Gabes (Antonella Giroldini)

Raccolta al centro del suo golfo – un tempo chiamata “Piccola Sirte” – Gabes costituisce una tappa facoltativa ma piacevole fra il Sahel e il Sud Tunisino. La città ha la fortuna di possedere una delle più belle e vaste oasi del Paese, alimentata dalla ouadi Gabes.

Percorrendola in carrozzella , osserverete il tradizionale sistema di coltivazione su tre livelli ( palme, alberi da frutto e cereali) e sentirete in sottofondo il gorgoglio dell’acqua nei canali dell’irrigazione. Ritroverete i prodotti di questa agricoltura nelle botteghe del suq, in particolare la polvere di hennè , specialità e vanto della città. Il suo palmeto non deve far dimenticare che Gabes è anche il più importante centro tunisino della coltivazione di hennè e melagrano

E’ una delle maggiori oasi della Tunisia e una delle più singolari del Maghreb perché si stende fino a 20 m dal mare .

 

SEGESTA (Antonella Giroldini)

Il sito archeologico di Segesta sorge su di una collina alle spalle del golfo di Castellammare. Fu fondata dagli Elimi, divenendo una delle principali città del bacino del Mediterraneo, rivale della vicina Selinunte. Nel 409 a.C. con l’aiuto dei Cartaginesi riesce a prevalere su Selinunte, ma nel 307 a.C., viene distrutta dal siracusano (alleato di Selinunte) Agatocle per poi rinascere dalle proprie ceneri con i romani. Per il periodo successivo non si hanno notizie certe su Segesta, anche se continuò ad essere abitata nel Medioevo come attestano i ritrovamenti del Castello Normanno e di una piccola basilica triabsidata (poi abbandonata e ricostruita come eremo nel XV sec.). Il tempio di Segesta è il migliore monumento ritrovato, sorge su una collina ed è circondato da un’ampia vallata. Il tempio dorico conserva quasi intatte le 36 colonne, tuttavia si pensa che forse non sia stato completato a causa della mancanza di una cella interna e delle scanalature delle colonne. Alcuni studiosi affermano che il tempio è completo così com’è, cioè un peristilio pseudo-templare. Inoltre non è certa la destinazione d’uso del tempio infatti, non è stato ritrovato nessun reperto di tipo religioso. Il teatro sorge sul monte Barbaro, raggiungibile attraverso un percorso in salita dal quale si può godere una vista incredibile. Prima di arrivare al teatro si possono ammirare i resti dell’Eremo di S. Leone con una sola abside, costruito su un precedente edificio triabsidato e, alle spalle, le rovine del castello normanno. Il teatro sorge su un pendio roccioso, costituito da un perfetto emiciclo di 63 m di diametro. Ogni estate il teatro si riempie di spettatori pronti ad assaporare le grandi tragedie e commedie che avvincevano gli Antichi, godendo di una vista spettacolare che da sul Golfo di Castellammare.

 

RAVENNA (Antonella Giroldini)

Bella, colta ed elegante, città di santi, banchieri e re. Questa è Ravenna, in Emilia Romagna, la seconda città più grande d’Italia per estensione. Questa affascinante città a pochi chilometri dal mare, vanta otto monumenti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità tra cui spicca la Basilica di San Vitale, capolavoro dell’arte bizantina del VI secolo.

I suoi capolavori paleocristiani custodiscono stupendi mosaici, in particolare nel Mausoleo di Galla Placidia. Ma questo vale anche per il Mausoleo di Teodorico e per il Battistero Neoniano, detto degli Ortodossi, che presenta una magnifica cupola di mosaici policromi al pari del Battistero degli Ariani.
Anche la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, eretta per il culto ariano, e solo successivamente consacrata al cattolicesimo (nel VI secolo) ha le pareti della navata centrale interamente ricoperte da mosaici, ma si distingue ancora di più per il suo portico cinquecentesco e il raro campanile cilindrico del IX secolo. Stupendi mosaici adornano pure l’abside e la Cappella Arcivescovile della famosa Basilica di San Vitale mentre il santo patrono della città rappresentato in mezzo a un paesaggio campestre musivo è glorificato nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Sono proprio queste pregevoli e uniche decorazioni a mosaico, l’elemento comune che ha dato a Ravenna il titolo di “città dei mosaici”.

Poco distante da Ferrara e dal parco divertimenti di Mirabilandia, Ravenna è caratterizzata da una ricca vita mondana, e i molti turisti che vi si recano a visitarla la usano spesso come punto di partenza per esplorare la costa su cui si affaccia e per visitare l’entroterra dove gustare i tradizionali piatti della cucina romagnola. Da Ravenna si raggiungono facilmente il Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna e le Valli di Comacchio, entrambe oasi naturalistiche. Viceversa è spesso il punto d’arrivo di chi soggiornando a Cervia e dintorni, si reca a Ravenna anche solo per un giorno, ad assaporarne la storia millenaria.

MUGGIA (Antonella Giroldini)

Una località dalle fattezze istro-venete.

Nell’ultimo lembo d’Italia la costa pare ripiegarsi su se stessa: qui si apre la Baia di Muggia, caratteristica località dalle fattezze istro-venete. Approdando nella pittoresca darsena, pare quasi di entrare dentro le calli e le piazzette. L’atmosfera di stampo veneziano non si respira solo grazie alle architetture: anche il dialetto, i costumi e le tradizioni gastronomiche lasciano trapelare un intenso passato condiviso con la Serenissima.

Guardando Muggia dal mare, le bianche pietre d’Istria e le case colorate creano un armonico tutt’uno con il verdeggiante ambiente carsico. A incorniciarla, sette chilometri di costa e una corona di colli che dominano panoramicamente una vasta zona, sia italiana che istriana.
Storia
Prima dell’anno Mille, Muggia sviluppò a valle, nel porticciolo, un piccolo centro che fu chiamato Borgolauro: in questo nuovo borgo, nel Duecento, nacque il Comune di Muggia. Di quest’epoca sono il duomo e il palazzo comunale, ricostruito nel Novecento.

Ma lassù, in alto, sul promontorio che sovrasta il porto, si parla una storia ancora più antica: ne sono prova i resti dei castellieri protostorici di Santa Barbara e di Muggia Vecchia, dove si erge la romanica Basilica di Muggia Vecchia (IX secolo), unica testimonianza, insieme ai resti delle mura, di un passato romano e medievale. Da qui, si gode di un magnifico panorama sul Golfo di Trieste.

Il Castello di Muggia, invece, risale al Trecento, pur essendo stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli. Un tempo coronava la munita cerchia muraria intorno alla città. La curiosità è che gli abitanti di Muggia hanno via via usato i suoi originari blocchi di pietra arenaria per costruire le proprie abitazioni.

Ancora oggi in questa cittadina si respira un’aria particolare, passeggiando nelle caratteristiche calli e nella splendida piazza Marconi, cuore pulsante della cittadina, oppure sostando nel Mandracchio ad osservare i pescatori intenti nel loro lavoro.
E poi ci sono confortevoli e ombreggiati stabilimenti balneari, a Muggia e dintorni. Molto suggestivo è il porticciolo sito nella località di San Bartolomeo.

Da non perdere il Carnevale di Muggia o “Carneval de Muja”, con origini classiche della tradizione veneziana e con influssi della penisola istriana: un grande spettacolo che ogni anno propone carri allegorici e maschere coloratissime. La sfilata si svolge la domenica con la premiazione della compagnia più bella ed originale.

 

FRASCATI (Antonella Giroldini)

Frascati è un antico comune dei Castelli Romani. È famosa in tutto il mondo per le sue belle ville, i vini bianche delle sue colline, la sua vicinanza alla capitale, e la bellezza dei suoi paesaggi. Frascati si può visitare in ogni periodo dell’anno, certi che saprà regalarvi emozioni uniche; le visite culturali, le passeggiate nei boschi, per visitare l’antico Tusculum, la vista sulla capitale, l’intensa vita notturna. Il nome di Frascati, probabilmente ha radici etrusche, presenti nell’area già nel V secolo AC. In seguito, molte ricche famiglie romane, costruirono bellissime ville in tutta la zona. Nei secoli successivi, Frascati intensificò i rapporti con Roma, fino ad essere patria di numerosi Papi, seconda solo a Roma.

ABBAZIA DI S. PIETRO IN VALLE (Antonella Giroldini)

Il poggio del monte Solenne, su sorge l’abbazia , era già stato scelto come sede di un cenobio eremitico quando, nel 720, Faroaldo II, duca di Spoleto, si ritirò in questi luoghi fondando il nucleo conventuale benedettino. Dopo le distruzioni compiute dai saraceni ( fine IX secolo) , Ottone III diede avvio alla campagna di restauro portata a termine dal successore Enrico II; l’edificio attuale è frutto di un ripristino compiuto negli anni Trenta del ‘900 e si presenta composto da un’aula unica coperta a capriate, molto sviluppata in lunghezza, che riecheggia modelli d’oltralpe come cluny o St. Michael di Hildesheim. La maestosa torre campanaria, datata alla seconda metà dell’XI secolo (epoca alla quale risalirebbero anche le sculture dei Ss. Pietro e Paolo che ornano il portale meridionale)  si rifà a modelli romani con contaminazioni lombarde. el 1995 si è concluso il restauro del complesso ciclo di affreschi che decora le pareti della navata, considerato uno dei grandi monumenti della pittura romantica in Italia ( fine XII – inizi XIII secolo). La decorazione è organizzata su 4 registri: i primi 3 con scene del vecchio e nuovo testamento; l’ultimo, fortemente mutilo, era occupato probabilmente da elementi ornamentali e da immagini votive; ogni singola scena è illusionisticamente inquadrata da una finta galleria scandita da colonnine tortili e commentata da un titulus esplicativo. L’abside centrale è interamente ricoperta da un grande affresco disposto su tre registri e attribuito al Maestro Eggi  ( 1445 circa) ; di notevole interesse è l’altare maggiore, raro esempio di arte longobarda firmato ” Ursus Magester”. Nel transetto destro è custodito il cosiddetto sarcofago di Faroaldo II, urna romana che avrebbe ospitato le spoglie del fondatore ; sul fondo del transetto si trovano altri sarcofagi ascrivibili sempre al III secolo a. Cristo. L’ex convento, di proprietà privata, è adibito a struttura ricettiva e congressuale.

BERGAMO (Antonella Giroldini)

Un tour tra Città Alta e Bergamo Bassa

Il cuore della città di Bergamo, il vero simbolo della stessa, è rappresentato da Città Alta, cinta dalle mura, già esistenti in epoca romana ricostruite poi nel corso del medioevo, più volte modificate e ricostruite. Una visita a Bergamo non può che incominciare da qui, ammirando le fantastiche viste panoramiche e le bellissime costruzioni antiche che sono conservate. Solo dopo si potrà proseguire verso la Città Bassa, che presenta anch’essa tesori di inestimabile valore. Ecco tutto quello che non dovete perdervi di questa singolare città lombarda.
Città Alta .

Si parte da Piazza Vecchia, simbolo della città, definita dall’architetto Le Corbusier “la più bella piazza d’Europa”: la piazza ha raggiunto il suo splendore durante la dominazione veneta. In questa larga piazza, che – tempo permettendo – rappresenta uno dei luoghi prediletti per i molti studenti universitari, si trova il Palazzo della Ragione di età comunale, il Campanone, ex torre civica che ogni sera alle 22 rintocca i 180 colpi che in passato segnavano la chiusura delle porte della città per la notte, oggi sede universitaria, e la Biblioteca Civica Angelo Mai, situata in un bellissimo palazzo seicentesco di marmo bianco, un tempo sede del Municipio. Al centro della piazza spicca un’elegante fontana, donata alla città da Alvise Contarini, podestà veneto, nel corso del 18esimo secolo e tutto intorno locali, bar e caffè animano la zona.

Superando un arco sottostante al Palazzo della Ragione si raggiunge la piazzetta attigua del Duomo dove si trova appunto questa costruzione religiosa di grande bellezza, progettata dal Filarete. Da non perdere una visita all’interno del Duomo: potrete ammirare la cappella del Crocifisso (di origine cinquecentesco) e un abside con le tele di grandi artisti, come il Tiepolo. Adiacente si trova un’altra costruzione religiosa degna di nota, ovvero la Basilica di Santa Maria Maggiore, in stile romanico, realizzata nel 12esimo secolo. All’interno si trova la tomba di Gaetano Donizetti, compositore e operista bergamasco vissuto nel corso della prima metà dell’Ottocento, e del suo maestro Simon Mayr. Arazzi pregiati, tarsie di corso e iconostasi, la Cappella dei Colleoni, e un confessionale barocco opera di Andrea Fantoni costituiscono altri motivi per visitare questa chiesa.

Ritornando in Piazza Vecchia si prosegue in direzione della Cittadella fino a raggiungere Colle Aperto, dove si trova una delle quattro porte della città, ovvero quella di San Alessandro con lo stemma veneziano del Leone di San Marco. Attraversando la porta è possibile poi raggiungere la funicolare che conduce fino al Colle di San Vigilio. All’inizio di città Alta, inoltre, appena superata la Porta di Sant’Agostino da non perdere la chiesa sconsacrata omonima, oggi sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo. Si tratta di una costruzione realizzata nel 14esimo secolo, caratterizzata da una facciata gotica e da un soffitto decorato.

E ancora il Parco delle Rimembranze che si trova sul colle di Sant’Eufemia, il più alto di Bergamo e che sorge introno alla rocca trecentesca. Viene chiamato in questo modo perché molti bergamaschi furono fucilati dagli austriaci per reati politici nel corso dell’Ottocento. Sul muro esterno è oggi possibile trovare una lapide con i nome di alcuni uccisi.
Città Bassa
Sicuramente Bergamo Bassa è meno affascinante della città Alta. Non ci sono viste panoramiche mozzafiato, tuttavia questa parte moderna della città ha molto da offrire ai visitatori. Si parte dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie con l’ex convento annesso, realizzato dai francescani nella prima metà del 1400, si prosegue con i propilei di Porta Nuova, fino ad arrivare a Palazzo Frizzoni, sede del Municipio. L’edificio domina piazza Matteotti dove potrete ammirare anche alcuni monumenti importanti, come quello al Partigiano di Giacomo Manzù e la statua di Cavour opera di Bistolfi.

Non perdetevi, a questo punto, una passeggiata lungo il Sentierone lastricato, tra negozi e antichi palazzi. Tra le altre mete degne di nota in città c’è il famoso Teatro Donizetti, la Chiesa di San Bartolomeo, la Torre dei Caduti di piazza Vittorio Veneto e il Chiostro di Santa Marta.

E ancora assolutamente da visitare c’è la piazzetta Dante con la sua bella fontana settecentesca, il Palazzo di Giustizia e il Palazzo della Banca d’Italia entrambi realizzati da Piacentini all’inizio del XX secolo e il Palazzo della Camera di Commercio, opera che porta la firma dell’architetto bergamasco Luigi Angelini.

Consigliata una passeggiata anche lungo Borgo Pignolo: si tratta di una zona di origini medievale dove si trovano incredibili palazzi neoclassici che collega la città Bassa alla città Alta. Qui si trova anche la Gamec, la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo che ospita collezioni e mostre temporanee di assoluto pregio.
Nei dintorni
Se avete un po’ di giorni a disposizione è consigliabile visitare i dintorni della città di Bergamo. Nella provincia si trovano altri luoghi artistici, storici e architettonici di assoluto pregio, come il Monastero di Astino risalente al 13esimo secolo e l’Abbazia di Pontida o posti naturalisti assolutamente fantastici, come il Parco regionale dei colli di Bergamo che organizza molte escursioni o le località turistiche della Val Brembana, come Serina, Foppolo, Carona, solo per citarne alcuni.