IL POTERE DEI SOGNI di LUIS SEPULVEDA ( Antonella Giroldini)

viaggiando in lungo e largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso….

Charles Bukowski …(a volte le parole di qualcun altro ti dicono come stai…di Antonella Giroldini) …

addi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di sì. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa… Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono. – Charles Bukowski – Official Italian Profile

Il Pianoforte di Torino a disposizione dei passeggeri (Antonella Giroldini)

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Dal 12 febbraio nella stazione di Torino Porta Nuova è stato messo a disposizione dei passanti un pianoforte: come dice un cartello sullo strumento “Play me, I’m Yours” (Suonami, sono tuo), chiunque può suonarlo come e per quanto tempo vuole. L’idea, promossa da Grandi Stazioni a Torino e in altre città italiane, da Milano a Venezia, riprende l’iniziativa ideata nel 2008 a Birmingham dall’artista britannico Luke Jerram di posizionare i pianoforti in luoghi pubblici, invitando le persone a suonarli. Da allora l’idea è stata riproposta in 46 città in tutto il mondo, con oltre 1.300 pianoforti messi a disposizione in parchi, stazioni ferroviarie, strade, piazze e fermate degli autobus.

Incuriosita da un articolo sulla Stampa di qualche mese prima decido di fermarmi a guardare. L’esperienza è davvero piacevole!

Ho un po’ di tempo prima di andare in Radio ad assistere alla trasmissione di Maurizio Condemi e decido  sbirciare. L’esperienza è piacevole! Rimango più di un oretta a leggere un libro con la musica più disparata a farmi compagnia.

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Il pianoforte a muro spuntato qualche giorno fa a Porta Nuova, resterà lì per sempre. È questa l’idea di Grandi Stazioni, visto il grande successo che ha avuto lo strumento. «L’entusiasmo dei torinesi nel suonare ed accogliere il piano ha sorpreso anche noi – dicono da Grandi Stazioni -. L’abbiamo noleggiato per un anno, ma abbiamo deciso di non toglierlo più. È un esperimento che ha meravigliosamente funzionato».

L’idea nata sette anni fa al musicista inglese Luke Jerram ha contagiato tutto il mondo. Da New York a Parigi, dal Perù all’Australia, gli «street piano» con il cartello «Play me, I’m Yours!» sono stati avvistati in 45 città, e ad oggi se ne contano 1300, alcuni dei quali decorati da artisti locali. Sono stati installati in parchi, mercati, strade, piazze, traghetti. Numero di persone stimato che l’ha suonato o ascoltato almeno una volta: sei milioni.

In Italia Grandi Stazioni l’ha portato a Venezia Santa Lucia, Roma Tiburtina, Milano Centrale e Torino Porta Nuova. La prossima settimana tornerà a Firenze Santa Maria Novella e arriverà a Napoli. Torino in questi giorni si è letteralmente innamorata di questo pianoforte nero. C’è chi viene apposta nell’atrio per regalare ai passanti un brano di Bach o Beethoven, e chi prima di salire sul treno si stupisce ancora. C’è chi si esercita o vuole imparare, chi dedica melodie a fidanzate o amici, e ci sono artisti esordienti che aggiungendo una chitarra improvvisano un mini concerto per il pubblico.

Su Facebook e Twitter è stato un tam tam di condivisioni e di gente che si è data appuntamento a Porta Nuova. «Bellissima iniziativa», scrive Giusi, «che fa emergere il talento nascosto dei musicisti più timidi», prosegue Carlo. «Prendersi cura di lui è un po’ come prendersi cura della città», twitta Marta. «Questo pianoforte fa bene alla salute – sorride un giovane pianista, Marco Signoritti -, sia a chi regala delle melodie ai passanti distratti e di fretta, sia a chi le riceve. Grazie a questo strumento, il programma della tua giornata cambia improvvisamente per qualche minuto».

Ho un po’ di tempo prima di andare in Radio ad assistere alla trasmissione di Maurizio Condemi e decido di fermarmi a sbirciare. Rimango più di un oretta a leggere un libro con la musica più disparata a farmi compagnia.

 

 

Radio Veronica One – Le Voci della Notte Show – Maurizio Condemi

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Un anno su è giù da Torino mi regala una serie di piacevoli scoperte su questa città e sulla sua vivace vita culturale! Frequentandola sporadicamente questa città e qualche amico che vive e lavora lì… scopro per caso il cd di un cantautore di origine romana – Maurizio Condemi – ascoltandolo mi innamoro di due brani : 21 grammi e Fa male, sarà anche il momento che sto vivendo che mi rende ipersensibile ad alcune tematiche dell’anima e mi innamoro di quel cd!

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Cerco qualche informazione in più e scopro che nonostante viva a Torino, è nato a Roma il 1 agosto 1970. E’ uno Show-Man con quattordici anni di animazione turistica alle spalle ed un cantautore, con all’attivo concerti tra teatri e piazze di tutta italia con musicisti e vocalist di livello nazionale e internazionale. Prima di incidere “21 Grammi”, ha inciso due album: “Noi la vita e l’amore” e “Il viaggio continua“, quest’ultimo contenente il brano “E ti amo lo stesso”, finalista al concorso “Una Voce per l’Estate”. Ora conduce programmi radiofonici, dopo essere stato attore presso le reti Mediaset per i programmi: “Scherzi a Parte”, “Ricomincio da Capo” e “Il Guastafeste”. Animatore TV presso la sede Rai di Torino per il programma di Roberto Giacobbo, “Voyager”. Tra le altre esperienze, Presentatore di vari concorsi canori, sfilate di moda ed eventi nazionali.  Prima di Approdare a Radio Veronica One , ha condotto RadioBar, tutti i lunedì, martedì e giovedì, dalle 11 alle 13, su Radioreporter97.it.

L’album 21 grammi oltre a piacere molto a me, scopro  contenere anche un brano “Chieri”, l’inno della pallavolo chierese. Il regalo di Maurizio Condemi al Fenera Chieri ’76.  Si intitola semplicemente Chieri, ed è il nuovo inno del Fenera Chieri ’76. E’ il bellissimo regalo che Maurizio Condemi ha voluto fare a tutta la pallavolo chierese e alla curva dei tifosi, di cui lui stesso per anni ha fatto parte.
«A Chieri ho vissuto otto anni fantastici – spiega Maurizio – Arrivavo dalla Curva Sud della Roma, eppure mai nella mia vita avrei pensato di conoscere emozioni grandi come quelle della Bombonera insieme ai Fedelissimi 1979. Prima di andare via da Chieri, un anno fa, avevo promesso a Nello Sansone che se mai avessi avuto la fortuna di lavorare in ambito musicale, avrei scritto l’inno. E’ giusto che l’anima di Chieri venga conosciuta da tutti».

Chieri (testo di Maurizio Condemi, musica di Paolo Gambino) è la traccia conclusiva dell’ambum 21 grammi, prodotto da AB Produzione.

Attualmente Maurizio conduce, su questa Radio Piemontese la trasmissione ” Le Voci Della Notte Show” –  la domenica, dalle 20:00 alle 00:00 . E’ un programma di intrattenimento esilarante, con una forte interazione con gli ascoltatori tramite Sms,Whatsapp, telefonate e Social Network.

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Mi incuriosisco… voglio scoprire di più su questa radio che scopro spesso ospitare cantanti di fama nazionale, quindi, mi documento sulla storia dell’emittente.

L’emittente nasce  a Torino in via Luca della Robbia nel giugno 1977, irradia i suoi programmi dagli fm. 93,600 mhz,  il suo nome deriva dalla mitica Radio Veronica olandese che trasmetteva da un vascello del Mare del Nord, i fondatori sono alcuni radioamatori. “Veronica non è quindi il nome della moglie o della figlia di uno dei fondatori – mi dice scherzando l’attuale direttore Beppe Cuva – i fondatori, come molti dei giovani di allora, furono affascinati dal modo di fare radio da parte della storica Radio Veronica e di Radio Luxembourg, prima, e poi di RadioMonteCarlo.”  E in effetti proprio in quegli anni sorsero altre emittenti in Italia che scelsero come nome Radio Veronica, una a Pesaro (Radio Veronica Hit), un’altra a Milano (vi lavorò Valerio Gallorini), ed una in Sicilia.

Questa Radio si ascolta in tutta Torino e provincia, allorquando l’etere non è intasato sconfina in diverse altre città della regione Piemonte. Il primo palinsesto è sostanzialmente analogo a quello di altre emittenti italiane del periodo: giochi a premi, dediche, e molta, molta buona musica. Lavorano a Radio Veronica Max Parisi (poi a RTL 102,5 ed ora a R101), Fabio Ravezzani (poi a Quarta Rete, Grp, TeleLombardia e Antenna3 Lombardia), Mauro De Marco (poi a Play Radio), Edoardo Monasterolo (Chn Radio Canada).

Negli anni ’80 parte l’assalto dei network e Radio Veronica sopravvive, nonostante debba a volte scimmiottare i network, l’area di copertura è però limitata, a seguito dell’intasamento dell’etere, a Torino e provincia e ad altre province piemontesi.

Nel 1993 l’emittente viene rilevata da Giovanni Pinna, editore che è anche proprietario di Radio Veronica 933 e Radio Reporter 97.  Nel 1995 alla direzione dell’emittente arriva Beppe Cuva, veterano dell’etere piemontese, è la svolta per Radio Veronica One che assume una connotazione più al passo coi tempi. Radio Veronica One torna ad essere ricevuta in tutta la regione Piemonte e torna ad essere una delle radio più ascoltate della regione. Per la programmazione musicale Radio Veronica One si rivolge principalmente alla fascia di pubblico fra i 15 e i 35 anni, e ha adottato il format Chr con brani stranieri e italiani degli ultimi ventanni oltre ai successi attuali. Gli speaker dell’emittente (fra i principali Sergio Melito, Mario Manzone, Christian Balzanaro, Fabio Narelli, Elisa Dante, e il direttore artistico Beppe Cuva) assicurano la diretta e il contatto con gli spettatori 24 ore su 24. L’emittente partecipa direttamente con l’ascoltatore, coinvolgendolo direttamente con interventi in diretta telefonica.

ll palinsesto, curato da Beppe Cuva, offre anche numerose edizioni di notiziari egionali e nazionali realizzati dalla redazione, rubriche tematiche e radiocronache sportive (soprattutto calcisistiche). Fra le iniziative speciali la diretta del Festival di Sanremo, nonché numerose rubriche dal notevole contenuto che danno una forte connotazione all’emittente. L’informazione è garantita ogni ora dalle 7,00 alle 20,00.  Radio Veronica One è anche la radio dello sport ed in particolare del calcio: nella stagione 1999/2000 ha trasmesso le radiocronache delle partite della Juventus, realizzando anche il newsmagazine radiofonico ufficiale HURRA JUVENTUS, e nel 2000/2001 quelle del Torino Calcio, avendo come testimonial ufficiale e commentatore Piero Chiambretti. Dalla stagione 2000/2001 parte una trasmissione che diventa un caso per la sua originalità e per il gran numero di ospiti della musica italiana che vi hanno preso parte: si tratta di INVITO A CENA CON… condotta da Beppe Cuva, autore e ideatore; in un ristorante allestito a studio di trasmissione, intorno a una tavola imbandita, tra posate, piatti e bicchieri, vengono sistemati i microfoni, che consentono di raccogliere le chiacchiere spontanee di un gruppo di amici a tavole insieme.  Questi sono un cantante ai vertici della classifica di vendita e due suoi fan che per una sera realizzano il sogno di trascorrere due ore a tavola con il proprio idolo.  Caratteristica della trasmissione è di presentare il lato conviviale e molte volte nascosto della personalità degli artisti, rendendoli così più vicini alla vita quotidiana dei loro sostenitori. Vi hanno partecipato, fra gli altri, I Pooh, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Antonello Venditti, Lunapop, 883, Gigi D?Alessio, Piero Pelù, solo per citarne alcuni.

Nel 2002 Radio Veronica si trasferisce nei più ampi e moderni studi di Via Massena a Torino. L’attuale zona di copertura dell’emittente sono le regioni Piemonte, l’audience è di 88.000 ascoltatori nel giorno medio e 443.00 nella settimana (dati AudiRadio 2005), è da sempre ai vertici delle classifiche di ascolto del Piemonte.

Ascoltando la Trasmissione, Le Voci della Notte, scopro che è possibile partecipare alla trasmissione, assistendo alla diretta ..e così chiedo di poter partecipare alla trasmissione rivolgendomi direttamente alla produzione. Dopo qualche giorno mi contattano ed assisto alla diretta con un piccolo fan di Maurizio di 13 anni la sua mamma ed un ragazzo che aspira a fare lo stesso lavoro di Maurizio.

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L’esperienza è piacevole sia per il clima che si crea con l’altra ragazza che come me assiste alla trasmissione con cui balliamo, cantiamo e scherziamo e sia perchè le persone che conosciamo dai conduttori al giovane regista sono estremamente carini e alla mano.

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Bello vedere che per quattro ore quella banda di matti che ridono e scherzano per divertire e regalare al pubblico un sorriso.

E da oggi inizierò a guardare con immensa ammirazione chi lavorando sodo e duro riesce a far sembrare la propria professione fatta di leggerezza e divertimento, non mostrando la  fatica e i problemi che ci sono dietro quelle voci calme e calde che ci fanno compagnia e ci regalano un momento di gioia !

Grazie Maurizio Condemi, Andriana Blanco, al giovane regista della trasmissione e Radio Veronica One per la splendida esperienza e per l’estrema disponibilità nei confronti dei fans….

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Incredibile ma vero …riusciamo a mangiare tutti insieme dopo la trasmissione!

Giorno di silenzio a Tangeri di Tahar Ben Jelloun

..e’ la storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte.

il vento dell’Est, in una città, in una dove si incontrano l’Atlantico e il Mediterraneo, una città fatta di colline, avvolta di leggende, enigma dolce e indecifrabile ….

..non pensa di fare del male dicendo crudamente agli altri le loro debolezze, i loro errori e i loro difetti.Secondo lui la verità è sempre meglio dirla anche quando porta con se delle ferite. e lui ferisce con ingenuità, con mala grazia, e talvolta con ferocia. non se ne rende veramente conto, perchè ha l’aria stupefatta per le reazioni altrui …

….questa mania che ha di mettere gli altri in caricatura gli costa molte noie. se ne rende conto oggi. E’ isolato .non ha saputo conservarsi la stima di nessuno, o quasi. Le sue patole sono tizzoni che cascano sulle ferite ; le sue frasi hanno l’effetto di un arma bianca tagliente; i suoi rancori sono animati da una buona memoriae da orgoglio smisurato. E’ un ribelle dall’anima tormentata e insoddisfatta. Se si fosse dedicato alla politica sarebbe stato un anarchico, un distruttore di illusioni ……

Jeorge G. Castaneda “Companero”

..da quando, ragazzo, giocava a rugby a Cordoba fino al giorno della sua esecuzione nella foresta della Bolivia, egli si attenne sempre allo stesso presupposto : basta volere fermamente una cosa per poterla fare accadere. Non c’erano mai ostacoli troppo grandi per la volontà. Gli amori e i viaggi del Che, la sua visione politica, il suo ruolo di guida militare ed economica, tutto fu permeato da un indomabile volontà che gli avrebbe consentito di compiere straordinarie prodezze e di conseguire vittorie eccezionali. Ma che sarebbe stata, però, anche la causa di ricorrenti e fatali errori. …

…pochi personaggi sono riusciti a conquistare quella sicurezza di sè che consentì a Ernesto Guevara di imbattersi nelle imprese più folli e di condurre al contempo la più lucida e impietosa delle autoanalisi. Se mai è esistito un uomo convinto che, per avere il mondo, e averlo subito , bastasse volerlo, questo è stato Che Guevara….

so come ti amo e quanto ti amo, ma non posso sacrificare la mia libertà interiore per te; significherebbe sacrificare me stesso, e io sono la cosa più importante al mondo

leggendo PACO IGNAZIO TAIBO II “SENZA PERDERE LA TENEREZZA – vita e morte di Ernesto Che Guevara”. Il Saggiatore

..o l’infanzia è destino , come diceva lo psicologo messicano Santiago Ramirez in una delle sue uscite più felici e si stanno registrando nella memoria da poco sviluppata del personaggio centrale che daranno origine agli atti del futuro, oppure l’infanzia è un processo casuale, è la preistoria di un cittadino che costiuisce se stessonel corso della vita facendo appello alla volontà e al libero arbitrio.

…piuttosto la reazione a uno dei grandi peccati che ha fissato nel suo decalogo, un peccato imperdonabile: l’offesa della dignità. Si può usare la durezza, ma mai, mai l’iganno.

….il giovane Che Guevara scrive nei suoi appunti di viaggio – mi rendo conto di avere maturato in me qualche cosa che da tempo cresceva nel frastuono cittadino: l’odio per la civiltà, la razz, immagine di persone che si muovono come impazzite al ritmo di quel tremendo rumore ……

MALEDETTA PARSIMONIA, QUELLA TREMENDA ABITUDINE DI CHIEDERE L’IMPOSSIBILE AI SUOI UOMINI, E DI PENSARE POI CHE L’IMPOSSIBILE SIA SOLO IL MINIMO INDISPENSABILE….

…..Si è molto sviluppato in me il senso collettivo in contrapposizione al privato sono sempre il solitario che ero, alla ricerca della mia strada senza l’aiuto di nessuno, ma adesso ho il senso del mio dovere storico. non ho casa, ne moglie, ne figli, ne genitori, ne fratelli, i miei amici sono tali finchè la pensano politicamente come me, e tuttavia sono felice, sento la presenza di qualcosa nella mia vita, non solo una grande forza interiore, che ho sempre sentito, ma anche la capacità di trasmetterla agli altri, e il fatalismo della mia missione mi toglie ogni timore …

..uno fa quello che può quando quando parte svantaggiato; sono argentino, mi sento come perduto tra i tropicali. Mi riesce difficile aprirmi e non ho le doi comunicative di Fidel. mi rimane il silenzio ….se per questo motivo non riesco simpatico all’inizio, almeno mi rispettano perchè sono diverso…