SAPORI DAL MONDO (Antonella Giroldini)

A pochi passi da casa , c’è un ristorante fantastico dove ogni festeggiamento particolare dove fare un giro tra le meraviglie del palato

La formula di Sapori dal Mondo prevede un vero e proprio percorso del gusto senza alcun limite; tra 10 postazioni show-cooking e più di 200 proposte gastronomiche diverse ogni giorno, avrai il piacere di allontanarti per qualche ora dalla realtà e perderti esplorando il nostro fantastico e delizioso “Paese delle Meraviglie”!

A fine settembre ho festeggiato i miei 50 anni ed è stata una splendida esperienza!

Serata fantastica in cui abbiamo gustato Cucina italiana ed europea ;

Assortimento di gustose paste fresche italiane, insalate composte, secondi e contorni dall’Italia e dall’Europa.
 

Cucina giapponese: Sushi, sashimi, tataki, tartare e tante prelibatezze dal Sol Levante.
 

Pizzeria

Squisite pizze alla pala impastate, cotte e sfornate live, mix di bruschette.

Griglia teppanyaki

Carne, pesce e verdure alla piastra, preparati live in tipico stile nipponico.

Healthy corner

Verdure fresche e ricche insalate da comporre per combinazioni di gusto stuzzicanti.
 

Area bbq e Tex-Mex

Pulled pork, chilli di carne, fajitas e carni e pesce alla griglia, tra cui salmone, pollo, manzo e hamburger, in vero e proprio stile “american grill”.

Gran buffet dei dolci

Sconfinato assortimento di dessert, torte, dolci al cucchiaio, pasticceria mignon, fontana di cioccolato, biscotteria, pop corn, caramelle, frutta e tutto ciò che ci trasporta nel “Paese dei Balocchi”

Consigliatissimo !!!! al prox evento… Torneremo

ORTO BOTANICO ROMA (Antonella Giroldini)

L’Orto Botanico di Roma è situato alle pendici del Gianicolo, nell’antico parco di villa Corsini “alla lungara” e, con i suoi 12 ettari di parco e circa 2.000 metri quadrati di serre è uno dei maggiori d’Italia. È caratterizzato da presenze architettoniche di ragguardevole interesse e le sue collezioni vantano di una notevole importanza scientific

Il giardino dipende dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza” e attualmente ospita oltre 3000 specie vegetali. Oltre all’attività turistica (circa centomila visitatori l’anno), l’Orto Botanico ha funzioni didattiche e di ricerca scientifica. L’Orto Botanico di Roma raccoglie secoli di storia e piante provenienti da tutto il mondo. Se cercate l’occasione per una fuga dalla città, immergendovi in un viaggio tra la flora dei cinque continenti siete nel posto giusto. Citiamo alcune tra le numerose collezioni presenti nell’Orto Botanico. Gli alberi monumentali, tra i quali annoveriamo le i platani orientali, la sughera, il cerro, la roverella e i due cedri dell’Himalaya, il bosco mediterraneo costituito in prevalenza da querce e le gimnosperme. Una serie di meravigliosi giardini tra cui citiamo il giardino mediterraneo, con specie appartenenti alla macchia mediterranea, specie sudafricane e specie australiane, il giardino giapponese, progettato dall’architetto Ken Nakajima, caratterizzato da giochi d’acqua e piccole cascate e il giardino degli aromi, uno degli allestimenti più lodevoli perché dimostra un ambiente attento all’educazione di un pubblico ampio. Infatti, propone una serie di aiuole con piante riconoscibili tramite caratteristiche tattili e olfattive accompagnate da cartellini in braille. Il viale delle palme è una delle collezioni di maggior rilievo per l’elevato numero di entità che vengono coltivate all’aperto. Troviamo inoltre alcune serre tra le quali annoveriamo la serra Corsini, realizzata nel 1800, rappresenta la prima serra calda del giardino Corsini e ospita una collezione di succulente. La serra tropicale, di recente realizzazione, ospita specie tropicali e subtropicali, e la serra monumentale quella originaria, costruita dalla ditta Mathian di Lione nel 1877. Per gli amanti delle piante officinali, troviamo l’orto dei semplici dove sono coltivate le piante medicinali. Per i più romantici consigliamo di visitare il roseto e le piante acquatiche

Giardino Zen … Orto botanico (Antonella Giroldini)

HANAMI ALL’ORTO BOTANICO – EDIZIONE 2023

Anche quest’anno è stata orna anche quest’anno Hanami all’Orto Botanico, 15 e 16 aprile 2023

Il giardino giapponese del Museo dell’Orto Botanico di Roma è stato realizzato tra il 1990 e il 1994 su progetto dell’architetto Takeshi (Ken) Nakajima(1914-2000), una figura fondamentale nella trasmissione della cultura e dell’arte paesaggistica del Sol Levante in tutto il mondo: nel 1986 è infatti incaricato dall’Imperatore del Giappone che gli assegna L’Ordine del Sol Levante, il Raggio d’Oro e d’Argento per promuovere la cultura giapponese in tutto il mondo. In Italia realizzerà due giardini molto importanti e (autentici) giapponesi a Roma, il primo nel 1963 situato presso l’Istituto giapponese di Cultura e, nel 1990, il giardino giapponese presso L’Orto Botanico di Roma.

In occasione della fioritura dei ciliegi del giardino giapponese, il Museo Orto Botanico di Roma celebra con un evento dal titolo «Hanami all’Orto Botanico», l’idea della Natura che permea la cultura giapponese e ne definisce la sua estetica.

Nella contemplazione dei ciliegi in fiore e di quella bellezza tanto sorprendente quanto effimera, è racchiuso uno dei concetti che più profondamente attraversa il pensiero giapponese, quello dell’ impermanenza dell’esistenza.

L’antica attitudine degli abitanti del Sol Levante a godere e accettare la caducità e la provvisorietà dell’esistenza in quanto tale, la sensibilità ad abbracciare nella struggente bellezza dell’ hinc et nunc, la malinconia della fine.
Comprendere questo aiuta a spiegare il perché in tutto il mondo sia così diffusa e amata la “cultura Sakura” e la visione giapponese della Natura, amplificata anche da una meravigliosa varietà lessicale che ne racconta dettagli e particolarità.
Un altro filo rosso guida questo evento: il wabi sabi. Due parole che insieme esprimono un filosofia di vita, un sentire e un modo di stare, orientarsi nel mondo, apprezzarne la bellezza autentica che privilegia l’imperfezione, il divenire e la transitorietà, suggerendoci nuovi sguardi per leggere la quotidianità.

«Hanami all’Orto Botanico» è un evento che mette al centro la fine capacità giapponese di osservare la Natura e partecipare emotivamente al suo mondo. Invita i visitatori ad esplorare la compenetrazione dei concetti di natura e bellezza onnipresenti in questa cultura. Li accompagna lungo un percorso libero, fatto di mostre, momenti di condivisione e dialogo, allestimenti verdi, visite guidate, laboratori per bambini.

Vasche di El ( Antonella Giroldini)

El Spa è la day spa nel cuore di Roma: hammam tradizionale, massaggi, sentieri di coppia, rituali delle più antiche tradizioni per donarti il benessere nel modo più lieve e naturale, coccolato da professionisti. Un ambiente raffinato e suggestivo in cui sei protagonista del tuo tempo.

Noi ci siamo regalati un percorso di due ore e mezza

Percorso Benessere di coppia dell’acqua

Il percorso inizia con l’antico rituale arabo dell’hammam. Abbiamo stazionano inizialmente nel calidarium, una stanza di vapore caldo a 40°. Dopo circa 20 minuti viene effettuato con un guanto ruvido un profondo scrub della pelle: in questo modo vengono eliminate le cellule morte, con un effetto rigenerante sulla pelle che diventa luminosissima. Il rituale prosegue con il tradizionale savonage con il prezioso savon noir Cinq Mondes ed il lavaggio, effettuato mediante abbondanti ed energiche abluzioni. La sensazione è quella di essere lavati e coccolati come dei neonati.

Segue il bagno nelle suggestive nelle vasche di El: in un’atmosfera densa di vapore, ci si immerge in acque dalle proprietà rigeneranti. Il passaggio dal calidarium (vasca calda) al frigidarium (vasca fredda), secondo l’antica tradizione delle terme romane, ha un effetto stimolante per la circolazione.

Una volta scelto l’olio essenziale dalla fragranza più gradita, si prosegue con un massaggio rigenerante di 30 min., per ristabilire il naturale equilibrio corpo-mente.

Infine, rigenerati e purificati, nella sala relax potrete assaporare tè verde alla menta o tisane.

Amati! Sei la persona con cui vivrai tutta la vita!

Vivere una esperienza Termale in Travel Coaching

se prima di scoprire le vie di Roma, ci permettessimo di attivare i nostri sensi dedicandoci qualche ora proprio in uno dei luoghi più amati dai Romani, le Terme?

Il mio rapporto con l’acqua è sempre stato viscerale. È il mio luogo di pace, il mio elemento rigenerante, la casa a cui fare ritorno per ricaricare l’energia, per cancellare stress e i pensieri negativi. Ogni tipo d’acqua ha una sua caratteristica, un su potere, un suo particolare modo di incontrare il nostro corpo, la nostra mente, i nostri sensi e un invito a rallentare, ad entrare in contatto con noi stessi, ascoltare ed ascoltarci. E così per scoprire le fonti termali italiane e invitarvi a sperimentare l’incontro con questi luoghi magici ho scovato questa guida – “Guida alle Terme e al Benessere in Italia “di Francesca Soldavini e Giuseppe Piccolo, ed. Magenes – uno strumento per conoscere il mondo termale italiano.

Il libro presenta, suddivise per regione e provincia, oltre 140 schede con informazioni dettagliate sugli stabilimenti termali, le acque e le sorgenti naturali …, nonché suggerimenti su città e attrattive turistiche da visitare. “… Infatti le stazioni termali, soprattutto in Italia, presentano caratteristiche climatiche particolarmente favorevoli e sono inserite in meravigliosi contesti naturali e artistici, che stimolano il raggiungimento di sensazioni di benessere e relax. Il concetto di cura è quindi associato a quelli di vacanza e di uso intellettuale del tempo libero, con proposte culturali e di svago variegate e adatte a tutte le età”.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Guida alle Terme e al Benessere in Italia “di Soldavini e Giuseppe Piccolo, ed. Magenes

L’ho scelto perché sin da piccola il mio rapporto con l’acqua è sempre stato viscerale: Ogni tipo d’acqua ha una sua caratteristica, un su potere, un suo particolare modo di incontrare il nostro corpo, la nostra mente, i nostri sensi e un invito a rallentare, ad entrare in contatto con noi stessi, ascoltare ed ascoltarci.

Uno strumento per conoscere il mondo termale italiano

Facendomi guidare da questa mia passione sono andata alla ricerca di una guida che individuasse luoghi in Italia che permettano di “…abbandonarsi completamente al piacere delle acque, sfruttando le loro molteplici proprietà sia per curare quei fastidiosi disturbi che a volte impediscono il vivere serenamente la quotidianità, sia per vivere in armonia con l’ambiente e, perché no, per migliorare il proprio aspetto fisico”.
Andando alla ricerca di questi luoghi magici nel territorio laziale ho scopeto che “nel bacino del Mediterraneo le acque termali sono state impiegate per l’idroterapia fin dall’antichità. Se i greci furono tra i primi popoli a conoscerle e apprezzarle (lo stesso Ippocrate ne decantò le virtù nel trattato Uso dei Liquidi), i romani esaltarono questo strumento di cura e di relax attraverso la realizzazione delle monumentali therme pubbliche, che si affiancano al balneum privato. … oggi i confini fra impianto termale in senso proprio, centro benessere e beauty farm tendono a essere sempre meno netti e spesso gli stabilimenti presentano al loro interno hotel e Spa, per offrire non solo cure e visite mediche specialistiche, ma anche trattamenti estetici e percorsi benessere.
Questo connubio tra terapia e relax è uno delle chiavi dello straordinario successo che sta vivendo il termalismo”.

Approfittando della visita a Roma della nostra Travel Coach, Ilaria Vigo, mi viene la voglia di passare una giornata a QC Terme, un luogo magico immerso nella natura a Fiumicino, a pochi passi da Roma. È un posto a me caro e che conosco bene, ci torno di frequente, ma questa volta l’idea di andare lì è dettata dalla voglia di vivere il luogo in pieno stile Travel Coaching.

Come può una giornata alle Terme diventare la porta di accesso alla visita di un luogo?

Una intera giornata dedicata a vivere il “piacere” e allo stesso tempo un allenamento a vivere il luogo, le terme appunto, attraverso i cinque sensi, facendone, come leggiamo nel libro di Ilaria – Travel coaching. Dis-orientarsi e scoprire la magia della vita – “la chiave di accesso al cambiamento di percezione.
Allenarsi a vivere i luoghi di viaggio, le situazioni, e gli incontri con queste cinque “porte” può davvero aiutarci a cambiare radicalmente il modo in cui percepire la tua realtà anche una volta rientrato a casa”.

Partendo da questa ispirazione mi permetto di vivere questa giornata creando un vero e proprio laboratorio. Entro in questo mondo conosciuto, rallentando e permettendo ai miei sensi di guidarmi nell’assaporare l’esperienza.
Facendomi inspirare dalle pagine di Ilaria mi osservo e osservo con uno sguardo distratto dove mi portano le esperienze che sto vivendo. In questo modo scopro che ho bisogno di lentezza, di assaporare e di gustare l’acqua, il calore delle vasche idromassaggio, il vapore delle zone umide e il calore della sauna e che tutto questo mi aiuta a liberare la mente, a lasciare andare pesi e tensioni e nell’ascolto del silenzio riesco a sentire i miei veri bisogni ed a ricontattare la mia bambina interiore quella che si nutre di gioia, di curiosità, di piacere e che ama scoprire ed assaporare….
Con il gusto e con l’olfatto attivati e risvegliati assaporo le piccole leccornie che sono messe a disposizioni dei clienti durante il percorso: piccoli bon bon dolci che solleticano il gusto e grazie al “risveglio “del mio “naso” scopro le fragranze dei profuma ambiente, legate ai quattro elementi.
Mi sento attratta dal profumo dell’aria e della terra. Scegliendo le fragranze che mi piacciono e mi inebriano, scopro che ascoltando i nostri sensi posso conoscere molto di me. I sensi ci parlano basta ascoltarli. La scelta della terra parla del mio legame con le radici, del mio senso di radicamento, della mia concretezza e del mio senso pratico, mentre l’aria che parla della mia continua ricerca, del mio legame con la mente e l’elemento mercuriale.

Partendo da queste piccole suggestioni ti invito a scegliere un luogo termale vicino a te e di regalarti una giornata in pieno stile travel coaching…

Rallentando e connettendoti con i tuoi sensi, facendoti condurre dalla voce narranteche ti suggerisce… “di osservare cosa ti fa ridere, arrabbiare, emozionare …cosa ti porta più vicino a chi sei davvero…

Una volta terminata l’esperienza rispondi a queste domande:
• Quale senso hai utilizzato maggiormente?
• Quale senso non hai utilizzato per nulla?
• Quale senso ti ha fatto scoprire qualcosa di nuovo?
• Quale senso ti ha portato stupore?
• Quale senso hai utilizzato che solitamente non sfrutti?

Non aspettarti che affiorino cose straordinarie, valorizza ciò che ha senso per te in quel momento. Potrebbe poi capitare che durante il viaggio altro si manifesti”.

Ascoltando la canzone di Daniele Silvestri “La mia casa” mi viene in mente il legame di Roma con l’acqua.

“Nella mia casa è tutta Roma
Perché è qui che sono nato. In mezzo ai preti, i gladiatori, gli avvocati, i senatori, i tassinari, gli impiegati, le bariste, gli artigiani, i rigattieri, i poliziotti, i cravattari, le puttane
E le duemila fontanelle per le strade
Dove l’acqua scorre sempre e non si ferma
Come se l’acqua fosse Roma
Come se fosse eterna
Come se l’acqua fosse Roma
Come se fosse eterna “

Come può una giornata alle Terme diventare la porta di accesso alla visita di un luogo?

Chissà che con questo pre – contatto con il viaggio e con l’anima di Roma non ci predisponessimo a un nuovo incontro con questa città e questo non ci permettesse di scoprire nuovi aspetti di Roma e con essa di noi stessi.
L’amore dei Romani per le terme dove la pratica del bagno termale era un fenomeno sociale legato all’igiene e alla salute pubblica, legata alla necessità di concedere a sé stessi e al proprio corpo una pausa. L’effetto benefico delle acque termali oggi come allora è quasi un momento “sacro” legato all’attività terapeutica, una sorta di purificazione del corpo e dell’anima.
Come sarebbe riscoprire questo aspetto delle terme ed utilizzarlo nel nostro quotidiano o in viaggio prima di approcciarci a qualcosa di nuovo che sia una esperienza, una nuova sfida o un posto da scoprire?
Questo aspetto “sacro” i popoli antichi lo conoscevano bene, tant’è che da Nord a Sud ci sono leggende che legano la nascita delle terme ed i loro poteri terapeutici a Dei, Ninfe e Sirene. Ognuna di queste creature porta con sé un’energia e un potere di guarigione che nella cultura popolare trasmette alle acque a cui dà origine. Se prima di recarti lì scoprissi la sua leggenda. Come cambierebbe il tuo approccio a quel luogo? Quale leggenda senti più affine a te? Cosa attiva in te, una tua parte che vuoi potenziare o a cui vuoi dare guarigione? 

LA NINFA EGERIA (Antonella Giroldini)

Roma con le sue Fontane, i suoi acquedotti, le sue cisterne d’acqua sotterranee, il suo Tevere e i suoi laghi di origine vulcanica è intimamente legata all’acqua.

Non a caso, qui l’acqua viene venerata attraverso la figura misterica di una Ninfa dai poteri oscuri e incantatori: Egeria. Una fonte chiamata col suo nome, fa parte del Sentiero delle acque che attraversa il Bosco Sacro e del Ninfeo per raggiungere le sorgenti Marrane e il laghetto del Pioppeto. Oggi, in quel luogo, si trova proprio lo
stabilimento dell’acqua naturale a lei dedicata. Egeria veniva venerata insieme alle quattro Camene, anch’esse protettrici delle acque. La fonte dell’acqua si sarebbe formata dopo il pianto struggente della Ninfa per l’amor perduto.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Sirene tra luoghi e leggende”, scritto da Sophie Lamour con Prefazione di Marco Pepè ed edito da De Ferrari Editore.

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche.

compiendo questo viaggio tra le acque e la tradizione italiana cosa potresti scoprire di te?

La storia che ha reso famosa la ninfa Egeria inizia dal suo incontro con Numa Pompilio, di origini sabine, eletto Re di Roma alla scomparsa di Romolo. Il nuovo sovrano era noto per la sua conoscenza della legge divina e per la sua indole tutt’altro che bellicosa. Accettò di regnare soltanto dopo aver consultato gli aruspici divini ed aver ricevuto i giusti presagi. Rimasto vedovo, Numa prese l’abitudine di passeggiare da solo per i boschi che circondavano la capitale e lì incontrò Egeria.
Egeria si innamorò del Re, che la sposò, lasciandola tuttavia libera di vivere nella sua dimora boschiva. Spinta dal suo amore e dall’animo pacifico e giusto di lui, arrivò persino a condividere con Numa i misteri degli Dei e del mondo degli spiriti. Numa, ci racconta la leggenda, trascrisse gli insegnamenti della sua sposa, ma le tavole che custodivano tali segreti non furono mai ritrovate.  Alla morte del sovrano, che si spense alla veneranda età di ottanta anni, la Ninfa si disperò e vagò nei boschi in cui aveva passeggiato assieme al suo amato.  Gli dei ebbero pietà di lei e decisero di trasformarla in una fonte che divenne sacra. Alla fonte Egeria identificata con la sorgente presso Porta Capena venivano offerti sacrifici delle donne in dolce attesa per propiziare il parto…. Ancora oggi molte persone si riuniscono per venerare l’acqua come elemento divino e di divinazione.

I Luoghi della leggenda Nel cuore della capitale, al Parco della Caffarella, è possibile ripercorrere parte di questa bellissima storia. Il bosco sacro è situato vicino l’ingresso Appia Pignatelli. Notevolmente più piccolo di come appariva agli occhi di Numa, ha sicuramente conservato lo stesso fascino di un tempo. I sentieri da percorrere nel parco sono tantissimi, dalle rive dell’Almone passando per il Ninfeo di Egeria fino ad arrivare alla fonte vera e propria. La ninfa Egeria era adorata anche nei pressi del lago di Nemi, insieme a Diana. Un’altra versione del mito, infatti, racconta che fu proprio la Dea a trasformare la ninfa nella fonte, commossa dalla tristezza di Egeria.

Come possiamo entrare in contatto con la nostra parte divina? Con la nostra unicità?

Nel narrare questa leggenda voglio mettere l’accento sulla natura di Egeria che rappresenta un contatto tra gli uomini e gli Dei. Un giorno a contatto con la natura, immerso negli elementi naturali: acqua, aria, terra e fuoco può riportarci a contatto all’essenziale e alla nostra vera essenza. Per chi è a Roma un’esperienza potente potrebbe essere quella di andare a visitare i luoghi della leggenda.

VASCO AL CIRCO MASSIMO (Antonella Giroldini)

È partito lo scorso 20 maggio il tour che sta portando Vasco Rossi nei principali stadi italiani dopo due anni di stop forzato dovuto alla pandemia. I primi due appuntamenti si sono svolti in una location nuova di zecca, la Trentino Music Arena di Trento. Sono seguite Milano, Imola, Firenze e Napoli,  mentre lo scorso weekend è stata la volta dell’atteso doppio appuntamento al Circo Massimo di Roma. Oltre 70mila a giornata i presenti al concerto evento che, come per tutto il Vasco Non Stop Live 2022, ha privilegiato l’ultimo lavoro Siamo Qui.

L’amore l’amoreLa pioggia alla domenica, Siamo qui, Tu ce l’hai con me, Una canzone d’amore buttata via e XI comandamento, i brani che il “Komandante” esegue regolarmente dal disco in questa tournée, con il resto della scaletta a dividersi tra classici più o meno recenti. C’è Sally e Siamo Solo Noi, c’è Albachiara e C’è chi dice no, ma anche Gli Spari Sopra, con queste ultime due ad acquistare una connotazione pacifista, la prima sostenuta con un bel «Fuck the war! Stop the war!», la seconda dedicata a tutti coloro che stanno soffrendo a causa della guerra in Ucraina.

Non poteva mancare Siamo Soli e in scaletta ha trovato inoltre posto una Toffee in versione simil unplugged. Qualche chicca 80s? Amore aiuto da Vado al massimo va sicuramente segnalata.

Scaletta

  • XI comandamento
  • L’uomo più semplice
  • Ti prendo e ti porto via
  • Se ti potessi dire
  • Senza parole
  • Amore… aiuto
  • …Muoviti!
  • La pioggia alla domenica
  • Un senso
  • L’amore l’amore
  • Interludio 2022
  • Tu ce l’hai con me
  • C’è chi dice no
  • Gli spari sopra
  • …..Stupendo
  • Siamo soli
  • Una canzone d’amore buttata via
  • Ti taglio la gola
  • Rewind
  • Delusa
  • Eh… già
  • Siamo qui

Bis

  • Sballi ravvicinati del terzo tipo
  • Toffee
  • Sally
  • Siamo solo noi
  • Vita spericolata / Canzone
  • Albachiara

I GIARDINI DELLA LANDRIANA (Antonella Giroldini)

A sud di Roma e a pochi chilometri dal mare di Tor San Lorenzo, si trovano i Giardini della Landriana, creati dalla Marchesa Lavinia Taverna e dall’architetto paesaggista Russel Page a partire dai primi anni ’60. Il Giardino nacque poco a poco insieme alla nascita delle piante nacque anche una passione che era destinata a trasformare un semplice spazio verde, in uno dei più belli e raffinati giardini mediterranei di tutta Italia.

SERRA MORESCA (Antonella Giroldini)

Progettato intorno al 1839 dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli, il complesso della Serra Moresca di Villa Torlonia torna alla sua originaria bellezza dopo due fasi di restauro. La prima, tra il 2007 e il 2013, ha riguardato il recupero dell’edificio da una condizione di fortissimo degrado, con un ripristino fedele dell’assetto originario, sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Nella seconda fase, da poco conclusa, oltre a ulteriori interventi conservativi sulla Serra, si è invece provveduto all’allestimento e messa in esercizio dell’intero complesso come spazio museale.
Progettati dall’architetto Maria Cristina Tullio, questi ultimi lavori sono stati effettuati sotto la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed eseguiti da Zètema Progetto Cultura.

Basato su uno studio accurato della documentazione grafica e fotografica e sulle descrizioni dei luoghi di Giuseppe Checchetelli, l’allestimento odierno della Serra Moresca ne mette in risalto le caratteristiche architettoniche originarie, di grande suggestione e rilevanza storica. La visita inizia dalla Serra, stupefacente padiglione da giardino con una struttura in peperino, ghisa e vetrate policrome che fanno da cornice alla fontana interna, oggi di nuovo attiva, e a una raccolta di Palme, Agavi, Ananas e Aloe, piante e specie arboree compatibili con la vocazione originaria dell’ambiente.
Si prosegue attraverso la Grotta artificiale pensata come il luogo della Ninfa (Nymphae Loci), con i suoi resti splendidamente illuminati, le cascatelle e i laghetti dove oggi tornano a vivere ninfee e fiori di loto.
È uno scenario storico naturalistico da ammirare lungo il percorso di visita insieme alla vista, dal basso, della Torre, imponente costruzione caratterizzata da ampie finestre con intelaiature in ghisa e vetri colorati che nascondono, all’interno, pareti riccamente decorate da stucchi policromi.

Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il complesso della Serra Moresca è aperto al pubblico da mercoledì 8 dicembre con un orario, in vigore fino al 31 marzo, che va dalle ore 10.00 alle ore 16.00, dal martedì alla domenica (chiusura il lunedì). A partire dal 1° aprile e fino al 30 settembre, l’orario di apertura è dalle 10.00 alle 19.00 con l’eccezione di luglio e agosto in cui il complesso rimane chiuso per ragioni climatiche.