Casperia (Antonella Giroldini)

Visitare Casperia vuol dire andare a spasso nella storia. Si affaccia sul Monte Soratte e la Vallata del Tevere a 397 m slm , guarda il Monte Pizzuto e le campagne illuminate dall’argenteo colore degli ulivi.
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Casperia ha una cinta muraria con due porte antiche, i torrioni ben visibili e la struttura tipica di un paese nato nel Medioevo: arroccato su un colle roccioso con tipiche case a torre alte e strette, palazzi signorili, ripide e tortuose cordonate che collegano le vie e le piazze.

Nel suo territorio sono presenti varie piante secolari tra cui spicca in particolare il leccio pluricentenario che si trova nella parte più alta del centro storico, vicino al campanile, visibile da chilometri di distanza, per la sua verde chioma che affianca il campanile romanico.

Una leggenda narra che Sabo (da qui il nome Sabina), partito dalla Persia e giunto in Grecia fu obbligato dall’estrema rigidità delle leggi di Licurgo a muovere con il suo seguito prima in Sicilia e poi nell’attuale territorio di Casperia. Secondo il geografo romano Pomponio Mela, Casperia sarebbe la più antica città sabina fondata dal popolo dei Caspi. Virgilio la cita nell’Eneide nell’elenco delle città che inviarono truppe in aiuto di Turno nella guerra contro Enea. Ma queste fonti non sono attendibili. Tanti i reperti di età romana come le ville rusticae.

Il primo documento in cui si cita il nome di Aspra (l’attuale Casperia) risale al maggio del 1109; in questo atto influenti uomini del luogo autorizzano alcune famiglie ad insediarsi sull’ononimo monte, il cui nome forse deriva dell’asperità del terreno. Il borgo di Aspra così come è oggi nacque intorno all’anno 1000. Le sue mura di cinta nel Medioevo la resero inespugnabile. Nel 1200 è un libero comune e nel 1300 ebbe tra i suoi podestà il condottiero romano Cola di Rienzo. Tra il 1400 ed il 1500 divenne fuedo dei Savelli e degli Orsini fino al 1592, data in cui Aspra tornò sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio a cui appartenne fino all’unità di Italia. Il nome Aspra è rimasto fino al 1947, quando una decisione amministrativa ha voluto recuperare la tradizione umanistica con l’antica Casperia.