NATURNO (Antonella Giroldini)

Se i luoghi di maggior interesse sono la chiesa parrocchiale di SS Pietro e Paolo, con belle sculture, tra le quali una Madonna lignea e l’insolito Museo della Macchina da Scrivere. A piedi, camminando per circa un’ora e mezza , si può ammirare la cascata di Parcinese , che con i suoi 98 m è la più alta dell’Alto Adige.  Il panorama che si gode è senza dubbio particolare , grazie alla presenza del maestoso monte Tessa. Naturno riserva un’eccezionale sorpresa . Si tratta di un gioiello d’arte medioevale la piccola chiesa di S. Procolo, che conserva le opere di pittura più antiche dell’Alto Adige. Gli affreschi del 400 all’esterno dell’edificio, che ha origini molto remote , sono solo un assaggio di ciò che si trova all’interno , dove artisti di cultura longobarda realizzarono nell’VIII – X secolo raffigurazioni di particolare espressività , pur nel tratto essenziale del disegno. Si distingue, per vivacità narrativa, la scena di S. Procolo in fuga da Verona. Nel centro del paese la cuspide a bulbo del campanile segnala la tardogotica chiesa parrocchiale di S. Zeno.

 

Terme Poseidon (Antonella Giroldini)

I giardini di Poseidon sono il più grande Parco termale di Ischia: oltre 20 piscine ed un centro benessere

Sono nel comune di Forio, affaccia sulla splendida Baia di Citara, uno dei panorami più belli dell’isola, già nota ai Romani per le sue straordinarie acque bollenti.
Ischia appartiene geologicamente al sistema vulcanico dei Campi Flegrei, un bacino dove i segni del vulcanismo sono ancora ben presenti con le fumarole, la solfatara di Pozzuoli, le terme di Agnano a Napoli, ecc.
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L’isola ha anche un’attività vulcanica secondaria, che si manifesta con fenomeni minori, quali solfatare (emissioni di vapore acqueo surriscaldato misto a zolfo), fumarole e mofete (emissioni calde di vapore e anidride carbonica) e, soprattutto, le acque termali, ricche di sostanze benefiche.
Acque termali altamente curative alimentano oltre venti piscine immerse nel verde, con temperature che variano da 28° C a 40° C, tre piscine con acqua di mare per il nuoto sportivo e per il divertimento dei bambini, una grotta di vapore termale secondo la tradizione greco-romana scavata nel tufo, tre gruppi “Kneipp” (bagni alternati 40° C/15° C) di effetto circolatorio e un cammino di esercizio vascolare degli arti inferiori.
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 Tra le altre cose, nella bella stagione, è possibile approfittare della bella spiaggia che ha un area attrezzata dove si hanno a disposizione: doccia, spogliatoi e tanto altro!

GLORENZA (Antonella Giroldini)

Interamente circondata da una massiccia cortina muraria, alta 7m, con torri cilindriche agli angoli e tre porte a torre quadrangolari lungo lati: così appare ancora oggi questo borgo fortificati, che per integrità è uno maggiori dell’Italia settentrionale, esattamente come lo costruirono nella prima metà del XVI secolo Jorg Kolderer, Turing e Cristofaro da Lurago, architetti e ingegneri di Massimiliano I. Glorenza punto obbligato di passaggio per i commerci tra Svizzera, Germania, Tirolo e Italia, era stata distrutta nel 1499 durante la guerra d’Engadina e l’imperatore, temendo altre invasione svizzere, ritenne di doverla munire adeguatamente, anche tenendo conto della nuova realtà delle armi da fuoco.

Fuori dalla porte Tubre, in cui è allestita una mostra che racconta le vicende della città.

 

Lago di Carezza (Antonella Giroldini)

Il panorama dolomitico per eccellenza è quello del lago di Carezza, uno specchio di acque cristalline abbracciate da boschi nel quale si riflette il profilo di Latemar. Un quadro decisamente pittoresco, che il turismo scoprì già a fine ‘800 e che divenne una delle tappe irrinunciabili del Gran Tour nelle Dolomiti.

Riserva Naturale Monte Soratte (Antonella Giroldini)

Da Sant’ Oreste si può salire verso la vetta del monte Soratte, citato da Orazio e Virgilio, vero e proprio balcone affacciato sull’area settentrionale, della Provincia di Roma. Nella Riserva Naturale Monte Soratte che copre circa 410 ettari si trovano alcuni imponenti abissi e una serie di sentieri consentono piacevoli e panoramiche passeggiate. Tra questi il percorso degli eremi conduce, partendo dal confine del parco a poca distanza da Sant’Oreste, alla cappella dell’Annunziata , poi alla chiesa di S. Lucia sulla prima delle vette del monte e poi alla chiesa di S. Silvestro, sulla vetta principale e infine al piccolo eremo di S. Sebastiano a poca distanza dalla panoramica chiesa.

SANT’ ORESTE (Antonella Giroldini)

Da Fiano Romano, una deviazione di circa 16 km conduce al paese di Sant’Oreste  che, nonostante una origine medievale, ha un aspetto rinascimentale. Il Palazzo Canali è stato probabilmente progettato dal Vignola, mentre il Monastero Agostiniano di Santa Croce si articola nell’antico Palazzo Abbaziale e nella Collegiata di S. Lorenzo Martire.

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Alessandro al Campanile – Sant’Oreste (Antonella Giroldini)

Facendo un giro nei dintorni di Roma ci fermiamo a Sant’Oreste,  un bel paese che si trova ai piedi del monte Soratte a pochi Km da Roma . Pranziamo in un caratteristico locale che è stato realizzato ristrutturando un’antica abitazione del paese trasformandola in un simpaticissimo ristorante.

Ci fermiamo davanti ad un portoncino rosso e bussiamo. Salendo le scale  veniamo accolti da Alessandro  e dal Suo staff.

Quello che subito nota è la calda accoglienza che tutto il personale riserva ai propri ospiti: sembra proprio di essere invitati a casa di un amico!

La padrona di casa è un personaggio veramente simpatico che entra subito in empatia con le persone che ospita e si entra veramente in empatia subito con lei!

Le sale del locale sono arredate in modo molto colorato e ricche di particolari. Ci sono dei tavoli anche vicino alla terrazza da cui si gode di un panorama fantastico!

I piatti sono variegati e gustosi. Il locale adotta il menù fisso che varia di giorno in giorno. Sono previsti antipasti vari , due primi, un secondo con contorno, dolci fatti in casa, caffè e bevande (vino a volontà sia bianco che rosso locali) . L’abbondanza garantita e media qualità.

Gli antipasti sono il vero piatto forte: salumi (coppa romana, salame), formaggio primo sale con miele, fagioli all’uccelletto, insalata russa, polenta servita su pratici taglieri di legno con una salsa particolare: molto buoni tutti quanti!

Decisamente Buona la grigliata di carne ed il risotto!

La signora dei dolci è divertentissima, i dolci uno spettacolo da provare – anche quelli tanto sono inclusi!
Buono buono buono!

 

 

PRESULE (Antonella Giroldini)

Castel Presule , davvero imponente quando compare sulla destra tra i boschi. Leonardo di Vols, erede della famiglia che l’aveva costruito nel XII secolo e uomo d’arme di valore riconosciuto , lo trasformò in una prestigiosa residenza rinascimentale, pur senza cancellarne le funzioni militari, ampliandolo con una nuova ala e aggiungendo una bella loggia con archi a sesto acuto. Ai suoi successori si devono tuttavia gran parte delle decorazioni pittoriche e il loggiato con arco a tutto sesto che chiude il cortile.

La residenza nel 1506 – 1510 fu teatro di processi alle streghe, terminati con roghi, e nel 1525 fu al centro della violenta repressione della rivolta contadina.

CASTELLO DI AVIO (Antonella Giroldini)

I vigneti risalgono le prime pendici della montagna fino ad abbracciare , sopra il piccolo abitato di Sabbionara, il fortilizio che dal 1053 al 1977 è appartenuto ai più importanti signori della zona, i Castelbarco. Solo però nel XII secolo il nucleo primitivo attorno al mastio venne circondato dalla cerchia di mura che tuttora racchiude il complesso, a formare un insieme fortificato che è un esempio di architettura militare e di dimora signorile medievale tra i maggiori della regione.

 

CASTELLO DI ROVERETO (Antonella Giroldini)

Occupa una posizione strategica. In effetti assomiglia a una piazzaforte, quasi a simboleggiare il controllo sulla valle da parte di Castelbarco. Furono proprio loro a costruirlo nel XIV secolo riutilizzando una fortificazione del XII, ma alla conquista da parte dei  veneziani si deve l’aspetto attuale con la caratteristica forma poligonale , il camminamento per l’artiglieria, i torrioni e lo sperone. Gli Austriaci durante oltre tre secoli di dominazione ne confermarono le funzioni militari, contribuendo da parte loro alla salvaguardia dell’aspetto assai munito.

Quasi a ricollegarsi a tale ruolo , nel 1921vi è stato inaugurato il Museo storico italiano della guerra.

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