PIENZA (Antonella Giroldini)

Sulla sommità del colle affacciato sulle Crete e sull’Amiata, l’antica Corsignano divenne Pienza nel 1462, per bolla papale di Pio II, che salito al soglio pontificio nel 1458 decise il totale rinnovamento della sua città. Il papa umanista ne affidò la pianificazione a Bernardo Rossellino, l’allievo di Leon Battista Alberti che progettò la realizzazione della città ideale rinascimentale, vagheggiata dal maestro. I lavori, per quanto molto rallentati, contribuirono anche dopo la prematura morte dei Piccolomini e conferirono a Pienza quel carattere di unicum rimasto integro fino ad oggi. La città è annoverata tra siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e segnalata dalla bandiera arancione del TCI.

MONTEPULCIANO (Antonella Giroldini)

Patria del vino Nobile, uno dei più pregiati rossi italiani Docg, nota per la tradizione del Brunellesco e per l’annuale rassegna Cantiere internazionale dell’arte, Montepulciano, Bandiera Arancione del TCI, sorge in una splendida posizione sulla cresta di un’altura tra la Val d’Orcia e la Valdichiana. Qui i rintocchi della campana su cui Pulcinella batte le ore si diffondono per le nobili strade e gli stretti ripidi vicoli sotto archi e volte. Il tono architettonico è altissimo rinascimentale, di echi fiorentini (ne fu storica enclave in terra di Siena), ma non solo, ricorrendo tra i costruttori i nomi di Michelozzo, Antonio da Sangallo il Vecchio, Baldassarre Peruzzi, Vignola. Vi nacque e ne prese il nome il poeta rinascimentale Agnolo Ambrogini, il Poliziano.

 

MONTICCHIELLO (Antonella Giroldini)

Una strada alternativa, di grande interesse paesistico, per Montepulciano è quella, in parte “bianca”, che passa per Monticchiello, borgo medieval, cinto da mura, con torri e un cassero del XII secolo, coevo della parrocchiale che custodisce vari affreschi trecenteschi. La località è nota per l’annuale rassegna del ” Teatro povero”.

Siena ( Antonella Giroldini)

Sempre in salita e sempre in discesa, Siena si presenta divisa i terzi corrispondenti ai colli su cui è costruitala città antica, ed ha una tipica forma a Y, sagoma che gli antichi amministratori medioevali circondarono di una cerchia tondeggiante di possenti mura che includevano –  proprio come polmoni verdi intensi soggetti fin da allora a un esplicito divieto di edificabilità – vallate di orti di campagna. Tutte ancora presenti a distanza di secoli nel tessuto urbano.

Città affascinante ma difficile, suadente come le sue architetture e spigolosa come il carattere schietto della gente.

Nel visitarla forse conviene rinunciare a comprenderla , accontentandosi di godere della ricchezza di un patrimonio storico , artistico, culturale che ha pochi paragoni, testimone di un passato unico inizialmente legato all’epopea della via Francigena.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Antonella Giroldini)

Solitaria su un’altura per tre lati difesa da precipizi insuperabili, sorge l’abbazia dove si raccolsero i primi monaci della Congregazione benedettina di Monte Oliveto, fondata nel 1313. Gli edifici, costruiti a partire dal 1319, sono circondati da un grande parco. Cuore del complesso è il chiostro grande formato da due loggiati sovrapposti, su colonne, con i celebri affreschi delle storie di S. Benedettto, una delle maggiori testimonianze del rinascimento italiano: 36 scene dipinte da Luca Signorelli e dal Sodoma. Nell’abbazia i monaci gestiscono un laboratorio di restauro dei libri antichi. Nella farmacia, notevole raccolta di vasi.

VERTINE (Antonella Giroldini)

Il borgo medievale di Vertine si trova  su un colle di 357 metri sopra Gaiole in Chianti. Da Firenze si può raggiungere velocemente lasciando la A1 all’uscita Valdarno e seguendo da Montevarchi le indicazioni per Cavriglia-Gaiole. Dopo circa venti chilometri, e dopo esser passati sotto ai resti del Castello di Montegrossi , troveremo il bivio che ci porterà fin sotto le mura di Vertine.

Il castello, o meglio il “borgo murato”, di Vertine sorge alla estrema propaggine nord-orientale del Chianti, a ridosso di una serie di rilievi, detti Monti del Chianti, che costituiscono lo spartiacque con il Valdarno Superiore. Questa zona è particolarmente ricca di castelli in quanto corrisponde al territorio della medievale Lega del Chianti, baluardo Fiorentino ai confini con il territorio di Siena.

Nella zona è sempre stata forte la presenza feudale e il castello di Vertine, come i vicini Montegrosso  e Brolio , era ricordato in atti pubblici già prima dell’anno mille. Vertine fu anche il castello del Chianti che raggiunse la maggior consistenza come borgo murato. Già nel XIII° secolo il castello era in mano ai Ricasoli, commissari Fiorentini della zona, e a testimonianza della sua importanza fu anche residenza degli stessi in più di una occasione. Grazie ad una serie di circostanze Vertine non fu quasi mai al centro di eventi bellici come assedi o saccheggi, di conseguenza è giunto a noi senza tracce delle distruzioni/ricostruzioni che hanno portato allo snaturamento di molti altri borghi medievali. Nel cinquecento le fortificazioni subirono un restauro ed un potenziamento che non ne ha però modificato radicalmente l’aspetto. Ancora oggi  la cinta muraria del borgo è quasi intatta e su di essa si inserisce uno splendido torrione rettangolare che aveva la funzione di cassero: a mio giudizio si tratta di uno dei più belli e meglio conservati della Toscana.

Di fianco al torrione si apre la porta settentrionale, gemella dell’opposta porta meridionale, ancora oggi gli unici due ingressi al borgo. L’arco della porta meridionale è andato perso ma possiamo ancora notare la torre che la difendeva. Le splendide pietre lavorate usate per la costruzione delle mura e del cassero le ritroviamo anche negli edifici interni, l’insieme conferisce a Vertine un’immagine tipicamente medievale e fa tornare il visitatore che percorre le sue strette strade a contatto con la realtà del passato.