OASI WWF DEL LAGO DI ALVIANO (Antonella Giroldini)

Il Lago artificiale, di circa 900 ettari, nasce nel 1963 in seguito alla costruzione da parte dell’ Enel di uno sbarramento e di una centrale idroelettrica sul fiume Tevere. In tempi brevi i sedimenti trasportati dal fiume hanno dato origine ad un piccolo delta interno, alla successiva formazione di un raro bosco idrofilo ad un ampia area paludosa.

L’arrivo degli uccelli acquatici fu immediato e portò, grazie all’interessamento di numerosi ambientalisti, nel 1977 alla costituzione di divieto di caccia. Nel’ 83 fu realizzato il primo percorso naturale (Sentiero vecchio) nel ’90 con un accordo con la Provincia di Terni e WWF Italia iniziò la progettazione e la realizzazione del Sentiero Nuovo, ultimato nel ’94 e reso completamente accessibile ai diversamente abili nel 2006.

Nel 1996 venne realizzato il laboratorio didattico e costituito il Centro di Educazione Ambientale.

Continuamente vengono eseguiti interventi di riqualificazione ambientale. Tra i più importanti la realizzazione di acquitrini, di prati umidi e la costruzione di un argine che divide la palude dal lago e che permette di mantenere il livello delle acque interne.

L’Oasi del lago di Alviano comprende gli ambienti tipici delle zone umide ed ha ricreato ambienti acquatici scomparsi da oltre un secolo. Proprio per questo motivo ha un valore speciale, perché con i suoi 900 ettari protegge dalla caccia e dalla speculazione edilizia, è uno scrigno di biodiversità unico. E’ caratterizzata da palude, canneti e bosco igrofilo.  E’ ricca e varia la flora idrofitica, con vaste distese di potamogeton, najas, ceratophyllum. .  L’avifauna acquatica è ricca e comprende germani, alzavole, mestoloni, fischioni, cormorani, svassi, aironi di tutte le specie, tarabusi e tarabusini, falco di palude e pescatore, mignattai e spatole.  Numerosi i passeriformi, in particolare lucherini, grazie ai semi degli ontani, e tordi, grazie alle edere mature abbarbicate sugli alberi del bosco.
Tra i mammiferi, la nutria, il tasso, l’istrice, la volpe, il cinghiale, e, solo da poco tempo, lo scoiattolo  à migliaia di persone tra cui molte scuole.

 

Parco Naturale di Monte Cucco (Antonella Giroldini)

Nei comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, si estende per oltre 10.000 ettari, quest’area naturale di tutela regionale che, mostrando un’eccezionale ricchezza di vegetazione , fauna e giacimenti geologici, giunge fino al confine con le Marche. Il vero cuore del comprensorio è il massiccio calcareo del Monte Cucco, che con la Sua forma conica domina le terre umbro – marchigiane. Gli amanti delle escursioni potranno trovare in questa zona il loro ” paradiso”, oltre ad ammirare affascinanti fenomeni di carsismo e le numerose sorgenti e forre scavate dalla forza dei torrenti. Tra queste è spettacolare quella del Rio Freddo: un canyon inciso per la lunghezza di 5 km e una profondità di circa 200 m. Il massiccio del monte Cucco, oltre alla spettacolarità panoramica, ha una collocazione tale , rispetto ai venti e alle correnti termiche, da renderlo particolarmente adatto per lo sport del volo libero e del deltaplano.

 

 

Imboccata da Sigillo la strada panoramica che in 9 km risale le pendici del monte, si giunge nella Val di Ranco, tra boschi e praterie ideali per tranquille passeggiate. Ma la vera attrattiva di questa zona è la grotta  di Monte Cucco.