Architettura delle Azzorre (di Antonella Giroldini)

Architettura delle Azzorre

Ogni isola ha le sue particolarità ma tutte le costruzioni sono ben inserite nell’ambiente naturale e regalano un’armoniosa bellezza agli occhi.

image001Gironzolando per Pico si rimane colpiti dalle case piccole e basse, generalmente a pietre a secco con porte e finestre colorate.

image003image005A Terceira le case sono allungate.

image007I particolari delle case colpiscono: porte, finestre, balconi sono spesso capolavori di falegnameria abbelliti dal ferro lavorato, mentre i colori che abbelliscono gli intonaci sono sempre ben assortiti; nelle finestre, poi, si ritrova il gusto nordico dei vetri piccoli e riquadri dietro cui ci sono tende ricamate e pizzi.

image009image011I villaggi sono un susseguirsi di viuzze strette che confluiscono nella piazza della chiesa. Le piazze sono accoglienti, spesso sedili di pietra sono scavati nei muretti o panchine sono sistemate sotto gli alberi mentre i marciapiedi sono veri e propri tappeti: in tutte le Azzorre la pavimentazione è realizzata con piccoli tasselli di sasso bianco e nero che formano dei disegni a mosaico.

image013image015L’architettura religiosa in queste isole è sempre stata molto importante: sia che si arrivi da terra, c’è sempre un campanile e una facciata bianca ornata con fregi di pietra lavica, o qualche santuario su una collina. Nell’isola si Sao Miguel ci sono molti esempi di barocco.

image017image019Non si possono dimenticare gli imperios, piccole cappelle dedicate allo Spirito Santo. Appartengono alle congregazioni di cittadini che li gestiscono per fare delle opere di bene. E’ una tradizione antica quella della Festa dello Spirito Santo, in cui preparava da mangiare per tutti i poveri e li offriva loro il pranzo che partiva proprio da queste cappellette.

image021image023La posizione delle Azzorre fece si che fossero oggetto di svariati attacchi via mare. Per sventare gli attacchi dei pirati sono state avviate grandi opere di fortificazione.

image025image027Saluto le Azzorre con la consapevolezza di aver vissuto una splendida emozione e con la voglia di scoprire ancora molto di questo splendido arcipelago.

A presto

Antonella Giroldini

I “Miradouros” delle Azzorre (di Antonella Giroldini)

I “MIRADOUROS” DELLE AZZORRE

Tra i ricordi più nitidi del viaggio alle Azzorre ci sono gli splendidi paesaggi che ci si aprono davanti agli occhi a ogni curva.

Il gioco più divertente è percorrere le strade delle isole e fermarsi a ogni miradouro per fotografare il panorama. Si trovano piazzuole, balconi, aree pic – nic che ci fanno scoprire le isole in tutta la loro bellezza e ci regalano istantanee  di paesaggi scenografici .

image001Tra i paesaggi più belli ci sono quelli di Pico e a Faial il Miradouro da Nossa Senora da Concecao che unisce lo spettacolo delle baie naturali all’ambiente antropizzato, mentre quello Do Copelinhos resta il più drammatico.

image002A Pico al miradouro Terra Alta lo sguardo corre dall’alto sulla costa abbracciando anche l’isola di Sao Jeorge. image003A Terceira il miradouro di Praia abbraccia dall’alto tutto il porto di Raminho, nei giorni belli si vede tutto l’arcipelago centrale.

Sao Miguel offre una così grande varietà di luoghi che scegliere è difficile. Il miradouro delle due lagune, la Verde e l’Azzurra , è il più particolare, ma anche quello sopra la Lagoa del Caldeirao Grande o quello sopra Mosteiros….

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Cucinare con il “vulcanesimo” (di Antonella Giroldini)

Cucinare con il “vulcanesimo”

Gironzolando per le Azzorre ci rendiamo conto che il vulcanesimo fa parte della storia e del Dna di queste isole. Esistono ancora circa una dozzina di vulcani attivi nelle isole di Sao Miguel, Terceira, Graciosa, Sao Jeorge, Pico e Faial , che manifestano fenomeni di attività secondaria, come fumarole e acque termali. Per questo nelle isole si trovano crateri spenti ricoperti di manti erbosi, grotte, caverne, sorgenti termali, laghi formatisi nelle bocche dei crateri, oppure spettacolari lagune nel mare.

Nell’isola di Sao Miguel sfruttando le fumarole assistiamo alla cottura e preparazione del Cozido à portuguesa – Stufato di manzo, pollo e salsiccia con riso e verdure in brodo. Uno spettacolo di piatto e soprattutto molto divertente il modo in cui assistiamo e “ partecipiamo alla preparazione!!!

Arriviamo nel posto convenuto e notiamo subito che il terreno è disseminato da piccole montagnole di terra. Ci spiegano che dobbiamo scegliere un buco del terreno ancora libero e inserirci la nostra pentola del Cozido. A questo punto ricopriamo la pentola con un mucchietto di terra e andiamo a fare il giro dell’isola. Mentre noi gironzoliamo per lungo e largo per l’isola il nostro pranzo si cuocerà grazie al calore del terreno.

image001Tornati alla base siamo curiosi: il nostro piatto sarà pronto?

Ci sembra quasi di participare ad una sorta di rito ancestrale.

Bisogna liberare la pentola dal terreno che la ricopre ed estrarre la pentolaccia collente dal terreno.

…..Mentre la nostra guida si mette in posa con fare vezzoso e anche noi non ci risparmiamo le classiche foto ricordo!

image003…le persone serie liberano il nostro pranzo dalla “prigionia vulcanica” ….. e dopo aver spalato a colpi di vanga tutta la terra che ricopre il nostro gustoso piatto … due nostri compagni di viaggio agguantano il nostro gustusissimo pranzo!

image005E dopo averlo gustato….non posso che condividere con tutti la fantastica RICETTA :

  • 400 g. di zampini di maiale
  • 400 g. di testina di vitello
  • 400 g. di ossette di vitello (taglio corrispondente alle costine)
  • 400 g. di coda di manzo
  • 400 g. di punta di petto di manzo
  • 200 g. di lardo magro o di pancetta non affumicata
  • 200 g. di salsiccia piccante
  • 200 g. di salsiccia con sangue di maiale o sanguinaccio
  • 400 g. di fagioli secchi
  • 500 g. di cavolo verza
  • 400 g. di fagiolini
  • 400 g. di patate, preferibilmente patatine novelle
  • 300 g. di cavoletti di Brussels
  • 200 g. di carote
  • 2 gambe di sedano
  • 2 foglie di alloro
  • sale e pepe q.b.
  • 500 g. di riso

In questa ricetta non vi diamo le porzioni, e i pesi devono essere considerate come indicativi, ma come il nostro bollito va fatto per un gran numero di commensali.

Preparazione

  1. Mettete in ammollo i fagioli 24 ore prima, usando acqua piovana oppure acqua filtrata dalle brocche a carbone, tipo Brita. Cuoceteli in abbondate acqua.
  2. Cuocete i vari tipi di carne in un gran pentolone di acqua leggermente salata, e aromatizzata con sedano, carote e alloro. Togliete i vari pezzi mano a mano che saranno cotti. Conservate il brodo.
  3. Cuocete le verdure, dopo averle pulite, lavate e tagliate a pezzi, nel brodo.
  4. Lessate il riso a parte in abbondante acqua salata.
  5. Servite le carni, tagliate a pezzi, e le verdure distribuite su uno o più vassoi, dopo averle riscaldate a bagnomaria. Portate in tavola il riso e i fagioli in ciotole separate oppure assieme al resto. Bagnate con poco brodo caldo i vari ingredienti. I commensali poi potranno condire ulteriormente le varie componenti del bollito con sale e pepe, e se paice anche con olio e aceto.

Gli ingredienti per il bollito misto portoghese possono essere variati, aggiungendo per esempio codini e orecchie di maiale, altri tipi di insaccati, mezza gallina, altri tipi di cavoli, carote, o eliminandone qualcuno di quelli elencati prima.

Cafè Sport Peter (di Antonella Giroldini)

CAFE’ SPORT PETER

Per chi visita Faial è d’obbligo una visita al Cafè Sport Peter. Questo bar ha iniziato la sua attività in una stradina dietro il porto e vendeva articoli di artigianato locale. Con l’aumentare dei viaggiatori si è trasferito sul porto ed ha iniziato anche a vendere bibite. Negli anni trenta Henrique, un personaggio unico che accoglie i comandanti delle navi e provvede a qualsiasi loro necessità. Come ringraziamento riceve spesso in regalo bandiere, foto, dediche di amicizia e ringraziamenti, che appende alle pareti e al soffitto del locale.

image001Da qui sono passati i più grandi uomini di mare: Tabarly, Lamazou, Cichester, Cousteau, il principe Alberto di Monaco, il grande aviatore di Lindbergh e molti altri ancora, e tutti hanno lasciato una testimonianza di amicizia per Peter (è il soprannome che gli inglesi hanno dato a Josè durante la seconda guerra mondiale).

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Per tutti Peter ha avuto sempre uno sguardo cordiale e un consiglio sicuro. Dalle 8 del mattino alle 2 di notte il locale è sempre stato un punto di ritrovo, non solo per socializzare, ma anche per risolvere inconvenienti tecnici. La tradizione si è mantenuta sino ad oggi: entrando nel locale ci si sente sommersi da tutti questi ricordi. Ancora adessoil caffè funziona da fermo – posta dei naviganti. Chi passa lascia un messaggio per un amico che sa che dovrà passare o cerca il messaggio di una persona cara che sapeva che lui sarebbe arrivato lì. O più semplicemente è possibile trovare un imbarco per Cabo Verde o per un lento ritorno nel Mediterraneo.

Anche Antonio Tabucchi è venuto da Peter a raccogliere le storie che poi sono finite in Donna di Porto Pim, poliedrico racconto sulla magia di Faial e delle Azzorre.

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Viaggio alle Azzorre (di Antonella Giroldini)

Agosto 2013 io e Raffy pensiamo a un viaggio in Portogallo, ma non riusciamo a identificare la meta: a Lisbona siamo state entrambe (più di una volta) e pur amandola molto vorremmo vedere altro; ci viene in mente l’Algarve, ma poi soprassediamo; sfogliando il catalogo di King Holidays sul Portogallo, rimaniamo folgorate dalle Azzorre!

Azzorre (KingHolidays)

Ecco la nostra meta saranno quelle nove isole in mezzo all’oceano Atlantico, lembi di terra che sono esattamente a metà strada tra Europa e America. Questa loro particolare posizione ci affascina e ci spinge a partire alla loro scoperta! Terre in bilico tra il vecchio ed il nuovo, per l’appunto tra il vecchio continente ed il nuovo continente!

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Terre in bilico

Leggiamo che sono caratterizzate da un ambiente naturale, incontaminato e ricco di silenzi che la fragranza dell’aria, i profumi, i colori rendono veramente unico. I colori intensi testimoniano l’origine vulcanica. Sono una scoperta continua e offrono contrasti inimmaginabili, ma al contempo sono un luogo calmo e sicuro che comunica una bella sensazione di serenità. Tutti vivono con tranquillità e nell’assoluto rispetto dell’ambiente e delle tradizioni. Gli abitanti di quest’isola sono un po’ contadini, un po’ marinai ed un po’ artigiani..

FAIAL – “L’ISOLA DEI NAVIGANTI”

E’ un’isola di aspetto verdissimo. In estate è un tripudio di ortensie, da qui il nome d’isola blu. Questa isola, però, non è solo caratterizzata da una tradizione di mare, passeggiare per il centro di Horta significa trovare luoghi ancora intatti, piazze con alberi centenari, case ben conservate e nuove costruzioni perfettamente inserite nel vecchio impianto urbano.

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Faial

Tutti raccontano dei graffiti di Horta e della consuetudine con cui nessun marinaio deve lasciare l’isola prima di aver dipinto sui muri del porto a ricordo di se. Nel cemento descrive la sua storia.

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i graffiti di Horta

PICO – “L’ISOLA DEL LEONE CAPOVOLTO”

E’ un posto dove si riesce a capovolgere tutto, ricco di contrasti che convivono bene e si esaltano a vicenda. Arriviamo dal mare e vediamo la vetta del monte Pico, la più alta del Portogallo. Chateaubriard lo descrive come un faro nel mezzo dell’Atlantico, inutile di notte ma sempre incombente. Il paesaggio si impone al viaggiatore coi suoi colori e contrasti: i boschi foltissimi si alternano a zone deserte ricoperte da muschi , che assumono a volte un aspetto quasi lunare.

La montagna e i vigneti sono di così rara bellezza che recentemente il paesaggio di Pico è stato considerato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Girovagare per sentieri è come addentrarsi in un mondo magico, una piacevole immersione nel tempo …..vigneti che non si sa dove abbiano radici, spuntano dalla pietra, tenuti bassi e racchiusi tra muretti a secco, piante da frutto; le case sembrano miniature ciascuna con particolari….

Pico
Pico

TERCEIRA

Il dedalo di viuzze di Angra è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco con tante case signorili. Il paesaggio dell’isola e a patchwork….

Terceira
Terceira

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SAO MIGUEL

La natura è spettacolare ed è sopranominata isola verde perché il suo ondulato territorio di vulcani spenti

Sao Miguel
Sao Miguel

Antonella

Viaggiare per isole……anzi navigare per un arcipelago …..di Antonella Giroldini

Scegliere un’ isola come meta di viaggio è già di per se un modo di lasciarsi indietro la quotidianità, aprirsi alle novità e tagliare ( almeno momentaneamente) tutti i legami e le consuetudini. Si lasciano emergere sensazioni, desideri e nuove intuizioni. Quando la scelta cade su un arcipelago gli stimoli sono molti di più ed il viaggio si trasforma in un intensa esperienza emotiva che riesce a portare in superfice ciò che di solito teniamo nascosto nel profondo. Ogni isola è un mondo a sè e spostarsi dall’una all’altra ci stimola ad aperture sorprendenti che preludono a incontri inaspettati! Navigare in un arcipelago significa fare un viaggio itinerante, immersi in un mondo in cui la lentezza è un modo di recuperare emergie e reimparare a guardare e sentire