MOSTRA HOKUSAI A ROMA (Antonella Giroldini)

Al Museo dell’Ara Pacis

dal 12/10/2017 – 14/01/2018 in mostra circa 200 opere che  raccontano e confrontano la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Deve la sua fama universale alla Grande Onda, parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji, e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.

 

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri e animali semileggendari.

Era uno sperimentatore che variava formati e tecniche: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome di ogni misura per il grande mercato, fino ai più raffinati surimono, usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari, cerimonie del tè, libretti per teatro.

I volumi dei Manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano il compendio di tanta eccentricità e genialità messa a disposizione di giovani artisti e pittori quali modelli per ogni genere di soggetto. Tra i suoi allievi ci sono Hokuba, Hokkei (1790-1850), Hokumei (1786-1868) che segnano la generazione successiva di artisti, insieme a Keisai Eisen (1790-1848), allievo non diretto di Hokusai, ma che da lui è stato influenzato, che ha determinato gli sviluppi delle stampe di bellezze femminili e paesaggio degli anni 1810-1830. Proprio a Eisen, presentato in Italia per la prima volta in questa mostra, appartiene la bellissima e imponente figura di cortigiana rappresentata nella silografia che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy e utilizzata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

La mostra si compone di cinque sezioni che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:
1- MEISHŌ: mete da non perdere
2- Beltà alla moda
3- Fortuna e buon augurio
4- Catturare l’essenza della natura
5- Manga e manuali per imparare

MOSTRA MIRO’ ( Antonella Giroldini)

A partire dal 4 ottobre, nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, SI è aperta al pubblico la straordinaria esposizione dedicata a uno dei massimi interpreti del Novecento, Joan Miró (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983). Per l’occasione saranno esposte 130 opere, quasi tutti olii di grande formato, provenienti dalla Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, e capolavori come Femme au clair de lune (1966), Oiseaux (1973) e Femme dans la rue (1973).

Provengono dalla Fundacio Pilar i Joan Mirò di Maiorca, che grazie al prestito consente alla Città della Mole di ospitare la prima personale del pittore spagnolo.

La mostra, «Mirò. Sogno e colore», è promossa da Arthemisia, azienda leader nella produzione, organizzazione e allestimento di mostre, che conferma il suo rapporto privilegiato con Torino e con i suoi Musei Reali dopo il successo delle mostre di Tamara de Lempicka, Matisse e Toulouse-Lautrec. A presentarla oggi c’erano la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella, che ha sottolineato la volontà di legare sempre di più i Musei alle grandi mostre per un percorso sempre più divulgativo, e il direttore della Fondazione, Francisco Copado Carraiero, che ha raccontato come le opere in mostra siano risalenti al periodo più felice dell’artista, dal 1956 al 1983, ovvero gli anni vissuti a Maiorca, dove Mirò morì.

 

CREATIVITA’ FANCIULLESCA

La mostra torinese immerge il visitatore nel mondo di Mirò e in quella fanciullesca creatività che caratterizzò la cosiddetta terza fase della sua vita, tutta vissuta tra le luci e le bellezze naturali della sua amata Maiorca. Oltre ai dipinti, sculture, disegni, libri illustrati, oggetti e materiali provenienti dai suoi atelier Taller Sert e Son Boter, sono infatti ricostruite le ambientazioni degli studi dove lavorava. «Un modo per capire un po’ di più le visioni di cui era capace questo artista – spiega Francisco Copado Carraiero – che leggeva la realtà che lo circondava attraverso il suo mondo onirico, soggettivo e magico. La sua arte, il suo stile hanno cambiato e segnato l’arte contemporanea per sempre».

A fare gli onori di casa oggi c’era anche l’assessore al Commercio e Turismo del Comune di Torino, Alberto Sacco, che ha sottolineato come la mostra sia il frutto di una sinergia tra Arthemisia, Regione Piemonte e Comune, «formula destinata ad essere usata sempre di più in futuro per mettere Torino in condizione di ospitare eventi culturali di grande appeal».

 

 

Orario apertura

lunedì 14.30 – 19.30

martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30 – 19.30

giovedì 9.30 – 22.30

MOSTRA DI MONET A ROMA (Antonella Giroldini)

La mostra Monet, ospitata dal 19 ottobre  2017 all’11 febbraio 2018 nella sede del Complesso del Vittoriano  – Ala Brasini di Roma, propone 60 opere del padre dell’Impressionismo provenienti dal Musee Marmottan Monet di Parigi, quelle stesse opere che l’artista conservava nella Sua dimora di Giverny .

Monet trasformò la pittura en pleir air in rituale di vita e – tra la luce assoluta e la pioggia fitta, tra le minime variazioni atmosferiche e l’impero del sole – riuscì a tramutare i colori in tocchi purissimi di energia, riuscendo nelle sue tele a dissolvere l’unità razionale della natura in un flusso indistinto.

Il percorso espositivo rende conto, oltre che dell’evoluzione della carriera di Monet, anche delle sue molteplici sfaccettature, restituendo ricchezza artistica della sua produzione.