Le Saline di Pedra Lume a Sal (Antonella Giroldini)

Nell’isola di Sal vale assolutamente la pena di visitare le saline naturali di Pedra Lume che hanno la particolarità di estendersi nel cratere del vulcano spento.

Il tragitto della teleferica è lo stesso percorso che si deve seguire per accedere al cratere ricoperto di bacini e canali. Il paesaggio è strano e indubbiamente fantastico, irreale, dove la roccia e il terreno assumono colorazioni che vanno dal verde al bianco , dall’argento all’ocra , dal rosa al blu. Lungo il bordo interno del cratere una bassa vegetazione paludosa contende il territorio ai campi di sale e costituisce rifugio per alcune specie di uccelli. Il contrasto tra il verde della vegetazione, il bianco incantato del sale e l’ocra delle pareti rocciose è davvero notevole.

Davvero suggestivo il bagno…. anche un peso davvero ” pesante” come il mio ha l’impressione di essere leggero e riesce a fluttuare: merito del sale nell’acqua. Attenzione, però, essenziale fare una doccia appena usciti perché il sale insieme al sole fa si che la pelle sia fortemente irritata.

Mercatini e artigianato a Capoverde (Antonella Giroldini)

Non esiste una vera e propria tradizione artigianale se non limitatamente alla produzione dei panos e delle terrecott. I panos sono panni di cotone e tessuti in strisce colorate di larghezza variabile che un tempo venivano utilizzati come merce di scambio al posto delle monete. A Mindelo è stato recentemente aperto un atelier per l’insegnamento e la produzione in Achada de Santo Antonio. La produzione di terrecotte e ceramiche invece era diffusa in tutto l’arcipelago anche se la tradizione permane ora a Mindelo, Maio e Boa Vista dove vi sono scuole e botteghe olearie. Oggi si assiste anche a una recente produzione di batik, dovuta all’estro di giovani artisti.

Un souvenir originale è costituito dal gioco dell’uril; lo giocano un po’ dappertutto ed è facile trovare . La maggior parte dei souvenir che si trovano a Sal sono di importazione africana, più precisamente senegalese.

Detto questo , bisogna aggiungere che il prodotto più tipico è rappresentato dalla musica , perché Capo Verde è musica! I Cd si trovano nei punti vendita della catena Tropical Dance a Espargos, Santa Maria, Praia, Mindelo e nelle Case della Cultura.

Quanto ai mercati , è assolutamente da visitare quello di Assomada , il più africano e pittoresco. Un altro mercato interessante è quello di Sucupira nel centro di Praia.

Buracona a Sal (Antonella Giroldini)

Più a nord di Santa Maria si trova la piscina naturale di Buracona,  dov’è possibile fare il bagno. Il toponimo deriva infatti da un enorme foro nella roccia lavica , modellata dalla potenza d’urto delle onde che assicurano il ricambio dell’acqua. Un insieme di grotte sottomarine culmina in una caverna illuminata dalla luce del sole che penetra attraverso il grande foro. I fantasmagorici giochi di luce attirano numerosi subacquei.

Viaggio a Capoverde di Antonella Giroldini

1 agosto 2007 Cri, mia sorella, mio cognato ed io siamo pronti a partire! Saliamo su un aereo diretto all’aeroporto internazionale Amilcar Cabral di Sal: destinazione Capo Verde.

Di questa meta, scelta per caso, sappiamo poco e niente.

La nostra fantasia è stata colpita dal nome che ci aveva evocato immagini da cartolina di lussureggianti paesaggi tropicali, ovviamente sbagliavamo. Con il poco tempo a disposizione, otto giorni, ci dedicheremo alle isole orientali: Sal e Boa Vista.

Atterrando sull’isola abbiamo l’impressione di atterrare su una portaerei. Il terreno, infatti, ha una forma allungata ed è piatto. Ci rendiamo subito conto subito siamo capitati nell’isola più desertica dell’intero arcipelago, una terra quasi totalmente priva di vegetazione spontanea.

Dopo tragitto di 10 minuti raggiungiamo il Bravo Club Vila Do Farol dotato di un immensa spiaggia di sabbia finissima, distante poco più di un chilometro a piedi dalla vivace cittadina di Santa Maria.

image001L’isola è molto piccola e capiamo subito che in una giornata riusciremo a girarla tutta.
Decidiamo, quindi, che dedicheremo il primo giorno al più totale ozio.
Ci destiamo dal nostro torpore quando sentiamo il vociare di un simpatico venditore di cocco, ( “il coccaro”), che arruola mio cognato e lo invia a distribuire cocco su e giù per tutto il villaggio . Non possiamo che ridere a crepapelle della buffa situazione.

image003Spenti i cellulari (nel mio caso mai più riacceso….pin dimenticato e puk lasciato a Roma 🙂 ), tiriamo fuori la nostra guida di viaggio “Capo Verde” di Luciano Carminati edita da Avaliardi Viaggi e ci facciamo un idea di quello che ci aspetta.

Decidiamo di partire alla scoperta dell’isola che ci ospita e ci dirigiamo verso il vecchio mercato municipale, dove siamo delusi quando scopriamo che non esiste un artigianato locale ma molto di quello che troviamo proveniente da Senegal e continente africano.

image005Tornando verso il Bravo Club passiamo per il piccolo villaggio balneare di Santa Maria, caratterizzato da Sabbia finissima e un agglomerato che è un intreccio di strade dritte costeggiate da edifici di colore pastello dal sapore coloniale.

Ci imbattiamo nel Pontile di Santa Maria, dove i pescatori si danno da fare e tutto intorno ai ragazzi dai fisici scultorei si allenano su attrezzi improvvisati. Scopriremo poi la sera stessa, andando a ballare nella locale discoteca, il Pirata, che le attempate signore europee, di cui l’isola pullula, apprezzano molto cotanto impegno!

image007Il giorno seguente ci dedichiamo al giro completo dell’isola che non richiede molte ore. Ci dirigiamo subito verso le antiche saline dove ci concediamo un bagno rigenerante con la stupenda sensazione che il nostro peso corporeo sia stato improvvisamente azzerato!

image009Riprendiamo la Strada per dirigerci verso la Buracona, un enorme foro nella roccia lavica, modellata con la potenza d’urto delle onde che assicurano il rimbombo dell’acqua. Un insieme di grotte sottomarine che culminano in una caverna illuminata dalla luce del sole che penetra di traverso attraverso un grande foro.

image011Abbiamo poco tempo a disposizione, una settimana ci consentirà di visitarne solo due e così optiamo per Boavista. La raggiungiamo con un piccolo volo di circa mezz’ora.

Ci troviamo di fronte ad un ambiente selvaggio e incontaminato. E’ un paesaggio affascinante fatto di sabbia e di spiagge profonde e larghe di sabbia bianchissima che fronteggiano un mare blu cobalto.

image013Quello che davvero ci lascia senza fiato e ci affascina è il deserto. Nei pressi di Estanca de Baixo si estende una fascia di territorio che presenta tutte le caratteristiche del deserto sahariano, è il deserto di Viana. Candide dune di sabbia si susseguono con andamento nord /est e sud/ovest, intervallate da affioramenti rocciosi e rocce rosse…

image015Se ci si accosta a queste isole senza lo stereotipo dell’esotico e ci si lascia andare, Capo Verde vi entrerà nel cuore, soprattutto i volti sorridenti dei bimbi ….

Al prossimo viaggio

Antonella Giroldini