Parco Naturale di Monte Cucco (Antonella Giroldini)

Nei comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, si estende per oltre 10.000 ettari, quest’area naturale di tutela regionale che, mostrando un’eccezionale ricchezza di vegetazione , fauna e giacimenti geologici, giunge fino al confine con le Marche. Il vero cuore del comprensorio è il massiccio calcareo del Monte Cucco, che con la Sua forma conica domina le terre umbro – marchigiane. Gli amanti delle escursioni potranno trovare in questa zona il loro ” paradiso”, oltre ad ammirare affascinanti fenomeni di carsismo e le numerose sorgenti e forre scavate dalla forza dei torrenti. Tra queste è spettacolare quella del Rio Freddo: un canyon inciso per la lunghezza di 5 km e una profondità di circa 200 m. Il massiccio del monte Cucco, oltre alla spettacolarità panoramica, ha una collocazione tale , rispetto ai venti e alle correnti termiche, da renderlo particolarmente adatto per lo sport del volo libero e del deltaplano.

 

 

Imboccata da Sigillo la strada panoramica che in 9 km risale le pendici del monte, si giunge nella Val di Ranco, tra boschi e praterie ideali per tranquille passeggiate. Ma la vera attrattiva di questa zona è la grotta  di Monte Cucco.

Garbatella (Antonella Giroldini)

Attorno al 1920 la breve stagione di successi conosciuta dall’area industriale Ostiense – Portuense appariva già avviata a conclusione, ma ciò non scoraggiò la realizzazione della Garbatella, quartiere modello di edilizia popolare pensato per il ceto operaio e contraddistinto da bassa densità edilizia e ampie zone verdi, caratteristiche oggi perdute.

La Visita alla città di Rocchettine (Antonella Giroldini)

Rocchette e Rocchettine sorgono quindi nel punto in cui la valle subisce un forte restringimento, a strapiombo sulle acque del torrente. L’ambiente intorno alle fortificazioni è sicuramente uno dei più suggestivi che si possono incontrare nella Sabina del versante tiberino, ricco di boschi e di corsi d’acqua.

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Rocchettine mantiene meglio conservate le sue fortificazioni originarie, ma subisce un graduale abbandono. Successivamente, intorno alla rocca abbandonata sorgerà un piccolo nucleo di case che ben presto subirà un progressivo spopolamento. Da questo periodo in poi le già scarse notizie sulle vicende di Rocchettine diventano praticamente nulle, come se la fortezza fosse scomparsa dal novero sia storico che geografico. Dobbiamo fare un consistente balzo temporale e giungere all’età moderna per ritrovare documenti che ci informano delle sorti di questo affascinante luogo. Così, i le notizie ci portano nel novembre del 1817 quando, in seguito ad un’opera di riorganizzazione dell’area Sabina, il Cardinal Consalvi con un decreto assegna al comune di Torri in Sabina il territorio in cui ricadono sia Rocchette che Rocchettine.

Napoli, Trattoria Nennella. 60 anni di cucina di casa nei Quartieri Spagnoli (Antonella Giroldini)

IMG_8462 IMG_8463 IMG_8464 IMG_8465 IMG_8466 IMG_8467Sono a Napoli per una trasferta di lavoro. Siamo fortunate e finiamo di lavorare alle 14. Abbiamo a disposizione un po’ di tempo e prima di prendere il treno per tornare a casa, ci concediamo un pasto ed un esperienza divertente da Nennella nel cuore dei quartieri Spagnoli.

l’antipasto napoletano, veri crocchè ed arancini come quelli di mammà.

Per i primi l’offerta è varia e appetitosa e cambia con la stagione: pasta e patate con la provola, pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie, pasta e piselli, spaghetti olive e capperi, la cd”puttanesca”, al filetto di pomodoro e profumato basilico, minestra di scarole e fagioli, vermicelli con i “lupini”, (vongole comuni, diverse da quelle veraci, ma, altrettanto saporite) e ancora la pasta al forno, il gattò di patate, la lasagna, e gli immancabili ragù e genovese. Quest’ultima è prerogativa di Nennella 2, da sola sbuccia 40 kg di cipolle bionde, spandendo il profumo per tutto il vicolo, sceglie la carne giusta, nessuno deve intromettersi.

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Altrettanto ricca la lista dei secondi, fragranti “alicelle” di Pozzuoli indorate e fritte, baccalà, pollo arrosto, “tracchie” (spuntature di maiale) arrostite, polpette fritte o al sugo, polpette di ricotta, mozzarella di bufala freschissima, mozzarella “in carrozza” o alla caprese. I contorni ci riportano all’incredibile fantasia dei napoletani  di cucinare le verdure in ogni modo: i classici “friarielli” saltati in padella con peperoncino, peperoni in padella o al “grattè”, parmigiana di melanzane, funghi trifolati, peperoncini verdi fritti al pomodoro, fagiolini, patate e carote lesse, patate fritte o al forno, spinaci e broccoli. Il pane è cotto a legna in uno dei forni storici della zona collinare della città, viene ritirato in due infornate per averlo sempre fresco, al mattino e nel primo pomeriggio.

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Per il caffè pochi passi e avrete solo l’imbarazzo della scelta su Via Roma.

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Il servizio è essenziale e più veloce di Mcdonald, in compenso per 10 euro (dico dieci) mangerete, serviti a tavola, dall’antipasto alla frutta, un decoroso aglianico e piedi rosso sfuso di Monte di Procida. Qui, come nella migliore tradizione napoletana, “il cucinato” è anche da asporto, per circa 8 euro porterete a casa un pasto completo bevande escluse.Un vero affare, non solo per la cucina e il valore incalcolabile di una tradizione che continua, ma anche, per la straordinaria atmosfera di verace e ironica napoletanità, per niente folkloristica, che si respira a casa di Nennella, dove si fa anche la raccolta differenziata…

Trattoria Nennella dal 1949 Vico Lungo Teatro Nuovo 103 Tel.081 41 43 38 Aperto: pranzo e cena Chiuso: domenica Ferie: 20 gg. ad agosto, 25, 26 e 31 dicembre

 

IL MERCATO CENTRALE DI FIRENZE (Antonella Giroldini)

IL PRIMO PIANO
IN PRIMO PIANO

Il Mercato Centrale Firenze nasce da un’idea di Umberto Montano che con Claudio Cardini ha dato vita al progetto che restituisce a Firenze uno dei luoghi più significativi della città: il primo piano del mercato coperto di San Lorenzo. Il progetto diventa realtà nella primavera del 2014, a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni – autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

 

UN LUOGO
UNICO

Il Mercato Centrale Firenze non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto. Pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini: tutte le botteghe sono condotte da commercianti artigiani con in comune la passione per la loro professione.

UN POSTO
CHE INTRATTIENE

Oltreché per fare normalmente la spesa, al Mercato Centrale Firenze si può stare a sedere in uno dei 500 posti a disposizione per mangiare qualcosa, con la certezza di poter contare sulla genuinità: tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare di qualità e tutti i piatti preparati all’interno del Mercato vengono cucinati utilizzando solo le materie prime che sono in vendita all’interno del Mercato stesso.
Il tutto per rendere il Mercato Centrale Firenze il luogo ideale per ogni momento della giornata, dalle 10 di mattina fino a mezzanotte.
Firenze, da sempre scenario dell’eccellenza e dell’autenticità gastronomica, vede tornare gli artigiani e le loro botteghe protagonisti del buon mangiare.

LE BOTTEGHE
DELLE COSE BUONE

Aperto tutti i giorni ad un’esperienza del gusto, del tempo, e del divertimento, il Mercato Centrale Firenze è una grande piazza coperta dove autenticità, spontaneità e tradizione sono protagoniste. Ogni bottega è il luogo ideale per fare la spesa e ritrovare il cibo vero, sincero e al giusto prezzo che la Toscana e l’Italia sanno offrire.

Hammam in Tunisia

Non sempre a chi viaggia in Tunisia viene in mente di fare un salto all’hammam. Questi bagni di vapore, dall’ambientazione suggestiva e dall’atmosfera …. torrida, sono il luogo ideale dove rimettersi in sesto. Tuttavia, lo scopo dell’hammam non è solo quello di rilassare il corpo e purificare la pelle .

Isperati ai bagni greci e romani , gli hammam sono diffusi un po’ ovunque in Tunisia . Non c’è città o villaggio che non ne abbia uno, e per rispondere alle aspettative dei turisti anche gli alberghi spesso di hammam privati . Contrariamente alle terme romane, gli hammam sono spesso di dimensioni ridotte. Generalmente , l’acqua dei bagni è riscaldata mediante un focolare , ma in alcuni casi si utilizzano sorgenti calde.

Dopo essersi spogliati nella sala di riposo e aver indossato una fouta ( una specie di pareo), si passa in una serie di ambienti via via più caldo: il tiepidarium, il sudarium e la sala caldissima, una sorta di sauna. Meglio non bruciare le tappe, per non bruciarsi.

Dopo una bella sudata, ci si può fare massaggiare nella sala tiepida. I massaggiatori vi laveranno e striglieranno energicamente con il vostro guantodi creme, o con il loro guanto in pelo di cammello o di capra. Le donne possono farsi depilare con il sokor , un miscuglio di caramello e limone.

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