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La cucina piemontese: piatti tipici di Torino e ristoranti migliori

piatti tipici di Torino sono sostanziosi ed elaborati. La varietà di pietanze che la cucina tradizionale piemontese offre al mondo è dovuta al fatto che la più umile tradizione contadina è stata arricchita di sapori ed ingredienti nobili, nel tempo in cui la famiglia reale dei Savoia si è stabilita in città.
Gli ingredienti raffinati più utilizzati sono il cioccolato, le nocciole, il marsala (per lo zabaione), tartufo e soprattutto la carne. È famosa quella di fassone, protagonista di molti gustosi piatti.


Tra quelli più gustosi assaggiati in Val di Susa

Bônèt

Passiamo ai dolci… e quindi come non citare il bônèt, dolce tipico torinese? Si tratta di un budino di antichissima tradizione piemontese. Il bônèt viene servito rigorosamente freddo ed è preparato con amaretti, cacao, latte, uova, rum e ricoperto di caramello… insomma, un dessert succulento!
Anticamente, veniva fatto in casa dalle nonne a base di Fernet (amaro), poiché quest’ultimo facilita la digestione. È perfetto da servire come ciliegina sulla torta dopo un pranzo ricco, magari sulla tavola imbandita in occasione di festa.

Vitello Tonnato

Un piatto antico e italianissimo che ci riporta immediatamente ai mitici anni Ottanta, periodo storico in cui era “l’antipasto per eccellenza” di qualunque pranzo o cena di festa. Nonostante il suo aspetto un po’ vintage, però, il vitello tonnato sta tornando decisamente di moda. Si tratta di una ricetta piemontese, di origine povera, nata probabilmente nel Cuneese all’inizio del XVIII secolo, ma la paternità del piatto viene rivendicata pure dalla Lombardia, dal Veneto e dell’Emilia. Si realizza con uno specifico taglio di carne, il girello di fassone, che viene prima marinato nel vino bianco, insieme agli odori (carota, sedano, cipolla e alloro), e poi lessato in acqua con il suo liquido di marinatura; una volta a cottura, la carne viene tagliata a fettine sottili, generosamente ricoperta con una salsa a base di tonno sott’olio, capperi, acciughe e tuorli sodi, e servita ben fredda come entrée o secondo piatto. Una curiosità: la ricetta originaria non prevedeva la presenza del tonno (probabilmente l’aggettivo “tonnato” stava ad indicare “cucinato alla maniera del tonno”); quest’ultimo fa la sua comparsa nella versione moderna della ricetta, ovvero quella proposta dal celebre Pellegrino Artusi nel suo libro Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene del 1891.