La Valle dei Re (Antonella Giroldini)

Le tombe della Valle dei Re sono tutte ipogee e presentano una disposizione generale ricorrente: una porta tagliata verticale nella roccia , un lungo corridoio  diviso in sezioni che vanno  progressivamente restringendosi , nicchie e cappelle laterali e una serie più o meno numerosa di ambienti di ampiezza diversa, con soffitti retti a pilastri. Alle pareti, decorazioni incise e dipinte, con geroglifici e figure spesso misteriose e inquietanti. Quasi al fondo dell’ipogeo, nella camera principale, si trova l’enorme sarcofago in pietra dove veniva depostala mummia del re.

I colossi di Memnone (Antonella Giroldini)

Situati circa 1300 metri a est di Madinat Habu, sulla sinistra del rettifilo che conduce al traghetto per Luxor , i colossi di Memnone sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti ad oriente e alti oltre 16.50 m rappresentano entrambi il re Amenofi III, seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili. Nel 27 a. C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone , arrivava fino alla cintura. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua all’alba, quando la pietra cominciava ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Tatuaggi all’ hennè egiziani ( Antonella Giroldini)

l’Hennè  è una  pianta tintòria, utilizzata da secoli per la colorazione naturale dei capelli, principalmente nei paesi della fascia tropicale mediterranea, in quelli mediorientali, fino all’India, dove si diffuse nel XII secolo.
Il suo uso si è esteso, già alla fine dell’Ottocento, anche all’Europa, dove è ormai utilizzato comunemente per conferire alle capigliature castane o nere riflessi ramati, mascherare qualche capello bianco, ma anche per rinforzare i capelli deboli, normalizzare la cute grassa o con forfora, e per dare lucentezza alla chioma.

L´hennè è sempre stato popolare nella cultura araba ed indiana come pratica di bellezza e di buon augurio per le occasioni importanti. Mentre il tatuaggio permanente ha sempre avuto una connotazione più dura, richiedendo anticamente coraggio e forza da chi vi si sottoponeva, i tatuaggi temporanei realizzati con l´hennè sono totalmente indolori (si tratta di “disegnare” sulla pelle con un estratto) e scompaiono dopo poche settimane, per cui il loro uso è sempre stato puramente cosmetico. Esistono disegni complessi realizzati con l´hennè, che si tramandano di famiglia in famiglia o rappresentano particolari popoli e festività, ma per la maggior parte i disegni indiani, o mehndi, possono venire ricondotti ad un certo numero di elementi base:

Il germoglio: foglie e germogli nascono alla fine di una siccità, ed indicano quindi la rinascita, fertilità e gioia.

ZigZag: in India, questo simbolo rappresenta la pioggia, ed indica quindi fertilità ed abbondanza.

Il gioco: questo è un simbolo piuttosto antico che, in diverse varianti, compare spesso nella cultura indiana;

Lo scorpione: non deve stupire se lo scorpione viene utilizzato per simboleggiare l´amore. Il suo morso e l´amore hanno sintomi molto simili secondo la cultura indiana: occhi accesi, respiro affannoso, stati febbrili, dolore (quando non corrisposti).

Onde: rappresentano l´acqua che scorre, purifica e porta la vita.

E davvero non riesco a resistere alla voglia di tornare a casa con qualche tatuaggio sulle mani e sul polpaccio…. voglia di tornare a casa con un ricordo che doccia dopo doccia sbiadirà una volta tornata a casa !