DUOMO DI ORVIETO (Antonella Giroldini)

Il Duomo di Orvieto, una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile, in cui il sentimento animatore delle grandi cattedrali del due-trecento, le soluzioni architettoniche degli ordini mendicanti ed i motivi figurativi del gotico francese trovano una perfetta armonia di volumi e di linee nell’originale superamento della tradizione basilicale romana.
“Blocco compatto e allungato” che si erge a caratterizzare lo spazio avvolgente della piazza, la cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, è stata edificata nel corso di più secoli, dal XIII al XVII. Vari sono i motivi della sua costruzione:   politici, urbanistici, sociali, artistici e non solo religiosi, come vorrebbe la tradizione, che lega il Duomo al Miracolo dell’Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263.

 

Bagnoregio (Antonella Giroldini)

La località è l’ antica “Balneum Regis”, nome che deriva dalle acque termali della zona. Fu dapprima possesso dello stato della Chiesa, poi di Orvieto e quindi feudo dei Monaldeschi. Qui sono nati san Bonaventura, uno dei maggiori filosofi e teologi del medioevo, e romanziere Bonaventura Tecchi. Per la porta Albana si entra nel nucleo storico, nel quale, presso piazza Cavour, è la Cattedrale, dedicata a S. Nicola, che fu iniziata nel 1581 e che custodisce la Bibbia di san Bonaventura e il Santo Braccio, reliquiario d’argento del XV secolo. La chiesa di S. Agostino risale all’XI, ma venne trasformata nel XIV e restaurata nel XIX; l’interno a unica navata con tetto a capriate; custodisce affreschi tre – quattrocenteschi e, dietro l’altare maggiore, un Crocefisso ligneo del XIV secolo. Il chiostro del vicino seminario fu eretto su disegno di Michele Sanmicheli.

Dal belvedere , suggestivo panorama della Civita.

Bolsena (Antonella Giroldini)

La cittadina, erede di  ” Volsinii” che fu importante in età etrusca e divenne fiorente “municipium” romano grazie alla posizione sulla consolare Cassia e al popolamento con gli orvietani deportati dai romani dopo la cattura della loro città, dominata da un colle il lago di Bolsena e la statale ed è posta a metà strada tra Roma e Siena.

Le esplorazioni condotte da una missione archeologica francese poco fuori dell’abitato lungo la strada di Orvieto, hanno portato alla luce i resti della città etrusca di “Velsna”, capitale di un vasto territorio e della romana “Volsinii” .

Nel 1263 divenne famosa per il miracolo eucaristico del Corpus Domini che avvenne nella collegiata di S. Cristina; lo celebrano tutt’oggi la processione che venne istituita nel 1264.

La porta in pietra rossa a fianco della chiesa segna l’ingresso al borgo , su cui domina il castello Monaldeschi, costruzione  a pianta quadrata e torrioni angolari eretta dagli orvietani nei secoli XIII e XIV  e semidistrutta dal popolo di Bolsena nel 1815 per evitare che se ne impadronisse Luciano Bonaparte.