PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA

prima ancora di imprare a leggere e scrivere, conosceva il nome di tutte le possibili tonalità di azzurro. Il delicato carta da zuccherro, il celeste, il grigio – blu, l’azzurro ghiaccio, il blu polvere, l’acquamarina quasi trasparente, il turchese luminoso. E poi ancora l’indomabile oltremare, l’allegro fiordaliso e il freddo cobalto, il petrolio verde- azzurro che aveva in se i colori del mare e il misterioso indaco che tendeva gia al violetto, fino al blu saturo dello zaffiro, al blu notte e al blu notte scuro in cui il blu finiva per dissolversi – per Rosalie non esisteva un colore altrettanto ricco, meraviglioso e vario…

IL MASCHIO E’ INUTILE – Telmo Pievani

Non è più tempo di certezza. Una volta, nella mitica savana del Pleistocene, i maschi cacciatori facevano i maschi e le fammine, o almeno così ci hanno raccontato. Adesso è tutto più disordinato. Iruoli si invertono, si mescolano, si tramutano, si camuffano. Ma in fondo stiamo soltanto copiando ciò che l’evoluzione, nella sua esuberante diversità di soluzioni sessuali, ci insegna da sempre. In natura,sappiamo, c’è di tutto: eterosessualità, omosessualità. Altro che essere “contro – natura”….

……In tutto questo fervore creativo di comportamenti sessuali differenti, in natura il sesso debole è quello maschile, non cìè piùdubbio. Il futuro evolutivo è donna….

…i genetisti hanno scoperto che i cromosomi maschili sono forse in fase di decadimento, sono più fragili, più pèiccoli. Il maschio si starebbe biologicamente estiguendo per conto suo e fra non molto anche le femmine dei primatitroceranno soluzioni alternative

…per i maschi si profila una paradossale occasione di riscatto. In natura non tutto serve a qualcosa…ma noi sappiano che nella storia l’inutilità si è rovelata spesso come un serbatoio di cambiamento….

……quando il contesta cambia, l’inutile passa al contrattacco

legami estremi

…la sua vita è racchiusa in due valigie: in una tiene pochi vestiti e qualche oggetto personale, nell’altra quello che gli occorre per il suo lavoro: centinaia e centinaiadi metri di cavi d’acciaio. grazie ai quali ogni giorno quasi due milioni di persone nel mondo possono passare da una sponda all’altra di un fiume, per andare verso ospedal, scuole e campida coltivare. occhi curiosi, voce sveglia e serena, idee chiare e e contagiuose: ecco l’identikit di Toni Ruttimann, nato nel 1967 a Pontresina, nel Canton Grigioni. Lo chiamabi il Suizo, lo svizzero, gli abitanti di decine di villaggi nell’America Latina. per loro Toni è l’uomo che costruisce i ponti. Un eroe invisibile, solitario e silenzioso, senza patria e senza stipendio, che in meno di 25 anni ne ha fatti nascere più di 650, alcuni anche per 200 metri, utilizzando i cavi dismessi dalle funivie elvetiche….

…..là ho toccato con mano la sofferenza, e ho capito quanto i ponti siano generatori di vita, speranza, opportunità. un ponte può ridare un futuro alle persone e così ho deciso quale sarebbe diventata la mia passione..

…..la mia famiglia è il villaggio che mi ospita, i miei parenti diventano i campesinosche mi offrono un lettoe dividono il loro pasto con me….

….nella mia vita sono sospeso, proprio i ponti che costruiamo…

…quando qualcuno mi chiede chi me lo fa fare, rispondo che non lo so, citando ciò che un khmer ha scritto di nascosto nel cemento armato di un ponte cambogiano : NESSUNO CAPISCE IL MIO CUORE E I MIEI SENTIMENTI; QUESTO PONTE E’ IL LUOGO CHE AMO…

Torino jazz festival – 28 Maggio 2015 / Martedì 2 Giugno 2015

 

 

 

 

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Per motivi personali mi trovo a Torino dal 30 maggio al 1 giugno 2015 e scopro per l’ennesima volta una città piena di vita e di avvenimenti interessanti….siam in pieno Jazz Festival.

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 Il Torino Jazz Festival – un grande racconto sul jazz e le sue atmosfere, dove si incontrano musica, arte, danza, teatro, libri e tanto altro – quest’anno è in contemporanea  con l’Expo di Milano e il settantesimo anniversario della Liberazione, quando il jazz tornò nel nostro Paese dopo i veti contro la musica nera posti dal fascismo.

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Il festival si apre il 28 maggio al Museo Egizio con il Sonic genome Project di Anthony Braxton. Dal 29 maggio al 1 giugno, in piazza San Carlo, nei consueti concerti gratuiti, si esibiscono: Hugh Masekela, Fabrizio Bosso e Randy Brecker. Si vola poi in oriente con lo spettacolo degli Shibusa Shirazu  e si cambia emisfero con il pianista Omar Sosa e il suo Quarteto AfroCubano.

Nello stesso periodo, per i palati fini, i concerti pomeridiani a pagamento propongono: James Newton, fiore all’occhiello della rassegna, che presenta la sua Passione Secondo Matteo, una produzione originale in esclusiva mondiale. Seguono Danilo Rea plays Strayhorn e David Murray, che sale sul palco assieme alla Lydian Sound Orchestra. Nel festival c’è spazio anche per la classe di Ron Carter, lo storico contrabbassista, e per una rassegna di concerti al nuovo auditorium del grattacielo San Paolo.

Il 2 giugno si tiene infine la consueta grande festa jazz, dal pomeriggio a notte fonda. Sul palco i maestri della Juilliard School e gran finale con una vera leggenda musicale e cinematografica: The Original Blues Brothers Band.

Ma il festival non si ferma qui. Oltre i concerti, presentazioni di libri e conferenze al Circolo dei lettori, una rassegna cinematografica in collaborazione con il Museo del Cinema, l’arte giovane del progetto Ars Captiva e le jam session notturne del Jazz Club Torino con i trombettisti Terell Stafford e Valery Ponomarev. La parte off, affidata al Fringe, offre un cartellone che da solo è un festival nel festival: tra gli artisti Bojan Z, Andy Sheppard, Francesco Bearzatti, Gavino Murgia, e i musicisti del festival X-Jazz di Berlino.

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Bello passeggiare per le vie di Torino con questa allegra atmosfera e vedere questa elegante città pervasa da un brivido e da emozioni e vibrazioni musicali….
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A presto bella e viva Torino!!!
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