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Dubai: Bahri Bar (Antonella Giroldini)
Raggiungete questo bar in stile coloniale arabo, almeno un’ora prima del tramonto per trovare posto e – indipendentemente dalla stagione – dirigetevi verso la grande veranda in legno . Lo straordinario panorama compensa i rivoli di sudore lungo la schiena e se c’è un po’ di brezza l’esperienza diventa semplicemente sublime.
Sprofondati in un comodo sofà in rattan , sorseggiare un bicchiere di vino bianco ghiacciato e ammirate il panorama mozzafiato – la spiaggia orlata di palme lo stupefacente Burj Al Arab e l’affascinante Medinat Jumeirah.
Dopo il tramonto, quando la gente va a cena, fermatevi al bar . Lo spettacolo di luci offerto dal Buri Al Arab è veramente straordinario . Quando il sole scompare all’orizzonte e il cielo diventa nero inizia lo show “la vela”- bianchissima di giorno – viene inondata di colori e illuminata da oltre 100 riflettori programmati per creare un suggestivo spettacolo caleidoscopico.
VILLA D’ESTE (Antonella Giroldini)
HURGHADA (Antonella Giroldini)
Preannunciata da una serie di isolotti che segnano la fine del golfo di Suez e che tutti gli appassionati di diving ormai conoscono palmo a palmo nei fondali e nella barriera . Questo sia per il mare davvero incredibile nonostante la messa in funzione di impianti petroliferi sia per la ricettività alberghiera , che si è sparpagliata lungo la costa per oltre 30 km con risultati a volte non proprio felici
TOUR DEL MAROCCO (Antonella Giroldini)
…..veicoli militari a Milano 2010 (Antonella Giroldini)
MIGLIONICO (Antonella Giroldini)
Alto sulla cresta fra Bradano e Basento, il borgo domina il lago di San Giulianoe le vallate intorno.
Nel centro dell’abitato la Chiesa Madre, di origine molto antica, ha un portale a ogiva della fine del sec XIII, il campanile è romanico con bassorilievi e portale rinascimentale. Tra le opere custodite all’interno. L’Assunzione di Maria di Tintoretto, all’altare maggiore e tomba dell’arcivescovo Marino de Paolis da Caivano.
Castello del Malconsiglio. In posizione dominante all’ingresso del paese, è un massiccio edificio a pianta quadrata con tre torri quadrate e tre circolari, di probabile impianto normanno – svevo. E’ noto perché vi si riunivano i baroni del regno per simulare un atto di sottomissione a Ferdinando I d’Aragona, in attesa che giungessero gli aiuti del papa.
VENOSA (Antonella Giroldini)
Fu un antica sede vescovile, ora unita a Melfi. Quando il poeta Quinto Orazio Flacco vi nacque, nel 65 a.C. a Venusia, colonia romana, già città sannita, passava la via Appia, di cui poi Traiano spostò il tracciato più a nord. La città sta al margine orientale della plaga montuosa del Vulture, su un pianoro, fondo di un remotissimo lago, scavato dai valloni che scendono verso nord alla fiumana. Nel centro antico ” l’aria del passato” vi è ” dolorosamente bella” per le geometrie quasi prevaricanti del castello quattrocentesco, l’abbazia normanna della trinità, le rovine romane, l’aver riempiegato le pietre.
Da visitare: i Castello, fatto erigere nel 1470 da Pirro del Balzo, signore di Venosa, è una costruzione a pianta quadrata con torri angolari cilindriche, un tempo usate come segrete per i prigionieri.
La Cattedrale, severa architettura eretta dal 1470 al 1502 in sostituzione di quella più antica demolita anche pee ricavarne materiale per la costruzione del Castello.
Casa di Orazio: così sono tradizionalmente detti i resti a pianta semicircolare appartenenti al calidarium di una domus patrizia del sec. II d.C. sotto il lastricato della strada, resti di mosaico composto in tessere in bianco e nero raffigurante animali marini.
Abbazia della SS. Trinità: uno dei più singolari e interessanti monumenti dell’Italia meridionale, è un suggestivo complesso isolato nella campagna alle porte di Venosa, formata da tre parti distinte: la chiesa vecchia, la sede abbaziale e l’incompiuta chiesa nuova. Di origine paleocristiana, il complesso abbaziale fu ampliato in periodo normanno, consacrato nel 1059 , e successivamente ingrandito dai benedettini agli inizi del XI sec che tuttavia non ultimarono i la
vori.
……. un pomeriggio a Torino
Chichen Itzà (Antonella Giroldini)
Essendo la città maya meglio conservata e più famosa, Chichen Itzà è il sito archeologico più frequentato ed è la meta irrinunciabile di qualsiasi tour in Messico. Chichen Itzà si trova nello Yucatan ed è a circa 200 chilometri da Cancun, dalla quale è facilmente raggiungibile in pullman. Arrivati nel sito maya si rimane senza parole di fronte alla Piramide di Kukulkan, conosciuta anche come “El Castillo” ed alta circa 25 metri; rappresentazione ideale del calendario maya, la piramide viene in genere “scalata” dai turisti ai quali viene sempre raccomandata prudenza nel salire e nello scendere gradini così ripidi. A poca distanza dal Castillo sorge il Tempio dei Guerrieri che vede all’ingresso la statua di Chac Mool e a lato la “foresta di colonne”. Per finire è interessante sostare al Caracol – osservatorio astronomico a forma di chiocciola – e dedicare un po’ di attenzione al Juego de la Pelota, la corte che ospitava le sfide di questo antico gioco e che è in buono stato di conservazione. Nei pressi di Chichen Itzà si possono visitare anche i siti di Ekbalam (a nord est) e di Edzna, dove si trova una ampia rete di pozzi e canali.
