Museo d’Arte Sacra a San Gimignano (Antonella Giroldini)

Nella raccolta piazza Pecori, in alcuni ambienti del Palazzo della Prepositura, espone opere provenienti dal Duomo e da Chiese del territorio tra cui i dipinti di Benozzo Gozzoli, Matteo Rosselli e Bartolo di Fredi e sculture di Benedetto da Maiano, Pietro Torriggiani e Francesco di Valbrino. Inoltre, paramenti e oreficerie sacri e antifonari miniati da Nicolò di Ser Sozzo Tagliacci e da Lippo Vanni.

 

Vienna (Antonella Giroldini)

Il terzo uomo non c’è più. E’ sparita la Vienna polverosa, melanconica, male illuminata, qua e là semidiroccata, affascinantissima e trascurata come l’avevamo conosciuta fin dentro gli anni Sessanta e Settanta.

La Vienna di oggi ha un altro volto, recente, luminoso, restaurato, ricco. Non più facciate scrostate e cadenti, non più vetrine da paese dell’Est, non più selciati sconnessi,  finestre senza vetri, cornicioni sbilenchi. Ogni casa è ridipinta , rifatti gli stucchi, ridorati i fregi, lustrati i portoni, le strade selciate di fresco e illuminate al punto giusto, i negozi di massimo lusso, fiorite le aiuole, curati i prati, pettinati parchi e giardini.

Non fosse per il profilo dei palazzi d’altri tempi, per il numero degli antichi monumenti, per la densità di chiese e musei, si avrebbe la sensazione , per la ricchezza delle strade e delle piazze, per il lusso dei caffè dei ristoranti , di essere in qualche città della Germania. Ma poi basta soltanto tirar su la testa e dare un occhiata alle finestre per capire che si è a Vienna . Solo qui, solo in Austria – e in qualche palazzo di Bolzano e Parma – i vetri si aprono all’infuori e non c’è ombra di scuri o persiane. E basta guardare le insegne delle strade – almeno quelle sopravvissute alle guerre – scritte in gotico , per rendersi conto che non siamo a Monaco né a Bolzano. Oppure controllare dentro ai cortili le verande di vetro , specie di terrazze chiuse alla bell’e meglio allo scopo di ingrandire le stanze per sapere subito dove si trova…A Vienna ancora non regna incontrastato quell’odore di salsiccia misto a pommes frites che solitamente stagna identico in tutte le metropoli del mondo che sta a nord dell’Italia. Qui l’odor di dolce prevale : sono krapfen e torte, cornetti o pani zuccherati, a volte – è vero – in mediocre versione turistica e tuttavia il loro profumo orienta e ambienta come la salsedine in una città di mare.

La città ha conservato una miracolosa dote che al pari suo forse soltanto Roma possiede. Assimila e coinvolge nella sua atmosfera suntuosa, brillante, internazionale e cosmopolita, e tuttavia insieme domestica, intima, quasi familiare. Ovvio che , come succede per tutti i luoghi di cui ci si vuole appropriare, Vienna bisogna conquistarla a piedi o in tram , in bicicletta, seguendo le orme dei sui abitanti , sedendosi nei caffè, passeggiando nei parchi, andando ai mercati.

 

Prato della Valle a Padova (Antonella Giroldini)

I padovani sono fieri della grandezza di Prato della Valle (88620 mq), una piazza che per estensione totale è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Per comprendere quanto effettivamente sia grande, basta pensare che è formata da un’isola centrale, completamente verde, chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori.

Intorno all’isola c’è una canale di circa 1,5 km di circonferenza, circondato da una doppia fila di statue numerate (78) di personaggi famosi del passato. Per raggiungere l’isola centrale ci sono 4 viali incrociati con relativi ponti sul canale. Prato della Valle sorge in un luogo da sempre fulcro della vita di Padova: qui c’era un grande teatro romano e un circo per le corse dei cavalli. Qui furono martirizzati due dei quattro patroni della città, Santa Giustina e San Daniele. Nel Medioevo si svolgevano fiere, giostre e feste pubbliche. Oggi in Prato della Valle turisti e padovani passeggiano, vanno in bici, prendono il sole d’estate o fanno tardi la sera. Dopo anni di abbandono, la Piazza ha finalmente ripreso la sua centralità nella vita di Padova.

 

 

ASCOLI: un sorso di caffè tra storia e Anisetta (Antonella Giroldini)

In un angolo di Piazza del Popolo, nonostante il trascorrere degli anni, è ancora possibile sedersi e assaporare un ottimo caffè preso Caffè Meletti, un salotto in stile Liberty che, dai primi anni del ‘900, offre la bevanda calda con l’aggiunta dell’Anisetta. Sedersi e bere caffè corretto con Anisetta Meletti e ‘mosca’ annessa (un inebriante chicco di caffè) fa un effetto strano se si pensa che, per anni, fu sede del “Senato”, sodalizio dei notabili della città. Re Vittorio Emanuele fece visita nel 1908 e 1910 per acquistare l’Anisetta e lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Perfino Hemingway si sedette per un caffè, oltre a Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni, Renato Guttuso, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Mario Soldati, e politici di levatura nazionale come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat.E l’elenco sarebbe ancora lungo: Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre e Trilussa che, goloso dell’Anisetta parlò di “quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”. Questo locale è ovviamente tra i 150 caffè storici d’Italia, con originali arredi lignei lavorati ed intagliati che, ieri come oggi, offrono occasioni per incontrarsi.

 

Dubai: Bahri Bar (Antonella Giroldini)

Raggiungete questo bar in stile coloniale arabo, almeno un’ora prima del tramonto per trovare posto e – indipendentemente dalla stagione – dirigetevi verso la grande veranda in legno . Lo straordinario panorama compensa i rivoli di sudore lungo la schiena e se c’è un po’ di brezza l’esperienza diventa semplicemente sublime.

Sprofondati in un comodo sofà in rattan , sorseggiare un bicchiere di vino bianco ghiacciato e ammirate il panorama mozzafiato – la spiaggia orlata di palme lo stupefacente Burj Al Arab e l’affascinante Medinat Jumeirah.

Dopo il tramonto, quando la gente va a cena, fermatevi al bar . Lo spettacolo di luci offerto dal Buri Al Arab è veramente straordinario . Quando il sole scompare all’orizzonte e il cielo diventa  nero inizia lo show “la vela”- bianchissima di giorno – viene inondata di colori e illuminata da oltre 100 riflettori programmati per creare un suggestivo spettacolo caleidoscopico.

HURGHADA (Antonella Giroldini)

Preannunciata da una serie di isolotti che segnano la fine del golfo di Suez e che tutti gli appassionati di diving ormai conoscono palmo a palmo nei fondali e nella barriera . Questo sia per il mare davvero incredibile nonostante la messa in funzione di impianti petroliferi sia per la ricettività alberghiera , che si è sparpagliata lungo la costa per oltre 30 km con risultati a volte non proprio felici

MIGLIONICO (Antonella Giroldini)

Alto sulla cresta fra Bradano e Basento, il borgo domina il lago di San Giulianoe le vallate intorno.

Nel centro dell’abitato la Chiesa Madre, di origine molto antica, ha un portale a ogiva della fine del sec XIII, il campanile è romanico con bassorilievi e portale rinascimentale. Tra le opere custodite all’interno. L’Assunzione di Maria di Tintoretto, all’altare maggiore e tomba dell’arcivescovo Marino de Paolis da Caivano.

Castello del Malconsiglio. In posizione dominante all’ingresso del paese, è un massiccio edificio a pianta quadrata con tre torri quadrate e tre circolari, di probabile impianto normanno – svevo. E’ noto perché vi si riunivano i baroni del regno per simulare un atto di sottomissione a Ferdinando I d’Aragona, in attesa che giungessero gli aiuti del papa.