….FOTO DI UN VIAGGIO DI SVARIATI ANNI FA IN BELGIO ( di Antonella Giroldini)

Canale Damme-Bruges

..sistemando le vecchie foto di viaggio….recupero per caso alcuni scatti di foto del mio compleanno …30 anni, festeggiati con un week end a Brugges e Bruxelles….

 non credo di essermi mai più sentito tanto vivo e felice come in quei tre giorni nel Sud del Belgio. Avevo 20 anni e mi trovavo perfettamente a mio agio nel mondo. Il tempo era mite e la campagna verdeggiante e incantevole, costellata di piccole fattorie dove oche e polli razzolavano sul ciglio della strada raramente attraversata da macchine ….

di BILL BRYSON – UNA CITTA’ O L’ALTRA

Anto al battello

Anto Bruges

Torino ….con gusto ….. (Antonella Giroldini)

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L’ultima visita a Torino, oltre ad averci regalato un tuffo nel gusto. Inaspettatamente  a Corso Matteotti, 17 M, 10121 ( Telefono:011 539506) scopriamo un ristorante messicano – El Centenario –  che ci accoglie con la sua vivace atmosfera facendo rivivere nei sapori della tradizione messicana lo spirito della festosa convivialità animata dai vini, dai drinks e dalla nostra speciale sangria.

La storia che ha dato vita al ristorante messicano El Centenario sfiora la leggenda. Aperto a Torino nel 1994 dal vero fondatore Pancho Lopez, qui giunto dal Messico per amore della giovanissima moglie italiana (lui 98 anni, lei 20), El Centenario riprende lo stesso nome del suo primo celebre ristorante aperto in terra natale nel 1911. Si narra che all’epoca il rivoluzionario Emiliano Zapata, dopo aver gustato la cucina di Pancho Lopez, dichiarò: “Questa cucina nasconde un’esperienza e una cura di almeno cent’anni”. Il ricchissimo menù messicano offre gusti, profumi e sapori che corteggiano il vostro palato: carni, pesce, tortillas, verdure, fritti, formaggi cucinati e conditi con salse e spezie irresistibili vi stuzzicheranno l’appetito con accenti più o meno piccanti.

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In attesa dei piatti ordinati ci viene servito un antipasto a base di nachos di mais con una deliziosa salsa piccante …e fantastica la deliziosa sangria, come si legge sul loro sito ” Lasciatevi inebriare dalla nostra sangria, rossa come il sangue a cui deve originariamente il nome, dolce e freschissima. Vino rosso, frutta e zucchero nella ricetta spagnola che ne è all’origine… poi adottata dal gusto messicano e proposta in tante varianti speziate.

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Alla fine optiamo per una PARILLADA MIXTA , il grande piatto delle carni…petto di pollo, sotto filetto di manzo, salsiccia e salsicciotti, cotti alla griglia accompagnati da tortillas, tostada di mais con insalata, semplicemente fantastici !

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Siamo sazi perché le porzioni sono abbondanti, ma ci concediamo anche uno spazietto per il dolce…Siamo in tre e ci concediamo una crema catalana ed una meravigliosa cheesecake …e per chiudere in bellezza ci offrono una graditissima tequila.

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Posto delizioso, cibo, ottimo, servizio impeccabile …Tornare…vogliamo gustare qualcuna delle prelibatezze di questa parte del menù….

” El Centenario Famous Fajitas

Il più gustoso e magro dei piatti tramandato dai coloni e dai cowboys texani del secolo scorso. Striscioline di carne marinate nella birra, cotte alla griglia,

con peperoni e servite su piastra calda, accompagnate da tostada di mais con insalata, guacamole, terrina di purée di e con fagioli neri e tortillas

Para 2 personas”

BEEF. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scamone di manzo di Fassone del Piemonte

LAS VEGAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scamone di manzo di Fassone del Piemonte con la nostra gustosa salsiccia

CHICKEN. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo

RENO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo con la nostra gustosa salsiccia

REPLAY. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e scamone di manzo di Fassone del Piemonte

SPECIAL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e scamone di manzo di Fassone del Piemonte con la nostra gustosa salsiccia

HOLLYWOOD . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La più spettacolare…filetto di pollo e scamone di manzo con porchetta di maiale

CHARRO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo e porchetta di maiale

CHICKEN CHEESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Filetto di pollo ricoperto di formaggio fondente

In vista di questa meravigliosa cena, che ci avevano preannunciato luculliana avevamo deciso per pranzo di tenerci leggeri! ed abbiamo assaggiato la famosa farinata, per noi piatto torinese, ma scopriamo essere in realtà un tipico piatto ligure.

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La farinata è una torta salata molto bassa preparata con ingredienti molto semplici e poveri: farina di ceci, acqua, sale ed olio.
Per quanto riguarda le origini di questo surrogato del pane, dobbiamo andare molto indietro nel tempo, addirittura al periodo dei Greci e dei Romani, quando, i soldati usavano preparare un “intruglio” di farina di ceci ed acqua che facevano poi cuocere al sole o sul proprio scudo, per sfamarsi velocemente e con poca spesa.
Il risultato era talmente nutriente, che la ricetta sopravvisse alla caduta dell’impero Romano arrivando dritta dritta al Medioevo quando veniva mangiata accompagnata con un trito di cipolle bagnate d’aceto, o con del formaggio fresco.
Proprio legata a questo periodo è la leggenda secondo la quale si racconta che la farinata, come la conosciamo oggi, sia nata nel 1284, per una pura casualità, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia di Meloria.
Al ritorno dalla battaglia, le navi genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta ed alcuni barili d’olio e farina di ceci si rovesciarono bagnandosi d’acqua salata.
A causa della scarsità di provviste, fu recuperato tutto il possibile ed ai marinai fu servito quel miscuglio di ceci ed olio che, nel tentativo di rendere meno sgradevole, fu messo ad asciugare al sole ottenendo così una specie di frittella.
Giunti a terra, i Genovesi, decisero di migliorare la ricetta di questa frittella improvvisata, cuocendo la purea che si otteneva in forno.
Il risultato era così buono che per scherno agli sconfitti, venne chiamato l’oro di Pisa.
Nel quindicesimo secolo un decreto, emesso a Genova, ne disciplinava la produzione, allora chiamata “scripilita”.
Molto particolari erano i locali, chiamati “Sciamadde”, in cui si poteva gustare questa specialità insieme ad un pasto tipico ed un buon bicchiere di vino.
Clienti abituali delle Sciamadde erano in particolar modo gli artisti ed i letterati, tra cui ricordiamo Fabrizio de Andrè, il quale amava frequentare queste locande.

Noi lo gustiamo nella versione semplice…solo ceci…e farcita con prosciutto….torneremo a Torino per l’arte, i musei, il benessere ed il cibo!!!

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Comincio ad oscillare tra una struggente malinconia per quello che questa città ha rappresentato e rappresenta per me e una irresistibile voglia di tornarci….quando ne sono lontana …. ogni volta c’è un pezzettino che mi manca e mi incuriosisce….

 

Le meravigliose Spiagge di Favignana (di Antonella Giroldini)

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image007image009Io che sono una nota esterofila e che di solito evito il “Mare Nostrum” questa volta non ce la faccio…dopo un assaggio di Sicilia avuto a Maggio, sento l’irresistibile voglia di tornarci e scelgo Favignana!. Non so neanche io perché ma questa località mi affascina!

Prendiamo aereo, transfert e traghetto che ci porta a destinazione …la nostra “via di sfuggita” al mondo reale è servita!

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I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (l’isola delle capre) per la quantità di capre selvatiche che pascolavano nell’isola. Ma, oltre alle capre, c’erano altri animali selvatici: conigli, porci, e asini. Una leggenda racconta che Aegusa era una ninfa che abitava nell’isola. L’isola era ricca di alberi e l’acqua vi abbondava, anche se per averla bisognava scavare.

Ed è così che ci appare ancora oggi l’isola un oasi a metà tra un paradiso e una terra deserta.

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I suoi colori ci affascinano subito e ci conquista la sua bellezza. Andiamo, quindi, subito alla scoperta delle spiagge e calette raggiungibili via terra.

Visitiamo subito la spiaggetta attrezzata vicino al nostro villaggio Cala La Luna e ci accoglie un mare cristallino e una sabbia candida che ci fanno innamorare dell’isola.

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A differenza di Levanzo e Marettimo, l’isola di Favignana è caratterizzata da coste meno frastagliate, che permettono l’accesso da terra alla maggior parte delle sue insenature, che si dividono in un susseguirsi di calette, baie, spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate.

Per quanto riguarda le spiagge sabbiose, le più grandi sono sicuramente Cala Azzurra, famosissima per le sue splendide acque cristalline e Lido Burrone, una delle poche spiagge attrezzate. Proprio a due passi dal centro del paese, antistante al porto si trova la Praia, spiaggia sabbiosa nelle cui immediate vicinanze si trova lo Stabilimento Florio, sovrastato dall’imponente colle di Santa Caterina con il suo castello. Spettacolare è anche la spiaggia sabbiosa del Marasolo.

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Cala Rossa è invece una delle mete più conosciute per gli straordinari colori dell’acqua e per la particolarità di trovarsi in una zona di cave di tufo: un bagno in questa cala, in grado di immergere il visitatore in uno scenario naturale unico, è assolutamente da non perdere. Non distante troviamo il porticciolo di Punta Lunga, dove si susseguono una serie di calette rocciose. I “Calamoni” rappresenta inoltre un connubio perfetto per chi ama calette sabbiose e scogli piatti. Cala Graziosa è invece una piccola cala appartata fatta di rocce e sabbia. Meravigliosa è poi la spiaggia di ciottoli Preveto-Pirreca; Menzioniamo infine Cala Rotonda, altra meta caratteristica con le sue rocce affioranti e la spiaggia di ciottoli.

Ma sicuramente il modo migliore per scoprire il mare di Favignana e le sue spiagge e un’escursione in barca…….

A presto …navigando per mare

Antonella Giroldini

CEDRO DEL LIBANO – RISTORANTE LIBANESE A ROMA (Antonella Giroldini)

Quando qualche anno fa un gruppo di amiche mi proposero il ristorante libanese, confesso si essere stata piuttosto scettica. Quello che mi convinse a provare un nuovo ristorante etnico fu la assicurazione che Najah, la proprietaria, aveva una straordinaria capacità di leggere i fondi di caffè!

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La molla che muove una mente femminile e senza dubbio la curiosità, soprattutto quella sul futuro! e se a questo aggiungiamo gli eterni problemi di cuore che affliggono il sesso femminile il gioco è fatto e l’impresa vincente!

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Il ristorante è in Via Aurelio Cotta 36 a Roma Tuscolano ( Numero di telefono 06 7614578 ) – Sito web attività ilcedrodellibano.com.

Al nostro arrivo troviamo un ambiente riservato e accogliente dove il proprietario e la sua mamma vi cucineranno delle prelibatezze provenienti dalla loro terra d’origine: il Libano.

Il menù è fisso ed abbondante e comprende antipasti misti tra fritti, hummus, pita, samosas, ecc., a seconda della disponibilità; un primo e un secondo generalmente serviti insieme, che consistono in un piatto di carne accompagnato con riso profumatissimo; insalata fresca, di cui potete chiedere anche un bis, e per finire dolcetti e tipico tè libanese che aiuterà la digestione.

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Consigliato a chi ama i sapori non estremamente ricercati ma gustosi e genuini, anche a portar via.

ANTIPASTI Si comincia con una serie di piatti molto semplici ma gustosi, dalla crema di melanzane (baba ganus) a quella di ceci (hommus), passando per l’insalata di prezzemolo (fatouch) ed il fatayer, ovvero triangolini di pane ripieni, nel nostro caso, di carne. Il tutto accompagnato da abbondante pane arabo.

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PRIMI PIATTI Non possono mancare cous cous e tabboouleh (grano spezzato integrale, menta e prezzemolo), tradizionali e pertanto molto gustosi, ma anche il risotto di pesce e zafferano (saiadè) si fa apprezzare.

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SECONDI PIATTI Anche in questa fase è la semplicità a dominare, con carni cucinate al forno o allo spiedo, senza troppi fronzoli. Shawerma (carne cotta allo spiedo e che per noi sarebbe il Kebab), pollo arrosto alla libanese, spiedini di pollo (shis tauk).

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DOLCI Baklava su tutti! Un dolcissimo pasticcino di fillo ripiena di miele e frutta secca.

VINI E BEVANDE E’ possibile accompagnare la cena con bevande tipiche libanesi, come la birra Almaza, o il vino Chateau Kefraya bianco o rosso, fate però attenzione ai prezzi. A fine pasto vi consiglio il tè in abbinamento al dolce, oppure, per i più arditi un liquore, chiaramente tipico.

SERVIZIO Ottimo il personale, estremamente gentile e cordiale. Il locale è a conduzione familiare e si vede.

PREZZO Il menù fisso che abbiamo scelto (in verità non è possibile fare altrimenti) con 3-4 antipasti, 1 primo, 1 secondo, contorno dolce e tè ammontava a € 27. In genere con la lettura dei fondi di caffè si sale a € 35. Forse un po’  caro per la quantità di cibo, la semplicità dello stesso ed il locale, ma la genuinità del cibo e l’affetto quasi materno di Najah valgono assolutamente quel prezzo….

Il venerdì ed il  sabato sera è possibile anche assistere ad uno spettacolo di danza del ventre.

Assolutamente da provare soprattutto quando c’è l’humus, il cous cous e le gustosissime polpettine.

JONAZI FOREST – ZANZIBAR (Antonella Giroldini)

Dopo varie giornate di mare decidiami …… Ci dirigiamo verso JONAZI FOREST, immensa foresta di mogani per un’avventurosa passeggiata.

E’ una meta di richiamo della zona sud dell’isola. Ora è l’unica zona rimasta incontaminata con un sentiero naturalistico attraversato da una foresta primordiale abitata da una comunità di colobi rossi, scimmie minacciate di estinzione, che si avvistano con una certa frequenza.

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Ospita numerosi habitat, tra cui la foresta umida, la macchia arbustiva sempreverde, la palude a mangrovie e il prato umido salmastro, e una grande varietà di fauna selvatica che un tempo abitava tutta l’isola, comprese le scimmie di Sykes e i colobi rossi e alcune specie di antilopi , camaleonti e numerosi volatili.

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La foresta offre percorsi naturalistici per tutti i gusti, partendo da una comoda passeggiata di un oretta fino al trekking di mezza giornata.

A Sud dell’ingresso alla riserva c’è il sentiero passerella tra le mangrovie di Pete- Jozani, si snoda tra boschetti di coralli, foreste di mangrovie e attraverso un ruscello che scorre nella parte settentrionale della Baia di Pete.

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In Africa si dice, giustamente: “le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono … ”

Speriamo che in questo caso non sia così!!!!!

Antonella Giroldini

 

Giorno di silenzio a Tangeri di Tahar Ben Jelloun

..e’ la storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte.

il vento dell’Est, in una città, in una dove si incontrano l’Atlantico e il Mediterraneo, una città fatta di colline, avvolta di leggende, enigma dolce e indecifrabile ….

..non pensa di fare del male dicendo crudamente agli altri le loro debolezze, i loro errori e i loro difetti.Secondo lui la verità è sempre meglio dirla anche quando porta con se delle ferite. e lui ferisce con ingenuità, con mala grazia, e talvolta con ferocia. non se ne rende veramente conto, perchè ha l’aria stupefatta per le reazioni altrui …

….questa mania che ha di mettere gli altri in caricatura gli costa molte noie. se ne rende conto oggi. E’ isolato .non ha saputo conservarsi la stima di nessuno, o quasi. Le sue patole sono tizzoni che cascano sulle ferite ; le sue frasi hanno l’effetto di un arma bianca tagliente; i suoi rancori sono animati da una buona memoriae da orgoglio smisurato. E’ un ribelle dall’anima tormentata e insoddisfatta. Se si fosse dedicato alla politica sarebbe stato un anarchico, un distruttore di illusioni ……