Viterbo…la cattedrale (Antonella Giroldini)

L’edificio religioso più importante di Viterbo è il Duomo o Cattedrale, consacrato a San Lorenzo. Realizzato nel XII secolo in stile romanico, il Duomo si presenta oggi agli occhi del visitatore in stile rinascimentale, a causa di rimaneggiamenti del Cinquecento. L’unico elemento rimasto fedele all’originale, visibile dall’esterno, è il campanile. Il monumento è sito sul luogo sul quale si trovava un tempio pagano dedicato ad Ercole, e, successivamente, una chiesetta dedicata a San Lorenzo. La cattedrale di Viterbo, in posizione elevata rispetto al resto della cittadina, domina il territorio circostante. L’interno dell’edificio è suddiviso in tre navate. Le dieci cappelle laterali sono state aggiunte nel XVI secolo. I lavori di costruzione delle cappelle hanno portato alla distruzione degli affreschi alle pareti. Da vedere, all’interno del Duomo, è l’affresco della Madonna con il Bambino, il busto di Letizia Cristina Bonaparte, il Fonte Battesimale realizzato nel XV secolo da Francesco di Ancona. Vari sono i dipinti di interesse artistico, custoditi all’interno dell’edificio.

Viterbo: Il palazzo dei Priori (Antonella Giroldini)

Il palazzo dei Priori chiude il lato nord-occidentale di piazza del Plebiscito, già piazza del Comune, aperta nel XIII secolo e divenuta da allora il vero centro sociale ed istituzionale della città.


Dopo che Viterbo divenne la sede del Papato e vi furono istituiti i primi conclavi, si sentì l’esigenza di dotare anche il Comune di una sede consona alle istituzioni civiche. Furono acquistati vari stabili e si procedette alla demolizione dei portici del grande cimitero antistante alla chiesa di S. Angelo in Spatha, nonché di alcuni stabili di pertinenza dei canonici, per allargare la piazza che prese forma a partire dal 1264. In questa data, secondo alcune studiosi, venne iniziata la costruzione del Palazzo dei Priori, ritenuta coeva al Palazzo del Podestà ( oggi sede di alcuni uffici comunali)  ed a quella del Capitano del Popolo (attuale Prefettura). Tesi più recenti sostengono, invece, che l’edificio venne edificato soltanto nel 1460, al tempo del pontificato di Pio II.

Il palazzo era destinato in origine ad essere la residenza del governatore pontificio, ma, nel 1510, non essendo ancora stata condotta a termine la fase architettonica sistina, il governatore del Patrimonio sfrattò i priori dal loro palazzo (che al tempo risiedevano nell’attuale stabile della Prefettura) e vi si insediò d’autorità, riuscendo così ad accelerare i lavori.

Alla fine dello stesso secolo fu dato l’avvio alla decorazione pittorica degli ambienti della grande fabbrica.

I ragguardevoli risultati raggiunti nel palazzo viterbese dei Priori rispecchiano il momento particolarmente felice per la città ed il clima di grande evoluzione socio-culturale, dovuti in gran parte all’iniziativa del potente cardinale Alessandro Farnese, poi salito al soglio pontificio con il nome di Paolo III (1534-1549).

Nel Seicento fu altresì realizzato lo splendido cortile interno del palazzo, su cui si affaccia l’elegante loggiato del primo piano e qualificato dalla fontana in peperino, a coppe sovrapposte, culminante con un gruppo bronzeo rappresentante una palma affiancata da due leoni, e, soprattutto, fu portato a conclusione l’apparato decorativo dell’interno.

Le forme dell’esterno sono quelle conferite al palazzo dai lavori quattrocenteschi. La facciata, marcatamente orizzontale, è alleggerita dal porticato del piano terra. Lo stemma di Papa Sisto IV (1471-1484), appartenente alla famiglia Della Rovere, campeggia nella facciata ed è riportato anche sulla sommità della cornice bugnata dell’ingresso principale.

Alla fine del Cinquecento, quando il palazzo aveva ormai assunto forme grandiose, si diede l’avvio all’articolata decorazione pittorica, a partire dalla Sala Regia. Qui, oltre a personaggi legati alla storia della città e alla mitologia, inquadrati da ridondanti cornici dipinte, meritano di essere segnalati gli emblematici affreschi del soffitto, dove campeggiano i trentatré castelli che furono sotto il dominio di Viterbo, dislocati in sedici pittoreschi riquadri.

Devono infine essere ricordati il ciclo pittorico della cosiddetta Sala della Madonna, animata da una serie di episodi che rimandano alla storia del vicino santuario della Madonna della Quercia, quello della cappella del Comune e quello della sala del Consiglio.

Monteriggioni (Antonella Giroldini)

Bandiera Arancione del Tci, il borgo, alto su un colle non lontano dalla Cassi, dall’antico tracciato della Via Francigena e dall’ Elsa, fu avamposto dei senesi contro i fiorentini e passò più volte dagli uni agli altri. Fortificazione medievale stupefacente conservata mantiene pressoché integre  le antiche mura che chiudono l’abitato entro un perimetro di quasi 600 metri segnato sa 14 torri.

TERME DEI VULCI (Antonella Giroldini)

Di recente apertura, le Terme di Vulci sono divenute in pochissimo tempo una dei centri termali più amati e frequentati, si tratta infatti di un luogo molto particolare e le proprietà delle acque sono incredibili.

Le terme distano solo pochi minuti dal Parco Archeologico di Vulci e circa un’ora di auto da Roma, a soli 20 minuti dal mare e in in prossimità del confine con la Toscana, i borghi di Saturnia, Montemerano e Manciano distano solamente 30 minuti di auto.
Incastonate tra le campagne della Tuscia, queste terme sono bellissime, un’oasi di benessere completamente immersa nella natura incontaminata.
Quattro grandi piscine di acqua ferrosa sorgiva, con una temperatura che passa dai 42 ai 30°C, per godere delle proprietà benefiche di quest’acqua ad ogni temperatura, le piscine sono perfettamente in armonia con la natura circostante, grazie alle forme leggere e sinuose, agli ulivi posti al centro della piscina principale e all’utilizzo di pietre locali e legno.
Queste acque termali hanno importanti proprietà benefiche, vengono infatti impiegate nelle balneo-fango-terapie per la cura di malattie artroreumatiche e nelle balneo-terapie per la cura di malattie dermatologiche e flebopatie.
L’acqua di vulci è bicarbonato, solfata, calcica, magnesiaca, fluorata, acidula e ferruginosa, microbiologicamente pura e naturalmente gassata.

Per maggiori informazioni : termedivulci.com
ORARI DI APERTURA TERME DI VULCI :
Gennaio – 3 Marzo : chiuso
Resto dell’anno : aperto tutti i giorni dalle 10.00 al tramonto
LISTINO PREZZI TERME DI VULCI :
Giornaliero – giorni feriali – : Adulti € 17 | Bambini 4-12 anni € 8 | Bambini 0-3 anni ingresso gratuito
Giornaliero – giorni festivi, week end, ponti e festività – : Adulti € 25 | Bambini 4-12 anni € 10 | Bambini 0-3 anni ingresso gratuito

Snaefellsnes Peninsula and Cave Exploration (Antonella Giroldini)

Questo tour ti porta ad ovest da Reykjavik su una strada panoramica per Borgarfjörður e il villaggio di Borgarnes, dove verrà effettuata una breve sosta per un rinfresco.

Poco dopo essere entrati nella penisola di Snæfellsnes, presso l’azienda agricola Ytri-Tunga, avrete la possibilità di avvistare la fauna locale presso la spiaggia che ospita una colonia di foche e una varietà di uccelli marini.

La prossima tappa è la visita all’idilliaco villaggio di Arnarstapi, dove potrete fare una passeggiata per ammirare lo straordinario paesaggio lungo la costa scoscesa prima di proseguire verso il piccolo villaggio di Hellnar dove si farà una pausa per il pranzo.

Dopo pranzo, il tour prosegue per la grotta di lava a tubo di Vatnshellir che si trova nel Parco Nazionale Snæfellsjökull, vicino a dove Jules Verne trovava il suo ingresso per il “Viaggio al centro della Terra”.

Esplorando Vatnshellir ti tufferai in un mondo sotterraneo di stalattiti, stalagmiti e strane formazioni di lava che, nel bagliore del tuo faro, formano forme inquietanti e ombre che sfarfallano attraverso le pareti della grotta.

Dall’oscuro mondo sotterraneo di Vatnshellir il tour ti porta a Djúpalónssandur, una tranquilla spiaggia di ghiaia nera che offre splendide viste sul mare e una storia affascinante.

Lasciando Djúpalónssandur attraverserai paesaggi suggestivi sulla costa settentrionale della penisola di Snæfellsnes fino al villaggio di pescatori di Grundarfjordur. Circondato da montagne straordinariamente belle, Grundarfjörður è la patria di uno dei punti di riferimento più iconici e fotografati della penisola, la montagna simmetrica Kirkjufell che si erge a 150 metri dalla costa.

Fuori da Grundarfjörður il percorso si snoda attraverso i campi di lava Berserkjahraun che secondo le leggende vichinghe era il luogo in cui due “Berserks” svedesi forgiarono la prima strada dell’Islanda e oltrepassarono il lato sud della penisola attraverso il passo Vatnaleið.

Tour di un giorno da Reykjavik: Costa Sud e laguna glaciale di Jökulsárlón (Antonella Giroldini)

Molti dei maggiori fiumi glaciali dell’Islanda sfociano nell’Oceano Atlantico sulla sponda meridionale del paese. Durante il viaggio lungo questa costa stupenda si attraverseranno incantevoli villaggi come Selfoss, Vik e Kirkjubæjarklaustur e il Parco Nazionale di Skaftafell; è inoltre prevista una sosta alle cascate Skogarfoss. Il viaggio porterà inoltre i visitatori attraverso il grande deserto di Skeiðarársandur, dove le tempeste di sabbia possono essere talmente potenti da sverniciare una macchina!

Appena prima di raggiungere la laguna, si passerà davanti al più grande vulcano dell’Islanda, il ghiacciaio Öræfajökull, dove si trova anche la vetta più alta dell’isola, Hvannadalshnjúkur, a 2119 metri.

Alla laguna sarà possibile ammirare questa zona stupenda prima di cominciare il giro in barca. Ma questa non è una barca normale! Oltre a navigare sull’acqua, è in grado di percorrere brevi distanze a terra: una barca davvero unica!

La laguna Jökulsárlón ha iniziato a formarsi all’inizio degli anni ’20 del novecento e diventa ogni anno più grande. Si vedranno blocchi di ghiaccio che si sono staccati dal ghiacciaio più grande di Europa, il Vatnajökull, e si stanno lentamente spostando verso l’oceano distante poco più di un chilometro. Alcuni degli iceberg sono parzialmente coperti dalla cenere vulcanica di antiche eruzioni e sembrano sculture create da Madre Natura stessa!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REYKJANES (Antonella Giroldini)

Dedichiamo il nostro terzi giorno alla visita di Reykjanes ed alla Laguna Blu. Partiamo in mattinata per una delle aree più attive di Islanda. Lungo il percorso si potrebbero notare filetti di merluzzo che vengono essiccati sui campi di lava o su apposite pergole. Si visita l’area geotermica di Krysuvik e del Lago Klaifarvatn con le sue sorgenti termali e pozze di fango bollente.

Il Lago Klaifarvatn profondo che riempe una fenditura vulcanica è circondato da dirupi di lava plasmati dal vento e da spiagge di sabbia nera. Un sentiero escursionistico corre intorno alla sponda , offrendo panorami mozzafiato e la possibilità di passaggiere nelle scricchiolanti ceneri vulcaniche. Narra la leggenda che in fondo al lago si nasconda un mostro vermiformi dalle dimensioni di una balena.

LAGUNA BLU (Antonella Giroldini)

E’ il simbolo dell’Islanda. Incastonata in un magnifico campo di lava nero, questa spa dalle acque azzurre e lattiginose è alimentata dalla futuristica centrale geotermale di Svartsengi; con le sue torri argentate, le nuvole di vapore e la gente con il volto spalmato di fango bianco di silice, vi sembrerà davvero di essere in un altro mondo. E’ essenziale prenotare. L’acqua ( al 70% acqua di mare, al 30% acqua dolce, alla temperatura perfetta di 38%C) è ricca di alghe blu – verdi, di sali minerali e di un finissimo fango di silice, che tonifica ed esfolia la pelle.

La laguna è stata dotata di servizi per i visitatori e comprendere un enorme e moderno complesso di spogliatoi, ristoranti, una terrazza panoramica e un negozio di articoli da regalo; è stata progettata con vasche termali, bagni di vapore, sauna, un bar e una cascata caldissima che fornisce un potente massaggio idrico.

GULLFOSS (Antonella Giroldini)

La Cascata più famosa d’Islanda è il Gullfoss che precipita con uno spettacolare doppio salto per 32 m sollevando una parete perpendicolare di spruzzi mentre scende in uno stretto burrone. Nelle giornate di sole gli spruzzi creano una serie di scintillanti arcobaleni e l’atmosfera è magica anche in inverno , quando la cascata è chiusa dalla morsa dei ghiacci.

 

 

GEYSER (Antonella Giroldini)

Una delle attrazioni turistiche più famose dell’Islanda è Geyser, la sorgente calda originaria, quella da cui tutti gli altri geyser del mondo hanno preso il nome. Scoperto nella regione geotermale di Haukadalur, il grande Geyser è rimasto attivo per circa 800 anni e un emetteva getti d’acqua alti fino a 80 m. Ma i geyser attraversano periodi di attività ridotta ed è dal 1916 che Geyser dà soltanto pochi segni di vita. In occasione dei terremoti pare riprendersi un po’, ma i suoi pennacchi d’aria calda sono ormai rari. Per la fortuna dei visitatori, proprio accanto si trova un geyser molto affidabile, Strokkur. E’ raro che si debba aspettare più di cinque o dieci minuti per vedere l’acqua zampillare con uno spettacolare getto alto da 15 a 30 m, per poi essere risucchiata dentro quello che sembra il buco di un enorme scarico. Non posizionatevi sottovento se non volete farvi una bella doccia.