…. IL BICERIN …. (Antonella Giroldini)

Bicerin, che in piemontese significa « bicchierino » è il nome di una tipica bevanda analcolica torinese che prende origine da un’altra bevanda del ‘700 dal nome “bavareisa” composta da caffé, cioccolato e creama di latte e servita in bicchierini tondi e trasparenti.

Il gusto avvolgente di questa bevanda con il suo mélange caldo di cioccolata e caffè ha conquistato il cuore dei torinesi e di molti personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour e lo scrittore Alexandre Dumas.

La bevanda si può trovare nei vari bar e caffè della città.

Gli ingredienti sono facili da individuare: caffè espresso caldo appena fatto, cioccolata fatta in casa e crema di latte (anche se in altri utilizzano panna montata, la ricetta originale prevede la crema di latte), ma sono le dosi della ricetta a variare e ad essere tenute segrete dal caffè torinese. Al contrario degli altri caffè o bevande calde, il bicerin non viene servito in tazza ma in bicchieri o calici di vetro che permettono di osservare le sfumature date dalla diversa densità e dal diverso colore degli ingredienti usati.

Nel 2001 il Bicerin è stato riconosciuto come “bevanda della tradizione piemontese” con la pubblicazione sul bollettino ufficiale della regione Piemonte.

La degustazione di questa delizia è tappa obbligata in un viaggio a Torino soprattutto per i più golosi. Non lasciatevi scappare questa bontà.

I Pescatori di Orbetello (Antonella Giroldini)

In una calda serata di fine luglio abbiamo mangiato nella Laguna di Orbetello.

Abbiamo mangiato veramente bene, piatti abbondanti, ben conditi e molto saporiti, pesce freschissimo e cucina toscana di alta qualità. In particolare i primi erano tutti buoni.
Per non parlare della vista del tramonto sulla laguna…un’atmosfera davvero piacevole.

Il posto è spartano, pertanto, bisogna adattarsi a “stoviglie di plastica” , ed ad un servizio self service, ma ci tornerei assolutamente.

La cucina di Zanzibar

……  In un isola dalle molteplici etnie, sulla rotta marittima asiatica, anche la cucina riflette ovviamente i suoi vari aspetti.A Zanzibar è possibile degustare specialità arabe, indiane, cinesi, swahili, nonché europee.

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Tra le specialità zanzibarine assaggiamo: il “Wali wa nazi”, del riso bollito nel latte di cocco. Vi è anche il frutto dell’albero del pane chiamato “Mashelisheli Ia nazi”; gli spiedini di carne chiamati “Mishaki Ua Niama” vengono cotti al momento su vacillanti barbecue. Tra i contorni, una specialità da non perdere è la “Mchica”, una varietà di spinaci dal forte sapore. Il pane locale è chiamato “Mkate” ed è molto buono, e si trovano anche le classiche “Chapati”, delle piccole focacce di origine indiana. Tra i dolci sono da provare i “Tambi”, realizzati a base di zucchero; i “Visheti”, preparati con farina, zucchero ed olio di cocco; i “Vipopoo”, delle simpatiche palline di farina e zucchero. Sull’isola sono presenti moltissime qualità di frutta, tutte a buon mercato. Tra le più saporite citiamo meloni, ananas, arance, papaye, 24 differenti tipi di manghi, 26 differenti tipi di banane (da provare quelle con la buccia rossa, acquistabili al mercato), passion fruits, bunghi (un dolcissimo frutto locale), mangostini, uva, mandarini molto saporiti. Vi sono poi i lychees, un frutto buonissimo, trasparente, i durian, le ciliege tropicali, i lime, i limoni, gli avogadi, le prugne indiane, i melograni, le mandorle indiane, gli star fruits, chiamati “carambol”, le star apple, gli aspri frutti del tamarindo, le mele malesi, i frutti dell’albero del pane, mangiabili cotti. Un discorso a parte meritano i cocchi, abbondantissimi, dal basso costo, nutrienti e dissetanti.

Osteria Da Gagliano (Antonella Giroldini9

Abbiamo trovato questo caratteristico localino appena arrivati nel centro si Sarteano. Delizioso ed accogliente l’interno ed i proprietari disponibili e gentilissimi, disponibili a darci anche informazioni turistiche.

Leggendo il menù non sappiamo da dove iniziare perché i piatti della tradizione sono molti e tutti appetitosi. Scegliamo come antipasti un tortino di carciofi e fave con pecorino e prosciutto e il radicchio all’aglio. Entrambi deliziosi….

Proseguiamo, poi, con due primi veramente gustosi: il farro biologico a risotto con asparagi e tartufi e gli stringozzi con pesto di face e mandorle.

 

Il Ristorante Le Primare (Antonella Giroldini)

Il ristorante le primare è il posto giusto per chi ama riscoprire i sapori della vera cucina romana tradizionale. la cucina casereccia, la gestione familiare e il luogo rustico, caldo ed accogliente fanno sì che alla piacevole esperienza “tutta da gustare” si unisca anche un piacevole momento da trascorrere in completo relax, immersi nella campagna della sabina, lontano dal caos della città. fetuccine fatte a mano, carbonara, gricia, cacio e pepe, amatriciana…sono soltanto alcuni dei nostri piatti forti, di cui vale la pena ricordare, anche la nostra pizza fritta (servita per antipasto insieme al tris di trippa alla romana, fagioli con cotiche e coratella) condita con prosciutto, lardo e verdure miste. altrettanto gustosi e meritevoli…sono i nostri secondi: pollo/coniglio alla cacciatora, abbacchio al forno, castrato in bianco o “all’ arrabbiatella”, spezzatino di cinghiale, arrosti…e tanto altro! il ristorante le primare offre la possibilità di mangiare al chiuso, magari quando è stagione davanti a un bel caminetto acceso…, e all’ aperto così potrete, qualora ne abbiate la necessità, portare con voi liberamente i vostri animali!

Napoli, Trattoria Nennella. 60 anni di cucina di casa nei Quartieri Spagnoli (Antonella Giroldini)

IMG_8462 IMG_8463 IMG_8464 IMG_8465 IMG_8466 IMG_8467Sono a Napoli per una trasferta di lavoro. Siamo fortunate e finiamo di lavorare alle 14. Abbiamo a disposizione un po’ di tempo e prima di prendere il treno per tornare a casa, ci concediamo un pasto ed un esperienza divertente da Nennella nel cuore dei quartieri Spagnoli.

l’antipasto napoletano, veri crocchè ed arancini come quelli di mammà.

Per i primi l’offerta è varia e appetitosa e cambia con la stagione: pasta e patate con la provola, pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie, pasta e piselli, spaghetti olive e capperi, la cd”puttanesca”, al filetto di pomodoro e profumato basilico, minestra di scarole e fagioli, vermicelli con i “lupini”, (vongole comuni, diverse da quelle veraci, ma, altrettanto saporite) e ancora la pasta al forno, il gattò di patate, la lasagna, e gli immancabili ragù e genovese. Quest’ultima è prerogativa di Nennella 2, da sola sbuccia 40 kg di cipolle bionde, spandendo il profumo per tutto il vicolo, sceglie la carne giusta, nessuno deve intromettersi.

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Altrettanto ricca la lista dei secondi, fragranti “alicelle” di Pozzuoli indorate e fritte, baccalà, pollo arrosto, “tracchie” (spuntature di maiale) arrostite, polpette fritte o al sugo, polpette di ricotta, mozzarella di bufala freschissima, mozzarella “in carrozza” o alla caprese. I contorni ci riportano all’incredibile fantasia dei napoletani  di cucinare le verdure in ogni modo: i classici “friarielli” saltati in padella con peperoncino, peperoni in padella o al “grattè”, parmigiana di melanzane, funghi trifolati, peperoncini verdi fritti al pomodoro, fagiolini, patate e carote lesse, patate fritte o al forno, spinaci e broccoli. Il pane è cotto a legna in uno dei forni storici della zona collinare della città, viene ritirato in due infornate per averlo sempre fresco, al mattino e nel primo pomeriggio.

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Per il caffè pochi passi e avrete solo l’imbarazzo della scelta su Via Roma.

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Il servizio è essenziale e più veloce di Mcdonald, in compenso per 10 euro (dico dieci) mangerete, serviti a tavola, dall’antipasto alla frutta, un decoroso aglianico e piedi rosso sfuso di Monte di Procida. Qui, come nella migliore tradizione napoletana, “il cucinato” è anche da asporto, per circa 8 euro porterete a casa un pasto completo bevande escluse.Un vero affare, non solo per la cucina e il valore incalcolabile di una tradizione che continua, ma anche, per la straordinaria atmosfera di verace e ironica napoletanità, per niente folkloristica, che si respira a casa di Nennella, dove si fa anche la raccolta differenziata…

Trattoria Nennella dal 1949 Vico Lungo Teatro Nuovo 103 Tel.081 41 43 38 Aperto: pranzo e cena Chiuso: domenica Ferie: 20 gg. ad agosto, 25, 26 e 31 dicembre

 

IL MERCATO CENTRALE DI FIRENZE (Antonella Giroldini)

IL PRIMO PIANO
IN PRIMO PIANO

Il Mercato Centrale Firenze nasce da un’idea di Umberto Montano che con Claudio Cardini ha dato vita al progetto che restituisce a Firenze uno dei luoghi più significativi della città: il primo piano del mercato coperto di San Lorenzo. Il progetto diventa realtà nella primavera del 2014, a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni – autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

 

UN LUOGO
UNICO

Il Mercato Centrale Firenze non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto. Pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini: tutte le botteghe sono condotte da commercianti artigiani con in comune la passione per la loro professione.

UN POSTO
CHE INTRATTIENE

Oltreché per fare normalmente la spesa, al Mercato Centrale Firenze si può stare a sedere in uno dei 500 posti a disposizione per mangiare qualcosa, con la certezza di poter contare sulla genuinità: tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare di qualità e tutti i piatti preparati all’interno del Mercato vengono cucinati utilizzando solo le materie prime che sono in vendita all’interno del Mercato stesso.
Il tutto per rendere il Mercato Centrale Firenze il luogo ideale per ogni momento della giornata, dalle 10 di mattina fino a mezzanotte.
Firenze, da sempre scenario dell’eccellenza e dell’autenticità gastronomica, vede tornare gli artigiani e le loro botteghe protagonisti del buon mangiare.

LE BOTTEGHE
DELLE COSE BUONE

Aperto tutti i giorni ad un’esperienza del gusto, del tempo, e del divertimento, il Mercato Centrale Firenze è una grande piazza coperta dove autenticità, spontaneità e tradizione sono protagoniste. Ogni bottega è il luogo ideale per fare la spesa e ritrovare il cibo vero, sincero e al giusto prezzo che la Toscana e l’Italia sanno offrire.