Mar Morto -Giordania (Antonella Giroldini)

152Situato al fondo delle Grande Depressione il Mar Morto venne citato sia nella Bibbia ( sulle sue sponde sorgevano le cinque città di Sodoma, Gomorra, Adham, Zeboim e Zoa) sia dal Coran, descritto da Greci e Arabi, chiamato “Mare di Lot” o “d’asfalto”, “Sedom”, “Dragone”, “Araba”. A chiamarlo per la prima volta Mar Morto furono i crociati. Tale proliferazione dei nomi è la prova del fascino e dell’interesse per questo grande lago salato ha sempre esercitato sulle popolazioni, sebbene l’aspetto, le dimensioni e la consistenza dello specchio d’acqua biblico fossero decisamente diverso da quello odierno. L’apporto idrico è stato drasticamente ridotto dagli interventi realizzati sul corso del fiume Giordano, suo principale immissario.

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La forte evaporazione e la combinazione di fattori geologici, hanno reso le acque del Mar Morto nove volte più salate rispetto alla normale acqua marina, rendendole così inadatte a ogni tipo di vita animale o vegetale. Esse hanno, però, notevoli qualità terapeutiche per varie specie di malattie della pelle, e oltre a essere curative, sono toccanti e depurative.

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Lungo la costa giordana del Mar Morto come avviene anche lungo la sponda israeliana, una serie di strutture di alto livello , offre la possibilità di fare bagni nel mare e di sfruttare le proprietà terapeutiche dei sali e dei fanghi dello specchio d’acqua . L’acqua del Mar Morto contiene ben 21 minerali, con elevate concentrazioni di magnesio, sodio, potassio e bromo . Queste sostanze conosciute come rimedi per la malattie della pelle ed elisir di bellezza fin dall’epoca biblica, sono utilizzate per trattamenti mirati . A poca distanza dalle sponde del Mar Morto si trovano le sorgenti termali di Hammamat Ma’ in, 264 metri al di sotto del livello del mare, al centro di un oasi. Le sue cascate ipertermali alimentano numerose sorgenti cale e fredde della valle e qui è tato costruito un complesso specializzato in applicazione di fanghi, massaggi in acqua, maschere di fango e trattamenti elettroterapici e cosmetici.

CIENFUEGOS (Antonella Giroldini)

E’ uno dei porti storici dell’isola. Negli ultimi anni è stata scoperta dalle rotte turistiche. La strada principale è Calle 37 che si presenta come una tipica rambla spagnola, con ampio passeggio centrale e strette corsie laterali per le auto.
La piazza principale è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. In questo spicchio del centro storico, in cui si considerano tutti i palazzi di rilievo storico e architettonico. A est del Parque inizia il Bulevar, il viale pedonale chiuso al traffico che è un po’ il luogo del passeggio cittadino, con negozi e ristoranti; a ovest, la piazza è invece chiusa dalla mole dell’Arco di Trionfo, l’unico eretto a Cuba, in vago stile napoleonico.
Il Teatro Tomas Terry è probabilmente il più appariscente e meglio conservato dei celebri palazzi.

image001La Catedral de la Purisima Conception si presenta con una facciata semplice e disadorna, arricchita solo dalle due torri campanarie laterali di diversa altezza. Costruita nell’Ottocento è famosa per le dodici vetrate finemente istoriate che rappresentano gli apostoli; ci sono anche due vetrate dedicate a Gesù Cristo.

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Completano la piazza lo storico Collegio San Lorenzo, il Piccolo Museo Provincial e fornitissimo Centro de Arte, in cui sono in vendita svariati prodotti di artigianali.

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Antonella Giroldini

PRISON ISLAND ( di Antonella Giroldini)

Dopo aver visitato Stone Town, salpiamo per PRISON ISLAND , che unisce in sé il fascino di un reef poco profondo da esplorare facendo snorkeling e la possibilità di accarezzare le testuggini giganti. ………

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A dispetto del suo nome non fu mai utilizzata come campo di quarantena per la febbre gialla.
Un sentiero dietro le rovine porta a un tratto di foresta, dove abita un branco di minuscole antilopi. Nel grande recinto dietro il ristorante è ospitata una colonia di testuggini giganti importato dall’atollo di Aldabra, nelle Seychelles alla fine dell’Ottocento

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Bel posto per qualche giorno di relax e per una fuga romantica !
A presto Zanzibar….
Antonella Giroldini

WEEK END ASCOLANO ( Antonella Giroldini)

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15Il Castellano e il Tronto, il primo confluendo nel secondo, in una conca dai fianchi scoscesi, a 25 km dall’Adriatico, delimitano una penisola pianeggiante che il colle dell’Annunziata protegge dall’unico lato terragno. La città che la occupa, severa, nobile, dalla compatta tessitura medioevale su resti romani , è caratterizzata dal colore caldo del travertino di cui sono fatti case, palazzi, chiese, ponti e torri, gli inserti di rinascimento per i quali più volte ritorna il nome dell’architetto Cola d’Amatrice.

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Da visitare c’è Piazza Arrigo , di forma rettangolare, vasta e monumentale è la più antica piazza della città; dominata dal Duomo.

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Bellissimo anche il Battistero che sorge isolato presso il  fianco sinistro del Duomo; del secolo XII, di forma ottogonale, è coronato da una loggia cieca con nicchioli nell’interno e coperta a calotta.

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Piazza Matteotti si apre all’estremità orientale della città, a capo del ricostruito ponte Maggiore , gettato sull’incassato torrente Castellano. Da qui sono visibili, in direzione sud, il trecentesco forte Malatesta e i superstiti piloni del romano ponte di Cecco , distrutto nel corso della seconda guerra mondiale.

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Piazza del Popolo, centro monumentale della città, è cinta da bassi e semplici palazzetti rinascimentali merlati e portci, degli inizi del ‘500; è dominata dal palazzo dei Capitani del Popolo e chiusa su un lato dalla chiesa di S. Francesco. Animatissima nelle ore serali , specie per la frequentazione di giovani.

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Antonella Giroldini

….FOTO DI UN VIAGGIO DI SVARIATI ANNI FA IN BELGIO ( di Antonella Giroldini)

Canale Damme-Bruges

..sistemando le vecchie foto di viaggio….recupero per caso alcuni scatti di foto del mio compleanno …30 anni, festeggiati con un week end a Brugges e Bruxelles….

 non credo di essermi mai più sentito tanto vivo e felice come in quei tre giorni nel Sud del Belgio. Avevo 20 anni e mi trovavo perfettamente a mio agio nel mondo. Il tempo era mite e la campagna verdeggiante e incantevole, costellata di piccole fattorie dove oche e polli razzolavano sul ciglio della strada raramente attraversata da macchine ….

di BILL BRYSON – UNA CITTA’ O L’ALTRA

Anto al battello

Anto Bruges

Le meravigliose Spiagge di Favignana (di Antonella Giroldini)

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image007image009Io che sono una nota esterofila e che di solito evito il “Mare Nostrum” questa volta non ce la faccio…dopo un assaggio di Sicilia avuto a Maggio, sento l’irresistibile voglia di tornarci e scelgo Favignana!. Non so neanche io perché ma questa località mi affascina!

Prendiamo aereo, transfert e traghetto che ci porta a destinazione …la nostra “via di sfuggita” al mondo reale è servita!

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I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (l’isola delle capre) per la quantità di capre selvatiche che pascolavano nell’isola. Ma, oltre alle capre, c’erano altri animali selvatici: conigli, porci, e asini. Una leggenda racconta che Aegusa era una ninfa che abitava nell’isola. L’isola era ricca di alberi e l’acqua vi abbondava, anche se per averla bisognava scavare.

Ed è così che ci appare ancora oggi l’isola un oasi a metà tra un paradiso e una terra deserta.

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I suoi colori ci affascinano subito e ci conquista la sua bellezza. Andiamo, quindi, subito alla scoperta delle spiagge e calette raggiungibili via terra.

Visitiamo subito la spiaggetta attrezzata vicino al nostro villaggio Cala La Luna e ci accoglie un mare cristallino e una sabbia candida che ci fanno innamorare dell’isola.

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A differenza di Levanzo e Marettimo, l’isola di Favignana è caratterizzata da coste meno frastagliate, che permettono l’accesso da terra alla maggior parte delle sue insenature, che si dividono in un susseguirsi di calette, baie, spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate.

Per quanto riguarda le spiagge sabbiose, le più grandi sono sicuramente Cala Azzurra, famosissima per le sue splendide acque cristalline e Lido Burrone, una delle poche spiagge attrezzate. Proprio a due passi dal centro del paese, antistante al porto si trova la Praia, spiaggia sabbiosa nelle cui immediate vicinanze si trova lo Stabilimento Florio, sovrastato dall’imponente colle di Santa Caterina con il suo castello. Spettacolare è anche la spiaggia sabbiosa del Marasolo.

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Cala Rossa è invece una delle mete più conosciute per gli straordinari colori dell’acqua e per la particolarità di trovarsi in una zona di cave di tufo: un bagno in questa cala, in grado di immergere il visitatore in uno scenario naturale unico, è assolutamente da non perdere. Non distante troviamo il porticciolo di Punta Lunga, dove si susseguono una serie di calette rocciose. I “Calamoni” rappresenta inoltre un connubio perfetto per chi ama calette sabbiose e scogli piatti. Cala Graziosa è invece una piccola cala appartata fatta di rocce e sabbia. Meravigliosa è poi la spiaggia di ciottoli Preveto-Pirreca; Menzioniamo infine Cala Rotonda, altra meta caratteristica con le sue rocce affioranti e la spiaggia di ciottoli.

Ma sicuramente il modo migliore per scoprire il mare di Favignana e le sue spiagge e un’escursione in barca…….

A presto …navigando per mare

Antonella Giroldini

JONAZI FOREST – ZANZIBAR (Antonella Giroldini)

Dopo varie giornate di mare decidiami …… Ci dirigiamo verso JONAZI FOREST, immensa foresta di mogani per un’avventurosa passeggiata.

E’ una meta di richiamo della zona sud dell’isola. Ora è l’unica zona rimasta incontaminata con un sentiero naturalistico attraversato da una foresta primordiale abitata da una comunità di colobi rossi, scimmie minacciate di estinzione, che si avvistano con una certa frequenza.

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Ospita numerosi habitat, tra cui la foresta umida, la macchia arbustiva sempreverde, la palude a mangrovie e il prato umido salmastro, e una grande varietà di fauna selvatica che un tempo abitava tutta l’isola, comprese le scimmie di Sykes e i colobi rossi e alcune specie di antilopi , camaleonti e numerosi volatili.

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La foresta offre percorsi naturalistici per tutti i gusti, partendo da una comoda passeggiata di un oretta fino al trekking di mezza giornata.

A Sud dell’ingresso alla riserva c’è il sentiero passerella tra le mangrovie di Pete- Jozani, si snoda tra boschetti di coralli, foreste di mangrovie e attraverso un ruscello che scorre nella parte settentrionale della Baia di Pete.

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In Africa si dice, giustamente: “le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono … ”

Speriamo che in questo caso non sia così!!!!!

Antonella Giroldini

 

….Due passi per Dubay ( di Antonella Giroldini)

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.…..Dubay o si ama o si odia senza mezzi termini , ma in genere chi la considera superficiale non si è mai allontanato dal bar del resort sulla spiaggia.

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Vi consigliamo invece di visitare L’Heritage Village, dove si trovano i vecchi villaggi di pescatori e la gente del posto si diverte a cantare e ballare e rivivere le proprie tradizioni e dove potrete ben altro della cultura dello shopping. Osservare il Creek, Con il suo vivai di dhow ( tradizionali barche a vela) e gli abra (taxi fluviali) che scivolano sull’acqua fumando la shisha e lasciandovi trasportare indietro nel tempo.

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Andando nel deserto a vedere le tende dei beduini e i loro antichi costumi avrete l’opportunità di capire come si è sviluppata la cultura del paese.

Tra le cose da non perdere c’è il Bur Dubay Souq, un souq delizioso soprattutto in inverno quando la brezza soffia tra le arcate di legno affacciate sul lungomare.

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Il cuore e l’anima della città si si trovano in acqua, nel brulicante Dubai Creek. Salendo a bordo di uno degli abra ( taxi fluviali aperti ai lati) che percorrono il Creek in entrambi i sensi, collegando Deira a Bur Dubai, potrete osservare la vita quotidiana e ammirare panorami più belli della città.

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Visitate il Deira Gold Souq alla sera per ammirare i meravigliosi gioielli e le gemme sfavillanti in tutto il loro splendore e i vicoli con grate in legno che brulicano di acquirenti.

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Raggiungete il Bahri Bar in stile coloniale arabo almeno un’ora pima del tramonto per trovare posto e dirigetevi verso la grande veranda in legno.  Sprofondati in un comodo sofà in rattan, sorseggiate un bicchiere di vino bianco ghiacciato e ammirate il panorama mozzafiato.

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Dubai ha un architettura eclettica e audace e il senso do onnipotenza che si percepisce in questa città ha permesso la realizzazione di alcuni tra gli edifici più straordinari del mondo.

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Tanto snobbati in altri paesi, i centri commerciali si dimostrano particolarmente adatti al caldo soffocante di Dubai e in pratica svolgono la stessa funzione che in altre città hanno le piazze. Lo shopping è un rito quotidiano negli Emirati, ma a Dubai raggiunge vette sublimi.

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In sostanza una figa di quattro giorni ci ha regalato relax assoluto!

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I Portoni di Zanzibar (di Antonella Giroldini)

La tradizionale moderazione che caratterizza l’architettura islamica contava ben poco per gli abitanti più ricchi di Stone Town, al culmine della sua espansione a metà Ottocento. Le porte e gli infissi divennero gli strumenti preferiti per ostentare opulenza e fasto nelle abitazioni. Non a caso la porta più grande e pesante di Zanzibar protegge l’ingresso alla House of Wonders, il palazzo delle meraviglie del sultano banghash, il cui interno conserva altri dodici splendidi esemplari di porte intarsiate.

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L’arte dell’intarsio delle porte vanta una lunga e rinomata tradizione in tutto il mondo mussulmano, dove è possibile ammirare porte realizzate in stili profondamente diversi, riccamente intarsiate di simboli che rimandano a epoche ben anteriori all’avvento dell’islam. image003Molte delle porte originali di Stone Town hanno più di 150 anni . La loro longevità, che spesso supera quella delle case stesse si deve alla durezza del legno con cui sono state realizzate, capace di resistere all’azione delle termiti, dell’acqua e del tempo. Il legno veniva ricavato da alcune specie arboree locali, tra cui l’albero dei jackfruit o quello del pane, mentre il tek e il sesamo venivano importati persino dalle lontane terre dell’india ( l’uso del sesamo potrebbe spiegare la famosa frase “apriti sesamo”) . si dice che le borchie fossero state concepite per tenere a distanza gli elefanti più irrequieti. Già prima dell’Ottocento le borchie erano assurte a simbolo di protezione della casa, valore simbolico che viene incarnato anche dai comuni motivi di catene o funi , intagliati sulla cornice della porta per proteggere l’abitazione dalla malasorte e dal malocchio .
Le più elaborate sono le porte delle abitazioni. Suddivise in due battenti, quello maschile sulla destra e quello femminile sulla sinistra, molte avevano anche un ingresso più piccolo, ricavato nel battente sinistro, riservato ai bambini. Le più antiche, costruite in stile persiano o omanita, sono contraddistinte da cornici rettangolari intarsiate, massicci battenti lineari e architravi rettangolari, decorati con motivi geometrici e floreali. Nel corso degli anni, le cornici e gli architravi si fecero più ornati e complicati, spesso sormontati da un pannello semicircolare o ad arco in stile arabo. Nell’arco sono, di solito, presenti fregi rettangolari, che recano una data, il monogramma del proprietario e iscrizioni tratte dal Corano. Entrambi sono costellati da borchie in ottone. I motivi decorativi comprendono tra l’altro, immagini di pesci, il fumo e i fiori di loto simbolo della fertilità nell’Antico Egitto e della pace in India.
Più diffuse sono le porte in stile indiano, più lineare e minuto, molte delle quali oggi prive di archi e con intarsi più semplici , fungono da ingresso ai negozi. L’abbondanza dei motivi floreali suggerisce la presenza di Dio nell’universo naturale.

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Invariabilmente realizzate con legno tek le porte gujarati rappresentano una stupefacente variante dello stile indiano, contraddistinta dai battenti e cassettoni e dall’abbondanza di borchie e di cornici squisitamente intarsiate. image009

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Escursione alla Camosciara di Antonella Giroldini

La Camosciara è la parte più famosa e conosciuta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.image001

Il selvaggio anfiteatro rupestre del gruppo montuoso della Camosciara, dominato dal monte Sterpidalto e dal Balzo della Chiesa, è uno dei luoghi più noti e più importanti del Parco. Le impervie vette dell’anfiteatro, mai violate nel tempo, hanno permesso la sopravvivenza del Camoscio d’Abruzzo e dell’Orso Marsicano, oggi simbolo dell’Ente Parco. La strada che si stacca dalla statale per raggiungere la Camosciara è chiusa alle auto. Il suo fulcro è lo spettacolare anfiteatro naturale che, con le sue guglie e creste frastagliate di dolomia bianca e grigia, è molto simile nella struttura e nell’aspetto alle montagne dolomitiche alpine; l’area si estende verso valle fino al fiume Sangro e racchiude nel proprio contesto la zona di Riserva Integrale ove l’integrità del territorio merita la conservazione assoluta. Oggi è possibile godere del grandioso scenario percorrendo un comodo itinerario, a diretto contatto con la natura, fino alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, e usufruire dei molteplici servizi presenti nell’area: mountain bike, passeggiate a cavallo, trenino turistico, area pic-nic con punti fuoco, escursioni guidate.

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Antonella Giroldini