I viaggi di Jupiter (Antonella Giroldini)

L’intero scopo e la bellezza del viaggio consistevano proprio nell’ignorare ciò che sarebbe accaduto , eppure non riuscivo a fare in meno di predisporre tutto con un ampio anticipo. La mia mente si trasforma in un caleidoscopio di scenari evocati dall’immaginario futuro….

….mi presi tutto il tempo necessario, sicuro che in qualche modo ce l’avrei fatta, deciso a non viaggiare mai più alla velocità di qualcun altro . Dopo due disastri per lo stesso motivo dovevo aver imparato la lezione…

…quanto accadeva durante il viaggio , le persone che conoscevo, tutto ciò era puramente accidentale . Ancora non avevo capito che proprio le interruzioni erano il viaggio ..

Non faccio altro che complicarmi le cose, da solo. Come se mi legassi l’anima in tanti modi pensai con una punta di tristezza…

..era ormai chiaro che il viaggio – l’intera idea del viaggio – fosse intimamente legato alla mia lotta contro la paura. Mi ero lanciato in un viaggio intorno al mondo, ma stavo compiendo anche un altro viaggio : un grande viaggio : un grande viaggio di scoperta nel mio subconscio. E tremai al pensiero dei mostri che avrei potuto incontrare dentro di me..

…lo strumento vitale del cambiamento è il distacco, e viaggiare da solo rappresenta un vantaggio immenso. In una fase di mutamento , i due aspetti di una persona esistono simultaneamente : come nel caso del bruco che si trasforma in farfalla, hai in te l’immagine di quello che stai per essere , ma chi ti conosce bene, vede soltanto com’eri. Non sono disposti a riconoscere il cambiamento. E, con le azioni cercano di riportarti alle vecchie, familiari abitudini. Sarebbe un’impresa disperata tentare di diventare un dio tra amici e parenti, così come un uomo non potrà mai diventare un eroe per il suo scudiero. Era agghiacciante rendersi conto che le doti sentimentali più apprezzate dalla gente, come la lealtà , la costanza e l’affetto, sono proprio quelle che impediscono il cambiamento . Sono state escogitate per compensare la mortalità! Gli antichi dei non le hanno mai adottate

IL VIAGGIO DELL’EROE (Antonella Giroldini)

In questo anno di fermo forzato in cui non possiamo viaggiare , non possiamo prendere arei, treni, navi. Non possiamo andare a scoprire l’esterno, ho deciso di intraprendere un viaggio interiore alla scoperta di me stessa : Il Viaggio dell’Eroe.

Il Viaggio dell’Eroe è il viaggio dell’Io per raggiungere l’Autorealizzazione, l’Individuazione e l’Illuminazione.

Ogni stadio della vita, ogni passaggio cruciale, è scandito dall’attivazione di precisi archetipi. Dalla nascita alla morte, dall’infanzia alla vecchiaia, dall’adolescenza alla maturità, ogni aspetto della nostra vita può essere portato alla consapevolezza, esplorato, vissuto e realizzato grazie al supporto dell’Approccio Fenomenologico e della Teoria degli Archetipi. I nostri momenti di cambiamento, di trasformazione interiore, di morte psicologica di una parte di noi, non sono altro che un passaggio dall’influenza di un archetipo ad un altro, e spesso coincidono con le fasi cruciali della vita (andare a vivere da soli, cambiare lavoro, sposarsi, ecc.).

Gli Archetipi li ritroviamo nei miti, nelle leggende, nelle fiabe, nei sogni, nelle visioni e nelle espressioni religiose e artistiche di tutti i popoli della terra, dalla Grecia all’antico Egitto, dall’India alla Cina e al Giappone, dall’Africa all’Oceania. Gli Archetipi fondamentali sono 12, come i mesi dell’anno, come i Segni dello Zodiaco, come le fatiche di Ercole, come le Tribù di Israele, come gli Apostoli. Tutti gli Archetipi sono potenzialmente dentro di noi, ma solitamente si ha un particolare rapporto con due o tre di essi che risultano dominanti in noi e in questa nostra vita. Alla fine quello che conta è trovare l’armonia tra di essi. Il Viaggio dell’Eroe ci porta alla fine a trovare il Tesoro del nostro vero Sé.

Il Viaggio dell’Eroe è composto essenzialmente dalle seguenti esperienze archetipiche:

  1. combattere e sconfiggere il Drago
  2. salvare la Fanciulla
  3. impadronirsi del Tesoro
  4. edificare il Regno

Ogni Eroe sa bene che non si può ottenere il Tesoro se prima non si è disposti ad affrontare e uccidere il DRAGO, rappresentato dalla propria Ombra, da qualsiasi problema, da qualsiasi ostacolo che cerca di sviarci dalla via verso la nostra autorealizzazione, in primis la dipendenza psicologica e materiale dalla famiglia di origine e i condizionamenti sociali. Il Drago è anche il lato ombra di ogni archetipo: le tentazioni, la droga, il karma, i conflitti, il mistero. Il Drago più potente è tuttavia rappresentato dalla Grande Madre: la sfida più importante per gli esseri umani è tagliare il cordone psicologico con la madre che li ha portati in grembo.

Il fine ultimo del Combattimento contro il Drago è la Liberazione della FANCIULLA prigioniera, ossia l’incontro tra il Maschile e il Femminile. Nel corso del Combattimento l’Eroe e l’Eroina riescono a liberare la propria Anima dal potere del Drago, cioè separare l’immagine della Donna/Uomo Amata/o da quella della Madre, che è la prima dispensatrice di Amore, ma anche di Dolore.


L’Eroe deve essere disposto a discendere all’inferno per affrontare i Demoni, perchè è lì che si trova il Tesoro. Il TESORO rappresenta la ricompensa per il coraggio di aver intrapreso il cammino e di aver affrontato l’Ombra, è il recupero dei nostri talenti, la consapevolezza delle nostre capacità e del nostro potere. É anche lo strumento per riconquistare il Trono e il Regno.

IREGNO è la nostra vita, qualunque essa sia, e noi ne dobbiamo diventare i Re e le Regine, i padroni, i comandanti, i gestori, assumendocene tutta la responsabilità.

I primi quattro archetipi…. innocente, orfano, guerriero, angelo custode

https://www.archetipi.org/it/il-viaggio-delleroe

SCHEGGINO (Antonella Giroldini)

E’ il paese che vive in più stretta simbiosi con il fiume Nera: le acque lambiscono i caseggiati e il canale artificiale spartisce l’abitato creando una ” liquida suggestione” . Attorno al triangolare castello dominato dall’alta torre , rimangono solo alcuni resti delle robuste mura. La duecentesca Chiesa di S. Nicola , completamente ricostruita alla fine del ‘500, conserva affreschi alquanto deperiti del 1526 – 53. Va ricordato inoltre che grande notorietà deriva a Scheggino per la sua ricchissima e decisamente pregiata di tartufi.

 

Il Lato Positivo (Antonella Giroldini)

….Per riprendere la tua metafora ….per quanto mi riguarda è una vita che viaggio su un’autostrada buia, lungo un’infinità di linee continue e tratteggiate. Il resto è solo una sosta per fare benzina….non ho mai smesso di venire verso di te, desiderando una cosa: che tornassimo insieme…..