La Rocca di Civita Castellana (Antonella Giroldini)

Fu edificata alla fine del  XV secolo, per volere di Alessandro VI Borgia e con funzioni anche abitative, da Giuliano San Gallo, che impostò la pianta pentagonale su fortificazioni del IX – X secolo, e adatta all’uso delle artiglierie ( il maschio ottagonale è aggiunta di Antonio da Sangallo il Vecchio per Giulio II) ; il cortile ha portico affrescato, mentre i resti di affreschi negli ambienti sono opera dei pittori Taddeo e Federico Zuccari.

 

Il fortilizio è sede  del Museo archeologico dell’Agro falisco, vasta raccolta di reperti archeologici dal territorio falisco, area del Lazio settentrionale – compresa tra il lago di Vico, Orte , la sponda del Tevere, il monte Soratte e percorsa dal Treja – che deriva il nome dell’antico popolo dei falisci. Ampio spazio è dato alla ceramica, di cui l’antica città di Falerii era importante produttrice, con esemplari a vernice nera p argentata, con decorazioni graffite o a figure rosse.

 

 

Bullicame … le terme di Viterbo ( Antonella Giroldini)

Fin dall’antichità, il bacino idrotermale del viterbese è stato conosciuto ed apprezzato. Si tratta di una serie di sorgenti di acque, la cui temperatura varia da 40° a 56° , da cui sgorgano acque sufuree, solfatobicarbonate e alcalini – terrose. Citata da Dante Alighieri nell’Inferno. La sorgente del Bullicame è la principle. I romani costruiscono le loro terme, e gli stabilimenti attuali sono molto apprezzati , anche se non mancano nella zona luoghi dove si può fare il bagno liberamente.

Facendo una passeggiata per la città e seguendo le indicazioni scorgiamo pozze di varie grandezza dove troviamo persone immerse nelle pozze o che prendono il sole. Davvero suggestivo il panorama, peccato che non vi siano aree ove sia possibile fare una doccia o rinfrescarsi, ma per questo…. si accede alle terme dei Papi!

 

SAN MARTINO AL CIMINO (Antonella Giroldini)

Paese di antiche tradizioni turistiche situato in posizione panoramica alle falde dei monti Cimini, fu possesso dell’abbazia di Farfa e poi dei Cistercensi, diventando nel 1644 feudo della famiglia Pamphilj.

La Chiesa di S. Martino è una importante ed evoluta costruzione cistercense di forme gotiche, dalla monumentale facciata chiusa tra due torri seicentesche a cuspide piramidale e con abside poligonale a contrafforti.