L’ex convento della Madonna di Costantinopoli, dimora storica e residenza d’epoca (Antonella Giroldini)

L’ex convento della Madonna di Costantinopoli, nel cuore del centro Italia, è stato trasformato in dimora storica e residenza d’epoca grazie a un importante progetto di restauro. Un lavoro che ha inserito negli ambienti tecnologie di ultima generazione mantenendo intatta l’atmosfera originale. Ne è un esempio la vasca Seaside che si trova in una delle suite del piano terra, con affaccio diretto sul parco e sulla piscina, all’interno di un salone che conserva intatti l’antico camino e le strutture in legno.

L’hotel è oggi una lussuosa struttura a 4 stelle in prossimità a Cascata delle Marmore, Actrivo Park e Università degli Studi di Perugia.

Il centro città è a 1 km dall’hotel. Duomo di Spoleto, Ponte delle Torri e Museo Archeologico Statale di Spoleto sono situati a 1200 metri dall’hotel.

Di Perugia-Sant’Egidio può essere raggiunto in 45 minuti d’auto da Residenza D’Epoca Madonna Di Costantinopoli.

L’hotel offre 12 camere. Tutte sono dotate di un patio, un caminetto e un salottino. Tutte le camere dispongono di pavimento piastrellato e arredi datati.

Il menù del ristorante offre cucina regionale.

Il Deserto di Viana ( Antonella Giroldini)

Nei pressi di Estancia de Baixo , ma già ben visibile da Rabil, si estende una fascia di territorio che presenta tutte le caratteristiche del deserto sahariano: è il Deserto di Viana. Candide dune di sabbia si susseguono con andamento nord – est sud -ovest, intervallate da affioramenti rocciosi di basalto e rocce rosse. Qua e la alti palmizi punteggiano il cielo come piccole oasi. sullo sfondo la catena montagnosa grigio- nera chiede la prospettiva di questo paesaggio fantastico e strano.

La sabbia è quella del Sahara, sospinta dalla forza degli Alisei.

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IL BRAVO GRUPPO DEI “PICARIELLI” HA MUSICATO E SCENEGGIATO LA LEGGENDA DELLA BELLA ANTONELLA (Antonella Giroldini)

 

TESTO
Bella figliola ca lloc nce biv
t’abbagn’ ‘a vocc ‘a sta funtana
ta truvà lloc ‘o juorn just
rind’ e primm’ juorn’ ra aust.
Antonella giovana e bella
‘e margherita era l’ancella
teneva ‘na sora traditora
ca ce rumpett ‘o sogn’ r’amore.

Antonella niente teneve
vuleve Raimondo pe’ ‘nnamurat
ma rind’ ‘e tiemp’ in cui nascett’
a ess’ l’amor ce fui negat’
RIT.
A STA FUNTANA…lascia ca scorr’
sul sei gocce ponn’ abbastà
CU CHELLI LACRIME…antonella
a te l’amore te fa truvà
A STA FUNTANA…Miezz’ Saliern
sul sei gocce ponn’ abbastà
CU CHELLI LACRIME…’a giovan’ ancella
a te l’amore te fa truvà.

Bella figliola ca staije a Saliern’
e vai girann pe’ sta città
canusc’ ‘a leggenda e vai cammenan’
pecchè l’amore tu vuò truvà.
Sai che Antonella a chella funtana
a te t’aspetta pe’ t’aiuta
quann’ ‘e bevut’ aspiett’ nu poc’
piensa all’ammor e a u’ tuoije ‘nnamurat
Antonella fu sfurtunata
ma oggi a te te fà realizzà,
nu desiderie ‘e chell’ ammor
ch’essa è putut’ sul sugnà

 

Castel Tirolo (Antonella Giroldini)

A soli 4 km a nord di Merano, il borgo di Tirolo è la patria dei conti che furono padroni di questo territorio, con domini che si spinsero fino alle sponde del lago di Garda, in Boemia, Engadina e Carinzia . Il Castel Tirolo, che dal XII secolo controlla la conca di Merano e che è il momento storico più notevole della zona, è stato restituito al fascino originario grazie a consistenti restauri al fascino originario grazie a consistenti restauri dopo più di 4 secoli di abbandono.

ORVIETO (Antonella Giroldini)

La città d’Urbiveto è alta e strana, scriveva a metà Trecento Fazio degli Uberti, evocando quest’atmosfera di città antichissima e misteriosa che alimenta da secoli il mito di Orvieto. Il carattere dominante è dato dalla simbiosi tra l’imponente piattaforma tufacea e la città costruita, un continuum tra muro naturale e mura artificiali.

Fu certamente la visione di questa grande rupe ad attirare i primi abitatori d’epoca villanoviana, di cui sono rimaste solo esigue tracce.

 

La Rocca dell’Albornoz, innalzata per ordine del cardinale Albornoz nel 1364, su progetto degli architetti militari di Montemarte e Giovanni Orsini, è stata sistemata a giardino pubblico con ingresso presso la stazione della funicolare.

Al tempo del sacco di Roma Clemente VII si rifugiò a Orvieto e, per garantire il rifornimento di acqua alla Rocca in caso di assedio, fece costruire il pozzo già detto della Rocca. L’opera fu affidata ad Antonio da Sangallo il Giovane, che ideò una singolare struttura cilindrica a doppia elica che aveva lo scopo di creare due percorsi indipendenti e non comunicanti.