Il Deserto di Viana ( Antonella Giroldini)

Nei pressi di Estancia de Baixo , ma già ben visibile da Rabil, si estende una fascia di territorio che presenta tutte le caratteristiche del deserto sahariano: è il Deserto di Viana. Candide dune di sabbia si susseguono con andamento nord – est sud -ovest, intervallate da affioramenti rocciosi di basalto e rocce rosse. Qua e la alti palmizi punteggiano il cielo come piccole oasi. sullo sfondo la catena montagnosa grigio- nera chiede la prospettiva di questo paesaggio fantastico e strano.

La sabbia è quella del Sahara, sospinta dalla forza degli Alisei.

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BOA VISTA (Antonella Giroldini)

Boa Vista è l’isola più prossima al continente africano , la più tropicale e la terza in ordine di grandezza. L’ambiente è selvaggio e incontaminato, di grande interesse naturalistico.

La superficie dell’isola è coperta per il 20% da dune di sabbia, alte anche parecchi metri, con andamento da nord – est a sud – ovest, che conferiscono all’ambiente un aspetto sahariano. La maggior parte della sabbia , infatti, proviene dal Sahara, portata dai venti di nord – est . Una parte delle sabbie tuttavia, formata da materiale più grossolano e di colore più scuro, è frutto dell’erosione delle rocce dell’isola.

L’ esotismo dell’isola è poi dato da vasti e lunghi arenili di arena bianchissima che bordeggiano la quasi totalità delle coste, a fronteggiare un mare blu cobalto. Più del 50% delle spiagge all’intero arcipelago appartengono, infatti, a Boa Vista, con uno sviluppo complessivo di 55 km , facendo di questa isola un paradiso per gli amanti del mare.

Le Saline di Pedra Lume a Sal (Antonella Giroldini)

Nell’isola di Sal vale assolutamente la pena di visitare le saline naturali di Pedra Lume che hanno la particolarità di estendersi nel cratere del vulcano spento.

Il tragitto della teleferica è lo stesso percorso che si deve seguire per accedere al cratere ricoperto di bacini e canali. Il paesaggio è strano e indubbiamente fantastico, irreale, dove la roccia e il terreno assumono colorazioni che vanno dal verde al bianco , dall’argento all’ocra , dal rosa al blu. Lungo il bordo interno del cratere una bassa vegetazione paludosa contende il territorio ai campi di sale e costituisce rifugio per alcune specie di uccelli. Il contrasto tra il verde della vegetazione, il bianco incantato del sale e l’ocra delle pareti rocciose è davvero notevole.

Davvero suggestivo il bagno…. anche un peso davvero ” pesante” come il mio ha l’impressione di essere leggero e riesce a fluttuare: merito del sale nell’acqua. Attenzione, però, essenziale fare una doccia appena usciti perché il sale insieme al sole fa si che la pelle sia fortemente irritata.

Viaggiare per isole……anzi navigare per un arcipelago …..di Antonella Giroldini

Scegliere un’ isola come meta di viaggio è già di per se un modo di lasciarsi indietro la quotidianità, aprirsi alle novità e tagliare ( almeno momentaneamente) tutti i legami e le consuetudini. Si lasciano emergere sensazioni, desideri e nuove intuizioni. Quando la scelta cade su un arcipelago gli stimoli sono molti di più ed il viaggio si trasforma in un intensa esperienza emotiva che riesce a portare in superfice ciò che di solito teniamo nascosto nel profondo. Ogni isola è un mondo a sè e spostarsi dall’una all’altra ci stimola ad aperture sorprendenti che preludono a incontri inaspettati! Navigare in un arcipelago significa fare un viaggio itinerante, immersi in un mondo in cui la lentezza è un modo di recuperare emergie e reimparare a guardare e sentire

Viaggio a Capoverde di Antonella Giroldini

1 agosto 2007 Cri, mia sorella, mio cognato ed io siamo pronti a partire! Saliamo su un aereo diretto all’aeroporto internazionale Amilcar Cabral di Sal: destinazione Capo Verde.

Di questa meta, scelta per caso, sappiamo poco e niente.

La nostra fantasia è stata colpita dal nome che ci aveva evocato immagini da cartolina di lussureggianti paesaggi tropicali, ovviamente sbagliavamo. Con il poco tempo a disposizione, otto giorni, ci dedicheremo alle isole orientali: Sal e Boa Vista.

Atterrando sull’isola abbiamo l’impressione di atterrare su una portaerei. Il terreno, infatti, ha una forma allungata ed è piatto. Ci rendiamo subito conto subito siamo capitati nell’isola più desertica dell’intero arcipelago, una terra quasi totalmente priva di vegetazione spontanea.

Dopo tragitto di 10 minuti raggiungiamo il Bravo Club Vila Do Farol dotato di un immensa spiaggia di sabbia finissima, distante poco più di un chilometro a piedi dalla vivace cittadina di Santa Maria.

image001L’isola è molto piccola e capiamo subito che in una giornata riusciremo a girarla tutta.
Decidiamo, quindi, che dedicheremo il primo giorno al più totale ozio.
Ci destiamo dal nostro torpore quando sentiamo il vociare di un simpatico venditore di cocco, ( “il coccaro”), che arruola mio cognato e lo invia a distribuire cocco su e giù per tutto il villaggio . Non possiamo che ridere a crepapelle della buffa situazione.

image003Spenti i cellulari (nel mio caso mai più riacceso….pin dimenticato e puk lasciato a Roma 🙂 ), tiriamo fuori la nostra guida di viaggio “Capo Verde” di Luciano Carminati edita da Avaliardi Viaggi e ci facciamo un idea di quello che ci aspetta.

Decidiamo di partire alla scoperta dell’isola che ci ospita e ci dirigiamo verso il vecchio mercato municipale, dove siamo delusi quando scopriamo che non esiste un artigianato locale ma molto di quello che troviamo proveniente da Senegal e continente africano.

image005Tornando verso il Bravo Club passiamo per il piccolo villaggio balneare di Santa Maria, caratterizzato da Sabbia finissima e un agglomerato che è un intreccio di strade dritte costeggiate da edifici di colore pastello dal sapore coloniale.

Ci imbattiamo nel Pontile di Santa Maria, dove i pescatori si danno da fare e tutto intorno ai ragazzi dai fisici scultorei si allenano su attrezzi improvvisati. Scopriremo poi la sera stessa, andando a ballare nella locale discoteca, il Pirata, che le attempate signore europee, di cui l’isola pullula, apprezzano molto cotanto impegno!

image007Il giorno seguente ci dedichiamo al giro completo dell’isola che non richiede molte ore. Ci dirigiamo subito verso le antiche saline dove ci concediamo un bagno rigenerante con la stupenda sensazione che il nostro peso corporeo sia stato improvvisamente azzerato!

image009Riprendiamo la Strada per dirigerci verso la Buracona, un enorme foro nella roccia lavica, modellata con la potenza d’urto delle onde che assicurano il rimbombo dell’acqua. Un insieme di grotte sottomarine che culminano in una caverna illuminata dalla luce del sole che penetra di traverso attraverso un grande foro.

image011Abbiamo poco tempo a disposizione, una settimana ci consentirà di visitarne solo due e così optiamo per Boavista. La raggiungiamo con un piccolo volo di circa mezz’ora.

Ci troviamo di fronte ad un ambiente selvaggio e incontaminato. E’ un paesaggio affascinante fatto di sabbia e di spiagge profonde e larghe di sabbia bianchissima che fronteggiano un mare blu cobalto.

image013Quello che davvero ci lascia senza fiato e ci affascina è il deserto. Nei pressi di Estanca de Baixo si estende una fascia di territorio che presenta tutte le caratteristiche del deserto sahariano, è il deserto di Viana. Candide dune di sabbia si susseguono con andamento nord /est e sud/ovest, intervallate da affioramenti rocciosi e rocce rosse…

image015Se ci si accosta a queste isole senza lo stereotipo dell’esotico e ci si lascia andare, Capo Verde vi entrerà nel cuore, soprattutto i volti sorridenti dei bimbi ….

Al prossimo viaggio

Antonella Giroldini