ACQUAPENDENTE (Antonella Giroldini)

A km 12,5 da Bolsena, Acquapendente sembra debba le sue origini a un borgo di nome Arisa, cresciuto lungo la via Francigena attorno alla pieve di Santa Vittoria tra il IX e il X secolo.

In città si trovano una magione di templari, una chiesa e un monastero dedicato al Santo Sepolcro, i cui frati dipendevano direttamente omonima di Gerusalemme. In seguito alla donazione da parte di Matilde di Canossa di tutti i suoi beni alla Chiesa, il paese divenne feudo papale. In quest’epoca il paese si strutturò nelle sue linee urbanistiche: sulla destra del corso d’acqua si trovano il castello, l’abbazia del Santo Sepolcro e, forse, un borgo nato intorno alla Chiesa di S. Maria consacrata nel 1149; a sinistra si estendeva l’abitato sul crinale dei colli fino al poggio del Massaro ai piedi del quale si apriva la porta verso Siena, da cui si entrava in città il tratto urbano della Francigena che proseguiva fino alla porta che conduceva a Roma. La cittadina è la patria del famoso anatomico Fabrizio d’Acquapendente, che descrisse per primo le valvole cardiache e che fece costruire il primo teatro anatomico a Padova.  La Cattedrale è una basilica benedettina cui fu annessa una casa dei Cavalieri Templari; sulla destra della facciata è un portico con resti dell’edificio romanico. La cripta del Santo Sepolcro, della metà del X secolo, è una delle cripte romaniche più importanti d’Italia. 24 colonne sovrastate da capitelli decorati da figure animali e piante la dividono in nove navate e al centro si trova una scalinata che porta al sacello piramidale.

Nell’ambito del parco si trovano una serie di casali ristrutturati e utilizzati per il turismo scolastico e ambientale, uno dei quali ospita il Museo del Fiore  e illustra la varietà delle specie presenti sul territorio e conduce nel mondo del fiore, illustrandone aspetti evolutivi, ecologici e culturali, tra cui quello con la tradizione dei “pugnaloni” di Acquapendente. Cioè i grandi pannelli composti da fiori e piante che celebrano la battaglia per la libertà combattuta contro Federico Barbarossa e vengono esposti nella cittadina nella terza domenica di maggio.

Mangiare vista Lago a Bolsena (Antonella Giroldini)

Abbiamo passato una piacevole giornata a Bolsena e per il pranzo ci hanno consigliato la Trattoria del Moro, una graziosa trattoria vista lago. Purtroppo a causa del vento non ce la siamo sentita di pranzare sul meraviglioso e ampio terrazzo panoramico vista lago.

Abbiamo mangiato all’interno godendoci comunque la vista lago grazie alle ampie vetrate.  Ottima la cucina di questo ristorante tipico che segue la tradizione culinaria locale, ma che offre anche un ottimo pesce a Bolsena. Tra i cavalli di battaglia della cucina annoveriamo i Tonnarelli all’Amalasunta, il Carpaccio di Coregone, e in particolare l’Anguilla alla Vernaccia, quest’ultima conosciuta fin da tempi antichi in quanto citata anche da Dante nella sua Divina Commedia.

Noi abbiamo scelto un meraviglioso mist di pesce, accompagnato da una focaccia imperdibile e proseguito con gnocchetti con trota salmonata e trancio di pesce spada con patate!