La Valle dei Re (Antonella Giroldini)

Le tombe della Valle dei Re sono tutte ipogee e presentano una disposizione generale ricorrente: una porta tagliata verticale nella roccia , un lungo corridoio  diviso in sezioni che vanno  progressivamente restringendosi , nicchie e cappelle laterali e una serie più o meno numerosa di ambienti di ampiezza diversa, con soffitti retti a pilastri. Alle pareti, decorazioni incise e dipinte, con geroglifici e figure spesso misteriose e inquietanti. Quasi al fondo dell’ipogeo, nella camera principale, si trova l’enorme sarcofago in pietra dove veniva depostala mummia del re.

RECIFE (Antonella Giroldini)

La Casa della Cultura è un edificio particolare che sorge su una ex – prigione. Eccellente esempio di rigenerazione architettonica in quanto sorge su un edificio per anni abbandonato e oggi divenuto centro vivo e attivo della città. E’ sede di uno dei mercati più tradizionali della città. Un vero e proprio polo turistico e commerciale insieme al Mercato di San Josè per chi cerca l’artigianato e i prodotti locali.

Il Palazzo del Governo è tra i palazzi storici di Recife più conosciuti essendo la sede storica del potere cittadino. Si trova nel centro storico, in particolare nel quartiere di Sant’Antonio e si affaccia sulla Piazza della Repubblica. Tra i suoi punti forti vi è il giardino tropicale che lo circonda. Si tratta di uno dei più grandi e rigogliosi giardini della città, qua potrete passeggiare e ammirare la florida natura locale.
Recife non a caso è soprannominata la Venezia del Brasile. La città sorge su isole, fiumi e canali. Neanche a dirlo i collegamenti principali sono dei ponti. Si trovano più di 50 ponti e tra questi il più famoso è il Ponte Maurício de Nassau. Un ponte che unisce le due isole al centro della città brasiliana. Da qui potrete godere della veduta panoramica sui fiumi Beberibe e Capibaribe.

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I giardini del Marocco ( Antonella Giroldini)

Come in tutto l’Islam , anche in Marocco il giardino è prefigurazione e proiezione sulla terra del paradiso promesso agli eletti, luogo in cui immagini, suoni, profumi, fanno intravedere al fedele le delizie dell’aldilà. Simbologia religiosa, immaginario, della gente del deserto, necessità della vita si rinforzano l’un l’altro nella preziosità dell’acqua. E’ l’acqua, infatti, al centro del giardino: acqua che irriga e rende fertile un terreno chiuso, separato dal deserto , che lo rinfresca e anima di suoni, lo arricchisce di frutti , ne accresce con usi rituali la dimensione religiosa, che trasforma infine il giardino stesso , da oasi di piacere e dimora dello spirito , in luogo di raccolta e distribuzione di una risorsa indispensabile alla collettività.

Ance lo schema del giardino islamico si riallaccia al corano.

Lisbona … Convento do Carmo (Antonella Giroldini)

Il Chiado, un cuneo di ampie strade tra Rua do Crucifixio e Rua Da Misericordia, è un elegante quartiere del XVIII secolo con negozi e caffè esclusivi, mentre il vicino Barrio Alto (quartiere alto) , caratterizzato da un groviglio di piccole e strette viuzze, è un raffinato quartiere residenziale del XVII secolo, la Soho di Lisbona, famoso per gli atelier di innovativi stilisti , boutique vintage, negozi di dischi , ristoranti e bar e caffè dall’atmosfera bohemienne.

Nel Chiado le pittoresche rovine del Convento do Carmo in Calcada do Sacramento, una traversa di Rua Garrett, sono l’unica testimonianza di architettura gotica rimasta a Lisbona dopo il devastante terremoto del 1755 , oggi utilizzate come teatro all’aperto. Particolarmente affascinante è la Chiesa del convento , una delle più grandi di Lisbona , costruita nel 1423: le alte e snelle colonne, i muri e gli archi rampanti del corpo principale e del coro hanno infatti resistito al terremoto.

Giove (Antonella Giroldini)

Giove, un nome che farebbe supporre una qualche leggenda che vede il Dio Giove soggiornare in questo luogo…ma non è per questo che questo luogo si chiama con un nome così importante. Siamo in Umbria, in provincia di Terni. In un posto che si trova tra due valli (che in latino si dice Jugum) ecco svelato il nome divino.

Divino il nome, divino il posto che è a giusta ragione considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Un borgo che lascia respirare un’aria medievale che si evince soprattutto nel centro storico, un lampante esempio di struttura medioevale con i suoi vicoli che si intrecciano tra le mura medievali, con i suoi archi, le sue scale. Nella porta di ingresso del borgo da il benvenuto il monogramma di San Bernardino.

La piazza principale del paese è Piazza XXIV Maggio che ospita l’imponente Palazzo dei Duchi Mattei. Il castello ducale,costruito nel XVI secolo, si erge su una rocca preesistente ed ha una caratteristica e originale rampa interna percorribile con le carrozze fino al piano nobile. Dall’entrata principale si giunge in un ampio androne al termine del quale c’ una vasta loggia che si affaccia sulla valle del Tevere. All’interno del Palazzo si possono ammirare pitture di Domenichino, l’Alfani e Paolo Veronesi che rappresentano soggetti mitologici e biblici. Si narra che nel castello ci siano 365 finestre quanti sono i giorni dell’anno.

Altra costruzione meritevole di visita è la Chiesa Parrocchiale, risalente all’epoca barocca e dedicata alla Madonna Assunta. Al suo interno si possono ammirare i meravigliosi decori.

Fuori le mura si può visitare la Cappella di San Rocco, dedicata al Santo che custodisce affreschi risalenti al Cinquecento. E poi la Chiesa della Madonna del Perugino, dove i fedeli appendono voti alle pareti. Sull’immagine della Madonna, dipinta nel 1658, si può vedere una macchia opera di uno squilibrato che, miracolato dalla Madonna, ha poi riacquistato la ragione.

Chi sceglie di immergersi nella bellezza di questo borgo potrà assaporare la genuintà dei suoi prodotti come l’ottimo vino, l’eccelente olio, i funghi, i tartufi, gli asparagi che, abbinati alle carni di cinghiale, si trasformano in piatti unici dai sapori forti e decisi.