La Rocca Albornoziana di Spoleto (Antonella Giroldini)

Nella parte più elevata della piazza Campello si apre l’ingresso al viale che conduce alla Rocca. La sommità del colle era già stata spianata in antico per la costruzione dell’acropoli, nel V secolo dotata di un tempio italico e nel secolo successivo cinta di mura. Nel 1359 il cardinale Albornoz ne decise la costruzione come saldo punto di appoggio del dominio papale, affidando nel 1362 la direzione del cantiere a Matteo di Giovannello , il Gattapone, che progettò una poderosa fabbrica rettangolare , con sei torrioni , divisa in due quadrati da un imponente braccio traverso. Fu a più riprese ampliata e decorata da affreschi e stemmi che documentano le molte frequentazioni illustri, per poi essere destinata a bagno penale dello Stato pontificio.

Utilizzata come carcere fino al 1983, è stata acquistata dallo Stato e sottoposta a un intervento di restauro che si è recentemente concluso con l’allestimento, nei pregievoli interni, del Museo Nazionale del Ducato con opere d’arte, affreschi staccati e testiminianze epigrafiche e archeologiche dalla tarda antichità al tardo medioevo provenienti dalle collezioni civiche, e la realizzazione di spazi per mostre e temporanee manifestazioni.

 

 

Narni (Antonella Giroldini)

Sorge su uno sperone a dominio della gola del Nera e della conca ternana, in una posizione difesa naturalmente dagli aspri versanti che ne hanno anche inevitabilmente condizionato la forma e lo sviluppo urbano. Città di antichissima origine, Narni fu un nodo stradale di fondamentale importanza per il controllo della viabilità tra Roma e l’Adriatico. L’abitato di forma allungata, conserva tracce delle varie fasi formative, da quella umbra e romana del settore nord. , a quella medievale che ha vita ai terzieri di Fraporta e di Mezule. . La Rocca albornoziana, simbolo del potere papale, domina dal sommo l’intera città. L’importanza del ruolo territoriale ricoperto da Narni comportò anche assedi, saccheggi, devastazioni. La realizzazione dello scalo ferroviario favorirà la localizzazione di attività produttive, servizi e residenze, e permetterà di costruire a valle quello che a monte era impedito dall’accidentata morfologia dei luoghi. Il nuovo nucleo però rimarrà troppo distante per consentire al centro di avvalersi della vitalità di un’ immediata periferia