VERTINE (Antonella Giroldini)

Il borgo medievale di Vertine si trova  su un colle di 357 metri sopra Gaiole in Chianti. Da Firenze si può raggiungere velocemente lasciando la A1 all’uscita Valdarno e seguendo da Montevarchi le indicazioni per Cavriglia-Gaiole. Dopo circa venti chilometri, e dopo esser passati sotto ai resti del Castello di Montegrossi , troveremo il bivio che ci porterà fin sotto le mura di Vertine.

Il castello, o meglio il “borgo murato”, di Vertine sorge alla estrema propaggine nord-orientale del Chianti, a ridosso di una serie di rilievi, detti Monti del Chianti, che costituiscono lo spartiacque con il Valdarno Superiore. Questa zona è particolarmente ricca di castelli in quanto corrisponde al territorio della medievale Lega del Chianti, baluardo Fiorentino ai confini con il territorio di Siena.

Nella zona è sempre stata forte la presenza feudale e il castello di Vertine, come i vicini Montegrosso  e Brolio , era ricordato in atti pubblici già prima dell’anno mille. Vertine fu anche il castello del Chianti che raggiunse la maggior consistenza come borgo murato. Già nel XIII° secolo il castello era in mano ai Ricasoli, commissari Fiorentini della zona, e a testimonianza della sua importanza fu anche residenza degli stessi in più di una occasione. Grazie ad una serie di circostanze Vertine non fu quasi mai al centro di eventi bellici come assedi o saccheggi, di conseguenza è giunto a noi senza tracce delle distruzioni/ricostruzioni che hanno portato allo snaturamento di molti altri borghi medievali. Nel cinquecento le fortificazioni subirono un restauro ed un potenziamento che non ne ha però modificato radicalmente l’aspetto. Ancora oggi  la cinta muraria del borgo è quasi intatta e su di essa si inserisce uno splendido torrione rettangolare che aveva la funzione di cassero: a mio giudizio si tratta di uno dei più belli e meglio conservati della Toscana.

Di fianco al torrione si apre la porta settentrionale, gemella dell’opposta porta meridionale, ancora oggi gli unici due ingressi al borgo. L’arco della porta meridionale è andato perso ma possiamo ancora notare la torre che la difendeva. Le splendide pietre lavorate usate per la costruzione delle mura e del cassero le ritroviamo anche negli edifici interni, l’insieme conferisce a Vertine un’immagine tipicamente medievale e fa tornare il visitatore che percorre le sue strette strade a contatto con la realtà del passato.


 

Monteriggioni (Antonella Giroldini)

Bandiera Arancione del Tci, il borgo, alto su un colle non lontano dalla Cassi, dall’antico tracciato della Via Francigena e dall’ Elsa, fu avamposto dei senesi contro i fiorentini e passò più volte dagli uni agli altri. Fortificazione medievale stupefacente conservata mantiene pressoché integre  le antiche mura che chiudono l’abitato entro un perimetro di quasi 600 metri segnato sa 14 torri.

San Gimignano( Antonella Giroldini)

Arroccata sui tre crinali di un poggio in posizione dominante la Valdelsa e prossima al tracciato più antico della Via Francigena, la città Bandiera Arancione del Tci, si presenta da lontano cinta dalla compatta cortina di mura da cui emerge, rendendo l’apparizione unica e indimenticabile, una spaesa pattuglia di giganti. , 15 delle 72 poderose torri che l’orologio delle famiglie ricche dei commerci, faceva contare nel Duecento.

 

La Spada nella Roccia (Antonella Giroldini)

La spada nella Roccia infissa nel 1180 da Galgano Guidotti sull’Eremo di Montesiepi. Questo fu l’unico miracolo in vita di San Galgano, ma a distanza di oltre ottocento anni è ancora visibile.

Una straordinaria quanto sconosciuta reliquia del XII secolo, una spada nella roccia italiana.

Si tratta del corrispondente italiano della leggenda della spada nella roccia di re Artù, ma con note differenti: mentre la spada nella roccia venne estratta dal giovane Artù, questa spada venne conficcata nella roccia da San Galgano.

Si parla di uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, a trenta chilometri da Massa Marittima, in provincia di Siena si trova la Rotonda di Montesiepi, così è chiamato il complesso dell’Eremo con la sua spada nella roccia, comprende anche le rovine di un’antichissima Abbazia Cistercense purtroppo in pessime condizioni, eretta nel 1182 nel posto dove San Galgano visse l’ultimo anno e lì dove infisse la sua spada nella roccia. L’Abbazia Cistercense fu eretta successivamente, attorno al 1218.

Purtroppo però dopo un paio di secoli cadde in rovina e, addirittura, il Commendatario Girolamo Vitelli, nel 1550, ne vendette il tetto in piombo.

Ci furono poi vari tentativi di ripristinare il convento ma, nel 1789, l’Abbazia venne sconsacrata e decadde definitivamente. Oggi le sue suggestive rovine infondono profonde emozioni, oramai si può mirare soltanto la sua struttura, oggi il suo soffitto sono le stelle ed il suo pavimento è un soffice prato verde.

Osteria Da Gagliano (Antonella Giroldini9

Abbiamo trovato questo caratteristico localino appena arrivati nel centro si Sarteano. Delizioso ed accogliente l’interno ed i proprietari disponibili e gentilissimi, disponibili a darci anche informazioni turistiche.

Leggendo il menù non sappiamo da dove iniziare perché i piatti della tradizione sono molti e tutti appetitosi. Scegliamo come antipasti un tortino di carciofi e fave con pecorino e prosciutto e il radicchio all’aglio. Entrambi deliziosi….

Proseguiamo, poi, con due primi veramente gustosi: il farro biologico a risotto con asparagi e tartufi e gli stringozzi con pesto di face e mandorle.