Cabo da Roca (di Antonella Giroldini)

Cabo da Roca

Dopo aver gironzolato per lungo e largo a Lisbona, decidiamo che è giunta l’ora di visitare i dintorni di Lisbona. Prendiamo un comodo treno che ci porta a Sintra e dopo aver visitato la cittadina decidiamo di prendere un comodo autobus per Cabo da Roca.

L’autobus ci lascia di fronte ad un edificio che funge da caffè e ufficio turistico e bookshop….

image001…il resto è natura!

image003È una massiccia formazione alta circa 150 m , si protende nel mare impetuoso 18 km a ovest di Sintra.

image005image007E’ il punto più occidentale d’Europa. Selvaggio e battuto dal vento, è poco sfruttato a scopo turistico forse proprio per il suo isolamento.

Situato a 38º 47´ di latitudine nord e 9º 30´ di longitudine ovest, Cabo da Roca rappresenta una coordinata importante per chiunque navighi lungo la costa, essendo il punto più occidentale dell’Europa continentale, circostanza provata dal certificato che i visitatori possono portare via con sé come souvenir.

I registri storici indicano l’esistenza a Cabo da Roca di un forte del XVII secolo, che svolse un ruolo importante nella vigilanza dell’accesso a Lisbona e che costituiva una linea difensiva lungo la costa, in particolare durante le Guerre Peninsulari. Oggi di tale forte non rimangono che poche rovine, oltre al faro che continua a essere un importante punto di riferimento per la navigazione.

image009Cabo da Roca si trova all’interno del Parque Natural de Sintra-Cascais e costituisce uno dei motivi di interesse degli itinerari a piedi che si snodano lungo la costa…..

Assolutamente da visitare per il senso di libertà che trasmette!

Su e giù per Lisbona (di Antonella Giroldini)

Su e giù per Lisbona

Per salire su alcune delle colline più ripide di Lisbona si possono utilizzare tre elevadores di giallo intenso originariamente azionati mediante ruote idrauliche;

image001image003e il meraviglioso Elevador de Santa Justa, un elegante ascensore in ferro battuto costruito nel XIX secolo nella Baixa, che raggiunge un incantevole caffè posto a 45 metri di altezza dal quale si gode una magnifica vista sui tetti della città, le rovine del Carmo e il Rio Tejo.

image005image007image009La funicolare dal percorso più interessante è forse l’elevador da Bica, che attraversa il quartiere di Santa. Le altre due funicolari solo l‘elevador de Gloria , che da Praca dos Restauradores sale al miraudoro di Sao Pedro de Alcantara e l’elevador di Lavra, la prima funicolare su strada del nondo, inaugurata nel 1884 .

Antonella Giroldini

Acciaroli (di Antonella Giroldini)

Agosto 2013, prima di tornare a lavoro ci rimane ancora qualche giorno di ferie e di rimanere a Roma non abbiamo voglia. Dopo aver scorrazzato per l’arcipelago delle Azzorre, abbiamo voglia e bisogno di una vacanza stanziale e molto molto rilassante!

La mia storica agente di viaggi capisce che non abbiamo nessuna intenzione di sbatterci troppo. Sogniamo bagni di sole, relax, buona cucina. Preso atto della situazione ci propone una piccola cittadina balneare in provincia di Salerno…Acciaroli arriviamo!

Decidiamo di non prendere la macchina e di muoverci in treno. Da Roma prenderemo il treno che ci lascerà ad Ascea dove ci verrà a recuperare direttamente il personale dell’albergo.

In macchina percorriamo un tratto di strada tutto curve che, però, ci fa scorgere parte della splendida costa del Cilento.

image001Siamo molto molto soddisfatte. La scelta dell’hotel, poi, ci rende veramente euforiche. Siamo praticamente sulla spiaggia ed a pochi metri dal centro.

L’hotel La Playa ci consente di fare colazione, pranzo e cena vista mare. Siamo davvero rilassate! Cibo ottimo e poche scale che ci separano da un servizio spiaggia impeccabile con ombrellone, lettini e bagnino disponibile e tutto fare .

Ci concediamo lunghe passeggiate lungo la spiaggia e bagni in un mare cristallino. Non a caso il paese ottiene, da numerosi anni, le “5 vele di “Legambiente” e la Bandiera Blu delle spiagge.

image003Il pomeriggio le piacevoli passeggiate nel centro cittadino ci consentono di ammirare gli splendidi tramonti sul mare.

image005Mentre sopraggiunge la sera i vicoli del paesino, il porto turistico, la chiesa del XII secolo della Santissima Annunziata e la torre di avvistamento normanna ci regalano impareggiabili emozioni.

image007image009Alla fine di questa breve vacanza, ci portiamo a casa la gentilezza e la disponibilità della gente del posto che ha fatto di tutto per renderci la vacanza indimenticabile ….e un cartoccio con il pesce cotto dallo chef dell’albergo che ci fa gustare un po’ di sapori del Cilento anche a casa!

Torneremo a visitare questo meraviglioso territorio ….per ora non possiamo fare altro che lasciare un abbraccio virtuale a tutti!

Antonella Giroldini

Architettura delle Azzorre (di Antonella Giroldini)

Architettura delle Azzorre

Ogni isola ha le sue particolarità ma tutte le costruzioni sono ben inserite nell’ambiente naturale e regalano un’armoniosa bellezza agli occhi.

image001Gironzolando per Pico si rimane colpiti dalle case piccole e basse, generalmente a pietre a secco con porte e finestre colorate.

image003image005A Terceira le case sono allungate.

image007I particolari delle case colpiscono: porte, finestre, balconi sono spesso capolavori di falegnameria abbelliti dal ferro lavorato, mentre i colori che abbelliscono gli intonaci sono sempre ben assortiti; nelle finestre, poi, si ritrova il gusto nordico dei vetri piccoli e riquadri dietro cui ci sono tende ricamate e pizzi.

image009image011I villaggi sono un susseguirsi di viuzze strette che confluiscono nella piazza della chiesa. Le piazze sono accoglienti, spesso sedili di pietra sono scavati nei muretti o panchine sono sistemate sotto gli alberi mentre i marciapiedi sono veri e propri tappeti: in tutte le Azzorre la pavimentazione è realizzata con piccoli tasselli di sasso bianco e nero che formano dei disegni a mosaico.

image013image015L’architettura religiosa in queste isole è sempre stata molto importante: sia che si arrivi da terra, c’è sempre un campanile e una facciata bianca ornata con fregi di pietra lavica, o qualche santuario su una collina. Nell’isola si Sao Miguel ci sono molti esempi di barocco.

image017image019Non si possono dimenticare gli imperios, piccole cappelle dedicate allo Spirito Santo. Appartengono alle congregazioni di cittadini che li gestiscono per fare delle opere di bene. E’ una tradizione antica quella della Festa dello Spirito Santo, in cui preparava da mangiare per tutti i poveri e li offriva loro il pranzo che partiva proprio da queste cappellette.

image021image023La posizione delle Azzorre fece si che fossero oggetto di svariati attacchi via mare. Per sventare gli attacchi dei pirati sono state avviate grandi opere di fortificazione.

image025image027Saluto le Azzorre con la consapevolezza di aver vissuto una splendida emozione e con la voglia di scoprire ancora molto di questo splendido arcipelago.

A presto

Antonella Giroldini

I “Miradouros” delle Azzorre (di Antonella Giroldini)

I “MIRADOUROS” DELLE AZZORRE

Tra i ricordi più nitidi del viaggio alle Azzorre ci sono gli splendidi paesaggi che ci si aprono davanti agli occhi a ogni curva.

Il gioco più divertente è percorrere le strade delle isole e fermarsi a ogni miradouro per fotografare il panorama. Si trovano piazzuole, balconi, aree pic – nic che ci fanno scoprire le isole in tutta la loro bellezza e ci regalano istantanee  di paesaggi scenografici .

image001Tra i paesaggi più belli ci sono quelli di Pico e a Faial il Miradouro da Nossa Senora da Concecao che unisce lo spettacolo delle baie naturali all’ambiente antropizzato, mentre quello Do Copelinhos resta il più drammatico.

image002A Pico al miradouro Terra Alta lo sguardo corre dall’alto sulla costa abbracciando anche l’isola di Sao Jeorge. image003A Terceira il miradouro di Praia abbraccia dall’alto tutto il porto di Raminho, nei giorni belli si vede tutto l’arcipelago centrale.

Sao Miguel offre una così grande varietà di luoghi che scegliere è difficile. Il miradouro delle due lagune, la Verde e l’Azzurra , è il più particolare, ma anche quello sopra la Lagoa del Caldeirao Grande o quello sopra Mosteiros….

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Le Strade di Lisbona (di Antonella Giroldini)

Le Strade di Lisbona

Il mio primo incontro con Lisbona risale ormai a svariati anni fa. Era il 1998 quando, con il mio primo stipendio da “adulta”, mi regalai qualche giorno alla scoperta di questa città; scelta per caso ed amata da subito, tanto da spingermi a tornare una seconda volta a dieci anni di distanza per il capodanno 2008 ed a salutarla di nuovo per qualche ora nell’estate 2013 mentre viaggiavo con destinazione : Azzorre.

Lisbona mi ha affascinato perché offre innumerevoli motivi d’interesse, ma ha la metà della confusione delle capitali europee. Al di là delle cattedrali gotiche e degli imponenti monasteri , la sua vera attrattiva è andare alla sua scoperta vagando senza meta tra stretti vicoli e incantevoli stradine.

image001image003Nelle strette stradine del Bairro Alto s’incontrano dozzine di bar e ristoranti, l’aria vibra di musica jaz, raggae ed elettronica.

Vivere Lisbona significa abbandonarsi alle esperienze più diverse, come godersi una pasta e una bica “espresso” in una piccola piazza ombreggiata, guardare le vetrine nell’elegante Chiado, mescolarsi ai lisboetes in una festa di quartiere o ammirare il tramonto dal Castello Moresco.

image005Lisbona è una città bellissima! Passeggiando per i sette colli ci impattiamo in scorci della città di struggente bellezza!

image007image009Ed anche un viaggio in metro può diventare l’occasione per scoprire delle inaspettate opere d’arte grazie a delle colorate azulejos

image011… e quando la saluta per la terza volta …le dico solo un arrivederci: tornerò in questa poetica e nostalgica città.

Antonella Giroldini

Cafè Sport Peter (di Antonella Giroldini)

CAFE’ SPORT PETER

Per chi visita Faial è d’obbligo una visita al Cafè Sport Peter. Questo bar ha iniziato la sua attività in una stradina dietro il porto e vendeva articoli di artigianato locale. Con l’aumentare dei viaggiatori si è trasferito sul porto ed ha iniziato anche a vendere bibite. Negli anni trenta Henrique, un personaggio unico che accoglie i comandanti delle navi e provvede a qualsiasi loro necessità. Come ringraziamento riceve spesso in regalo bandiere, foto, dediche di amicizia e ringraziamenti, che appende alle pareti e al soffitto del locale.

image001Da qui sono passati i più grandi uomini di mare: Tabarly, Lamazou, Cichester, Cousteau, il principe Alberto di Monaco, il grande aviatore di Lindbergh e molti altri ancora, e tutti hanno lasciato una testimonianza di amicizia per Peter (è il soprannome che gli inglesi hanno dato a Josè durante la seconda guerra mondiale).

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Per tutti Peter ha avuto sempre uno sguardo cordiale e un consiglio sicuro. Dalle 8 del mattino alle 2 di notte il locale è sempre stato un punto di ritrovo, non solo per socializzare, ma anche per risolvere inconvenienti tecnici. La tradizione si è mantenuta sino ad oggi: entrando nel locale ci si sente sommersi da tutti questi ricordi. Ancora adessoil caffè funziona da fermo – posta dei naviganti. Chi passa lascia un messaggio per un amico che sa che dovrà passare o cerca il messaggio di una persona cara che sapeva che lui sarebbe arrivato lì. O più semplicemente è possibile trovare un imbarco per Cabo Verde o per un lento ritorno nel Mediterraneo.

Anche Antonio Tabucchi è venuto da Peter a raccogliere le storie che poi sono finite in Donna di Porto Pim, poliedrico racconto sulla magia di Faial e delle Azzorre.

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