al 01 Ottobre 2021 al 13 Febbraio 2022

ROMA

LUOGO: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

È la mostra Sebastião Salgado. Amazônia, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 1° ottobre 2021 al 13 febbraio 2022, unica tappa italiana del progetto. Prodotta dal MAXXI in collaborazione con Contrasto, la mostra è curata da Lélia Wanick Salgado, compagna di viaggio e di vita del grande fotografo. Global partner Zurich, sponsor Bulgarelli Production.

Dopo il progetto Genesi, dedicato alle regioni più remote del pianeta per testimoniarne la maestosa bellezza, Salgado ha intrapreso una nuova serie di viaggi per catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi di vita dei suoi popoli, stabilendosi nei loro villaggi per settimane e fotografando i diversi gruppi etnici. La foresta dell’Amazzonia occupa infatti un terzo del continente sudamericano, un’area più estesa dell’intera Unione Europea. Questo progetto è durato sei anni durante i quali il Maestro ha fotografato la foresta, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano, registrando l’immensa potenza della natura di quei luoghi e cogliendone, allo stesso tempo, la fragilità.

Così Sebastião Salgado: “Questa mostra è il frutto di sette anni di vissuto umano e di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua e aria. Sin dal momento della sua ideazione, con Amazônia volevo ricreare un ambiente in cui il visitatore si sentisse avvolto dalla foresta e potesse immergersi sia nella sua vegetazione rigogliosa sia nella quotidianità delle popolazioni native. Queste immagini vogliono essere la testimonianza di ciò che resta di questo patrimonio immenso, che rischia di scomparire. Affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione, spetta a ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla sua tutela”.

Dice Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI: “Il MAXXI è onorato di ospitare questa mostra, che ci conduce in un viaggio straordinario nella bellezza, nella forza e nella fragilità di un ambiente unico al mondo i cui custodi, le popolazioni che lo abitano, rischiano l’estinzione.
Mentre a Milano si svolgono gli incontri Youth4Climate e Pre-COP26, attraverso l’arte e la potenza delle immagini di Salgado vogliamo lanciare un grido d’allarme: secondo una recente ricerca pubblicata su Nature, oggi a causa degli incendi e della deforestazione la foresta amazzonica produce più CO2 di quanta riesca ad assorbirne. È una scoperta sconcertante e bisogna intervenire subito. L’Amazzonia è il giardino della terra. Salvarla, rispettare e proteggere i suoi custodi significa avere cura del mondo e impedire un genocidio. L’Amazzonia siamo noi. Salviamoci con loro, non per loro. Insieme”.

Aggiunge Roberto Koch, editore di Contrasto: “Sebastião Salgado ci ha insegnato che con la fotografia possiamo capire il mondo, percorrerlo, comprendere i suoi drammi profondi e la sua bellezza incontaminata; la sua forza come le sue fragilità da difendere. Il progetto Amazônia ne è la prova.
Seguendo il filo delle immagini, magistralmente disposte nello spazio dalla cura di Lélia Wanick, impariamo a conoscere il cuore verde e prezioso del nostro pianeta e a capire come dobbiamo preservarlo. Con Amazônia Salgado rinnova la tradizione della grande fotografia di impianto umanista che, tra documentazione e interpretazione, ci mostra come nella storia non esistano sogni solitari”.

LA MOSTRA
Sono esposte più di 200 fotografie che propongono un’immersione totale nella foresta amazzonica, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.

La mostra è divisa in due parti. Nella prima le fotografie sono organizzate per ambientazione paesaggistica, con le sezioni che vanno dalla Panoramica della foresta in cui si presenta al visitatore l’Amazzonia vista dall’alto, a I fiumi volanti, una delle caratteristiche più straordinarie e allo stesso tempo meno conosciute della foresta pluviale, ovvero la grande quantità d’acqua che si innalza verso l’atmosfera. Tutta la forza, a volte devastante, delle piogge è raccontata in Tempeste tropicali, mentre Montagne presenta i rilievi montuosi che definiscono la vita del bacino amazzonico. Si prosegue con la sezione La foresta, un tempo definita “Inferno Verde”, oggi da vedere come uno straordinario tesoro della natura, per finire con Isole nel fiume, l’arcipelago che emerge dalle acque del Rio Negro.

La seconda parte è dedicata alle diverse popolazioni indigene immortalate da Salgado nei suoi numerosi viaggi, come gli Awá-Guajá, che contano solo 450 membri e sono considerati la tribù più minacciata del pianeta, agli Yawanawá, che, sul punto di sparire, hanno ripreso il controllo delle proprie terre e la diffusione della loro cultura, prosperando, fino ai Korubo, fra le tribù con meno contatti esterni: proprio la spedizione di Salgado nel 2017 è stata la prima occasione in cui un team di documentaristi e giornalisti ha trascorso del tempo con loro.

Oltre alle immagini, poste a diverse altezze e presentate in diversi formati, la mostra si sviluppa in spazi che ricordano le “ocas”, tipiche abitazioni indigene, evocando in modo vivido i piccoli e isolati insediamenti umani nel cuore della giungla. La visita è accompagnata da una traccia audio composta appositamente per la mostra da Jean-Michel Jarre e ispirata ai suoni autentici della foresta, come il fruscio degli alberi, i versi degli animali, il canto degli uccelli o il fragore dell’acqua che cade a picco dalle montagne.

Sono parte integrante dell’esposizione due sale di proiezione dedicate a due temi differenti: in una è mostrato il paesaggio boschivo, le cui immagini scorrono accompagnate dal suono del poema sinfonico Erosão, opera del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887 – 1959); nell’altra sono esposti alcuni ritratti di donne e uomini indigeni con in sottofondo una musica appositamente composta dal musicista brasiliano Rodolfo Stroeter. Nell’insieme, la visita di Amazônia vuole trasmettere, almeno in parte, quell’alone di magia che permea la regione amazzonica e le sue popolazioni native, per offrire ai visitatori un’esperienza intima e profonda capace di accompagnarli anche fuori dalla mostra.

Attirando l’attenzione sulla bellezza incomparabile di questa regione, Salgado vuole accendere i riflettori sulla necessità e l’urgenza di proteggerla insieme ai suoi abitanti. La foresta è un ecosistema fragile, che nelle aree protette dove vivono le comunità indigene non ha subito quasi alcun danno. Tutta l’umanità ha la responsabilità di occuparsi di questa risorsa universale, polmone verde del mondo, e dei suoi custodi.

PUBLIC PROGRAM
Per tutta la sua durata, la mostra sarà accompagnata da un ricco programma di incontri che ne approfondiscono i contenuti e stimolano una riflessione sull’emergenza ambientale, le azioni necessarie e anche il ruolo di ognuno di noi per contribuire a salvare il pianeta. Tanti i protagonisti, a partire dal Ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani che, in dialogo con Giovanna Melandri, parlerà di scelte sostenibili (27 ottobre). Padre Enzo Fortunato e la giornalista Franca Giansoldati rifletteranno sull’enciclica Laudato si’ e Luigi Civalleri, docente, scrittore e divulgatore scientifico, sulle conseguenze climatiche della deforestazione. Fotogiornalismo e immagini icona del nostro tempo saranno al centro dell’incontro con Alessandra Mauro, Direttrice editoriale e artistica di Contrasto mentre Davide Bulgarelli, AD di Bulgarelli Production, azienda “ecologica” che produce cartellini ed etichette per la moda, unica al mondo nel settore ad avere la certificazione carbon free, parlerà di moda sostenibile e abbigliamento etico. Si discuterà di stili di vita sostenibili negli incontri con alcuni tra i più attivi Italian Green Influencer, mentre Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci farà scoprire la biodiversità alimentare.

MAXXI A[R]T WORK per SEBASTIÃO SALGADO. AMAZÔNIA
MAXXI A[R]T WORK, il progetto di Alternanza scuola lavoro del MAXXI, propone alle scuole Secondarie di secondo grado un programma online e in presenza dedicato al fotografo brasiliano. Da ottobre 2021 a febbraio 2022 gli studenti hanno la possibilità di approfondire i temi trattati negli scatti di Salgado, attraverso interventi di esperti e addetti ai lavori, tra cui Mario Tozzi, Ernesto Assante, Carlotta Sami, Alessandra Mauro, Federico Pedroni.
Gli studenti hanno inoltre la possibilità di sperimentare professioni legate al giornalismo, alla comunicazione digitale e al sound design, collaborando con la redazione di Scomodo, con lo staff di Binario F (Facebook) e con Andrea Lai, curatore della sezione musica di Maker Faire. Il progetto di Alternanza scuola lavoro del MAXXI vede la collaborazione di Formacamera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma e ha il patrocinio della Regione Lazio.

In occasione della mostra, Mario Calabresi, che nel luglio scorso aveva incontrato Salgado in un talk al museo, ha realizzato in collaborazione con il MAXXI una puntata del suo podcast Altre/Storie dedicata al fotografo brasiliano e intitolata Il Paradiso esiste. Nell’intervista, Salgado racconta il suo incredibile viaggio e approfondisce i temi dell’esposizione. Una storia eccezionale, fatta di acqua, di terra e di cielo, disponibile su tutte le piattaforme audio gratuite da venerdì 1° ottobre.

ALL ABOUT BANKSY: EXHIBITION 2

STESSO POSTO, STESSO ARTISTA, NUOVA MOSTRA!

Dal 5 maggio 2021 al 9 gennaio 2022.

  • Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00.  Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00
  • Giorni festivi:
    • 8 dicembre dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)
    • 24 dicembre dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00)
    • 25 dicembre primo ingresso alle 17.00 – ultimo ingresso alle 20.00
    • 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)
  • Ingresso: dal lunedì al venerdì = biglietto a € 15,00
  • Biglietto Special: dal lunedì al venerdì dalle 13.15 alle 15.00 = biglietto a € 13,00
  • Sabato e domenica e festivi = biglietto a € 18,00

LA MOSTRA

ALL ABOUT BANKSY Roma, 5 maggio 2021 – 9 gennaio 2022.

Stesso posto, stesso artista, nuova mostra.

Grazie a circa duecentocinquanta opere provenienti da collezioni private, Chiostro del Bramante presenta ALL ABOUT BANKSY: a Roma, dal 5 maggio 2021 al 9 gennaio 2022, una nuova mostra per scoprire tutto quel che si può sapere sull’artista sconosciuto più noto al mondo.

“Scoprire, avvicinarsi, conoscere, riconoscere Banksy. Durante la nostra prima esposizione A Visual Protest (settembre 2020 – marzo 2021), data l’impossibilità di mantenere l’apertura, abbiamo lavorato perché il pubblico non rimanesse deluso, non rimanesse senza Banksy. È nata così l’idea di poter realizzare una seconda mostra, sempre dedicata a lui e alle sue opere, e questo nostro desiderio si è realizzato grazie alla collaborazione con Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, curatori del progetto”.

 Natalia de Marco, direzione artistica DART – Chiostro del Bramante

Banksy non riesce a far smettere di parlare di sé. Dall’ultima opera sulle mura del carcere di Reading (UK), dove fu detenuto Oscar Wilde, per denunciarne lo stato di abbandono dal 2013, fino all’asta milionaria a favore del sistema sanitario britannico, con l’aggiudicazione dell’opera Game Changer per 16,75 milioni di sterline.

Così Chiostro del Bramante non può smettere di occuparsi di Banksy e di offrire, con questa nuova mostra, un approfondimento enciclopedico del suo lavoro, grazie a un’importante sezione documentaria composta da fotografie, reportage e video, una nuova occasione espositiva negli spazi rinascimentali nel centro di Roma.

Una narrazione approfondita della poetica dell’artista grazie al contributo di Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, che per la prima volta hanno aperto il loro archivio, in modo così completo, per un’esposizione. 

“Ovunque si sente parlare di Banksy. Ma cosa sapete di lui se non che è famoso e che la sua identità è ignota? Abbiamo documentato la sua carriera dall’inizio degli anni Duemila, tra la strada e le mostre e ora apriamo il nostro archivio”. 

 Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, curatori 

ALL ABOUT BANKSY è un catalogo ragionato da visitare, un percorso in cui scoprire opere realizzate dal 1999 fino al 2020, con sezioni tematiche sui lavori divenuti icone e sui temi fondamentali dell’artista: i primi Black Books, i tanti rats (topi) e poi la politica, la religione, il potere, la guerra, i diritti dell’infanzia, i fenomeni migratori, i rifugiati, la società della sorveglianza, l’ambiente, l’ecologia, il mercato dell’arte.

In mostra inediti e altrettanti approfondimenti: tra gli altri, sul parco tematico non adatto ai bambini Dismaland, sul negozio online Gross Domestic Product, sulle collaborazioni con cantanti e gruppi musicali, tra cui la ricca serie con i britannici Blur.

Opere realizzate con tecniche e supporti differenti, insieme a una contestualizzazione degli interventi pubblici e delle mostre, delle opere e delle esposizioni, tra fotografie, copertine, manifesti, locandine, libri, dischi. 

Completano il percorso espositivo tre video per rivivere i momenti più significativi del percorso di Banksy, tra cui un documentario esclusivo e inedito che racconta vent’anni di carriera dell’artista.

BANKSY

Dipingere per me rappresenta la libertà

Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno conosce la sua identità. Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground di Bristol, dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi, ha iniziato a invadere numerose città, da Bristol a Londra, a New York, a Gerusalemme fino a Venezia con graffiti e varie performance e incursioni.

ALL ABOUT BANKSY organizzata da DART Chiostro del Bramante in collaborazione con Butterly Art News a cura di Butterfly & David Chaumet  con il patrocinio di Regione Lazio e Assessorato Crescita Culturale Roma Capitale media partner Sky Arte. La mostra è accessibile nel rispetto e secondo le normative per il contenimento di Covid-19.

Mostra Raffaello ai tempi del Covid – 19 (Antonella Giroldi)

Dopo un attesa di mesi…. RIAPERTA IL 2 GIUGNO DOPO IL LOCKDOWN, LA MOSTRA ORGANIZZATA PER CELEBRARE IL 500ESIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI RAFFAELLO SI APPRESTA ALLA CHIUSURA. E LO FA PROLUNGANDO GLI ORARI DI VISITA E RIMANENDO APERTA AL PUBBLICO, NELL’ULTIMO WEEKEND, 24 ORE SU 24

Addirittura apertura non stop per Raffaello 1520 – 1483, la grande mostra in corso alle Scuderie del Quirinale di Roma dedicata a Raffaello Sanzio in occasione del 500esimo anniversario dalla sua morte. Inaugurata lo scorso 5 marzo e chiusa al pubblico pochi giorni dopo a causa del lockdown, l’esposizione – realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, con la curatela di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro, e con la collaborazione della Galleria Borghese, il Parco Archeologico del Colosseo e i Musei Vaticani – è stata riaperta il 2 giugno e sarà visitabile fino al 30 agosto. Con orari del tutto eccezionali: dal 24 al 27 agosto la mostra sarà aperta dalle 8 di mattina fino all’una di notte, mentre nel weekend conclusivo l’esposizione resterà visitabile 24 ore su 24, dalle 8 di mattina di venerdì 28 fino alla mezzanotte di domenica 30 agosto.

Finalmente a Luglio possiamo vederla …

LA GRANDE MOSTRA DI RAFFAELLO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Con oltre 200 opere provenienti dalle più importanti collezioni internazionali, di cui 120 realizzate da Raffaello (tra cui La Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado e la Velata, di nuovo dagli Uffizi e, per la prima volta messi a confronto nello stesso luogo, i ritratti dei due papi che rappresentarono il cardine del successo romano di Raffaello, ovvero quello di Giulio II dalla National Gallery di Londra e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi degli Uffizi), la mostra alle Scuderie del Quirinale fin dal suo primo giorno di riapertura ha registrato il tutto esaurito con oltre 120mila biglietti venduti, nonostante la pandemia e le restrizioni sanitarie vigenti. “Concludiamo il più grande evento espositivo dell’anno con un orario straordinario. Dall’Italia e dall’estero l’entusiasmo e l’attenzione ricevuti sono stati strabilianti. Non è trascorso un giorno senza registrare il tutto esaurito”, dichiara Mario De Simoni, Presidente di Ales – Scuderie del Quirinale. “Abbiamo fatto uno sforzo immane per coniugare la grande richiesta del pubblico con ingressi e tempi contingentati, ma continueremo così fino alla fine. D’altronde si tratta di un dovere civico, perché questa non è solo una mostra, ma è un evento che lascerà il segno per la sua eccezionalità, sia in considerazione della validità del progetto scientifico, sia per la coincidenza con un anniversario unico, sia per il valore assunto in occasione della riapertura dopo il lockdown, come simbolo di ripartenza nel segno dell’arte e della bellezza”.

Museo “Monteriggioni in Arme” (Antonella Giroldini)

Il museo ospita fedeli riproduzioni di armi e armature medievali e rinascimentali. Accurati modellini, inoltre, illustrano mezzi e tecniche di assedio in auge nelle stesse epoche.
Ogni sala è dedicata a uno specifico momento della storia di Monteriggioni, all’interno del quale i pezzi esposti sono contestualizzati.
Insolita quanto apprezzata dalla maggioranza del pubblico è la possibilità di maneggiare e indossare alcune armi e parti di armature, situate in apposite zone del museo. Alcuni pannelli esplicativi e un’agevole audioguida multilingue accompagnano il visitatore in questa breve, ma intensa immersione nella storia.

GLI IMPRESSIONISTI SEGRETI A PALAZZO BONAPARTE (Antonella Giroldini)

Palazzo Bonaparte – Spazio Generali Valore Cultura ospita la mostra Impressionisti Segreti.

Nelle meravigliose sale del piano nobile, che fu la dimora di Maria Letizia Ramolino – madre di Napoleone Bonaparte, sono esposte oltre 50 opere di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Van Rysselberghe e Cross.
Tesori nascosti al più vasto pubblico, provenienti da collezioni private raramente accessibili e concessi eccezionalmente per questa mostra.

La mostra rappresenta un’occasione unica per compiere un affascinante viaggio alla scoperta dell’Impressionismo attraverso magnifiche e inedite opere all’interno della prestigiosa e mai svelata cornice di Palazzo Bonaparte, uno dei gioielli più segreti e meglio conservati di Roma.

La cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti, e Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi, sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet e Berthe Morisot.

La mostra è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia, in partnership con Generali Valore Cultura. È patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dall’Ambasciata di Francia in Italia e dalla Regione Lazio, ed è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale.

Museo d’Arte Sacra a San Gimignano (Antonella Giroldini)

Nella raccolta piazza Pecori, in alcuni ambienti del Palazzo della Prepositura, espone opere provenienti dal Duomo e da Chiese del territorio tra cui i dipinti di Benozzo Gozzoli, Matteo Rosselli e Bartolo di Fredi e sculture di Benedetto da Maiano, Pietro Torriggiani e Francesco di Valbrino. Inoltre, paramenti e oreficerie sacri e antifonari miniati da Nicolò di Ser Sozzo Tagliacci e da Lippo Vanni.

 

COLORI DELLA SCIENZA. NELL’ARTE DELLA RICERCA (Antonella Giroldini)

La scienza incontra la creatività di 200 giovani artisti romani
Art&Science Across Italy chiude a Roma la sua quarta tappa locale (dopo Milano, Genova e Venezia) con una mostra che, insieme ad opere di artisti professionisti, presenta 68 creazioni artistiche inedite, ispirate a temi scientifici e realizzate da circa 200 studenti di 16 tra licei scientifici, classici e artistici di Roma e provincia.
Nel suo complesso, il progetto coinvolge alla seconda edizione undici città italiane (Milano, Torino, Roma, Genova, Potenza, Pisa, Firenze, Napoli, Matera, Venezia, Padova), per un totale di 93 scuole e 4000 studenti impegnati in attività di formazione e produzione di opere artistiche, nel contesto di progetti di alternanza scuola-lavoro. Le opere della tappa romana, che ha coinvolto complessivamente 1000 studenti, sono state realizzate con il supporto e la supervisione di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e de La Sapienza Università di Roma, per la parte scientifica, e di artisti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, per la parte artistica. Sono parte integrante dell’esposizione la collezione art@CMS, che raccoglie una quarantina di opere, frutto della collaborazione tra artisti professionisti e scienziati, già esposte in eventi ed esibizioni internazionali (tra le quali, Singapore, Miami, Pechino, Chicago, Ginevra), e un percorso per immagini, testi e installazioni, realizzato dal CERN e dall’INFN, e dedicato ai misteri dell’universo e alle sfide della fisica delle particelle.

Art&sScience Across Italy è un progetto europeo per la diffusione della cultura scientifica nelle scuole superiori italiane, organizzato da INFN e CERN nell’ambito del network CREATIONS di Horizon 2020. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica tra i giovani, coniugando i linguaggi dell’arte della scienza, quali espressioni umane di creatività e desiderio di conoscenza.
Art&sScience Across Italy è strutturato in step progressivi con seminari nelle scuole e nelle università, visite a musei e laboratori scientifici, workshop tenuti da esperti del mondo scientifico e dell’arte e attività di tutoraggio durante la realizzazione delle composizioni artistiche. In particolare, per ognuna delle città coinvolte il progetto si è articolato in quattro fasi – formativa, ideativa, creativa, competitiva – seguite da una mostra e una selezione nazionale conclusiva che ha come culmine la Mostra finale “I colori della scienza. Nell’arte della ricerca scientifica”, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nella primavera del 2020. Gli studenti vincitori della competizione artistica/scientifica nazionale che conclude il progetto, selezionati da un comitato internazionale di esperti, sono invitati a partecipare ad un master sul tema arte e scienza, nel settembre 2020, al CERN di Ginevra e in altri laboratori nazionali. Tutti i vincitori sono destinatari di una borsa di studio, conferita dagli enti patrocinanti e dagli sponsor del progetto, a copertura del costo del master e delle spese accessorie.