Vivere una esperienza Termale in Travel Coaching

se prima di scoprire le vie di Roma, ci permettessimo di attivare i nostri sensi dedicandoci qualche ora proprio in uno dei luoghi più amati dai Romani, le Terme?

Il mio rapporto con l’acqua è sempre stato viscerale. È il mio luogo di pace, il mio elemento rigenerante, la casa a cui fare ritorno per ricaricare l’energia, per cancellare stress e i pensieri negativi. Ogni tipo d’acqua ha una sua caratteristica, un su potere, un suo particolare modo di incontrare il nostro corpo, la nostra mente, i nostri sensi e un invito a rallentare, ad entrare in contatto con noi stessi, ascoltare ed ascoltarci. E così per scoprire le fonti termali italiane e invitarvi a sperimentare l’incontro con questi luoghi magici ho scovato questa guida – “Guida alle Terme e al Benessere in Italia “di Francesca Soldavini e Giuseppe Piccolo, ed. Magenes – uno strumento per conoscere il mondo termale italiano.

Il libro presenta, suddivise per regione e provincia, oltre 140 schede con informazioni dettagliate sugli stabilimenti termali, le acque e le sorgenti naturali …, nonché suggerimenti su città e attrattive turistiche da visitare. “… Infatti le stazioni termali, soprattutto in Italia, presentano caratteristiche climatiche particolarmente favorevoli e sono inserite in meravigliosi contesti naturali e artistici, che stimolano il raggiungimento di sensazioni di benessere e relax. Il concetto di cura è quindi associato a quelli di vacanza e di uso intellettuale del tempo libero, con proposte culturali e di svago variegate e adatte a tutte le età”.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Guida alle Terme e al Benessere in Italia “di Soldavini e Giuseppe Piccolo, ed. Magenes

L’ho scelto perché sin da piccola il mio rapporto con l’acqua è sempre stato viscerale: Ogni tipo d’acqua ha una sua caratteristica, un su potere, un suo particolare modo di incontrare il nostro corpo, la nostra mente, i nostri sensi e un invito a rallentare, ad entrare in contatto con noi stessi, ascoltare ed ascoltarci.

Uno strumento per conoscere il mondo termale italiano

Facendomi guidare da questa mia passione sono andata alla ricerca di una guida che individuasse luoghi in Italia che permettano di “…abbandonarsi completamente al piacere delle acque, sfruttando le loro molteplici proprietà sia per curare quei fastidiosi disturbi che a volte impediscono il vivere serenamente la quotidianità, sia per vivere in armonia con l’ambiente e, perché no, per migliorare il proprio aspetto fisico”.
Andando alla ricerca di questi luoghi magici nel territorio laziale ho scopeto che “nel bacino del Mediterraneo le acque termali sono state impiegate per l’idroterapia fin dall’antichità. Se i greci furono tra i primi popoli a conoscerle e apprezzarle (lo stesso Ippocrate ne decantò le virtù nel trattato Uso dei Liquidi), i romani esaltarono questo strumento di cura e di relax attraverso la realizzazione delle monumentali therme pubbliche, che si affiancano al balneum privato. … oggi i confini fra impianto termale in senso proprio, centro benessere e beauty farm tendono a essere sempre meno netti e spesso gli stabilimenti presentano al loro interno hotel e Spa, per offrire non solo cure e visite mediche specialistiche, ma anche trattamenti estetici e percorsi benessere.
Questo connubio tra terapia e relax è uno delle chiavi dello straordinario successo che sta vivendo il termalismo”.

Approfittando della visita a Roma della nostra Travel Coach, Ilaria Vigo, mi viene la voglia di passare una giornata a QC Terme, un luogo magico immerso nella natura a Fiumicino, a pochi passi da Roma. È un posto a me caro e che conosco bene, ci torno di frequente, ma questa volta l’idea di andare lì è dettata dalla voglia di vivere il luogo in pieno stile Travel Coaching.

Come può una giornata alle Terme diventare la porta di accesso alla visita di un luogo?

Una intera giornata dedicata a vivere il “piacere” e allo stesso tempo un allenamento a vivere il luogo, le terme appunto, attraverso i cinque sensi, facendone, come leggiamo nel libro di Ilaria – Travel coaching. Dis-orientarsi e scoprire la magia della vita – “la chiave di accesso al cambiamento di percezione.
Allenarsi a vivere i luoghi di viaggio, le situazioni, e gli incontri con queste cinque “porte” può davvero aiutarci a cambiare radicalmente il modo in cui percepire la tua realtà anche una volta rientrato a casa”.

Partendo da questa ispirazione mi permetto di vivere questa giornata creando un vero e proprio laboratorio. Entro in questo mondo conosciuto, rallentando e permettendo ai miei sensi di guidarmi nell’assaporare l’esperienza.
Facendomi inspirare dalle pagine di Ilaria mi osservo e osservo con uno sguardo distratto dove mi portano le esperienze che sto vivendo. In questo modo scopro che ho bisogno di lentezza, di assaporare e di gustare l’acqua, il calore delle vasche idromassaggio, il vapore delle zone umide e il calore della sauna e che tutto questo mi aiuta a liberare la mente, a lasciare andare pesi e tensioni e nell’ascolto del silenzio riesco a sentire i miei veri bisogni ed a ricontattare la mia bambina interiore quella che si nutre di gioia, di curiosità, di piacere e che ama scoprire ed assaporare….
Con il gusto e con l’olfatto attivati e risvegliati assaporo le piccole leccornie che sono messe a disposizioni dei clienti durante il percorso: piccoli bon bon dolci che solleticano il gusto e grazie al “risveglio “del mio “naso” scopro le fragranze dei profuma ambiente, legate ai quattro elementi.
Mi sento attratta dal profumo dell’aria e della terra. Scegliendo le fragranze che mi piacciono e mi inebriano, scopro che ascoltando i nostri sensi posso conoscere molto di me. I sensi ci parlano basta ascoltarli. La scelta della terra parla del mio legame con le radici, del mio senso di radicamento, della mia concretezza e del mio senso pratico, mentre l’aria che parla della mia continua ricerca, del mio legame con la mente e l’elemento mercuriale.

Partendo da queste piccole suggestioni ti invito a scegliere un luogo termale vicino a te e di regalarti una giornata in pieno stile travel coaching…

Rallentando e connettendoti con i tuoi sensi, facendoti condurre dalla voce narranteche ti suggerisce… “di osservare cosa ti fa ridere, arrabbiare, emozionare …cosa ti porta più vicino a chi sei davvero…

Una volta terminata l’esperienza rispondi a queste domande:
• Quale senso hai utilizzato maggiormente?
• Quale senso non hai utilizzato per nulla?
• Quale senso ti ha fatto scoprire qualcosa di nuovo?
• Quale senso ti ha portato stupore?
• Quale senso hai utilizzato che solitamente non sfrutti?

Non aspettarti che affiorino cose straordinarie, valorizza ciò che ha senso per te in quel momento. Potrebbe poi capitare che durante il viaggio altro si manifesti”.

Ascoltando la canzone di Daniele Silvestri “La mia casa” mi viene in mente il legame di Roma con l’acqua.

“Nella mia casa è tutta Roma
Perché è qui che sono nato. In mezzo ai preti, i gladiatori, gli avvocati, i senatori, i tassinari, gli impiegati, le bariste, gli artigiani, i rigattieri, i poliziotti, i cravattari, le puttane
E le duemila fontanelle per le strade
Dove l’acqua scorre sempre e non si ferma
Come se l’acqua fosse Roma
Come se fosse eterna
Come se l’acqua fosse Roma
Come se fosse eterna “

Come può una giornata alle Terme diventare la porta di accesso alla visita di un luogo?

Chissà che con questo pre – contatto con il viaggio e con l’anima di Roma non ci predisponessimo a un nuovo incontro con questa città e questo non ci permettesse di scoprire nuovi aspetti di Roma e con essa di noi stessi.
L’amore dei Romani per le terme dove la pratica del bagno termale era un fenomeno sociale legato all’igiene e alla salute pubblica, legata alla necessità di concedere a sé stessi e al proprio corpo una pausa. L’effetto benefico delle acque termali oggi come allora è quasi un momento “sacro” legato all’attività terapeutica, una sorta di purificazione del corpo e dell’anima.
Come sarebbe riscoprire questo aspetto delle terme ed utilizzarlo nel nostro quotidiano o in viaggio prima di approcciarci a qualcosa di nuovo che sia una esperienza, una nuova sfida o un posto da scoprire?
Questo aspetto “sacro” i popoli antichi lo conoscevano bene, tant’è che da Nord a Sud ci sono leggende che legano la nascita delle terme ed i loro poteri terapeutici a Dei, Ninfe e Sirene. Ognuna di queste creature porta con sé un’energia e un potere di guarigione che nella cultura popolare trasmette alle acque a cui dà origine. Se prima di recarti lì scoprissi la sua leggenda. Come cambierebbe il tuo approccio a quel luogo? Quale leggenda senti più affine a te? Cosa attiva in te, una tua parte che vuoi potenziare o a cui vuoi dare guarigione? 

NATALÈ AUDITORIUM CONCERTO DI DANIELE SILVESTRI (Antonella Giroldini)

A ROMA IL GRAN FINALE DEL TOUR
NEI TEATRI DEL CANTAUTORE

VEN 30 DIC 2022 | 21:00 | SALA SANTA CECILIA

Si è concluso il 30 dicembre 2022 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il tour nei teatri di Daniele Silvestri. Lo spettacolo nei teatri è in realtà un viaggio nella musica e nelle storie, quelle quotidiane e quelle straordinarie, che permetterà al pubblico di ascoltare tanta musica inedita in anteprima e allo stesso tempo di assistere al processo creativo del suo autore, come all’interno di una speciale sala prove, diventando spettatore non solo di un concerto ma anche della costruzione di nuova musica. Teatri/22 è così un live in cui lo scambio continuo tra palco e platea rende l’atmosfera intima e complice, dove la narrazione dei testi si intreccia al racconto musicale e alle immagini che scorrono sul grande led wall alle spalle dell’artista. Tra nuovi brani e hit, omaggi a grandi personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia e una scenografia di raccordo e racconto, Daniele Silvestri sarà accompagnato da una super band con Daniele Fiaschi alle chitarre, Duilio Galioto alle tastiere, Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Gianluca Misiti a tastiere e sintetizzatori, Marco Santoro al fagotto e tromba, Jose Ramon Caraballo Armas ai fiati.

La Conca Fallata Milano (Antonella Giroldini)

Il locale si trova in fondo alla ripa del Naviglio Pavese quasi ai confini della città di Milano, tra lo strano contrasto dei grattacieli e delle casupole lungo l’acqua, nel luogo da cui ha assunto il nome…

…così chiamato perchè ricorda un clamoroso insuccesso del governatore spagnolo Fuentes, signore di Milano ai primi del seicento…

…per cui la Conca fu soprannominata Falladas (dallo spagnolo) per bollare l’insuccesso. Il locale era nella meta degli anni cinquanta sessanta di vari cantastorie oggi diventati famosi: Cochi e Renato, Jannacci, Gaber, i Gufi, Maria Monti.

Dal 1969 Osteria con cucina, con un menù alla carta alla sera, a mezzogiorno un menù fisso permette di scegliere tra tre primi e tre secondi più un ottimo contorno.

Una delle specialità dell’Osteria della Conca Fallata è la carne equina, si possono gustare: bistecca, filetto, costate ,la Brasciola al sugo alla pugliese, stufato d’asino con polenta, la salsiccia di cavallo punta di coltello, cassoeula, trippa e molte altre specialità in alcuni giorni prestabiliti della settimana.

Si inizia di solito con bruschetta, classica o con lardo o con stracciatella di Andria, misto di salumi nostrani, sfilacci di cavallo, capocollo di Martina Franca. Tra i primi spiccano le orecchiette fatte a mano al sugo e cacioricotta o alle cime di rapa, purea di fave con cicoria.

…Pasta e cavolfiore o zucchine, pasta e legumi, zuppa di zucchine, ma anche le tradizionali carbonara e amatriciana con guanciale di Norcia. Di secondo oltre alle carni elencate precedentemente, il caciocavallo alla griglia, la burrata e le treccine di Andria. Non poteva mancare un’ottima scelta dei vini per accompagnare il pasto.

Come Viaggia il Capricorno (Antonella Giroldini)

Capricorno  (22 /12– 20/01)

…. Viaggiare tra la natura wild alla ricerca delle proprie radici  

Citazione: “There is a happy land where only children live they don’t have the time to learn the ways of you sir. Mr. Grownup (c’è una terra felice dove vivono solo bambini loro non hanno il tempo di imparare  i tuoi modi. Signor Adulto)”.   – There is a happy land. David Bowie 

Capricorno: è il genitore ed il fanciullo. Dentro di sé albergano sia l’uno che l’altro. Quello che il Capricorno fa non è altro che esprimere sé stesso attraverso il proprio lavoro. Che spesso è duro e ricco di sacrifici, ma quando porta alla vetta, il panorama ripaga ogni sforzo. Ha la testa, la volontà, l’intelligenza e il carisma che lo portano esattamente dove vuole arrivare”.

Come viaggiatore è uno spirito avventuroso, amante delle attività outdoor, della natura wild. Trekking, scalate fino alle alla vetta delle montagne più alte, immersioni. Se siete tipi adrenalinici e molto attivi, scegliete come compagno di viaggio un Capricorno e non resterete delusi.  Per la sua serietà l’ho pensato come guida di un gruppo di amici in bici! Mappa da seguire, tabella di marcia definita da lui da rispettare.

Lo possiamo trovare tra i paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato alle Residenze Sabaude patrimonio dell’Unesco, salendo fino ai Sacri Monti di Piemonte e Lombardia per poi perlustrare i Siti Palafitticoli preistorici dell’arco alpino. Amano scoprire luoghi che affondano le radici nella storia e questi sono tutti e quattro beni Patrimonio dell’Unesco, che volete di più?

SCOPRENDO SENTIERI E PERDENDOSI TRA LE VIGNE. IN COPPIA OPPURE IN UN GRUPPO DI AMICI.

Il 2022 sarà un anno scoppiettante per i nati sotto il segno del Capricorno. Un anno di nuove conoscenze, piacevoli scoperte, avventurosi inizi. Per questo il suggerimento è, limitazioni da Covid permettendo, di fare le valigie e andare alla scoperta di una meta fresca e vivace, un luogo ideale, insomma, per sentirsi parte di un mondo.

Esperienze Trasformative (Antonella Giroldini)

STRUMENTI DALL’INCONSCIO – ANSIA E RABBIA REPRESSE DISTRUGGONO IL PRESENTE

Partendo da questo : ” Albert Bandura, noto per il suo lavoro sulla teoria dell’apprendimento sociale, in particolare per il suo impatto sulla teoria sociale cognitiva, con l’esperimento della bambola Bobo ha ampiamente dimostrato in che modo un bambino imiti il comportamento dell’adulto acquisendo ed amplificandone le emozioni, fino a replicare atteggiamenti di tensione e rabbia.

Inconsapevole di ciò che accade, quindi, replica il comportamento, scrivendo in sé come veritiero ciò che in realtà non sperimenta sulla sua pelle come esperienza diretta.

Può acquisire quindi comportamenti connessi alla rabbia senza che ve ne siano le ragioni, ma solo perché l’adulto lo ha reso valido con il suo comportamento.

Questo indica quindi che potresti basare la tua vita su comportamenti appresi, che ti hanno riscritto le emozioni in maniera per te disfunzionale.

Questo ti espone a reazioni incoerenti con situazioni e persone, per di più tu non ne sei al corrente, poiché ciò che per te risulta normale, per l’altro può risultare eccessivo.

La rabbia è l’emozione repressa che più manifesta questa situazione, poiché socialmente non viene accettata, ma gestita, veicolata, in sostanza rinnegata.

Quindi, se negata, ti gestisce, poiché non la conosci a fondo…..”

Stefano Scialpi ed il Suo Lazarus ti insegnano a trovare la via per fare il salto ed abbracciare quanto Nietzsche dice : « Ogni volta che ho trovato un essere vivente, ho anche trovato la volontà di potenza […] E la vita stessa mi ha confidato questa segreto : “ Vedi, disse, io sono il continuo, necessario superamento di me stessa “ »

Come Viaggia il Sagittario (Antonella Giroldini)

Sagittario (22/11– 21/12)

… Rondini … grandi esploratori

Citazione: “Come fly with me. Let’s fly. Let’s fly away (…) once I get you up there where the air is rarefied we’ll just glide starry  – eyed  (vieni a volare con me.Voliamo. Voliamo via/ (…) Ti porto lassù/ Dove l’aria è rarefatta/ Vogliamo solo planare/ con gli occhi di stelle.)”.   – Come fly with me. Frank Sinatra 

Sagittario: è una rondine. Un volatile socievole che abita ovunque nel pianeta e che non tocca quasi mai terra. È fuoco ma non può vivere senza aria”.

Il segno del Sagittario è fortemente legato al concetto di viaggio. Che sia psicologico, alla scoperta di sé o ovviamente geografico, se c’è una parola che sembra cucita a misura addosso a questo segno è “viaggio”. Amano avventurarsi in zone inesplorate senza mai dimenticare le proprie origini.

Cercano vacanze in cui l’esperienza la fa da padrone e lascia un ricordo indelebile nella mente.  Hanno ben chiaro l’itinerario di viaggio che deve prevedere ogni giorno una città diversa seguendo l’impulso del momento, tenersi occupati in ogni circostanza e sentirsi liberi di muoversi, curiosare ed esplorare privilegiando magari un viaggio on the road o un pellegrinaggio.

Siete grandi esploratori, governati da Giove, cercate tutto ciò che non capite. La vostra vita è un susseguirsi di domande, alla scoperta del diverso da voi e, per farlo, avete un ottimismo incrollabile. Amate i luoghi densi di spiritualità e cultura perché sono ricchi di risposte.

Voi  che siete viaggiatori di larghe vedute apprezzerete la magia e il garbo della Basilicata: dal paesaggio surreale di Craco, piccolissimo borgo medioevale con la sua Chiesa madre e palazzo Grossi, alla capitale della cultura 2019 Matera, col fascino dei suoi sassi, e molto di più.

Sirene tra luoghi e leggende (Antonella Giroldini)

Tra le sue pagine sembra quasi di sentire la voce di queste creature mitologiche che
mi narrano sia la loro storia sia la loro essenza ed infine le loro caratteristiche.

Leggendolo scopro che il protagonista è proprio il nostro paese e che il libro è una raccolta di antiche leggende dedicate alle sirene nostrane: “l’Italia è il Paese delle Sirene: da nord a sud ci sono racconti d’acqua dolce e salata. Molte sono le storie che narrano la vita delle sirene, come le leggende di biancofiore e Solabella note in tutto il sud Italia. Salendo a nord nel Mar Ligure a Sestri Levante ricorderai l’amore vissuto tra la sirena Segesta e Tigullio. Nel Gargano dove impera lo scoglio Pizzomunno…. “.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Sirene tra luoghi e leggende”, scritto da Sophie Lamour con Prefazione di Marco Pepè ed edito da De Ferrari Editore.

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche.

compiendo questo viaggio tra le acque e la tradizione italiana cosa potresti
scoprire di te?

“noi sirene siamo la memoria dell’acqua e la memoria della terra così in alto, così in basso. Vi sono luoghi che ancora celano il segreto della nostra presenza, nei quali siamo cresciute…Connubio di bellezza suggestiva, natura rigogliosa e storia leggendaria: uno di essi è la costiera amalfitana, è qui che Ulisse incontra le sirene di Omero: Licosa, Ligea e Partenope dalle cui spoglie fu fondata la città di Napoli. La casa delle sirene era lo scoglio di marina piccola dell’isola di Capri che si affaccia di fronte ai faraglioni, e l’arcipelago delle sireneuse conosciute come “Li Galli”. Anche Ichnusa era uno dei luoghi in cui si potevano incontrare le sirene: Orfeo, vicino alle coste sarde, mise in salvo il suo equipaggio di argonauti, con il suono divino della sua lira …. L’isola Ichnusa, attuale Sardegna, è terra delle Domus De Janas, casa delle streghe in cui venivano celebrati i riti legati all’acqua e all’aldilà” …

E come in un atlante geografico da Nord a Sud viene tracciata la mappa della presenza delle sirene in Italia e ogni gruppo ha proprie caratteristiche. Così mentre “Le Sirene del Nord Italia derivano dalla tradizione orale nata dai fiumi e sulle rive
dei laghi e si mescolano con le leggende francesi, … in cui è l’amore la forza che spinge all’azione queste meravigliose creature metà pesce metà donna. Il loro è l’amore più bello che un uomo possa desiderare, ma anch’esso nasconde un lato oscuro e delle insidie…” (Il merletto di Burano); le sirene del centro Italia sono intimamente legate alla “cultura etrusca ancora per molti versi misteriosa, che ha donato all’umanità un simbolo straordinario che è quello della sirena a due code. Un simbolo di eternità legata al femminile, in cui tutti possono credere per trovare la propria strada nel viaggio alla scoperta del proprio “io” e del senso della vita”.
(Egeria); le sirene del sud Italia, infine, sono sirene ancestrali che rappresentano le paure dell’ignoto e nel contempo una sfida per navigatori e lupi di mare (Il dono di Partenope).





Sacro e profano si mescolano in questi racconti da nord a sud della bella Italia, storie
intervallate da simboli e aspetti curiosi. “Sirene tra luoghi e leggende”, vi farà
riscoprire il mostro marino femminile nei racconti della tradizione italiana,
sguazzando in tiepide acque salate mediterranee, fino alle dolci acque cristalline
delle cascate di montagna.

Per concludere vi lascio alcune domande …

Come le sirene del Nord Italia anche tu sei guidato da una passione?
Sei riuscito a scoprire quale è la forza motrice che ti guida?                                                                                                      Oppure leggendo le storie delle Sirene del Sud Italia hai identificato la paura o le paure che ti tengono bloccato?                  Affrontandole quali doni potresti ricevere?

Vi lascio con una riflessione: una delle forze delle Sirene è esattamente lo spirito di gruppo, per ricordarci che insieme si può crescere molto e che la forza che da l’esperienza vissuta insieme e condivisa è un potente motore di coscienza e conoscenza di sé e dell’altro… Ed allora il mio invito è a leggere queste storie con la curiosità di individuare delle mete da scoprire con dei buoni compagni di viaggio ed in puro stile Travel Coachig.

Miti e leggende nascoste d’Italia: la sirena Partenope e il suo dono (Antonella Giroldini)

Partenope è la sirena, il cui ventre ha generato la città del Vesuvio

città di una bellezza sacra e profana; forse frutto di un amore impossibile, non corrisposto da parte di Ulisse: A quel rifiuto la sirena reagì gettandosi nelle dolci acque del golfo, senza sapere che sarebbe rinata come dea immortale per l’eternità. La sirena si adagiò su uno scoglio e da quel momento le sue spoglie si mutarono in terra e vegetazione… una geografia sacra unica al mondo che spiega perché gli abitanti di Napoli vivono la città in maniera viscerale. Lo si evince anche dal significato del nome Partenope, vergine e fecondante, da cui deriva la parola parto. Sullo scoglio di Megaride, la sirena, concepì quella che sarebbe diventata Nea Polis…. Dalle sue code bicaudali, tentacolari iniziò la sua trasformazione. Il suo volto formò Caponapoli, il suo corpo corrisponderebbe all’attuale Largo Corpo di Napoli, e le sue estremità avrebbero generato Piedigrotta. Il su sangue cadde in mare generando Corallium rubrum, potente talismano per proteggere dal malocchio. Un ulteriore dono ai napoletani che ne fecero una fiorente attività per tutto il mediterraneo, un albero in mare costituito da terra acqua fuoco aria e…sangue magico…

Storia tratta dal libro: “Sirene, tra luoghi e leggende – Edizioni De Ferrari”

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di #Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di #Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche. parole: natura, contatto con gli elementi e vita all’aria aperta.

NEL NARRARVI IL MITO DI PARTENOPE VOGLIO PORRE L’ACCENTO SUL RIFIUTO E SU QUELLO CHE DA QUEL RIFIUTO È NATO.

 Partenope fu rifiutata da Ulisse e questo fece sì che non solo fosse trasformata in una Dea ma dal Suo dolore nascesse la città di Napoli. Da questo fatto volgio condividere con voi alcune domande che mi sono sorte spontaneamente:

  • se il fallimento fosse una benedizione?
  • Se ci permettesse di attivare nuove risorse e ci portasse sulla nostra vera strada?

La Sirena Partenope aveva, comunque, in serbo un altro dono per la città di Napoli:
la #pastiera napoletana, una torta straordinaria che rinchiude in sé come un prezioso scrigno il profumo intenso della primavera. Si narra che la sirena Partenope decise di decretare come sua dimora il golfo di Napoli. In primavera si avvicinava alla costa, attratta dall’allegria della gente, omaggiandoli del suo suadente canto per ringraziarla della loro gioia. Il cuore dei Napoletani è generoso, e quindi decisero di ringraziare a loro volta la sirena donandole cose semplici ma preziose più dell’oro.
Vennero scelte sette fanciulle ognuna provenienti da un diverso villaggio del golfo, per portare i doni a Partenope. 7 ragazze per 7 doni: la farina, simbolo di forza e ricchezza della terra; la ricotta, simbolo di abbondanza e generosità; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero bollito nel latte, omaggio dei due regni della natura, vegetale e animale; l’acqua di fiori d’arancio, che è il profumo della terra campana; le spezie in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo; infine lo zucchero, come metafora del canto della sirena unico in cielo, in terra e in tutto l’Universo. Felice, Partenope si inabissò con tutti i doni che a sua volta consegnò agli dei, i quali presi dal dolce canto della Sirena iniziarono a unire e miscelare tutti gli ingredienti facendone un dolce irresistibile. Così nacque la
pastiera e in memoria di quel giorno, vennero posate sull’impasto 7 strisce incrociate a losanghe.

Nel narrare questa leggenda voglio porre l’accento sul potere della gioia, del sorriso e dei doni che possiamo ricevere quando andiamo in viaggio con apertura mentale e di cuore.

Come scrive Ilaria Vigo nel Suo: “Travel Coaching Dis – orientarsi e Scoprire la Magia della Vita “, Talent Edizioni : “ SORRIDI: “Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo, ma qualcosa di buono succederà, perché sorridiamo “Proverbio
Giapponese.

“Non possiamo mai sapere cosa creerà il nostro sorriso nella persona che incontriamo, ma è sicuro che creerà un movimento.”

Quale avventura potrai vivere grazie al prossimo sorriso? Un viaggiatore Dis -Orientato fa del suo sorriso uno strumento: ha la consapevolezza che un sorriso autentico, che fa parte del cuore, dalla voglia di essere presenti a quegli occhi, a quel tramonto a quella situazione, potrà portare buona fortuna al suo viaggio e al suo incontro”.

Ti saluto con il desiderio di lasciarti il mio mantra preferito di viaggio:  Viaggia, sorridi, apri il cuore e stanne certo qualcosa di cui essere grato accadrà!

COME MAI IL TRAVEL COACHING USA MITI & LEGGENDE?

La narrazione mitologica ha il potere di inviare svariati messaggi e di attivare il paragone tra il noto e qualcosa che non conosciamo ancora. Il potere evocativo del mito sta nell’usare il racconto come grimaldello per far si che il luogo trasmetta al viaggiatore nuove ispirazioni filosofiche che facilitano un nuovo approccio alla scoperta di sé. Il luogo diventa, quindi, un Setting Trasformativo in grado di offrire a chi viaggia, anche grazie alla narrazione mitologica, un’amplificazione di significati, e la scoperta di soluzioni sorprendenti a volte anche un po’ magiche. Questa dimensione dominata dall’emotività, dalle sensazioni, dalle risonanze apre la porta al potenziale di ognuno di noi.

LA NINFA EGERIA (Antonella Giroldini)

Roma con le sue Fontane, i suoi acquedotti, le sue cisterne d’acqua sotterranee, il suo Tevere e i suoi laghi di origine vulcanica è intimamente legata all’acqua.

Non a caso, qui l’acqua viene venerata attraverso la figura misterica di una Ninfa dai poteri oscuri e incantatori: Egeria. Una fonte chiamata col suo nome, fa parte del Sentiero delle acque che attraversa il Bosco Sacro e del Ninfeo per raggiungere le sorgenti Marrane e il laghetto del Pioppeto. Oggi, in quel luogo, si trova proprio lo
stabilimento dell’acqua naturale a lei dedicata. Egeria veniva venerata insieme alle quattro Camene, anch’esse protettrici delle acque. La fonte dell’acqua si sarebbe formata dopo il pianto struggente della Ninfa per l’amor perduto.

Eccolo il libro di questo mese si intitola “Sirene tra luoghi e leggende”, scritto da Sophie Lamour con Prefazione di Marco Pepè ed edito da De Ferrari Editore.

L’ho scelto perché sin da piccola, come l’autrice del libro, ho amato “La sirenetta” di Andersen e soprattutto perché ho la curiosità di scoprire se anche l’Italia è terra di Sirene. Se anche nel nostro paese ci solo leggende legate a queste creature mitologiche.

compiendo questo viaggio tra le acque e la tradizione italiana cosa potresti scoprire di te?

La storia che ha reso famosa la ninfa Egeria inizia dal suo incontro con Numa Pompilio, di origini sabine, eletto Re di Roma alla scomparsa di Romolo. Il nuovo sovrano era noto per la sua conoscenza della legge divina e per la sua indole tutt’altro che bellicosa. Accettò di regnare soltanto dopo aver consultato gli aruspici divini ed aver ricevuto i giusti presagi. Rimasto vedovo, Numa prese l’abitudine di passeggiare da solo per i boschi che circondavano la capitale e lì incontrò Egeria.
Egeria si innamorò del Re, che la sposò, lasciandola tuttavia libera di vivere nella sua dimora boschiva. Spinta dal suo amore e dall’animo pacifico e giusto di lui, arrivò persino a condividere con Numa i misteri degli Dei e del mondo degli spiriti. Numa, ci racconta la leggenda, trascrisse gli insegnamenti della sua sposa, ma le tavole che custodivano tali segreti non furono mai ritrovate.  Alla morte del sovrano, che si spense alla veneranda età di ottanta anni, la Ninfa si disperò e vagò nei boschi in cui aveva passeggiato assieme al suo amato.  Gli dei ebbero pietà di lei e decisero di trasformarla in una fonte che divenne sacra. Alla fonte Egeria identificata con la sorgente presso Porta Capena venivano offerti sacrifici delle donne in dolce attesa per propiziare il parto…. Ancora oggi molte persone si riuniscono per venerare l’acqua come elemento divino e di divinazione.

I Luoghi della leggenda Nel cuore della capitale, al Parco della Caffarella, è possibile ripercorrere parte di questa bellissima storia. Il bosco sacro è situato vicino l’ingresso Appia Pignatelli. Notevolmente più piccolo di come appariva agli occhi di Numa, ha sicuramente conservato lo stesso fascino di un tempo. I sentieri da percorrere nel parco sono tantissimi, dalle rive dell’Almone passando per il Ninfeo di Egeria fino ad arrivare alla fonte vera e propria. La ninfa Egeria era adorata anche nei pressi del lago di Nemi, insieme a Diana. Un’altra versione del mito, infatti, racconta che fu proprio la Dea a trasformare la ninfa nella fonte, commossa dalla tristezza di Egeria.

Come possiamo entrare in contatto con la nostra parte divina? Con la nostra unicità?

Nel narrare questa leggenda voglio mettere l’accento sulla natura di Egeria che rappresenta un contatto tra gli uomini e gli Dei. Un giorno a contatto con la natura, immerso negli elementi naturali: acqua, aria, terra e fuoco può riportarci a contatto all’essenziale e alla nostra vera essenza. Per chi è a Roma un’esperienza potente potrebbe essere quella di andare a visitare i luoghi della leggenda.