LAGO DI CANTERNO ( Antonella Giroldini)

Nel cuore del Lazio c’è un lago che, oltre a mostrarsi in tutta la sua bellezza, nasconde più di un mistero: il lago fantasma di Canterno.

Si trova vicino a Fiuggi, il lago di Canterno, quella località in provincia di Frosinone nota per il turismo termale che ogni anno, soprattutto d’estate, è un forte richiamo per chi vuole concedersi una pausa e rigenerarsi durante le vacanze. È il maggiore dei laghi carsici del Lazio: ha una superficie di 0.6 kmq, un perimetro di 4.9 km e una profondità massima di 25 metri.

Lo specchio d’acqua della Ciociaria bagna quattro comuni: Ferentino, Fumone, Fiuggi e Trivigliano. Pur trovandosi nelle vicinanze di trafficate strade provinciali, il Lago di Canterno è riuscito a mantenere intatta tutta la sua atmosfera. È circondato da boschi di querce, cerri e latifoglie e permette ai visitatori di ammirare l’airone cenerino, l’airone rosso e la gallinella d’acqua.

Ad essere avvolta da un alone di mistero è anche la data di formazione del Lago di Canterno. In molti la fanno risalire ai primi anni dell’Ottocento, quando vennero inondate le conche fertili della zona in cui giace attualmente, originariamente occupate da campi coltivati. Un abisso diede il via al processo di riempimento della valletta, durato pochi giorni. L’inondazione mandò in rovina diversi coltivatori del luogo ma fece la fortuna di chi sfruttò al volo l’occasione per diventare pescatore.

Il più grande mistero che avvolge il Lago di Canterno e lo stesso che gli vale l’appellativo di lago fantasma, è un singolare fenomeno di instabilità, dovuto ai momenti in cui il fiume Pertuso si svuotava e si riempiva. Il lago, ad intervalli regolari, si seccava sia parzialmente che in maniera totale, per poi apparire all’improvviso in tutta la sua ampiezza. Si trattava di fasi di prosciugamento che potevano durare giorni, mesi o addirittura anni: la più lunga durò dal 1894 al 1943.

a qui un altro mistero: dove andavano a finire i pesci nei periodi di prosciugamento? L’arcano venne risolto proprio nel 1943, quando si diede il via all’esplorazione del Pertuso. La scoperta fu sbalorditiva: l’inghiottitoio del fiume comunicava con una grotta sotterranea dove i pesci andavano a rifugiarsi durante i periodi di prosciugamento. Nel corso degli anni, grazie ad interventi artificiali, il volume del Lago di Canterno è stato regolarizzato, ma la sua peculiare instabilità non è scomparsa del tutto. Essa continua a manifestarsi anche al giorno d’oggi, seppure in una maniera meno scenografica rispetto al passato ma ancora molto suggestiva. Basta osservare l’alberello solitario che si erge dalle sue acque. Nei periodi di piena appare sommerso e in quelli di secca ne fuoriesce interamente: è lui il testimone involontario del Lago Fantasma di Canterno.

TREVIGNANO ROMANO E DINTORNI (Antonella Giroldini)

Affacciato sulla sponda settentrionale del Lago di Bracciano, si trova il borgo di Trevignano Romano, circa a cinquanta chilometri a nord di Roma, è meta scelta da tanti romani per una gita al lago e per staccare la spina dal caos capitolino.

Trevignano fu costruito su una rupe di lava leucitica all’estremità del cratere di un antico vulcano. Luogo di rilassanti passeggiate, con un lungolago ampio e curato, con spazi verdi, ristorantini, spiagge e zone ombreggiate dove poter sostare, ma anche meta di una gita culturale per la sua storia e la sua architettura medievale.

Cosa vedere a Trevignano Romano

Trevignano è situato nel cuore della “Tuscia romana”, qui si trova il Museo Civico (all’interno del palazzo del Comune) con tombe etrusce del VII-VI secolo a.C. Da visitare la Chiesa cinquecentesca dell’Assunta in Cielo che conserva all’interno un affresco dell’abside, raffigurante la morte e l’assunzione in cielo della Madonna, di scuola raffaellesca. E poi il Castello di Trevignano, una rocca sospesa nel tempo che domina sul paese che risale al 1200, commissionata da Papa Innocenzo III e resa più importante sotto il dominio della famiglia Orsini. Ad oggi la rocca è quasi totalmente distrutta, ma avventurarsi per il sentiero che permette di raggiungerla è un’esperienza suggestiva che vale la pena vivere. E la vista da lassù è mozzafiato.

A Trevignano è possibile trascorrere una giornata di relax al lago. Tante le famiglie che qui si recano anche con i bambini, scegliendo il lago come alternativa al mare. Presso il lago di Trevignano, inoltre, è possibile praticare diversi sport acquatici come vela, canoa, windsurf, immersioni subacquee. Il territorio si presta anche per attività sportive di terra, tra cui mountain bike, trekking e parapendio.

Scheggia by Roberto Parodi (Antonella Giroldini)

 in effetti era uno strano personaggio Scheggia : molto di ciò che faceva era in contrasto con quello che era diventato , e spesso cavalcava questa  incoerenza come se cercasse a tutti i costi di provocare un cortocircuito per far saltare tutto e ricominciare da capo. La specialità di scheggia era quella di sembrare l’opposto di quello che era ..

…infatti una moto non deve abituare alle comodità , ma liberarci da esse . E’ un potentissimo strumento di immaginazione e di sogno … quella moto gli piaceva perché aveva ancora dentro di sé l’idea di essenzialità ereditata dagli anni 70..ed allora  così doveva ritornare, maledizione …Scheggia incominciò il suo processo di purificazione dalla moto , ma applicandolo anche a se stesso. La moto si alleggerì nel corso degli anni e anche le sue idee si chiarirono, o per lo meno diventarono più definite

…Fedro era la componente celebrale e imprevedibile del loro gruppo, una variabile non controllabile e spesso deviante, uno spirito libero e pericoloso..

…visto che il motociclista deve lasciarsi attraversare dal viaggio , e non attraversarlo. 

Scheggia : in effetti era uno strano personaggio Scheggia : molto di ciò che faceva era in contrasto con quello che era diventato , e spesso cavalcava questa  incoerenza come se cercasse a tutti i costi di provocare un cortocircuito per far saltare tutto e ricominciare da capo. La specialità di scheggia era quella di sembrare l’opposto di quello che era ..

…infatti uns moto non deve abituare alle comodità , ma liberarci da esse . E’ un potentissimo strumento di immaginazione e di sogno … quella moto gli piaceva perché aveva ancora dentro di sé l’idea di essenzialità ereditata dagli anni 70..ed allora  così doveva ritornare, maledizione …Scheggia incominciò il suo processo di purificazione dalla moto , ma applicandolo anche a se stesso. La moto si alleggerì nel corso degli anni e anche le sue idee si chiarirono, o per lo meno diventarono più definite

…Fedro era la componente celebrale e imprevedibile del loro gruppo, una variabile non controllabile e spesso deviante, uno spirito libero e pericoloso..

…visto che il motociclista deve lasciarsi attraversare dal viaggio , e non attraversarlo. 

Vedi, le moto sono come le donne, quando pensi di avere imparato a dominarle, ti rendi conto che erano a portare avanti il gioco.

Sono come noi tuareg: padroni dello spazio, imperatori del nulla, esploratori di terre che nessuno vuole e che nessuno reclama…lo spettacolo è sempre di fronte ai loro occhi : è la grandezza della natura riservata soltanto a loro

La mia frizione non funzionava benissimo ultimamente, rifletteva Scheggia. Chissà, forse anch’io non lavoro bene come mediatore . sono troppo duro, brusco, non agevolo i cambi di stato, i passaggi che la vita mi chiede. Questa frizione che non va, sembra proprio una metafora della mia vita in quest’ultimo mese. Io e Daniele, il mio meccanico – filosofo , le abbiamo provate tutte: regolando , registrando, stringendo e allentando , cambiando olio e tirando i leveraggi delle marce, ma niente da fare. Ne io ne lei avevamo alcuna intenzione di riprendere a funzionare come si deve. La frizione era dura, brusca, improvvisa. Proprio come quando discutevo per ore senza arrivare da nessuna parte. Quando le cose non vanno bisogna mettersi tranquilli e riprendere tutto daccapo . lui lavorava veloce e tranquillo e intanto parlavamo di quello che capitava nella vita, di come bisognerebbe prenderle, magari . E la frizione piano piano veniva rimontata con nuove molle, più morbide, che avrebbero lasciato cambiare con più dolcezza la stessa che poco per volta avrei dovuto mettere anche nelle mie cose , con un po’ più di distacco, di tranquillità , anche di generosità , perché no .

Ma si, certo. Figurati, con Scheggia e Raniero abbiamo la follia e il cuore : non posiamo perdere..

Esistono molti tipi di deserto , pensava scheggia, ma i più desolati sono quelli dove non c’è sabbia, sono quelli della nostra mente, quelli che cu circondano quando le cose incominciano ad andare male, quelli che leggiamo negli occhi di chi ci saluta ma guarda altrove, di chi stringe la mano morbidamente ma sorride in modo strano, di chi dice di credere in noi e sta già pensando come fregarci….

La mente pone il motociclista in uno stato psicofisico particolare, fatto di atarassia e di attenzione al tempo stesso

Libertà totale. Libertà significa possibilità, potere, e assenza di vincoli, soprattutto mentali , che ti portano ad avere scrupoli ,, no basta, con questi vincoli , basta legami , obblighi , relazioni con il modo passato

….i nostri viaggi erano canovacci su cui dipingere la nostra avventura, modificando i programmi nel corso della vacanza, ma restava qualcosa che dovevamo portare a termine, in qualche modo. Così, ogni volta che accendevamo i motori ripartivano, io sentivo sempre una  sensazione di vuoto dentro dio me. Mi mancava l’intimità , la vicinanza, la condivisione assoluta con la gente, con quei posti

Qualcuno diceva che un uomo deve avere un futuro, e una signora un passato