Giorno di silenzio a Tangeri di Tahar Ben Jelloun

..e’ la storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte.

il vento dell’Est, in una città, in una dove si incontrano l’Atlantico e il Mediterraneo, una città fatta di colline, avvolta di leggende, enigma dolce e indecifrabile ….

..non pensa di fare del male dicendo crudamente agli altri le loro debolezze, i loro errori e i loro difetti.Secondo lui la verità è sempre meglio dirla anche quando porta con se delle ferite. e lui ferisce con ingenuità, con mala grazia, e talvolta con ferocia. non se ne rende veramente conto, perchè ha l’aria stupefatta per le reazioni altrui …

….questa mania che ha di mettere gli altri in caricatura gli costa molte noie. se ne rende conto oggi. E’ isolato .non ha saputo conservarsi la stima di nessuno, o quasi. Le sue patole sono tizzoni che cascano sulle ferite ; le sue frasi hanno l’effetto di un arma bianca tagliente; i suoi rancori sono animati da una buona memoriae da orgoglio smisurato. E’ un ribelle dall’anima tormentata e insoddisfatta. Se si fosse dedicato alla politica sarebbe stato un anarchico, un distruttore di illusioni ……