MUSEO ALL’APERTO DI ARBAER (Antonella Giroldini)

Una ventina di vecchi edifici caratteristici sono stati trasferiti dalla loro sede originale, un museo all’aperto di 4 km a sud – est dal centro città, oltre Laugardalur. Ci sono abitazioni ottocentesche, una chiesa con il tetto di zolle, diverse stalle, fucine, fienili e rimesse per le barche, tutti molto pittoreschi. Completano il quadro gli animai domestici e, in estate , dimostrazioni di artigianato e antichi mestieri. Le visite guidate sono alle 13.

REYKJAVIK : MUSEO NAZIONALE (Antonella Giroldini)

Le collezioni di questo splendido museo offrono un quadro esaustivo della storia e della cultura islandesi , dalla colonizzazione all’età moderna. La sezione più esaustiva è quella relativa all’era della colonizzazione , in cui sono illustrati i metodi di governo dei capitribù e la successiva conversione al cristianesimo: fra reperti figurano spade, corni potori, monili d’argento e uno splendida statuetta bronzea di Thor. Il prezzo più prezioso è il portale ligneo di una chiesa risalente al XIII secolo, sul quale è intagliata la leggenda di un cavaliere e del suo fedele leone in lotta on i draghi .

 

SELTJARNARNES (Antonella Giroldini)

La zona costiera  di Seltjarnarnes, 5 km a ovest del centro di Reykjavik , sembra un mondo a parte. Con 106 specie censite, l’isola di Grotta , con il faro bianco e rosso , è un’oasi per il birdwatching . e’ raggiungibile con la bassa marea , ma l’accesso è vietato da maggio a metà luglio , durante la stagione della nidificazione. Si può arrivare seguendo un bel sentiero costiero. Le onde si infrangono sulla spiaggia e la roccia lavica , l’aria profuma di mare , i pesci sono sciorinati al sole per essiccare  e le sterne codalunga volano in alto scambiandosi versi striduli . La vista sul fiordo e oltre , fino al Monte Esja è splendida.

REYKJAVIK : HARPA (Antonella Giroldini)

Con i suoi esterni sfaccettati e luccicanti che si riflettono sull’acqua del porto, la sala dei concerti Harpa è una delle bellezze indiscutibili di Reykjavik . Oltre che per la stagioni di spettacoli di alto livello, vale la pena di andare all’Harpa per ammirare gli interni scintillanti con vista sul porto.

REYKJAVIK : PERLAN (Antonella Giroldini)

La grande cupola a specchi del Perlan, progettata da Ingimundur Sveinsson copre le enormi cisterne di acqua geotermale della collina di Oskjuhlid, a circa 2 km dal centro. Dalla terrazza panoramica che corre intero perimetro della struttura si gode uno strepitoso panorama a 360 gradi su tutta Reykjavik e sulle montagne circostanti.

REYKJAVIK: VIAGGIATORE DEL SOLE (Antonella Giroldini)

Reykjavik è costellata di sculture affascinanti , ma il Viaggiatore del Sole ( Sofar) sembra catturare l’immaginazione dei visitatori più di ogni altra. Opera dell’artista Jon Gunnar Arnason e posizionata di fronte al mare, ricorda lo scafo di una nave nelle sue linee essenziali e si presta a suggestive fotografie con le montagne innevate in lontananza.

la scultura simbolo della città sul lungomare di Reykjavik
La Sólfar (The Sun Voyager, che potremmo tradurre come “nave del sole”) è la scultura più conosciuta e rappresentativa di Reykjavik. Venne commissionata nel 1986 per celebrare il 200° anniversario della città (nonostante gli insediamenti in zona risalgano al X sec. la data ufficiale di fondazione di Reykjavik è nel 1786 quando venne riconosciuto dalla corona danese lo status di città all’insediamento che allora contava solo 200 abitanti) e venne inaugurata il 18 agosto 1990.
La scultura è realizzata in acciaio inossidabile e nelle sue forme si può indovinare un drakkar vichingo stilizzato, anche se il concetto originario dell’idea, oltre a voler celebrare la scoperta stessa dell’Islanda, richiama l’idea di una nava ideale, una nave dei sogni (“dreamboat”), e anche un inno al sole (da cui il nome). Difatti venne inaugurata a metà agosto, in un momento in cui il buio non cala mai completo sulla notte islandese. Intrinsecamente contiene in sé la promessa di territori da scoprire, un sogno di speranza e di progresso.
E’ molto fotogenica e vale decisamente la pena di andare a vederla.