DUOMO DI ORVIETO (Antonella Giroldini)

Il Duomo di Orvieto, una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile, in cui il sentimento animatore delle grandi cattedrali del due-trecento, le soluzioni architettoniche degli ordini mendicanti ed i motivi figurativi del gotico francese trovano una perfetta armonia di volumi e di linee nell’originale superamento della tradizione basilicale romana.
“Blocco compatto e allungato” che si erge a caratterizzare lo spazio avvolgente della piazza, la cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, è stata edificata nel corso di più secoli, dal XIII al XVII. Vari sono i motivi della sua costruzione:   politici, urbanistici, sociali, artistici e non solo religiosi, come vorrebbe la tradizione, che lega il Duomo al Miracolo dell’Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263.

 

Dubai : Spiagge (Antonella Giroldini)

Gli abitanti di Dubai amano le spiagge delle loro città. E se i residenti a Jumeirah  – che vivono a pochi passi dalle limpide acque turchesi  – non si perdono il rito quotidiano della nuotata di prima mattina o nel tardo pomeriggio, gli altri cercano di frequentare la spiaggia almeno nel week end . Persino gli espatriati vanno in spiaggia il venerdì , giorno in cui vedrete gli autobus delle aziende edili in attesa sulla Open Beach, mentre i loro impiegati giocano a cricket sulla sabbia.

Sebbene secondo alcuni gli edifici in costruzione a Palm Island abbiano deturpato un po’ il panorama, i resort balneari situati lungo la spiaggia di Jumerah sono considerati i migliori del mondo, con piscine gigantesche dotate di bar , giardini pieni di palme e ottime possibilità di praticare gli sport acquatici e diverse attività all’aperto.

ASCOLI : Sopra e dentro il Ponte Romano ( Antonella Giroldini)

Passeggiare sul Ponte Romano Agusteo, risalente al I secolo a. C., sarà possibile, visto che Ascoli è una città tra due fiumi (il Tronto e un suo affluente, il Castellano), ma passare dentro allo stesso sarà un’esperienza di certo ancora più suggestiva. Inutile dire che è stato realizzato in travertino: alto 25 mt., lungo 22,20, ha misure straordinarie per l’epoca della sua edificazione. Il ponte è visitabile all’interno attraverso un corridoio d’ispezione, il cui ingresso si trova nella testata esterna con accesso dalla porta dell’edificio che lo fiancheggia.Dato il valore archeologico, è considerato uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana avendo conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive.

SANTO DOMINGO (Antonella Giroldini)

Costruita sull’argine occidentale del Rio Ozama, prima città europea fondata nell’Emisfero occidentale, Santo Domingo è oggi una moderna metropoli, cosmopolita e caotica, abitata da 2,2 milioni di persona. Irradiatasi verso l’interno, come un vecchio ventaglio spagnolo, questa città affollata, dalla porta storica monumentale, combina il fascino del Vecchio Mondo con la raffinatezza moderna e il carisma latino.

Fondata nel 1498 da Bartolomeo Colombo, fratello di Cristoforo, la neonata città divenne la piattaforma di lancio delle spedizioni di colonizzazione delle Americhe. La città fu inizialmente chiamata Nueva Isabela e dislocata sulla sponda orientale del Rio Ozama. Nel 1502 un uragano rase al suolo l’insediamento ligneo, e il governatore Nicolas de Ovando la ricostruì in pietra sull’altra riva del fiume, ribattezzandola col nome di Santo Domingo de Guzman. Progettata secondo un preciso reticolato, la città si stende all’interno di una cinta muraria, ancora esistente, con sei porte d’ingresso e 20 bastioni.

Oggi Santo Domingo è una città moderna e movimentata, alla moda, superba sul fronte culinario e animata da una frizzante vita notturna che esprime il misterioso fascino latino. Il contrasto tra il moderno yang e il coloniale yin si trova lungo il Malecon, un boulevard sul lungomare fiancheggiato da casinò e hotel, e nel moderno Naco- Winston Churchill  – Piantini, un conglomerato di uffici, attività commerciali e ristoranti, luogo ideale per nottate di salsacaliente. Anche l’arte si sta imponendo come attrattiva, concentrata nel superbo Museo de Arte Moderno.

I siti più interessanti sono raccolti attorno  alle tre piazze principali della Zona  Colonial. La vecchia città merita almeno tre giorni di vita, mentre la Ciudad Nueva, Gazcue  e i distretti periferici un giorno ciascuno.

La Zona Colonial è stata dichiarata parte del patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1990  ed è il più antico insediamenti europei ancora esistenti nel Nuovo Mondo, è un tesoro di attrazioni storiche i cui fascino incanta per giorni. La Zona Colonial abbraccia, all’interno della città vecchia, un centinaio di isolati urbani, le cui antiche strade e piazze acciottolate sono ornate da un complesso architettonico di prim’ordine: castelli, palazzi,  case signorili, molti dei quali sono adatti a ristoranti, boutique, hotel, gallerie e musei.

 

 

 

BORGO MEDIEVALE DI GRECCIO (Antonella Giroldini)

Il borgo medievale di Greccio, nella Provincia di Rieti, è arroccato a 705 metri d’altitudine, su un bastione roccioso, alle pendici del Monte Lacerone, affacciato in splendida posizione panoramica sulla valle Santa Reatina.

Fondato probabilmente da una colonia Greca, in tempi antichissimi, si hanno notizie delle battaglie sostenute con le comunità vicine fin dal secolo XI, data della nascita del Castrum.

Nel primo periodo della sua genesi, più precisamente negli anni a cavallo del 1100, il castrum Greciae conobbe una fase di grande sviluppo demografico ed urbanistico in seguito all’immigrazione degli abitanti di Rocca Alatri, un centro situato nei pressi della vicina abbazia cistercense di San Pastore, che cominciò a spopolarsi in quel periodo.

Nel 1242 fu distrutto ad opera delle truppe di Federico II di Svevia che, in guerra contro la Santa Sede e non riuscendo ad espugnare Rieti dopo dieci mesi di assedio, incaricò nel mese di maggio il suo capitano generale Andrea di Cicala di mettere al ferro e fuoco l’intero circondario.

Fu la più drammatica devastazione che il paese subì, insieme al saccheggio delle truppe napoleoniche che si consumò nel 1799.

L’antico borgo conserva intatta la sua struttura, tipica di un “castrum” fortificato, nella quale spiccano i resti del castello, risalente al secolo XI.

TORRITA TIBERINA (Antonella Giroldini)

Questo comune è situato nel Lazio, in provincia di Roma e conta circa 900 abitanti.
Posto su di un’altura della Valle Tiberina, Torrita Tiberina ha origini antichissime e lo stesso nome diriva dalle numerose torri che fortificavano la zona.
Dopo essere appartenuto ai Savelli, il borgo fu proprietà degli Orsini e dei Torlonia.

Da Visitare:
Il borgo medievale è dominato dalla possente mole del Castello Baronale, eretto nel 1.200 e oggi proprietà comunale.
Le antiche origini di Torrita Tiberina sono documentate dai ritrovamenti di alcuni resti di murature romane in località Celli e Bardacchini.
Sul territorio comunale si trova un’importante riserva naturale regionale, chiamata Tevere Farfa, in cui trovano ospitalità alcune specie di uccelli acquatici e numerose varietà di piante rare.

 

MAURITIUS: LA PIROGUE (Antonella Giroldini)

Il primo resort ad avere i battenti a Mauritius ha la stessa gestione dell’adiacente Sugar Beach, ma un atmosfera completamente diversa. Mentre il Sugar Beach è arredato come una residenza coloniale. La Pirogue opta per il fascino dei villaggi di pescatori, ed ha deliziosi villini disposti a gruppi in semicerchio lungo 500 mdi una spettacolare spiaggia di piaggia. Sebbene qualcuno potrebbe ritenere che il resort stia iniziando a mostrare i suoi anni, per la maggior parte degli ospiti La Pirogue rappresenta tuttora l’emblema dell’ospitalità sulle spiagge di Mauritius.

 

TRIESTE (Antonella Giroldini)

Trieste offre molti luoghi da visitare e itinerari per scoprire i vari aspetti della città, di interesse sia per il turista che per i triestini. Uno degli svantaggi di vivere in una città così bella è infatti l’estrema difficoltà nel distinguere i normali itinerari da quelli turistici!

Un buon modo per conoscere Trieste è fare una passeggiata che comincia dalla piazza principale di Trieste, piazza dell’unità d’Italia, storicamente chiamata piazza Grande, un ambiente rettangolare di vaste dimensioni, chiuso su tre lati da magnifici palazzi mentre il quarto si affaccia direttamente sul mare, il cui attuale aspetto risale al diciannovesimo secolo.
Sul fondo della piazza sorge il Municipio, edificato nel 1877 da Giuseppe Bruni: esso è contraddistinto da una serie di arcate e da una torre con orologio, sopra la quale le statue di due mori, noti in città con il nome di Micheze e Jacheze, battono le ore.
Ai lati della piazza stessa sorgono edifici degni di nota: Palazzo Modello (progetto del Bruni) Casa Stratti (che ospita uno dei caffè storici della città, il Caffè degli Specchi), il Palazzo del Governo oggi sede della Prefettura, il palazzo del Lloyd Triestino (oggi sede della Presidenza della Giunta Regionale, costruito tra il 1880 e il 1883 su progetto dell’architetto H. von Ferstel per l’allora Lloyd austroungarico di navigazione a vapore; sulla facciata rappresentazioni allegoriche raffiguranti il mare e la navigazione), l’Hotel Diuchi d’Aosta di Geiringer ed il barocco Palazzo Pitteri, progettato da U. Moro nel 1790.

Nell’angolo a destra troviamo la colonna sulla cui sommità si erge la statua di Carlo VI, l’imperatore d’Austria che concesse a Trieste lo status di Porto Franco. Al centro, proprio di fronte al Municipio, vi è la “Fontana dei quattro continenti” (1751- 1754) su disegno del Mazzoleni: le statue rappresentano i 4 continenti allora conosciuti. Sulla sommità è invece rappresentata la Fama, che sovrasta Trieste, adagiata sulle rocce del Carso e attorniata dalle ricchezze frutto dei commerci.
Se da piazza Unità, seguendo le rive, prendiamo a destra, ci inoltriamo nel quartiere noto come Borgo Teresiano, il cui nome deriva dalla sua fondatrice, Maria Teresa d’Austria. Per far fronte alle accresciute necessità dei triestini, l’imperatrice fece bonificare la zona delle antiche saline e sui terreni sottratti al mare, attorno al Canal Grande (oggi più noto con il nome di Canale di Ponterosso), trafficato molo mercantile, sorse un rione completamente nuovo, di stile neoclassico. All’inizio fu abitato principalmente da mercanti e commercianti: al piano terra trovavano sistemazione i magazzini, al primo le stanze padronali, al secondo gli uffici ed al quarto le stanze dei domestici; caratteristiche abitative ancora facilmente riscontrabili, specie nei grandi portoni e negli ampi atri oltre che nelle piccole finestrelle dei sottotetti, chiaro segno che li abitava era di estrazione sociale inferiore. Il rapido sviluppo richiamo un grande numero di artisti le cui opere abbelliscono ancora oggi molti dei palazzi cittadini.

Tra i palazzi degni di nota e proseguendo la passeggiata nella direzione già indicata, va ricordato “Palazzo Carciotti”, fatto costruire dal mercante greco Demetrio Carciotti su progetto dell’architetto Matteo Pertsch, prospiciente il mare e facilmente riconoscibile dalla sua cupola azzurra e dal colonnato in facciata, oggi sede della Capitaneria di Porto.
Risalendo il canale a lato del palazzo si giunge alla chiesa di S. Antonio Taumaturgo, realizzata in stile neoclasisco dell’architetto Pietro Nobile nella prima metà dell’800. Ai tempi della sua realizzazione il canale, interrato in tempi successivi, raggiungeva la base della scalinata posta in facciata.
Scendendo nuovamente lungo la riva destra del canale si incontra la chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione, realizzata in stile neobizantino, con le sue inconfondibili cupole celesti.
Ritornando verso piazza dell’Unità attraverso parte della zona pedonale, di via Dante e via san Nicolò, si giunge in Piazza della Borsa, la cui toponomastica deriva dall’omonimo palazzo, oggi sede della Camera di Commercio, edificato su progetto del Mollari nel 1806, la cui facciata, contraddistinta da un colonnato dorico richiama quella di un tempio greco. Tra le statue allegoriche poste alla sommità, vi sono raffigurati anche la città di Trieste ed il Danubio.
A sinistra della Borsa vi è il massiccio palazzo del Tergesteo, sorto tra il 1840 ed il 1842 ad opera dell’architetto ed ingegnere triestino, ma di origine belga, F. Bruyn, progettato per fungere da centro destinato al commercio. Durante la guerra fu destinato a deposito, con conseguente deterioramento delle strutture originarie, ristrutturate soltanto negli anni ’50 e non fedelmente all’originale.
A destra della borsa vi è invece Casa Rusconi, uno dei pochi esempi di architettura barocca a Trieste.
L’intera piazza è dominata dalla statua di Leopoldo I, imperatore d’Austria.
Sempre in piazza della Borsa, vi è anche un felice esempio di Art Nouveau, ad opera di Max Fabiani, esponente di spicco del movimento artistico-archittetonico Liberty a Trieste: Casa Bartoli. La semplicità strutturale associata alla razionalità ben rispondeva alle diverse esigenze: le grandi vetrate contraddistinguono i locali commerciali, mentre la veranda con il giardino d’inverno separava la parte pubblica da quella privata. Una curiosità ancora: l’ingresso non si trova in facciata bensì in una piccola rientranza sul lato sinistro.
Attraversando la Galleria del Tergesteo, sede di eleganti negozi e di un raffinato bar, si giunge di fronte al Teatro comunale giuseppe Verdi, costruito in stile neoclassico su progetto del Pertsch, allievo del Piermarini, e dal cui più celebre Teatro alla Scala il Pertsch prese ispirazione. Attualmente all’interno del teatro ha luogo annualmente la stagione lirica nei mesi invernali ed il festival dell’operetta durante quelli estivi. Nell’autunno del 2004 è stato inaugurato, dopo lunghi restauri, il ridotto del teatro.

Castello di Brolio (Antonella Giroldini)

Il complesso costruito nel 1041 è storico quartier generale dei Ricasoli e punta di diamante del sistema di difesa messo a punto dai fiorentini contro l’eterno nemico senese. Tutto in mattoni rossi, deve l’attuale aspetto agli interventi voluti nel 1835 da Bettino Ricasoli che fece trasformare l’antica fortezza, secondo il gusto del revival gotico del tempo forse estraneo nel risultato all’architettura locale. Da secoli anche importante azienda vitivinicola si deve proprio al Barone di ferro la definizione della formula del Chianti Classico: uve sangiovese, canaiolo e un po’ di malvasia. si possono visitare le nuovissime cantine, con sale degustazione, il castello e i giardini.