I GIARDINI DELLA LANDRIANA (Antonella Giroldini)

A sud di Roma e a pochi chilometri dal mare di Tor San Lorenzo, si trovano i Giardini della Landriana, creati dalla Marchesa Lavinia Taverna e dall’architetto paesaggista Russel Page a partire dai primi anni ’60. Il Giardino nacque poco a poco insieme alla nascita delle piante nacque anche una passione che era destinata a trasformare un semplice spazio verde, in uno dei più belli e raffinati giardini mediterranei di tutta Italia.

CASINA DELLE CIVETTE (Antonella Giroldini)

Questa casa incantata, situata all’interno del parco di Villa Torlonia, è una delle bellezze poco conosciute della Capitale. Il suo nome è legato alle innumerevoli decorazioni di civette riportate nelle vetrate e nelle maioliche, un tema quasi ossessivo voluto dal principe Giovanni Torlonia, un uomo solitario e malinconico che ne aveva fatto il suo rifugio personale.

La struttura fu edificata nel 1840 per volontà di Alessandro Torlonia ed era conosciuta come “la Capanna Svizzera” per via del suo aspetto molto simile a quello di un rifugio alpino. Nel 1908 il principe Giovanni Torlonia Jr, nipote di Alessandro, ne fece la sua dimora apportando una ristrutturazione che stravolse totalmente la vecchia architettura. Furono aggiunte logge, vetrate, porticati e torri decorate con maioliche colorate, fino a trasformarla in una villa dall’aspetto medievale.

Solo nel 1914, quando furono realizzate le due vetrate raffiguranti delle civette, la vecchia costruzione cambiò il suo nome con “La casina delle Civette”. Il Principe Giovanni era un amante della simbologia dell’occulto e scelse la civetta proprio per il suo significato esoterico, infatti, l’immagine di questo animale notturno è un tema ricorrente, riportato più volte nelle decorazioni, negli arredi degli interni e in molti altri punti della casa. Il principe Torlonia, di cui si hanno pochissime informazioni se non il fatto che fosse uomo poco socievole e cupo, che non si sposò mai e che non ebbe eredi, abitò questa casa fino al 1939, anno della sua morte.

La Casina, durante la seconda guerra mondiale fu distrutta dall’occupazione delle forze anglo-americane e, dopo anni di abbandono, nel 1978 fu acquistata dal Comune di Roma e definitivamente danneggiata da un incendio nel 1991. Nel 1992 fu avviato un lungo lavoro di restauro che durò ben cinque anni e la Casina delle Civette è oggi un museo dedicato all’arte della vetrata, un gioiello ritornato al suo antico splendore e restituito alla città di Roma e ai suoi turisti.

SERRA MORESCA (Antonella Giroldini)

Progettato intorno al 1839 dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli, il complesso della Serra Moresca di Villa Torlonia torna alla sua originaria bellezza dopo due fasi di restauro. La prima, tra il 2007 e il 2013, ha riguardato il recupero dell’edificio da una condizione di fortissimo degrado, con un ripristino fedele dell’assetto originario, sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Nella seconda fase, da poco conclusa, oltre a ulteriori interventi conservativi sulla Serra, si è invece provveduto all’allestimento e messa in esercizio dell’intero complesso come spazio museale.
Progettati dall’architetto Maria Cristina Tullio, questi ultimi lavori sono stati effettuati sotto la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed eseguiti da Zètema Progetto Cultura.

Basato su uno studio accurato della documentazione grafica e fotografica e sulle descrizioni dei luoghi di Giuseppe Checchetelli, l’allestimento odierno della Serra Moresca ne mette in risalto le caratteristiche architettoniche originarie, di grande suggestione e rilevanza storica. La visita inizia dalla Serra, stupefacente padiglione da giardino con una struttura in peperino, ghisa e vetrate policrome che fanno da cornice alla fontana interna, oggi di nuovo attiva, e a una raccolta di Palme, Agavi, Ananas e Aloe, piante e specie arboree compatibili con la vocazione originaria dell’ambiente.
Si prosegue attraverso la Grotta artificiale pensata come il luogo della Ninfa (Nymphae Loci), con i suoi resti splendidamente illuminati, le cascatelle e i laghetti dove oggi tornano a vivere ninfee e fiori di loto.
È uno scenario storico naturalistico da ammirare lungo il percorso di visita insieme alla vista, dal basso, della Torre, imponente costruzione caratterizzata da ampie finestre con intelaiature in ghisa e vetri colorati che nascondono, all’interno, pareti riccamente decorate da stucchi policromi.

Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il complesso della Serra Moresca è aperto al pubblico da mercoledì 8 dicembre con un orario, in vigore fino al 31 marzo, che va dalle ore 10.00 alle ore 16.00, dal martedì alla domenica (chiusura il lunedì). A partire dal 1° aprile e fino al 30 settembre, l’orario di apertura è dalle 10.00 alle 19.00 con l’eccezione di luglio e agosto in cui il complesso rimane chiuso per ragioni climatiche.

al 01 Ottobre 2021 al 13 Febbraio 2022

ROMA

LUOGO: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

È la mostra Sebastião Salgado. Amazônia, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 1° ottobre 2021 al 13 febbraio 2022, unica tappa italiana del progetto. Prodotta dal MAXXI in collaborazione con Contrasto, la mostra è curata da Lélia Wanick Salgado, compagna di viaggio e di vita del grande fotografo. Global partner Zurich, sponsor Bulgarelli Production.

Dopo il progetto Genesi, dedicato alle regioni più remote del pianeta per testimoniarne la maestosa bellezza, Salgado ha intrapreso una nuova serie di viaggi per catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi di vita dei suoi popoli, stabilendosi nei loro villaggi per settimane e fotografando i diversi gruppi etnici. La foresta dell’Amazzonia occupa infatti un terzo del continente sudamericano, un’area più estesa dell’intera Unione Europea. Questo progetto è durato sei anni durante i quali il Maestro ha fotografato la foresta, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano, registrando l’immensa potenza della natura di quei luoghi e cogliendone, allo stesso tempo, la fragilità.

Così Sebastião Salgado: “Questa mostra è il frutto di sette anni di vissuto umano e di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua e aria. Sin dal momento della sua ideazione, con Amazônia volevo ricreare un ambiente in cui il visitatore si sentisse avvolto dalla foresta e potesse immergersi sia nella sua vegetazione rigogliosa sia nella quotidianità delle popolazioni native. Queste immagini vogliono essere la testimonianza di ciò che resta di questo patrimonio immenso, che rischia di scomparire. Affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione, spetta a ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla sua tutela”.

Dice Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI: “Il MAXXI è onorato di ospitare questa mostra, che ci conduce in un viaggio straordinario nella bellezza, nella forza e nella fragilità di un ambiente unico al mondo i cui custodi, le popolazioni che lo abitano, rischiano l’estinzione.
Mentre a Milano si svolgono gli incontri Youth4Climate e Pre-COP26, attraverso l’arte e la potenza delle immagini di Salgado vogliamo lanciare un grido d’allarme: secondo una recente ricerca pubblicata su Nature, oggi a causa degli incendi e della deforestazione la foresta amazzonica produce più CO2 di quanta riesca ad assorbirne. È una scoperta sconcertante e bisogna intervenire subito. L’Amazzonia è il giardino della terra. Salvarla, rispettare e proteggere i suoi custodi significa avere cura del mondo e impedire un genocidio. L’Amazzonia siamo noi. Salviamoci con loro, non per loro. Insieme”.

Aggiunge Roberto Koch, editore di Contrasto: “Sebastião Salgado ci ha insegnato che con la fotografia possiamo capire il mondo, percorrerlo, comprendere i suoi drammi profondi e la sua bellezza incontaminata; la sua forza come le sue fragilità da difendere. Il progetto Amazônia ne è la prova.
Seguendo il filo delle immagini, magistralmente disposte nello spazio dalla cura di Lélia Wanick, impariamo a conoscere il cuore verde e prezioso del nostro pianeta e a capire come dobbiamo preservarlo. Con Amazônia Salgado rinnova la tradizione della grande fotografia di impianto umanista che, tra documentazione e interpretazione, ci mostra come nella storia non esistano sogni solitari”.

LA MOSTRA
Sono esposte più di 200 fotografie che propongono un’immersione totale nella foresta amazzonica, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.

La mostra è divisa in due parti. Nella prima le fotografie sono organizzate per ambientazione paesaggistica, con le sezioni che vanno dalla Panoramica della foresta in cui si presenta al visitatore l’Amazzonia vista dall’alto, a I fiumi volanti, una delle caratteristiche più straordinarie e allo stesso tempo meno conosciute della foresta pluviale, ovvero la grande quantità d’acqua che si innalza verso l’atmosfera. Tutta la forza, a volte devastante, delle piogge è raccontata in Tempeste tropicali, mentre Montagne presenta i rilievi montuosi che definiscono la vita del bacino amazzonico. Si prosegue con la sezione La foresta, un tempo definita “Inferno Verde”, oggi da vedere come uno straordinario tesoro della natura, per finire con Isole nel fiume, l’arcipelago che emerge dalle acque del Rio Negro.

La seconda parte è dedicata alle diverse popolazioni indigene immortalate da Salgado nei suoi numerosi viaggi, come gli Awá-Guajá, che contano solo 450 membri e sono considerati la tribù più minacciata del pianeta, agli Yawanawá, che, sul punto di sparire, hanno ripreso il controllo delle proprie terre e la diffusione della loro cultura, prosperando, fino ai Korubo, fra le tribù con meno contatti esterni: proprio la spedizione di Salgado nel 2017 è stata la prima occasione in cui un team di documentaristi e giornalisti ha trascorso del tempo con loro.

Oltre alle immagini, poste a diverse altezze e presentate in diversi formati, la mostra si sviluppa in spazi che ricordano le “ocas”, tipiche abitazioni indigene, evocando in modo vivido i piccoli e isolati insediamenti umani nel cuore della giungla. La visita è accompagnata da una traccia audio composta appositamente per la mostra da Jean-Michel Jarre e ispirata ai suoni autentici della foresta, come il fruscio degli alberi, i versi degli animali, il canto degli uccelli o il fragore dell’acqua che cade a picco dalle montagne.

Sono parte integrante dell’esposizione due sale di proiezione dedicate a due temi differenti: in una è mostrato il paesaggio boschivo, le cui immagini scorrono accompagnate dal suono del poema sinfonico Erosão, opera del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887 – 1959); nell’altra sono esposti alcuni ritratti di donne e uomini indigeni con in sottofondo una musica appositamente composta dal musicista brasiliano Rodolfo Stroeter. Nell’insieme, la visita di Amazônia vuole trasmettere, almeno in parte, quell’alone di magia che permea la regione amazzonica e le sue popolazioni native, per offrire ai visitatori un’esperienza intima e profonda capace di accompagnarli anche fuori dalla mostra.

Attirando l’attenzione sulla bellezza incomparabile di questa regione, Salgado vuole accendere i riflettori sulla necessità e l’urgenza di proteggerla insieme ai suoi abitanti. La foresta è un ecosistema fragile, che nelle aree protette dove vivono le comunità indigene non ha subito quasi alcun danno. Tutta l’umanità ha la responsabilità di occuparsi di questa risorsa universale, polmone verde del mondo, e dei suoi custodi.

PUBLIC PROGRAM
Per tutta la sua durata, la mostra sarà accompagnata da un ricco programma di incontri che ne approfondiscono i contenuti e stimolano una riflessione sull’emergenza ambientale, le azioni necessarie e anche il ruolo di ognuno di noi per contribuire a salvare il pianeta. Tanti i protagonisti, a partire dal Ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani che, in dialogo con Giovanna Melandri, parlerà di scelte sostenibili (27 ottobre). Padre Enzo Fortunato e la giornalista Franca Giansoldati rifletteranno sull’enciclica Laudato si’ e Luigi Civalleri, docente, scrittore e divulgatore scientifico, sulle conseguenze climatiche della deforestazione. Fotogiornalismo e immagini icona del nostro tempo saranno al centro dell’incontro con Alessandra Mauro, Direttrice editoriale e artistica di Contrasto mentre Davide Bulgarelli, AD di Bulgarelli Production, azienda “ecologica” che produce cartellini ed etichette per la moda, unica al mondo nel settore ad avere la certificazione carbon free, parlerà di moda sostenibile e abbigliamento etico. Si discuterà di stili di vita sostenibili negli incontri con alcuni tra i più attivi Italian Green Influencer, mentre Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci farà scoprire la biodiversità alimentare.

MAXXI A[R]T WORK per SEBASTIÃO SALGADO. AMAZÔNIA
MAXXI A[R]T WORK, il progetto di Alternanza scuola lavoro del MAXXI, propone alle scuole Secondarie di secondo grado un programma online e in presenza dedicato al fotografo brasiliano. Da ottobre 2021 a febbraio 2022 gli studenti hanno la possibilità di approfondire i temi trattati negli scatti di Salgado, attraverso interventi di esperti e addetti ai lavori, tra cui Mario Tozzi, Ernesto Assante, Carlotta Sami, Alessandra Mauro, Federico Pedroni.
Gli studenti hanno inoltre la possibilità di sperimentare professioni legate al giornalismo, alla comunicazione digitale e al sound design, collaborando con la redazione di Scomodo, con lo staff di Binario F (Facebook) e con Andrea Lai, curatore della sezione musica di Maker Faire. Il progetto di Alternanza scuola lavoro del MAXXI vede la collaborazione di Formacamera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma e ha il patrocinio della Regione Lazio.

In occasione della mostra, Mario Calabresi, che nel luglio scorso aveva incontrato Salgado in un talk al museo, ha realizzato in collaborazione con il MAXXI una puntata del suo podcast Altre/Storie dedicata al fotografo brasiliano e intitolata Il Paradiso esiste. Nell’intervista, Salgado racconta il suo incredibile viaggio e approfondisce i temi dell’esposizione. Una storia eccezionale, fatta di acqua, di terra e di cielo, disponibile su tutte le piattaforme audio gratuite da venerdì 1° ottobre.

ALL ABOUT BANKSY: EXHIBITION 2

STESSO POSTO, STESSO ARTISTA, NUOVA MOSTRA!

Dal 5 maggio 2021 al 9 gennaio 2022.

  • Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00.  Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00
  • Giorni festivi:
    • 8 dicembre dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)
    • 24 dicembre dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00)
    • 25 dicembre primo ingresso alle 17.00 – ultimo ingresso alle 20.00
    • 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)
  • Ingresso: dal lunedì al venerdì = biglietto a € 15,00
  • Biglietto Special: dal lunedì al venerdì dalle 13.15 alle 15.00 = biglietto a € 13,00
  • Sabato e domenica e festivi = biglietto a € 18,00

LA MOSTRA

ALL ABOUT BANKSY Roma, 5 maggio 2021 – 9 gennaio 2022.

Stesso posto, stesso artista, nuova mostra.

Grazie a circa duecentocinquanta opere provenienti da collezioni private, Chiostro del Bramante presenta ALL ABOUT BANKSY: a Roma, dal 5 maggio 2021 al 9 gennaio 2022, una nuova mostra per scoprire tutto quel che si può sapere sull’artista sconosciuto più noto al mondo.

“Scoprire, avvicinarsi, conoscere, riconoscere Banksy. Durante la nostra prima esposizione A Visual Protest (settembre 2020 – marzo 2021), data l’impossibilità di mantenere l’apertura, abbiamo lavorato perché il pubblico non rimanesse deluso, non rimanesse senza Banksy. È nata così l’idea di poter realizzare una seconda mostra, sempre dedicata a lui e alle sue opere, e questo nostro desiderio si è realizzato grazie alla collaborazione con Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, curatori del progetto”.

 Natalia de Marco, direzione artistica DART – Chiostro del Bramante

Banksy non riesce a far smettere di parlare di sé. Dall’ultima opera sulle mura del carcere di Reading (UK), dove fu detenuto Oscar Wilde, per denunciarne lo stato di abbandono dal 2013, fino all’asta milionaria a favore del sistema sanitario britannico, con l’aggiudicazione dell’opera Game Changer per 16,75 milioni di sterline.

Così Chiostro del Bramante non può smettere di occuparsi di Banksy e di offrire, con questa nuova mostra, un approfondimento enciclopedico del suo lavoro, grazie a un’importante sezione documentaria composta da fotografie, reportage e video, una nuova occasione espositiva negli spazi rinascimentali nel centro di Roma.

Una narrazione approfondita della poetica dell’artista grazie al contributo di Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, che per la prima volta hanno aperto il loro archivio, in modo così completo, per un’esposizione. 

“Ovunque si sente parlare di Banksy. Ma cosa sapete di lui se non che è famoso e che la sua identità è ignota? Abbiamo documentato la sua carriera dall’inizio degli anni Duemila, tra la strada e le mostre e ora apriamo il nostro archivio”. 

 Butterfly & David Chaumet – Butterfly Art News, curatori 

ALL ABOUT BANKSY è un catalogo ragionato da visitare, un percorso in cui scoprire opere realizzate dal 1999 fino al 2020, con sezioni tematiche sui lavori divenuti icone e sui temi fondamentali dell’artista: i primi Black Books, i tanti rats (topi) e poi la politica, la religione, il potere, la guerra, i diritti dell’infanzia, i fenomeni migratori, i rifugiati, la società della sorveglianza, l’ambiente, l’ecologia, il mercato dell’arte.

In mostra inediti e altrettanti approfondimenti: tra gli altri, sul parco tematico non adatto ai bambini Dismaland, sul negozio online Gross Domestic Product, sulle collaborazioni con cantanti e gruppi musicali, tra cui la ricca serie con i britannici Blur.

Opere realizzate con tecniche e supporti differenti, insieme a una contestualizzazione degli interventi pubblici e delle mostre, delle opere e delle esposizioni, tra fotografie, copertine, manifesti, locandine, libri, dischi. 

Completano il percorso espositivo tre video per rivivere i momenti più significativi del percorso di Banksy, tra cui un documentario esclusivo e inedito che racconta vent’anni di carriera dell’artista.

BANKSY

Dipingere per me rappresenta la libertà

Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno conosce la sua identità. Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground di Bristol, dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi, ha iniziato a invadere numerose città, da Bristol a Londra, a New York, a Gerusalemme fino a Venezia con graffiti e varie performance e incursioni.

ALL ABOUT BANKSY organizzata da DART Chiostro del Bramante in collaborazione con Butterly Art News a cura di Butterfly & David Chaumet  con il patrocinio di Regione Lazio e Assessorato Crescita Culturale Roma Capitale media partner Sky Arte. La mostra è accessibile nel rispetto e secondo le normative per il contenimento di Covid-19.

Mostra Raffaello ai tempi del Covid – 19 (Antonella Giroldi)

Dopo un attesa di mesi…. RIAPERTA IL 2 GIUGNO DOPO IL LOCKDOWN, LA MOSTRA ORGANIZZATA PER CELEBRARE IL 500ESIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI RAFFAELLO SI APPRESTA ALLA CHIUSURA. E LO FA PROLUNGANDO GLI ORARI DI VISITA E RIMANENDO APERTA AL PUBBLICO, NELL’ULTIMO WEEKEND, 24 ORE SU 24

Addirittura apertura non stop per Raffaello 1520 – 1483, la grande mostra in corso alle Scuderie del Quirinale di Roma dedicata a Raffaello Sanzio in occasione del 500esimo anniversario dalla sua morte. Inaugurata lo scorso 5 marzo e chiusa al pubblico pochi giorni dopo a causa del lockdown, l’esposizione – realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, con la curatela di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro, e con la collaborazione della Galleria Borghese, il Parco Archeologico del Colosseo e i Musei Vaticani – è stata riaperta il 2 giugno e sarà visitabile fino al 30 agosto. Con orari del tutto eccezionali: dal 24 al 27 agosto la mostra sarà aperta dalle 8 di mattina fino all’una di notte, mentre nel weekend conclusivo l’esposizione resterà visitabile 24 ore su 24, dalle 8 di mattina di venerdì 28 fino alla mezzanotte di domenica 30 agosto.

Finalmente a Luglio possiamo vederla …

LA GRANDE MOSTRA DI RAFFAELLO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Con oltre 200 opere provenienti dalle più importanti collezioni internazionali, di cui 120 realizzate da Raffaello (tra cui La Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado e la Velata, di nuovo dagli Uffizi e, per la prima volta messi a confronto nello stesso luogo, i ritratti dei due papi che rappresentarono il cardine del successo romano di Raffaello, ovvero quello di Giulio II dalla National Gallery di Londra e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi degli Uffizi), la mostra alle Scuderie del Quirinale fin dal suo primo giorno di riapertura ha registrato il tutto esaurito con oltre 120mila biglietti venduti, nonostante la pandemia e le restrizioni sanitarie vigenti. “Concludiamo il più grande evento espositivo dell’anno con un orario straordinario. Dall’Italia e dall’estero l’entusiasmo e l’attenzione ricevuti sono stati strabilianti. Non è trascorso un giorno senza registrare il tutto esaurito”, dichiara Mario De Simoni, Presidente di Ales – Scuderie del Quirinale. “Abbiamo fatto uno sforzo immane per coniugare la grande richiesta del pubblico con ingressi e tempi contingentati, ma continueremo così fino alla fine. D’altronde si tratta di un dovere civico, perché questa non è solo una mostra, ma è un evento che lascerà il segno per la sua eccezionalità, sia in considerazione della validità del progetto scientifico, sia per la coincidenza con un anniversario unico, sia per il valore assunto in occasione della riapertura dopo il lockdown, come simbolo di ripartenza nel segno dell’arte e della bellezza”.