LA SCARZUOLA (Antonella Giroldini)

Convento francescano fondato da S. Francesco d’Assisi nel 1218, il quale vi piantò un cespuglio d lauro e di rose e fonte d’acqua, deve il suo nome a una pianta palustre, la Scarza che  il Santo utilizzò per costruirsi una capanna. L’abside della Chiesa custodisce un affresco della prima metà del XIII secolo che ritrae S, Francesco in lievitazione.

Nel 1956 il complesso conventuale venne acquistato e restaurato dall’ architetto milanese Tommaso Buzzi, che progettò ed edifico tra il 1958 ed il 1978 a fianco del convento la Sua città ideale, concepita come macchina teatrale. La città Buzziana, che comprende un insieme di 7 teatri, ha al suo culmine l’Acropoli: una montagna di edifici costruiti da una numerosa serie di archetipi che, vuoti all’interno e dotati di tanti scomparti come in un termitaio, rivelano molteplici prospettive. Una relazione di tipo iniziatico viene a stabilirsi tra il convento e le fabbriche del teatro, sovraccariche di simboli e segreti, di riferimenti e di citazioni.

 

Subiaco (Antonella Giroldini

Il borgo medievale cinto da monti boscosi, è arroccato nella valle dell’Aniene. Il nome ha origine dal latino ” Sublaqueum”, termine indicante la grande villa di Nerone che si specchiava in un lago artificiale; ancora oggi, sulla riva destra del fiume – alle porte dell’abitato – si riconoscono resti di un complesso termale e, sulla riva sinistra, pochi avanzi di ninfeo , relativi entrambi alla residenza neroniana .

Subiaco è meta di pellegrinaggio per l’opera di S. Benedetto  da Norcia e dei suoi monaci. Qui , alla fine del V secolo il giovane Benedetto si ritirò nella grotta oggi nota come Sacro Speco; convinto a lasciare l’eremo dopo tre anni, dalla sorella gemella scolastica, dettò le regole fondamentali dell’ordine benedettino.

Domina la cittadina la Rocca abbaziale , castello medievale costruito tra il 1703 e il 1077dell’abate Giovanni V e, dopo terremoti ed eventi bellici, restaurata radicalmente ne 1476 dal cardinale spagnolo Rodrigo Borgia che la fortificò e vi risiedette. Restauri radicali furono compiuti nel ‘700 e oggi la Rocca è sede di un centro di studi benedettini, conserva affreschi di Liborio Coccetti e degli Zuccari. Poco lontano, nei pressi della piazzetta della Pietra Sprecata, si trova la neoclassica chiesa di S. Maria della Valle, sul cui altare maggiore è posta una venerata immagina quattrocentesca.

La cattedrale di S. Andrea nella piazza omonima, è una costruzione neoclassica eretta tra il 1766 e 1789 e conserva, nell’abside, un Crocefisso ligneo del ‘500.

 

 

PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO (Antonella Giroldini)

A 1 km dal centro di Bomarzo, in un ampio parco dai confini irregolari divenuto privato e risistemato a partire dagli anni ’50, il letterato e condottiero Vicino Orsini fece realizzare, tra il 1552 e il 1580, all’architetto Pirro Ligorio un originale insieme di giardini, di edifici e di sculture che ancora oggi è una sfida all’interpretazione del  visitatore; il complesso si riferisce nelle frequenti realizzazioni artistiche “stupefacenti” protobarocche. Passeggiando per il parco si incontrano: un tempietto dorico ottagonale dedicato a Giulia Farnese, con un portale ornato da un timpano vuoto; un gigantesco vaso, un mascherone dall’enorme bocca spalancata e con grandi occhi e naso rincagnato; un elefante in battaglia, probabile riferimento all’arte orientale come drago in lotta con veltri. Notevoli anche la casetta inclinata, la tartaruga colossale sormontata da obelisco, la statua di una donna opulenta con testa sormontata da un vaso, il gigante che squadra una donna, una statua di Nettuno appoggiata a un muro ciclopico, una rozza balena, una sfinge, un arpia, degli orsi e dei cerberi infernali, una serpe bifida e un mascherone infernale sovrastato da un globo ornato da motivi araldici degli Orsini da Castello.

 

Poppi (Antonella Giroldini)

Borgo nel cuore del Casentino, in cima a un colle isolato. E’ centro di fondazione medioevale, a lungo sotto le dipendenze dei Conti Guidi che vi eressero alla fine XII il Castello, poi ricostruito nel 1274 e ampliato nel 1291. Suggestivo il cortile delle pareti ricoperte di stemmi gentilizi, con belle scalinate e ballatoi.

PENTEDATTILO (Antonella Giroldini)

ovvero 5 dita. Con i suoi cinque strani pinnacoli, sembra davvero una gigantesca mano di roccia arenaria che sovrasta il borgo, frazione di Melito di Porto Salvo, uno dei più caratteristici e suggestivi della Calabria dal punto di vista paesaggistico e architettonico, mirabile esempio dell’adattamento dell’insediamento alla natura del terreno. Aggrappato a declivio di una rupe rossastra con straordinario effetto scenografico, è un labirinto di stradine, tetti, case in pietra con archi e balconi, ridotto a una sorta di paese fantasma per il trasferimento dei suoi abitanti nei recenti quartieri sorti a valle.

 

GIORGIO BETTINELLI – IN VESPA (Antonella Giroldini)

….e’ un destino crudele quello di chi ha un’anima ligia al dovere e un cuore fuorilegge ….

….e io, ascoltando, vorrei imparare la lingua di chi non da mai giudizi sui viaggi o sulla vita di chicchessia, anche se la sua grammatica è di una difficoltà enorme, al cui confronto quella cinese è semplice come bere un bicchier d’acqua…

Rodi (Antonella Giroldini)

9_ Rodi

Secondo la mitologia la maggior parte tra le isole del Dodecaneso, separata  dalla costa turca dal breve stretto di Marmara, nacque dall’amore tra Helios e la ninfa Rhoda, da cui ebbe il nome. E al Dio Sole gli antichi abitanti di Rodi tributarono sempre grandi onori, arrivando a costruire un simulacro in bronzo alto oltre 30 metri considerato 30 m, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico . Boschi di conifere, e una lussureggiante vegetazione mediterranea, ma anche ampie coltivazioni di agrumi, viti e tabacco rivestono l’isola molto amata dai turisti europei per il clima straordinariamente mite e soleggiato che permette di sfruttare a lungo belle spiagge. Gli appassionati di storia troveranno qui importanti vestigia di un ricco passato, con resti archeologici di grande rilievo, monumenti che rimandano all’epoca in cui il quartier generale dei Cavalieri di S. Giovanni, architetture risalenti alla dominazione ottomana. Del periodo in cui Rodi venne annessa all’Italia restano numerosi edifici pubblici, costruiti nello stile dell’epoca, imponente e celebrativo.

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Nonostante i numerosi rifacimenti, conserva caratteri medievali la città murata che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Sulla punta più settentrionale dell’isola si allunga invece la città moderna, sorta a partire dal 1912, con monumenti architetture che ricordano la presenza italiana. Capoluogo dell’isola del Dodecaneso, Rodi sembra così avere due anime, unite però da un’identica vocazione turistica. Tra giardini profumati di rose e gelsomini, tra bouganvillee e paplme, sono infatti molti gli alberghi, i ristoranti, i caffè, animatissimi nella lunga estate dell’isola si allunga invece la città moderna sorta a partire dal 1912, con monumenti architetture che ricordano la presenza italiana. Capoluogo dell’isola e del Dodecaneso, Rodi, sembra così avere due anime, unite però da un’identica vocazione turistica. Tra giardini profumati di rose e gelsomini, tra buganville e palme, sono infatti, molti gli alberghi ristoranti, i caffè, animatissimi nella lunga estate dell’isola.

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Un’intatta e scenografica cerchia di mura di circa 4 km racchiude la città antica, carica di storia e ricca di testimonianze di un illustre passato. In vie lastricate, in piazze raccolte, palazzi e chiese che ricordano da vicino le forme e i modi del tardogotico francese o spagnolo, con i suoi decori fiammeggianti e gli arabeschi in pietra. Ma, oltre a questi miraggi di un lontano medioevo, anche atmosfere e sapori d’oriente, perché nella cerchia di alte mura è racchiuso il caratteristico quartiere turco. Visitati i principali monumenti, più che seguire un preciso itinerario ci si lasci trasportate da colori e profumi, per scoprire , passo dopo passo, scorci e angoli di fascino. Le mura sono un vero capolavoro dell’architettura militare del XV – XVI secolo.

 

Non più atmosfere medievali, piazze raccolte, fontane e minareti. Fuori dal nucleo fortificato la città moderna si allunga sul porticciolo e sul promontorio bordato di spiagge.

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