Viaggiare ( Antonella Giroldini)

…si torna a casa. Molti amici mi chiedono come mai non mi stanco di viaggiare tanto e spesso così lontano. Ci si stanca invece a casa , nella propria città e nel proprio mondo, stritolati da assilli e doveri trafitti da mille frecce quotidiane banalmente velenose, oppressi dagli idoli della propria tribù. Inoltre è a casa che si gioca , in bene e in male, la vita, la felicità e l’infelicità, la passione e il destino…

…il viaggio, anche il più appassionato, è sempre pausa, fuga, irresponsabilità, riposo da ogni vero rischio. Si torna dunque a casa, al mondo adulto, serioso, invadente….

…ad ogni viaggio, ad ogni partenza, alcuni sensi si acuiscono e altri si ottundono. Ad assopirsi sono le antenne della sospettosa e ansiosa sorveglianza quotidiana, di solito pronte a registrare i segnali di tutto ciò che può minacciare l’ordine e il dominio dal piccolo mondo in nostro potere; partire è anche lasciarsi andare, mollare la zavorra, socchiudere gli occhi come quando si guarda il sole, pigliare quel che viene. Si risveglia la percezione dei colori, degli odori, della superficie liscia o ruvida delle cose, di dettagli anche insignificanti. Una città si rivela pure nel riverbero delle sue nuvole, nella qualità della sua luce, nell’indugiare dei suoi tramonti o nel precipitare del suo buio.

la mia spinta a viaggiare

la spinta a viaggiare per ognuno di noi è legata a qualcuno o a qualcosa …Nel mio caso a mio padre!

Quando gli dissi che volevo iscrivermi alla Facoltà di Scienze Politiche per capire cosa succedeva nel mondo, mi fece promettere che non mi sarei fermata a quello che leggevo o che mi raccontavano ma  sarei andata a vedere il mondo con i miei occhi ….

Beh l’ho fatto grazie anche a due genitori che mi hanno regalato il mio primo passaporto con su scritto ” Antonella Giroldini” a soli 13 anni e permesso di fare il mio primo viaggio senza la famiglia a soli 9 anni!!!!