizi, propositi, desideri e speranze, voglio accompagnarti a scoprire un libro che ti darà una nuova visione dell’Oroscopo. Ed in pieno stile Travel Coaching ti consentirà di fare un viaggio in 12 tappe                      (i dodici segni) all’interno di te stesso. 

Oroscopo Letterario – cinema, musica e letteratura per un nuovo sguardo sulle stelle – Fabbri Editori – NiNa Segatori

Un libro che ci accompagna a leggere i movimenti dei pianeti in chiave astrologica ma non per prevedere il futuro, quanto piuttosto per approfondire la personalità umana e per capire chi siamo e cosa possiamo diventare.

L’’Oroscopo Letterario è, infatti, una particolare forma astrologica che coniuga stelle e citazioni d’autore, e ci accompagna grazie alle frasi dei parolieri di film, delle canzoni e libri a scoprire e/o ritrovare una parte di noi.

Con quale segno puoi viaggiare nel prossimo anno?

Questo mese potrai allenarti a vedere il mondo attraverso diversi punti di vista, in pieno stile Travel Coaching.

Prima alcune domande di attivazione

Questa astrologia 3.0 tra parole e citazioni ci invita a sperimentarci con lo Zodiaco.

Un viaggio metaforico in 12 tappe rilette in puro stile Travel Coaching, dove ogni tappa corrisponde a un segno zodiacale, che porta con sé una propria energia e delle caratteristiche.

Partendo da queste che ne pensi di esplorare il tuo modo di approcciare e abitare il mondo? di relazionarti con il tuo ambiente e di scoprire che stile di relazione hai e soprattutto che tipo di viaggiatore sei?

Partendo dalle parole chiave che caratterizzano ogni segno ti va di ascoltarti? Quale ti risuona?

Facciamo un gioco? Partendo dalla descrizione del tuo segno quale esperienza di viaggio ti “appartiene” e quale potrebbe essere una meta ideale per sperimentarti nel prossimo anno?

Ariete: Io Sono

Toro: Io mi nutro

Gemelli: Ho fame

“l’Attila dello zodiaco che impugnando la spada del Dio Marte, si fa strada nel mondo. … . “Io sono” dice l’Ariete e in due parole è racchiuso il suo intero universo.

È arrivata la primavera e, con essa la vita. L’Ariete è questo: uno slancio vitale di audacia e forza”.

Le sue parole chiave: energia, vitalità, sprezzo per il pericolo, lotta per l’affermazione di sé e dei propri desideri, impulso, virilità (ed una forte energia maschile anche nelle donne) che lo rendono un viaggiatore pronto ad accogliere le sfide.

Quale viaggio gli si addice?

Il survival day, un giorno di sfide adrenaliniche.  Al motto di PER VINCERE SENZA ESSERE VINTI.

E con uno sguardo alle previsioni 2022 , per un segno proiettato verso il  futuro con la grinta e l’intraprendenza per dare una svolta alla propria vita, quale meta potrebbe fargli toccare con mano la voglia di guardare avanti e non al passato?

Se scegliessi di partire con questa energia quale meta di viaggio potremme diventare alleata ?

Toro: Io mi nutro

è il germoglio che cresce, diventa arbusto e fiorisce. “Ha fame di nutrimento. ….. “Io mi nutro e nutro”. Il Toro ama tutto ciò che è godimento dei sensi: il tocco, i profumi, i suoni armoniosi, il sapore, le immagini.

Le sue parole d’ordine sonosoddisfazione costante di tutti i piaceri che la vita può offrire. È fisico, passionale e pieno di desiderio.

Un viaggiatore che ama essere circondato da oggetti semplici ma piacevoli, intento a godersi tutto il piacere che la vita può offrire.

Come non immaginarlo intento a seguire qualche tour enogastromico ? Lui passeggia mentre il cane fa il lavoro di ricerca e dopo si gode un piatto di ottime tagliatelle con generosa grattata di tartufo invitando i suoi amici alla tavola! 

Il Suo motto:  GODERE FINO IN FONDO. 

I nati sotto il segno del Toro sono destinati a un 2022 caratterizzato dal ritmo slow.

Quale meta potresti scegliere che ti accompagni a scoprire che, se non si ha fretta, ci si può imbattere in piccole e meravigliose chicche che possono dare una svolta positiva alla propria esistenza?

Gemelli: Ho fame

“Ha un’intelligenza veloce, in grado di pensare a mille cose al secondo, utilizzando contemporaneamente la ragione e l’intuito.

Una mente aperta, che non concepisce giudizi e pregiudizi.

Il Gemelli è uninsaziabile curioso… ha sempre fame di novità”.

È un viaggiatore che ha costante bisogno di movimento, di essere attivo, di conoscere e capire, di essere in relazione con altri. Ed allora lo immagino con una mappa aperta ed il naso in su in cerca di segni e di torri mentre gironzola, scoprendo una città d’arte, magari Alba. Il Suo motto: PER ASSAPORARE, SCOPRIRE, CAMMINARE.

Con queste premesse, quale potrebbe essere una città ideale da visitare? Cosa potresti scoprire cominciando a viaggiare come un gemelli?

Di cosa hai davvero bisogno per affrontare l’anno?

Partendo dalle suggestioni che ci sta regalando Nina Segatori con il suo libro, stiamo attivando la possibilità di un viaggio metaforico :

si nasce (Ariete), si cresce (Toro), ci si guarda intorno (Gemelli), si mettono radici (Cancro), si forma la personalità ( Leone), che si concretizza nella pratica ( Vergine), ci si confronta con gli altri ( Bilancia), si scoprono i propri limiti ( Scorpione), si superano  ( Sagittario),  si arriva in alto ( Capricorno) , si guarda in basso per avere una visione delle cose da un’ altra prospettiva (Acquario)  e infine si “eleva” a un’altra dimensione trascendente (Pesci).

Ecco il percorso dell’animo umano, con i pro e i contro. “io sogno”, dice il Pesci, un verbo, in cui è racchiuso il senso della vita”.

Cancro: la sicurezza

È unsegno che ha un “bisogno profondo di stabilità, che lo lega al concetto di passato….

…. Amare significa dare sicurezza, essere dolce, gentile e comprensivo. Nutrire”.

Al Suo interno vive un essere ipersensibiledelicatovulnerabile al punto di essere spesso quasi “dipendente” dalle persone a cui vuole bene.

È un viaggiatore che ama la coccola degli amici, della famiglia. Ritrovarsi insieme per condividere e portare a casa dolci ricordi.

Come ti immagino?

In cammino, circondato da persone amorevoli.

Il Suo motto: PER SENTIRSI COCCOLATI E DOLCEMENTE COINVOLTI.

Quale meta puoi pensare per assaporare con calma e serenità ed apprendere gli insegnamenti del Cancro?

Leone: la fiducia

Pragonato al Sole, il pianeta più grande, il più luminoso e caldo; quello che permette la vita sulla Terra. Se si spegne lui, ogni cosa muore….

Grande amore per la vita, fiducia nei propri mezziquell’ottimismo che non lo fa mollare mai”.

È un entusiastapassionale, autoreferenziale e bisognoso dell’attenzione degli altri, egocentrico ma generoso, arrogante ma divertente, È un insieme esplosivo di emozioni. 

Un territorio con  mille sfaccettature lo farà sentire a suo agio.

Ho pensato per te, viaggiatore del Leone, una ricerca di panchine giganti: ti serviva un trono, sei d’accordo?

Il Suo motto: PER SALIRE SUL “TRONO” E PERDERSI NEL REGNO CHE HA CONQUISTATO

A questo segno ben si abbina il rigore e più in generale mete ben organizzate e “facili” da visitare grazie all’efficienza dei servizi.

Vergine: Io analizzo

È il classificatore dello zodiaco.” Io analizzo” dice la Vergine, un verbo che non si riflette solo sul mondo esterno, ma anche e soprattutto in quello interiore…”

Di solito è più l’equilibrio interiore che cercano, piuttosto che quello esteriore.

La cosa buona è che ha un animo da bambino, anche nella meticolosità risulta tenera: resta umana e proprio per questo ispira fiducia ed empatia”.

Caro viaggiatore della Vergine, la SPA è l’ambiente ideale per sciogliere tensioni e godere accantonando per un po’ i doveri! Pronti? Preparate la valigia! 

Per spezzare la catena dei doveri, quali luogo potrebbe fare da cornice?

L’autointervista di viaggio

Per spezzare un po’ la lettura e il viaggio che stai compiendo attraverso di essa abbiamo pensato di farti giorcare un pò con una autointervista in versione Travel Coahing?

Cosa potrebbe accadere alla tua vita se cominciassi a  viaggiare come il tuo Segno opposto?

Cosa cambierebbe nel tuo stile di viaggio?

Quali parti di te avrebbero finalmente voce?

Quali risorse si attiverebbero?

Dove ti porterebbe quest’anno?

Con quale segno ti piacerebbe andare in viaggio?

Bilancia: Io valuto

Per vivere a pieno la bellezza della vita bisogna vivere in armonia. Ecco perché per lei trovare un equilibrio tra tutte le diversità è importante… sono proprio gli opposti ad avere qualcosa che li accomuna, per cui invece di combattersi farebbero meglio a integrarsi.

Questo significa evolversi e farlo armonicamente “io valuto “dice la Bilancia e in quella valutazione c’è un oceano di alternative e punti di vista in cerca di stabilità, in cui nuotano i suoi pregi e i suoi difetti “.

 Il Suo motto: PERDEGUSTARE CON GLI OCCHI E CON IL PALATO.

I Bilancini in cerca di grandi soddisfazioni amorose, quali mete possono aiutarli a vivere  momenti di romanticismo?

Dopo anni in cui è stato molto difficile viaggiare. Vale la pena preparare le valigie per reinnamorarsi: di sé stessi e della vita.

Scorpione: Io seduco

Nella sua natura si mescolano sensibilità, intelligenza e passione.

Un essere marino che si è adattato alla vita sulla terraferma, trasformando la propria natura. ..È affascinante proprio perché complesso “Io seduco” dice lo Scorpione… Sa che tutto ha un inizio e una fine, …muore e rinasce ogni giorno.

La trasformazioneè una delle caratteristiche più ammalianti del suo fascino….

Il dinamismo che li caratterizza è agitazione, irrequietezza, movimento, elettricità”.

La comprensione del mondo per lui passa da sensazioni ed intuizioni e non da ragionamenti logici e razionali. Il viaggio ideale è uello dove  troverà appagamento alle sue sensazioni. Ed affascinerà i suoi amici con le sue deduzioni. 

Lo Scorpione è caratterizzato da molti viaggi mentali, tanto vale fare le valigie verso una destinazione che, per come è fatta, stimola l’immaginazione e l’illusione di sentirsi davvero fuori dalla realtà, ed allora pronti via: Che Direzione prenderete?

Sagittario: viaggio

Come una rondine, volatile socievole che abita ovunque nel pianeta e che non tocca quasi mai terra. È fuoco ma non può vivere senza aria.

Il viaggio per questo segno non è per forza qualcosa di letterale, il più delle volte è metaforico. Scoprire nuove culture non significa necessariamente volare in Cambogia e passare un mese a stretto contatto con la popolazione, vuol dire fare esperienzefrequentando gente diversa, che può essere un turista che arriva in Italia. 

È il viaggiatore che vive di curiosità e voglia di esplorare la realtà. Ha fiducia in ciò che troverà e potrà realizzare. La sua vita si basa sul desiderio di fare sempre un passo più avanti. Seguire le sue aspirazioni e trasformare ogni sogno in una realtà.

Il Suo motto: PORTARE A CASA RICETTE NUOVE PER STUPIRE GLI AMICI.

I nati sotto il segno del Sagittario meritano un anno particolarmente prospero dal punto di vista delle finanze. Vale la pena prendere in considerazione un viaggio oltreoceano, cosa ne pensi? Dove andresti con un sagittario?

Da Travel Book Coach ti invito a fermarti un’attimo ed ascoltare cosa ha attivato in te la lettura dei primi segni zodiacali e in quali luoghi del mondo o qali modalità di viaggio hai potuto scoprire fino ad ora..

E se qualche volta ti senti smarrito o in empisse, ti lascio uqesta citazione di Susanna Tamaro – Sagittario:

“quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo “

Capricorno: io guido

Il genitore ed il fanciullo. Dentro di sé albergano sia l’uno che l’altro. Quello che il Capricorno fa non è altro che esprimere sé stesso attraverso il proprio lavoro. Che spesso è duro e ricco di sacrifici, ma quando porta alla vetta, il panorama ripaga ogni sforzo. Ha la testa, la volontà, l’intelligenza e il carismache lo portano esattamente dove vuole arrivare”.

Siccome la serietà è uno dei temi di base per il Capricorno, l’ho pensato come guida di un gruppo di amici in bici! Mappa da seguire, tabella di marcia definita da lui da rispettare. Ma intorno una bellezza mozzafiato e tante tappe goderecce per stemperare la serietà. Che ne dici? Salta in sella!

Il Suo motto:  PERDERSI E SCOPRIRE NUOVI SENTIERI.

Andare alla scoperta di una meta fresca e vivace, un luogo ideale, insomma, per sentirsi parte di un mondo.

Quale meta suggeriresti ad un capricorno?

Aquario: io conosco

Un fiocco di stoffa al centro di una fune, le cui estremità sono tirate in direzione opposte, da esigenze molto diverse tra loro: la necessità di evolvere da una parte e quella di autodisciplinarsi dall’altra. Dove sta la verità? Come si trova l’equilibrio? La risposta è semplice in teoria…. Sta nelle nuove regole: “io conosco

La sua è una mente innovativa al servizio sociale, che sfida le regole della consuetudine e del conformismo per essere pienamente sé stessa e permette al mondo sfruttare il suo potenziale.

Che tipo di viaggiatore è l’Acquario? Sorprenderà i suoi compagni di viaggio con una visione unica del paesaggio. Con l’acuta osservazione delle perle nascoste. Scarpe comode, mi raccomando! Il Suo motto: PER MODULARE I GIORNI, PER SCANDIRE I PASSI CON I PENSIERI E PERDERSI NELLA BELLEZZA.

Per questo segno in cerca di leggerezzadedichiamo un anno in cui godere dei piaceri della vita.

Alla base di tutto questo quale meta sceglieresti per un Acquario?

Pesci: io sento

n lui c’è tutta la consapevolezza possibile, di ciò che è corporeo e di ciò che non lo è come se potesse entrare e uscire a suo piacimento dalla dimensione onirica che in quella reale”.

I Pesci sono molto a loro agio nel mondo dell’immaginario. La loro vita è scandita e sintonizzata con il mondo delle emozioni. Tutto ciò che ha a che fare e che abita nel mondo della fantasia e dell’immaginario li fa sentire bene.  Loro hanno spiccate sensazioni e vivono “sentendo”.

Per lui ho pensato ad una mappa di puntini colorati da unire con una veloce Vespa. Inebriandoti di paesaggi ed immaginando mondi fantastici abitati da grandi figure. Hai provato già l’emozione? Il casco e la Vespa sono pronti, manchi solo tu! 

Per un segno così eclettico più che un luogo si può parlare di modalità: che tipo di viaggio ti viene in mente?

Ti è piaciuto questo libro?

Cosa ti ha incuriosito?

Potrebbe diventare un tuo compagno di viaggio? Quali spunti potresti prendere dalla sua lettura?

Per chiudere ti lascio questa frase:

Appena puoi inizia il tuo viaggio che sia metaforico dentro di te come quello della Vergine, uno alla ricerca della sperimentazione di vissuti ed esperienze come quello del Sagittario o infine uno attraverso l’immaginazione o l’aspetto onirico come i Pesci…

Ciò che importa davvero è quello di  PERDERTI, SCOPRITI, RI-SCOPRITI E DIS- ORIENTARTI… per raggiungere le stelle!