RISTORANTE AL 58 (Antonella Giroldini)

Costruita nel 1967 da Domenico, detto Chicco, all’altezza del cinquantottesimo chilometro della via Aurelia ed a pochi metri dalle onde del mare, la palafitta del Ristorante AL58 si trova sulla riva, a poca distanza dal centro urbano di Santa Marinella e conservando lo stile di vecchia semplicità marinara.

Nata inizialmente come piccolo bar e stabilimento balneare, la struttura ha saputo evolversi nel corso degli anni ’80 prima in panineria e poi in un ristorante che è il fiore all’occhiello dell’attività di famiglia generazione dopo generazione.
Permeati dall’aria di salsedine e dai rumori della risacca, realizziamo le ricette originali di Rita, figlia di un noto pescatore dilettante, preparando piatti caserecci della tradizione marinara con un tocco di raffinatezza ed in una cucina familiare.

Il Ristorante è aperto ogni anno stagionalmente da Marzo a Novembre. D’estate è aperto tutti i giorni a pranzo ed a cena.

La Spiaggia libera attrezzata, apre nei mesi di Giugno, Luglio ed Agosto sino alla metà di Settembre di ogni anno. E’ una spiaggia tranquilla per famiglie, con nolo su richiesta ed abbonamenti ultra convenienti!

FORTE MICHELANGELO -CIVITAVECCHIA (Antonella Giroldini)

La costruzione, uno dei più insigni edifici militari di epoca rinascimentale , è a pianta rettangolare , delimitata dai quattro torrioni cilindrici angolari di S. Ferma, S. Sebastiano, S. Giovanni e S. Colombano con maschio ottagonale alto m 23. Fu iniziato per ordine di Giulio II della Rovere , che intendeva  mettere al sicuro il porto cittadino dalle incursioni di pirati , e primo direttore dei lavori fu Bramante nel 1508, seguito da Antonio da Sangallo il Giovane e infine nel 1535 da Sangallo il Giovane e infine nel 1535 da Michelangelo. Molto bello anche l’ampio cortile interno, con fronti decorate.

 

CIVITAVECCHIA (Antonella Giroldini)

L’origine di Civitavecchia è scritta nel suo antico nome, Centumcellae: località costiera dalle tante insenature, scelta per questo dall’imperatore Traiano per costruirvi il più grande porto militare a servizio di Roma, tra il 106 e il 110 d.C. L’artefice della grande opera fu Apollodoro di Damasco, l’architetto del foro e delle terme traiane di Roma. Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, di questo grandioso intervento rimangono testimonianza nella darsena romana del poricciolo peschereccio.

Accanto alle testimonianze della Civitavecchia romana, le fortificazioni rinascimentali documentano la ripresa della vitalità del centro civico dopo il lungo abbandono seguito alle incursioni saracene. Di queste imponenti strutture, però, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, resta poco più del Forte Michelangelo, vero e proprio simbolo della città, situato al termine di viale Garibaldi.
Nel 1462 la scoperta di importanti miniere di allume nei monti della Tolfa indusse i papi a rafforzare il complesso portuale della città, allo scopo di utilizzarlo per l’esportazione del prezioso minerale.
A partire dal XVI secolo i maggiori architetti attivi presso la corte pontificia furono impegnati nel pro gettare sempre più efficienti fortificazioni: e la storia inizia proprio dal Forte Michelangelo, struttura turrita che domina tuttora la città.
Nel 1508 Donato Bramante fu il primo ad occuparsi del forte, su incarico di papa Giulio II; gli successe nel 1514 Antonio da Sangallo il Giovane, noto architetto militare, seguito da Leonardo da Vinci. Fu poi la volta di Michelangelo, da cui il forte prese il nome, che nel 1535 portò a termine la rocca ed il mastio ottagonale. A questi si aggiunse nel Seicento un arsenale, progettato da Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana. Su largo Plebiscito, nel palazzo settecentesco della Dogana Clementina, è stato sistemato il Museo Nazionale Archeologico, che raccoglie reperti dal periodo protostorico all’epoca romana.