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Santuario di Greccio (Antonella Giroldini)
MOSTRA DI MONET A ROMA (Antonella Giroldini)
La mostra Monet, ospitata dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 nella sede del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma, propone 60 opere del padre dell’Impressionismo provenienti dal Musee Marmottan Monet di Parigi, quelle stesse opere che l’artista conservava nella Sua dimora di Giverny .
Monet trasformò la pittura en pleir air in rituale di vita e – tra la luce assoluta e la pioggia fitta, tra le minime variazioni atmosferiche e l’impero del sole – riuscì a tramutare i colori in tocchi purissimi di energia, riuscendo nelle sue tele a dissolvere l’unità razionale della natura in un flusso indistinto.
Il percorso espositivo rende conto, oltre che dell’evoluzione della carriera di Monet, anche delle sue molteplici sfaccettature, restituendo ricchezza artistica della sua produzione.
8 Dicembre a San Gimignano (Antonella Giroldini)
SATURNIA (Antonella Giroldini)
Il borgo, difeso da pareti scoscese, fu abitato in epoca protostorica e divenne poi centro etrusco e romano, distrutto da Silla nell’82 a. C.. Nel medioevo conobbe nuova fioritura sotto gli Aldobrandeschi cui seguì un degrado inarrestabile. Oggi è un tranquillo insediamento turistico, valorizzato dalle vicine terme di acquea sulfurea calda. Tra le varie memorie del passato, resti della cinta muraria senese con tratti di quella etrusca, o più probabilmente romana, e la porta a sud sotto cui transita un bel tratto di strada basolata.
Prossime all’abitato le cascate del Mulino, dove accanto a un’antica mola anche d’inverno ci si può bagnare nell’acqua calda che scorre nel corso del Gorello.
…. IL BICERIN …. (Antonella Giroldini)
Bicerin, che in piemontese significa « bicchierino » è il nome di una tipica bevanda analcolica torinese che prende origine da un’altra bevanda del ‘700 dal nome “bavareisa” composta da caffé, cioccolato e creama di latte e servita in bicchierini tondi e trasparenti.
Il gusto avvolgente di questa bevanda con il suo mélange caldo di cioccolata e caffè ha conquistato il cuore dei torinesi e di molti personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour e lo scrittore Alexandre Dumas.
La bevanda si può trovare nei vari bar e caffè della città.
Gli ingredienti sono facili da individuare: caffè espresso caldo appena fatto, cioccolata fatta in casa e crema di latte (anche se in altri utilizzano panna montata, la ricetta originale prevede la crema di latte), ma sono le dosi della ricetta a variare e ad essere tenute segrete dal caffè torinese. Al contrario degli altri caffè o bevande calde, il bicerin non viene servito in tazza ma in bicchieri o calici di vetro che permettono di osservare le sfumature date dalla diversa densità e dal diverso colore degli ingredienti usati.
Nel 2001 il Bicerin è stato riconosciuto come “bevanda della tradizione piemontese” con la pubblicazione sul bollettino ufficiale della regione Piemonte.
La degustazione di questa delizia è tappa obbligata in un viaggio a Torino soprattutto per i più golosi. Non lasciatevi scappare questa bontà.
ENJOY – CHIOSTRO DEL BRAMANTE (Antonella Giroldini)
ATENE ..E L’ ACROPOLI (Antonella Giroldini)
Considerata la culla della Grecia classica, è una vera fortezza naturale, costituita dalla sommità tabulare di una collina che strapiomba da ogni lato, tranne nel breve sperone a ovest. Su questa superficie corrispondente a meno di tre ettari sorse la città sacra, con i santuari e i templi che custodivano il tesoro ateniese. Qui gli artisti greci eressero in epoche diverse un complesso di edifici senza uguali al mondo, simbolo e maggior testimonianza della loro civiltà. Dichiarata Dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, l’Acropoli ancora oggi affascina per il valore storico e la bellezza senza tempo dei suoi templi che, sebbene privati di rilievi e sculture e spesso ingabbiati nelle impalcature dei necessari lavori di restauro, si stagliano solenni contro il cielo di Atene. Sulla spianata senz’ombra, la luce è spesso abbagliante e il sole diventa rovente nelle ore più calde del giorno. Pertanto , nei mesi estivi, si consiglia di salire all’Acropoli nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
Cucina di Salvador de Bahia (Antonella Giroldini)
Come molte altre cose, in Brasile il cibo è una fonte di piacere. Il cibo è incredibilmente buono quasi ovunque. Ancora più notevole è la capacità dei brasiliani di scegliere cosa, dove, quando e cosa mangiare.
Di sicuro, il pasto includerà arroz e fagioli, gli alimenti base della dieta brasiliana. Entrambi sono cotti con aglio e cipolla. Al riso vengono aggiunti pomodori, e ai fagioli foglie di alloro, e in alcuni casi pancetta. Sopra i fagioli , spruzzate un po’ di farina di manioca ,saltata nel burro e talvolta saltata con burro e pancetta. La carne alla griglia, chiamata churrasco, costituisce il coronamento del pasto: la carne di pollo, manzo o maiale è cosparsa di sale e messa sullo spiedo ed arrostire lentamente direttamente sul fuoco.
E’ da sottolineare il fatto che, anche nei ristoranti, il cibo viene servito in stile familiare, ovvero con abbondanti porzioni in piatti comuni.
Le origini africane della cucina di Bahia appaiono evidenti dai tre ingredienti principali: il latte di cocco, il piccante peperone malagueta e l’olio dendè, un estratto di color rosso – arancione di una palma originaria dell’Africa occidentale. Il delizioso stufato a base di frutti di mare chiamato moqueca include questi tre ingredienti ed è una classica specialità di Bahia.
AGRITURISMO TORRE SPAGNOLA (Antonella Giroldini)
Circondata dall’aspro e suggestivo paesaggio murgico, al confine tra la Puglia e la Basilicata, è ubicata “Torre Spagnola” una delle masserie più rappresentative del territorio appulo-lucano. Deve la sua denominazione alla possente torre merlata, eretta nel periodo in cui il territorio era controllato dalla Corona di Spagna.
“Torre Spagnola” ebbe un valore strategico per il controllo delle vie di comunicazione del Materano con il territorio Pugliese.
La torre fu costruita presumibilmente tra il 1560 ed il 1600 per volontà del Capitano Giuseppe Trullos, nipote del vescovo di Castellamare Giovanni Trullos, trasferitosi nel 1560 a Matera. Lo stesso Giuseppe nel 1603 acquistò il diritto di riscuotere le gabelle e fece della torre un posto di esattoria. I Trullos si imparentarono con la famiglia Ulmo di Matera il cui ultimo discendente si indebitò e si giocò tutto il patrimonio. In punto di morte pensando di pagare il fio di questa sua vita dissoluta per conquistarsi il Paradiso donò questa proprietà ai Domenicani. “Torre Spagnola” con i Domenicani, che l’hanno tenuta fino alla fine del 1700, si trasformò in un tenimento produttivo agricolo, con la costruzione di nuove strutture adeguate al nuovo indirizzo cerealicolo-zootecnico. Ai Domenicani, espropriati per le leggi Napoleoniche del 1806, successero nel primo decennio dell’800 i Marchesi Ferrante di Ruffano. Nel 1840 fu acquistata dal Duca Malvezzi. Proprio i Malvezzi creano la vera e propria masseria di servizio, adibita all’attività cerealicola ed all’addestramento dei cavalli, che venivano venduti all’esercito borbonico, oltre che dei cavalleggeri (soldati a cavallo). Le incursioni dei briganti costrinsero i proprietari a fortificare la Masseria, che continuerà a svolgere, fino ai primi anni del nostro secolo, un ruolo di difesa delle campagne e della produzione agricola. Nel 1938 la Masseria fu venduta a Michele Paradiso di Matera e successivamente nel 1968 alla famiglia Dimauro di Santeramo in Colle che la possiede tutto’ora.
L’Azienda agrituristica “Torre Spagnola” dista solo pochi kilometri da Matera, la famosa “Città dei Sassi”, su un altopiano, inserito in un ambiente rilassante in ogni periodo dell’anno. Il complesso offre, per tutto l’arco dell’anno, quattro differenti tipologie di camere, per un totale di 18 posti letto, variamente arredate. La cucina permette di gustare ricchi piatti tipici, con prodotti derivati nella quasi totalità dalla produzione agricola locale. Il servizio di ristorazione è realizzato anche a beneficio di gruppi esterni ed in occasione di eventi quali cerimonie e convegni.
E’ facilmente raggiungibile da Matera, percorrendo prima la S.S. 7 in direzione Laterza e deviando poi sulla provinciale per Gioia del Colle all’altezza del kartodromo, fino all’innesto della strada privata che porta a Torre Spagnola.

