ORVIETO (Antonella Giroldini)

La città d’Urbiveto è alta e strana, scriveva a metà Trecento Fazio degli Uberti, evocando quest’atmosfera di città antichissima e misteriosa che alimenta da secoli il mito di Orvieto. Il carattere dominante è dato dalla simbiosi tra l’imponente piattaforma tufacea e la città costruita, un continuum tra muro naturale e mura artificiali.

Fu certamente la visione di questa grande rupe ad attirare i primi abitatori d’epoca villanoviana, di cui sono rimaste solo esigue tracce.

 

La Rocca dell’Albornoz, innalzata per ordine del cardinale Albornoz nel 1364, su progetto degli architetti militari di Montemarte e Giovanni Orsini, è stata sistemata a giardino pubblico con ingresso presso la stazione della funicolare.

Al tempo del sacco di Roma Clemente VII si rifugiò a Orvieto e, per garantire il rifornimento di acqua alla Rocca in caso di assedio, fece costruire il pozzo già detto della Rocca. L’opera fu affidata ad Antonio da Sangallo il Giovane, che ideò una singolare struttura cilindrica a doppia elica che aveva lo scopo di creare due percorsi indipendenti e non comunicanti.

 

 

Lago di Piediluco (Antonella Giroldini)

A pochissimi chilometri da Terni e dalla Cascate delle Marmore , in direzione di Rieti, collegato facilmente con le grandi vie di comunicazione che attraversano il territorio ternano, il lago di Piediluco appare come un gioiello incastonato nel verde. Un lago di modeste dimensioni, ma affascinante per la sua collocazione che a molti visitatori ricorda gli specchi d’acqua delle Alpi. D’altronde in inverno sulla sua superficie si specchiano le nevi del vicino monte Terminillo, mentre in estate i boschi che giungono fino alle sue rive offrono ristoro e frescura ai visitatori. Il borgo di Piediluco è dominato da una rocca medievale e, in giugno, ospita la tradizionale Festa delle Acque che culmina in una sfilata di barche allegoriche. Piediluco è oggi un centro remiero tra i più attrezzati d’Europa: vi si svolgono gare internazionali di canottaggio e le sue strutture sportive, oltre a quelle ricettive, sono utilizzate da atleti di tutto il mondo come sede ideale per ritiri e stage.
A pochi chilometri Villalago, una dimora storica ottocentesca e il suo parco, offrono una straordinaria vista dall’alto sul lago. In estate vi si svolgono concerti e spettacoli all’aperto.

Villalago
La villa signorile ottocentesca, realizzata su disegno dell’architetto Giuseppe Boccini, è immersa in un grande parco e si affaccia in posizione panoramica su Piediluco ed il suo lago. E’ una dimora storica dalle linee neoclassiche, sobrie ed eleganti: un esempio raro in un’area ricca di rocche e castelli, dove è soprattutto il Medioevo, con le sue atmosfere, ad aver lasciato i segni più tangibili e significativi nella sequenza di borghi fortificati tipici della Valnerina. Villalago è stata acquisita dalla Provincia di Terni nel 1964 ed è oggi sede dell’Icsim (un istituto che si dedica allo studio della storia delle imprese) e di importanti manifestazioni musicali nei mesi estivi.

Il parco di circa 30 ettari, aperto al pubblico, è un ambiente di notevole bellezza e di grande pregio: tra le specie arboree più rare abeti di Spagna, abeti rossi, abeti dei Balcani, cedri del Libano. Sono presenti anche più di 30 specie di orchidee spontanee. Nella ex fontana è sistemata la famosa scultura di Aurelio De Felice “Adolescente con ocarina”.

La rocca
La Rocca sorse in posizione strategica nell’XI secolo in cima alla collina che domina Piediluco. Nel 1364 passò sotto Blasco Fernandez, cugino del cardinale d’Albornoz, che ne fece ricostruire alcune parti. Del complesso fortificato, oggi acquisito dalla Provincia e restaurato, rimangono il cassero, resti di alcune sale di rappresentanza e tratti della mura che collegavano la fortezza al paese. Negli spazi della Rocca sono state tenute manifestazioni culturali legate alla Festa delle Acque.

 

LA SCARZUOLA (Antonella Giroldini)

Convento francescano fondato da S. Francesco d’Assisi nel 1218, il quale vi piantò un cespuglio d lauro e di rose e fonte d’acqua, deve il suo nome a una pianta palustre, la Scarza che  il Santo utilizzò per costruirsi una capanna. L’abside della Chiesa custodisce un affresco della prima metà del XIII secolo che ritrae S, Francesco in lievitazione.

Nel 1956 il complesso conventuale venne acquistato e restaurato dall’ architetto milanese Tommaso Buzzi, che progettò ed edifico tra il 1958 ed il 1978 a fianco del convento la Sua città ideale, concepita come macchina teatrale. La città Buzziana, che comprende un insieme di 7 teatri, ha al suo culmine l’Acropoli: una montagna di edifici costruiti da una numerosa serie di archetipi che, vuoti all’interno e dotati di tanti scomparti come in un termitaio, rivelano molteplici prospettive. Una relazione di tipo iniziatico viene a stabilirsi tra il convento e le fabbriche del teatro, sovraccariche di simboli e segreti, di riferimenti e di citazioni.

 

OASI WWF DEL LAGO DI ALVIANO (Antonella Giroldini)

Il Lago artificiale, di circa 900 ettari, nasce nel 1963 in seguito alla costruzione da parte dell’ Enel di uno sbarramento e di una centrale idroelettrica sul fiume Tevere. In tempi brevi i sedimenti trasportati dal fiume hanno dato origine ad un piccolo delta interno, alla successiva formazione di un raro bosco idrofilo ad un ampia area paludosa.

L’arrivo degli uccelli acquatici fu immediato e portò, grazie all’interessamento di numerosi ambientalisti, nel 1977 alla costituzione di divieto di caccia. Nel’ 83 fu realizzato il primo percorso naturale (Sentiero vecchio) nel ’90 con un accordo con la Provincia di Terni e WWF Italia iniziò la progettazione e la realizzazione del Sentiero Nuovo, ultimato nel ’94 e reso completamente accessibile ai diversamente abili nel 2006.

Nel 1996 venne realizzato il laboratorio didattico e costituito il Centro di Educazione Ambientale.

Continuamente vengono eseguiti interventi di riqualificazione ambientale. Tra i più importanti la realizzazione di acquitrini, di prati umidi e la costruzione di un argine che divide la palude dal lago e che permette di mantenere il livello delle acque interne.

L’Oasi del lago di Alviano comprende gli ambienti tipici delle zone umide ed ha ricreato ambienti acquatici scomparsi da oltre un secolo. Proprio per questo motivo ha un valore speciale, perché con i suoi 900 ettari protegge dalla caccia e dalla speculazione edilizia, è uno scrigno di biodiversità unico. E’ caratterizzata da palude, canneti e bosco igrofilo.  E’ ricca e varia la flora idrofitica, con vaste distese di potamogeton, najas, ceratophyllum. .  L’avifauna acquatica è ricca e comprende germani, alzavole, mestoloni, fischioni, cormorani, svassi, aironi di tutte le specie, tarabusi e tarabusini, falco di palude e pescatore, mignattai e spatole.  Numerosi i passeriformi, in particolare lucherini, grazie ai semi degli ontani, e tordi, grazie alle edere mature abbarbicate sugli alberi del bosco.
Tra i mammiferi, la nutria, il tasso, l’istrice, la volpe, il cinghiale, e, solo da poco tempo, lo scoiattolo  à migliaia di persone tra cui molte scuole.

 

Parco Naturale di Monte Cucco (Antonella Giroldini)

Nei comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, si estende per oltre 10.000 ettari, quest’area naturale di tutela regionale che, mostrando un’eccezionale ricchezza di vegetazione , fauna e giacimenti geologici, giunge fino al confine con le Marche. Il vero cuore del comprensorio è il massiccio calcareo del Monte Cucco, che con la Sua forma conica domina le terre umbro – marchigiane. Gli amanti delle escursioni potranno trovare in questa zona il loro ” paradiso”, oltre ad ammirare affascinanti fenomeni di carsismo e le numerose sorgenti e forre scavate dalla forza dei torrenti. Tra queste è spettacolare quella del Rio Freddo: un canyon inciso per la lunghezza di 5 km e una profondità di circa 200 m. Il massiccio del monte Cucco, oltre alla spettacolarità panoramica, ha una collocazione tale , rispetto ai venti e alle correnti termiche, da renderlo particolarmente adatto per lo sport del volo libero e del deltaplano.

 

 

Imboccata da Sigillo la strada panoramica che in 9 km risale le pendici del monte, si giunge nella Val di Ranco, tra boschi e praterie ideali per tranquille passeggiate. Ma la vera attrattiva di questa zona è la grotta  di Monte Cucco.