Tolfa (Antonella Giroldini)

E ‘un abitato collinare. Caratteristica la via Annibal Caro, dalle case scure e dai palazzetti settecenteschi. Il piccolo Museo civico conserva testimonianze etrusche , romane e medievali di necropoli  e insediamenti della zona. Nella parte più alta dell’abitato si raggiunge la Rocca, dai cui ruderi si apre uno spettacolare panorama che spazia dal monte Soratte alle montagne abruzzesi e da Roma alla costa del Tirreno. Costruito probabilmente prima del Mille , il castello fu smantellato dai papi ed è affiancato dalla chiesa della Madonna della Rocca.

MONTOPOLI IN SABINA (Antonella Giroldini)

Caratterizzato da un Borgo medioevale graziosissimo ed accogliente che si affaccia sul Monte Soratte, Montopoli di Sabina si estende su un vasto territorio collinoso che va dall’abitato di Passo Corese a quello di Poggio Mirteto e a est, dal fiume Tevere a ovest al torrente Farfa. Qui l’habitat ospita la Riserva Naturale Tevere-Farfa, di particolare risalto per la varietà della flora e la fauna è un paradiso di importanza ambientale per gli amanti del birdwatching, dove è possibile effettuare gite in battelli ecologici sul Tevere, oltre alle consuete passeggiate lungo il fiume con aree attrezzate. Il territorio di Montopoli offre passeggiate tra il verde della vegetazione, scampagnate lungo il fiume Farfa il cui corso si snoda tra la vegetazione di rara bellezza, reso ancora più agibile grazie alla pista ciclabile comunale di recentissima realizzazione. Sono possibili magnifiche escursioni tra boschi e prati dei monti circostanti sparsi intorno e tra i paesi della Bassa Sabina. Una breve vacanza come un week-end o una semplice visita in questi luoghi offre un’ esplorazione di un territorio ricco di diverse sfumature, fatte di testimonianze storiche disseminate lungo il territorio, bellezze paesaggistiche e gentile ospitalità accompagnata da specialità culinarie condite dal rinomato Olio Extra Vergine di oliva.

Mompeo (Antonella Giroldini)

Mompeo è un comune montano situato nel Lazio, nella provincia di Rieti. Nel suo territorio la principale frazione del luogo è quella di Madonna del Mattone.

Probabilmente sorto sul territorio già occupato dalla Villa di Gneo Pompeo, la Sua storia è legata all’Abbazia di Farfa, di cui fu pertinenza dal IX sec.

I Crescenzi possedettero il feudo nel 1050, passò quindi ai Savelli e poi agli Orsini che ne tennero la signoria per circa cinque secoli. Nel 1635 Mompeo pervenne ai banchieri fiorentini Capponi che ne furono proprietari sino al 1646, allorché fu venduto ai marchesi Naro di Roma e da questi, per successione, passò ai Patrizi. La signoria Naro rappresentò per Mompeo un’epoca di intenso rinnovamento urbanistico, con grandi opere di ristrutturazione ed abbellimento del centro storico, il rifacimento delle strade, la costruzione della porta d’accesso al borgo e l’imponente colonnato antistante. L’antico Palazzo Orsini nel XVII secolo venne trasformato e dotato di spettacolari giardini.

Bolsena (Antonella Giroldini)

La cittadina, erede di  ” Volsinii” che fu importante in età etrusca e divenne fiorente “municipium” romano grazie alla posizione sulla consolare Cassia e al popolamento con gli orvietani deportati dai romani dopo la cattura della loro città, dominata da un colle il lago di Bolsena e la statale ed è posta a metà strada tra Roma e Siena.

Le esplorazioni condotte da una missione archeologica francese poco fuori dell’abitato lungo la strada di Orvieto, hanno portato alla luce i resti della città etrusca di “Velsna”, capitale di un vasto territorio e della romana “Volsinii” .

Nel 1263 divenne famosa per il miracolo eucaristico del Corpus Domini che avvenne nella collegiata di S. Cristina; lo celebrano tutt’oggi la processione che venne istituita nel 1264.

La porta in pietra rossa a fianco della chiesa segna l’ingresso al borgo , su cui domina il castello Monaldeschi, costruzione  a pianta quadrata e torrioni angolari eretta dagli orvietani nei secoli XIII e XIV  e semidistrutta dal popolo di Bolsena nel 1815 per evitare che se ne impadronisse Luciano Bonaparte.

Agadir (Antonella Giroldini)

Sorge in una baia riparata dai venti, bordata da 9 km di splendide spiagge sabbiose . Nella sua storia c’è un prima e un dopo, lo spartiacque essendo costituito dal catastrofico terremoto del 29 febbraio 1960 che distrusse l’80% dell’abitato uccidendo 15.000 persone. Da allora la città è risorta come stazione balneare; anzi in breve , come capitale del turismo balneare in Marocco, sosta quasi immancabile nei viaggi dei tour operator di buona parte del mondo.