…Ogni viaggio ha una destinazione segreta che il viaggiatore ignora…
Autore: anto1973giroagiroldini
PACENTRO (Antonella Giroldini)
Protetto dal monte Morrone, su un ripiano che domina la conca, è un centro medievale di piccole nobili dimore , dove è bello passeggiare respirando un’atmosfere antica. Il profilo urbano è caratterizzato dalle torri del castello dei Cantelmo, che contesero il borgo ai Caldarola; appartengono poi agli Orsini, ai Colonna e ai Barberini. Restaurato da alcuni anni, il castello è tra i più suggestivi dell’Abruzzo. A pianta quadrilatera, cinto da un fossato , è sorvegliato da tre slanciate torri quadrate; la cinta esterna, più tarda, ha tre torri cilindriche. Poco sotto il castello , la parrocchiale di S. Maria Maggiore, del tardo Cinquecento, ha uno snello campanile e una bella facciata in pietra, alla quale è stato aggiunto nel 1603 un elegante portale . Seicentesca anche la fontana di piazza. Nel centro storico è la chiesa di S.Marcello , fondata nel 1407 e restaurata nel 1166. Ai margini, in fondo a via S. Francesco, è invece la Chiesa dell’Immacolata , del convento dei Minori Osservanti, con chiostro decorato da affreschi seicentesco.
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Pescocostanzo (Antonella Giroldini)
Affacciata sui pascoli del Quarto Grande e del Quarto del Barone, l’antica e nobile Pescocostanzo è uno dei centri più interessanti dell’Abruzzo interno. Feudo dei Colonna, poi dei Silvestri e dei Testa, ha conosciuto una fase di prosperità tra XV e XVIII secolo, quando vi lavorarono artisti lombardi come lo scultore Cosimo Fanzago, il pittore Tanzio da Varallo e abruzzesi come Norberto Cicco per il marmo e Santo Di Rocco per il ferro. Nacque a Pescocostanzo l’intagliatore Ferdinando Mosca, autore del soffitto di S. Bernardino all’Aquila. Pescocostanzo ha subito gravi danni durante la seconda guerra mondiale ma la ricostruzione non ha modificato il centro storico. Al di là dei pur numerosi edifici d’interesse artistico e monumentale, va osservata la particolare qualità diffusa dell’edilizia pescolana: quasi tutte le abitazioni di carattere tradizionale hanno la scala esterna (“vignale”), orientata al riparo dal vento, portali, finestre, cornicioni in pietra scolpita, come in pietra sono lastricate le strade del paese.
Entrando nella villa, lungo la strada che porta verso il centro si incontrano la chiesa e il convento di Gesù e Maria. Questo severo complesso progettato da Cosimo Fanzago per ospitare i Francescani è arricchito da fastosi arredi barocchi. All’interno, lo scenografico altare maggiore si deve il disegno di Fanzago.
Monumento davvero eccezionale, la basilica collegiata di S. Maria del Colle si leva alta su una scalinata sulla quale si affaccia anche la chiesa di S. Maria del Suffragio dei Morti, con sfarzosi arredi barocchi nell’XI secolo e abbattuta dal terremoto del 1456, la collegiata fu ricostruita alla fine del Quattrocento e ingrandita nel secolo successivo, quando si realizzarono anche facciata e portale attuali, aperti sul fianco destro. L’interno, a cinque navate, è impreziosito dal magnifico soffitto ligneo a cassettoni, intagliato e dorato.
Una bella prospettiva si apre verso la triangolare piazza del Municipio, accogliente e armonioso spazio dotato della tradizionale fontana e dominato dalla torretta del Palazzo municipale, di impianto cinquecentesco. Accanto a questo è il palazzo del Governatore, sul cui spigolo spicca lo stemma cinquecentesco degli Asburgo di Spagna. Spicca per l’eleganza dell’architettura l’ex monastero di S. Scolastica, progettato da Cosimo Fanzago e per ciò detto palazzo Fanzago. Sorprendenti le mensole di legno che sorreggono il tetto, intagliate a rappresentare dei draghi. Una scalinata sale alla collina del Pesco, dov’era il primo nucleo del paese. Oggi ospita un belvedere e la chiesa di S. Antonio Abate.
Proseguendo alla sinistra del municipio, nel corso Roma, si entra nel quartiere più interessante del borgo, sorto tra il XVI e il XVIII secolo, del quale si consiglia la visita sia per i palazzi patrizi che testimoniano del periodo di maggiore prosperità di Pescocostanzo, sia per le abitazioni tradizionali dei secoli XVI e XVII, dalla particolare tipologia con la loggia e scala esterna.
paesaggi d’abruzzo(Antonella Giroldini )
Mercatini e artigianato a Capoverde (Antonella Giroldini)
Non esiste una vera e propria tradizione artigianale se non limitatamente alla produzione dei panos e delle terrecott. I panos sono panni di cotone e tessuti in strisce colorate di larghezza variabile che un tempo venivano utilizzati come merce di scambio al posto delle monete. A Mindelo è stato recentemente aperto un atelier per l’insegnamento e la produzione in Achada de Santo Antonio. La produzione di terrecotte e ceramiche invece era diffusa in tutto l’arcipelago anche se la tradizione permane ora a Mindelo, Maio e Boa Vista dove vi sono scuole e botteghe olearie. Oggi si assiste anche a una recente produzione di batik, dovuta all’estro di giovani artisti.
Un souvenir originale è costituito dal gioco dell’uril; lo giocano un po’ dappertutto ed è facile trovare . La maggior parte dei souvenir che si trovano a Sal sono di importazione africana, più precisamente senegalese.
Detto questo , bisogna aggiungere che il prodotto più tipico è rappresentato dalla musica , perché Capo Verde è musica! I Cd si trovano nei punti vendita della catena Tropical Dance a Espargos, Santa Maria, Praia, Mindelo e nelle Case della Cultura.
Quanto ai mercati , è assolutamente da visitare quello di Assomada , il più africano e pittoresco. Un altro mercato interessante è quello di Sucupira nel centro di Praia.
VILLALAGO – GOLE DEL SAGITTARIO (Antonella Giroldini)
Da Anversa degli Abruzzi, la statale traversa a mezza costa la scenografica forra delle Gole del Sagittario, lascia a sinistra la diramazione per Castravalva e prosegui in un’ aspra valle rocciosa fino al lago artificiale e all’eremo di S. Domenico. Poco più avanti una salita conduce a Villalago, con il centro storico affacciato sul Lago di Scanno. La parrocchiale di S. Maria di Loreto, di origine medievale, rifatta in forme barocche e di nuovo dopo la seconda guerra mondiale, rifatta in forme barocche e di nuovo dopo la seconda guerra mondiale, conserva un potale quattrocentesco a tutto sesto, un reliquiario del XV secolo e una tavola cinquecentesca della Madonna del rosario.
COCULLO (Antonella Giroldini)
Con una deviazione di 5 km da Anversa si sale a questo piccolo borgo, ancora sorvegliato dai resti del castello. Vi si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie, con elegante facciata decorata da un grande rosone e da due statue del XVI secolo. All’interno sono affreschi dei secoli XIV e XV. Nella parte bassa del paese, il santuari di San Domenico Abate, danneggiato dal terremoto, conserva una grande statua del santo e suppellettili in argento di scuola sulmonese; le opere d’arte sono custodite dalla Soprintendenza. La fama di Cocullo è legata alla tradizione dei ” serpentari”, che risale all’epoca dei marsi. All’inizio di maggio , i giovani del paese catturano alcune decine di bisce che il primo giovedì del mese vengono sistemate sulla statua di San Domenico abate e portate in processione per le vie del paese. Alla fine gli animali vengono rimessi in libertà. Il significato di questo rito risiete nella venerazione popolare per il santo folignate , ritenuto protettore contro tutti i mali.
Buracona a Sal (Antonella Giroldini)
Più a nord di Santa Maria si trova la piscina naturale di Buracona, dov’è possibile fare il bagno. Il toponimo deriva infatti da un enorme foro nella roccia lavica , modellata dalla potenza d’urto delle onde che assicurano il ricambio dell’acqua. Un insieme di grotte sottomarine culmina in una caverna illuminata dalla luce del sole che penetra attraverso il grande foro. I fantasmagorici giochi di luce attirano numerosi subacquei.


























