BIENNALE DI VENEZIA 2013 – Jessica Jackson Hutchins ( Antonella Giroldini)

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Le forme di ceramica e cartapesta cadono e si gonfiano, si accalcano e si inclinano, si afflosciano e si appoggiano indolenti: possiedono una pesantezza palpabile e uno straordinario fascino tattile. Abbarbicate su tavoli, sedie e divani, o svettanti come escrescenze maligne, sembrano indefinibili nella forma come pensieri e contorte come formazioni geologiche, e trasmettono nella loro composizione un senso di esuberanza improvvisata. Pur essendo a volte inquietanti, le sculture di Hutchins sprigionano uno humor ed una tenerezza che scaturiscano dai materiali che l’artista inserisce nelle sue installazioni: vestiti scartati- indossati un tempo da Hutchins, da suo marito o da una delle sue figlie – ritornano spesso nelle installazioni, così come vari mobili che fungono da piedistalli o da elementi per composizioni scultoree. Le poltrone, i divani e gli oggetti che popolano le sculture di Hutchins provengono spesso dalla casa dell’artista e sono segnati da anni di uso. L’artista sostiene che il lavoro è motivato soprattutto da preoccupazioni personali: è un documento della sua vita intima, incapsulata negli oggetti di tutti i giorni e nelle sue sculture – un microcosmo in cu spazio domestico e presenze arcaiche sembrano poter convivere.

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Il suo lavoro, infatti, allude a culture antiche e forme archetipiche, spesso mediante titoli  che suggeriscono una sensibilità erudita e si scontrano con una natura sciatta e disordinata dalla sue forme scultoree.

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Aperitivo ARCHEOLOGICO BARBARICO (di Antonella Giroldini )

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Gironzolando su internet scopriamo una pagina interessante, si organizzano aperitivi in siti archeologici minori e poco conosciuti a Roma.

La cosa ci incuriosisce e decidiamo  di partecipare a quello che si terrà domenica 8 marzo 2015.  Il costo dell’aperitivo è di € 20 che per la visita guidata al “MUSEO NAZIONALE DELL’ALTO MEDIOEVO” non ci sembra per nulla esoso.

Siamo accolti dall’organizzatore che ci saluta e ci spiega quale sia la logica con cui ha deciso di intraprendere questa ingegnosa iniziativa. L’idea è quella di veicolare la cultura accostandola a qualcosa di piacevole come un aperitivo. Condivido in pieno questo spirito e trovo davvero interessante il modo in cui  la ragazza che ci accompagna ci descrive la vita quotidiana e le battaglie dei popoli barbarici.

La nostra guida spesso ci ripete che dobbiamo imparare ad aprirci al diverso… ed ha ragione! Infondo anche quelli che i romani chiamavano barbari non sono altro che nostri antenati …

La visita si conclude con una meraviglia che possiamo vedere inaspettatamente : L’Aula .

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A Ostia Antica, al di fuori di Porta Marina, tra il 1959 e il 1966, venne portata alla luce una ricca dimora scenograficamente collocata sul mare. Al suo interno fu scoperta una grande aula con esedra, ornata interamente con tarsie marmoree di diversi colori (opus sectile). Le pareti della sala furono decorate a zone sovrapposte: specchiature geometriche, un ricco fregio floreale, pannelli con animali in lotta e motivi architettonici. Un elemento originale dell’opus sectile è la presenza di due tratti maschili che possono essere interpretati come il filosofo/maestro e il suo allievo. L’effetto monumentale dell’aula fu enfatizzato dal grande pavimento con motivi e stelle, ottagoni e cerchi.

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Il soffitto era decorato da una pasta vitrea verde e azzurra con tralci di vite ricoperti di foglia d’oro. Il motivo del pergolato sul fondo azzurro del cielo suggerisce la destinazione dell’esedra come zona conviviale.

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Lo scavo ha rivelato che la decorazione non era terminato al momento del crollo dell’edificio: il piano di calpestio, infatti, era occupata da materiale di cantiere, le formelle del pavimento erano predisposte ma non ancora messe in opera , le pareti erano prive della zoccolatura. La datazione dell’opera si colloca tra la fine del IV e l’inizio del V sec d.C., come dimostra una moneta in bronzo dell’imperatore Massimo (383 -388 d.C.), fortunatamente rinvenuta nella malta di allettamento di uno dei pannelli con il leone.

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Grazie all’imponente opera di restauro e integrazione, si ha la sensazione di entrare nella sala antica percependone lo splendore e la monumentalità originale.

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IL MUSEO NAZIONALE DELL’ALTO MEDIOEVO – Via Lincoln 3 – EUR oo144 – Roma

ORARI DI APERTURA:

Lunedi: chiuso

Mercoledì – Giovedì – Domenica : 9.00 – 19.30

Venerdì e Sabato: 9.00 – 14.00

Chiudiamo la serata con un aperitivo ispirato alle ricette di Vinidario, il compilatore di una breve collezione di ricette culinarie: gli Excerpta Vinidarii, preservate in un singolo manoscritto unicale del V secolo d. C. e presentati come ricette di Marco Gavio Apicio.  Di questo autore non si sa nulla. Probabilmente era un goto.

SARDAS : sardine, uova, prezzemolo, origano, uvetta, pinoli, sale, pepe;

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LEGUMI E COTENNA: fagioli con occhio, rosmarino, cotica, porro, senape, sale, pepe;

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COUS COUS BERBERO: cous cous, melanzane, cipolla, carote, ceci, brodo vegetale, cannella;

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PORCELLUM CORIANDRATUM : carne di maiale, cipolla, uva passa, pinoli, origano, olio, aceto, miele, coriandolo, pepe;

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LAWZINAJ: pasta sfoglia, zucca, mandorla, zucchero, acqua di rose, uovo;

BIRRA LONGOBARDA: birra, miele, rosmarino, ginepro

El Spa ….. il rituale del benessere nel cuore di Roma (Antonella Giroldini)

 

Tra i Centri Benessere nel cuore di Roma erano mesi e mesi che consultavo quel sito ed avevo la fortissima sensazione che potesse regalarmi attimi di relax indimenticabili.

La frase che accoglie il visitatore è già di per se estremamente evocativa :

Fermati attimo, sei bello. GOTHE

Dopo averci attentamente pensato e aver studiato gli innumerevoli percorsi che ci offrono, mi lascio affascinare dal sentiero dell’armonia.

Nel sito leggo : lascia che il tempo si fermi, nella consapevolezza del panta rei , tutto scorre ma tu sei più lento del tempo perché sei rilassato e la tua mente ti presenta immagini di serenità e piacere.

E’ un momento particolare della mia vita ed ho voglia di disintossicare mente e corpo e di condividere questo momento speciale con una persona per me molto cara. Voglio regalarmi e regalargli un momento di rigenerazione che sciolga le nostre tensioni (soprattutto mentali) e ci consenta di andare oltre i momenti difficili che entrambi abbiamo dovuto affrontare negli ultimi mesi. Mi consulto con Simona, la receptionist che mi consiglia di non rinunciare assolutamente all’hammam tradizionale.

Ha ragione lei , del resto le antiche tradizioni culturali, da quella romana a quella turca dell’hammam, pur mancando delle consapevolezze scientifiche, puntavano oggettivamente alla stimolazione e alla rigenerazione dei corpi in un’ottica che noi oggi sappiamo anche scientificamente spiegare. Per questo secondo l’antica tradizione araba le persone stazionavano nel calidarium per oltre mezz’ora e la stanza era piena di vapore. Si giungeva così a quella idratazione, a quella tonicità della pelle, a quello scioglimento delle tensioni muscolari che oggi siamo in grado di ottenere con i trattamenti più ancestrali e moderni disponibili.

Questo hammam nel cuore di Roma ci infonde sensazioni amniotiche : cinque lettere contenenti la più grande saggezza, El , il grande Dio che risiede alla sorgente dei fiumi nel mezzo delle fonti dei due mari; spa come sigla si salus per aquam, che i nostri progenitori ben conoscevano. Ritornare nel centro di Roma con il principio della salute attraverso l’acqua è dunque un ritorno alle origini anche della nostra cultura più savia e classica. Un ritorno confortato dalla acquisizione anche di tecniche arabe e orientali e delle più moderne concezioni anti stress: vasche di reazioni, zona relax , trattamenti orientali, hammam…Tutto è volto alla infusionedi benessere, nel modo più naturale e lieve, in chi decide di riossigenare insieme corpo e anima nella convinzione che il benessere fisico influenzi quello psichico e viceversa e che lo stress debba essere sempre più contenuto, fino a tradurlo in uno stress buono, sotto controllo, piccolo motore della quotidianità e non despota dei nostri bioritmi.

Arriviamo carichi di aspettative e l’ambiente che ci accoglie è estremamente piacevole. Nello spogliatoio troviamo una comoda tunica, ciabattine e guanto di crine. Prima di accompagnarci nell’hammam il personale ci fa accomodare in una camera di decompressione, dove su comodi cuscinoni prendiamo una gustosa tisana depurativa.

Rilassati ci accomodiamo nel calidarium, una stanza di vapore caldo aa 45°. il vapore avvolge tuto e in quell’atmosfera soffusa ci sdraiamo sulle panche di marmo e cominciamo a liberare mente e distendere i muscoli. Quando siamo distesi, entra una corpulenta signora che si prende amorevolmente cura di noi. Ci pratica lo scrub della pelle, effettuato con un guanto ruvido: in questo modo vengono eliminate le cellule morte, con un effetto rigenerante sulla pelle che diventa luminosissima. Il rituale prosegue con il lavaggio, effettuato mediante abbondanti ed energiche abluzioni . L’hammam, oltre ad essere un antico rito di pulizia e purificazione, regala la sensazione di essere accuditi e coccolati come dei neonati.

Ci concediamo due massaggi particolari che ho scelto con il preciso intento di riequilibrare le nostre energie. Io mi concedo un massaggio ayurvedico, un massaggio di origine indiana, ha una valenza disintossicante, agendo contemporaneamente sui sette punti energetici, i chackra, sull’apparato locomotore, sull’apparat cardiocircolatorio e su quello respiratorio. Sul piano fisico, rilassa il corpo, migliora la flessibilità della colonna vertebrale e delle articolazioni, stimola la circolazione sanguigna e linfatica, nutre, tonifica e rassoda la pelle. Sul piano psichico, elimina lo stress, calma e distende la mente.

Al mio compagno di avventura invece prenoto un massaggio bioenergetico olistico, che si basa su una sinergia di tecniche integrate applicate in modo dolce e profondo. Si basa sui studi psicologici che hanno evidenziato il profondo legame esistente tra gli aspetti corporei e posturali di un soggetto ed il suo schema caratteriale ed emozionale. Le emozioni sono flussi di energia biologica presenti nel corpo. L’organismo umano ha la capacità di rimuovere sentimenti e conflitti attraverso le contrazioni croniche muscolari, incapsulando e bloccando i sentimenti. Il massaggio Bioenergetico può influenzare l’inconscio, aiuta a sciogliere la contrazione muscolare, a liberare l’energia bloccata e a farla fluire di nuovo nel corpo. Il rispristino dle flusso di energia migliora lo stato psico-fisico della persona, favorendone l’auto-espressività e l’elaborazione di sentimenti ed emozioni represse.

Finito questo rituale, ci concediamo una doccia a due piazze estremamente rilassante e ci dirigiamo nell’ultimo ambiente, le vasche di el . Il bagno, uno dei riti più antichi del mondo, diventa, nelle vasche di el una esperienza unica e suggestiva. In un’ atmosfera densa di vapore, ci si immerge in un’acqua dalle proprietà rigeneranti. Arricchita da sali minerali ( magnesio, potassio, ..) e da principi attivi idratanti, l’acqua presenta una elevatissima concentrazione di elementi nutritivi essenziali per restituire e mantenere l’idratazione e la tonicità della pelle. Il passaggio dal calidarium ( vasca calda) al frigidarium ( vasca fredda), secondo l’antica tradizione delle terme romane, ha un effetto stimolante per la circolazione.

Al termine di queste meravigliose tre ore di puro benessere e relax siamo riconciliati con noi stessi, con il mondo e tra di noi. La condivisione di questo rituale del benessere ci regala bei momenti di complicità e armonia…..

A presto Vasche di El…torneremo presto!

CONTATTI

Via Plinio 15c/d, 00193 Roma

Aperti : dal lunedì al giovedi dalle ore 10,00 alle ore 21,00; il venerdì, sabato e domenica dalle ore 10,00 alle ore 22,00.

Per prenotazioni o informazioni potete contattarci al numero +39 0668192869 o +39 3345973651.

Email: mail@elspa.it

Zanzibar ….Freddie Mercury (Antonella Giroldini)

Farok Bulsara, meglio noto con il nome di Freddie Mercury, estroso cantante e leader del gruppo glam- rock dei Queen, nacque a Stone Town il 5 settembre 1946, da un’abbiente famiglia parsi, seguace della dottrina di Zoroastro, proveniente dall’India. A 9 anni fu mandato a studiare i n India e non tornò mai più a Zanzibar. Terminati gli studi di grafica a Londra, nel 1970 fondò i Queen e si calò nel suo personaggio . Ironia della sorte , considerando che la sua famiglia fuggì da Zanzibar in seguito alla sanguinosa Rivoluzione del 1964, la celebre canzone dei Queen ” Bohemian Rhapsody”, che contiene la frase”nel nome di Dio , lo lascerai fuggire?”, fu adottata proprio dai secessionistidell’isola, che chiedevano l’indipendenza della Tanziana continentale.

Ci sono diverse case nella zona Shangani in cui si dice che Freddie abbia abitato, ma la più credibile è l’edificio che oggi ospita il Camlur’s Restaurant. Se siete proprio interessati a mettervi sulle tracce delle radici del cantante, il Mercury’s Restaurant di Minzingani Road è il posto migliore per fare domande.

Frieddie Mercury morì il 24 novembre 1991, il giorno dopo aver rivelato pubblicamente la sua battaglia contro l’AIDS.

la mia spinta a viaggiare

la spinta a viaggiare per ognuno di noi è legata a qualcuno o a qualcosa …Nel mio caso a mio padre!

Quando gli dissi che volevo iscrivermi alla Facoltà di Scienze Politiche per capire cosa succedeva nel mondo, mi fece promettere che non mi sarei fermata a quello che leggevo o che mi raccontavano ma  sarei andata a vedere il mondo con i miei occhi ….

Beh l’ho fatto grazie anche a due genitori che mi hanno regalato il mio primo passaporto con su scritto ” Antonella Giroldini” a soli 13 anni e permesso di fare il mio primo viaggio senza la famiglia a soli 9 anni!!!!